Caserta, don Saverio Russo compie 80 anni: Auguri da fedeli attuali e passati e amici

CASERTA – Il giovane nello spirito ma ottantenne all’anagrafe don Saverio Russo compie 80 anni: Auguri!

Da maddalonese non posso dimenticare l’affetto della città verso di lui, ricambiato con gioia. È ancora vivo il ricordo di domenica 9 marzo 2014 allorquando, al termine della messa centrale del mattino, la comunità si è raccolta nella Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini per salutare don Saverio Russo. In quella occasione don Saverio lasciava la guida della parrocchia di Sant’Aniello Abate di Maddaloni, e rettoria della Basilica, avendo ricevuto formale incarico di parroco, che decorrerà dal 1 marzo 2014, della parrocchia SS. Nome di Maria in Puccianiello (comunità presso cui operava pastoralmente dal luglio 2013 per incarico del compianto vescovo di Caserta Mons. Pietro Farina), e in contemporanea ebbe anche l’incarico di Amministratore Parrocchiale delle due chiese Sant’Andrea Apostolo e San Michele Arcangelo in Castel Morrone.

Ma giungiamo a ricostruire, in modo molto essenziale, la storia di don Saverio.

Don Saverio Russo nasce a Marcianise l’8 maggio del 1943. Al termine delle elementari, entra nel Seminario Vescovile di Caserta; in seguito, completa la sua formazione teologica presso il Seminario di Posillipo gestito dai Gesuiti e frequenta la PFTIM “San Luigi”, conseguendo la licenza in Teologia. Il 1° luglio 1967, viene ordinato sacerdote da Mons. Vito Roberti, Vescovo di Caserta, nella sua Parrocchia d’origine, ovvero San Simeone Profeta in Marcianise. Il 2 luglio 1967, festa della Madonna delle Grazie, celebra la sua prima Messa solenne. Nel giugno del 1969 il Vescovo invita don Saverio a tornare il più presto da Assisi, dove il sacerdote si trovava presso un campo scuola, per affidargli la cura della Parrocchia Santo Stefano in Tuoro di Caserta, dove vi resta in qualità di parroco per 42 anni fino al 10 ottobre 2011. In effetti, anche dopo questa data, ovvero l’arrivo come parroco a Maddaloni della comunità di Tuoro resterà amministratore fino al 14 gennaio 2012.

Il 1° ottobre 2011 è comunque da ricordare come data di preso possesso canonico della parrocchia di Sant’Aniello Abate e Rettoria della Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini di Maddaloni

Nella comunità di Maddaloni verrà anche nominato Vicario Foraneo di Maddaloni.

In particolare, all’indomani della nomina a Vicario foraneo ha voluto invitare a cena Diaconi e consorte con i quali durante tutto il mandato ha voluto rinsaldare un rapporto spirituale. Don Saverio, così come ha riconosciuto e condiviso un percorso con i sacerdoti che rappresentano il Cristo Pastore, ha altrettanto riconosciuto valorizzato e arricchito il dialogo ed il cammino con i Diaconi che rappresentano il Cristo Servitore. “Il Vicario Foraneo don Saverio Russo quando arrivo a Maddaloni – ricorda il Diacono Antonio Esposito, a cui è affidata la lettura del saluto a don Saverio a nome della comunità parrocchiale maddalonese il giorno 9 marzo nell’ultima messa della mattina – volle incontrare i diaconi con le loro consorti e i diaconi a sua volta stasera ( per la cronaca il 6 marzo 2014) hanno salutato don Saverio che lascia Maddaloni per un’altra parrocchia, sacerdote con grandi doti, che riesce subito a farsi volere bene, e a lasciare un vuoto quando va via. Da giusto valore ad ogni persone di qualsiasi ceto sociale e un vero pastore. La cena è stata immortalata in una foto con commento presente anche sul social Facebook.

In riferimento all’esperienza maddalonese, va detto che nel corso di questi anni di amministrazione della comunità parrocchiale di Sant’Aniello Abate e Rettorato della Basilica maddalonese, don Saverio, ha dedicato molte sue forze alla sistemazione strutturale di quest’ultima.

Tra gli interventi alla Basilica si ricordano: il rifacimento copertura bagni, la ristrutturazione impianto Amplificazione, l’impermeabilizzazione tetto cappella San Vincenzo, la sistemazione della pedana per disabili e quella per la corale, la riparazione e messa in sicurezza facciata congrega Corpus Domini, il restauro portene laterale Basilica, il restauro delle Statue Madonna Visita Poveri, Sant’Aniello , Santa Lucia, Hecce Homo, e San Francesco Saverio, l’impianto amplificazione e pianola della Corale, il rifacimento impianto tiranterie e sostituzione motori campane, l’eliminazione delle perdite con impermeabilizzazione cappelle, l’eliminazione infiltrazione acqua con sostituzione vetrata basilica ed la realizzazione tamburo di contenimento ingresso principale Basilica.

Ed altre opere minori ancora sarebbero da segnalare. Del resto, si potrebbe dire, che è stato un valido prosecutore dell’opera di restauro della Basilica per la quale tanto si adoperò, anche con economie personali, mons. Cesare Scarpa che ha preceduto Don Saverio nella cura del sacro edificio.

Ed è anche per questo che in occasione del saluto del 9 marzo 2014 i collaboratori vollero con un piccolo segno (targa che ricorda i culti della comunità parrocchiale e pergamena di saluto) ringraziare il Signore, nella prima domenica di Quaresima, e la Santissima Vergine, del dono di questo periodo di due anni e mezzo in cui don Saverio è stato a Maddaloni.

Ricordando come si sia fatto carico dell’intera parrocchia, delle sue attività e dei suoi membri, contribuendo allo sviluppo di attività come quella dell’Unitalsi e nonché quella con la comunità dei confratelli della Congrega di Santa Maria del Soccorso, dove lo troviamo sia come guida spirituale che parroco per competenza territoriale. Lodevole la riscoperta del rapporto con le persone malati ed i disabili, in questo contesto, tanto è vero che una delle prime opere è stata la passerella per i disabili dal lato dell’ingresso principale della chiesa Basilica.

E qui vi sarebbe da fare un elenco di attenzioni, primati ed impegni che lo hanno contraddistinto per tutto il periodo dalla presenza di una corale di circa 50 elementi, al Centro di Ascolto per le persone bisognose di relazioni di aiuto, al Centro Caritas, al ricostituito gruppo dei Catechisti, più folto e più pronto a rispondere ai bisogni educativi dei fanciulli, al nuovo gruppo dei Ministranti, al nuovo Comitato organizzatore dei festeggiamenti del Patrono di Maddaloni e non da ultimo, al gruppo di donne volontarie, che nel silenzio della quotidianità, hanno permesso con il loro generoso impegno di rendere accogliente e sempre più pulita questa Casa del Signore.

E ancora la sua enorme pazienza nei riguardi di tutti e la capacità di gestire le differenze.

Tra le attività del Centro Caritas, don Saverio è stato promotore della mensa dei poveri maddalonese nata il 14 dicembre 2013 nel periodo natalizio. La stessa in breve tempo ha acceso gli animi di tantissimi volontari e benefattori. Infatti, hanno aderito con grande partecipazione e alto senso civico anche gli allievi e chef dell’Istituto Professionale Alberghiero della Fondazione ‘Villaggio dei Ragazzi don Salvatore d’Angelo’ di Maddaloni. La ‘Mensa Sociale’ era attiva ogni sabato dalle 12 alle 14, presso lo storico complesso delle ‘Suore Delle Cave’ sito in via Marconi a Maddaloni. L’obiettivo della ‘Mensa Sociale’ era offrire in un luogo familiare ed amichevole, una tavola comune per consumare un pasto caldo e trascorrere in serenità un po’ di tempo. Un servizio dedicato alle persone più sfortunate, ai bisognosi, per permettere loro di poter curare la propria persona, ma anche per favorire gli scambi sociali.

Va segnalato e ricordato come don Saverio si sia sempre prodigato per l’apertura della “Chiesa Parrocchiale” alla comunità e quindi l’incontro si citano ad esempio una tappa del ciclo di conferenze per il ricordo del 900° anniversario della Bolla di Senne, ed ancora l’incontro conclusivo della “Marcia per la Vita contro la terra dei Fuochi”, entrambe del mese di ottobre 2013.

Ma lasciando un po’ l’esperienza maddalonese, che mi è più cara, va ricordato che don Saverio è stato parroco nella chiesa di Santo Stefano Protomartire in Tuoro di Caserta dal 29 giungo 1969, giorno in cui si celebrarono, alla presenza dell’Arcivescovo e Vescovo di Caserta mons. Vito Roberti.

Certo quel 29 giugno 1969 fu un giorno particolare e lo stesso don Saverio così lo ricorda “Con entusiasmo ricordo quella data del 29 giugno 1969. Un momento vissuto con trepidazione, ma anche con spericolatezza dei miei 26 anni. Avevo davanti a me una grande eredità da seguire, quella del degnissimo parroco mons. Nicola Suppa, che per Tuoro era una vera e propria istituzione e c’era poi l’handicap di non deludere quello che era stato, sebbene per qualche anno, e con alterne vicende, l’entusiasmo sacerdotale di un altrettanto giovane prete, don Antonio Pasquariello”.

Fin qui nulla di strano, ma è dalle parole di Almerinda de Franciscis, da pubblicazione a stampa del 1994, che si evince la particolarità della giornata: “Mi sembra ieri ed è già storia, storia mia, nostra, di una comunità in cammino che festeggia in semplicità questo traguardo (si allude al 25°anniversario di cura parrocchiale di don Saverio a Tuoro). Eppure, ieri chi lo avrebbe mai detto che sarebbe riuscito a far ciò che ha sinora realizzato!?!? Sì, perché non possiamo non rivivere con ironia e serenità il Suo primo ricordo di residenza Tuorese: non dei migliori; basti rileggere la cronaca di Caserta di quel “caldo” giugno di tanti anni fa, per rivedere il suo volto teso di noi Tuoresi al Suo arrivo fra noi. Carabinieri e Polizia, in borghese e non, dovettero intervenire per farla accogliere nella nostra Comunità. Oggi, a distanza di tanti anni, siamo certi che ci ha perdonato quel nostro “benvenuto”, che non era realmente diretto a Lei, ma che nasceva spontaneo per il profondo affetto che ci legava al Suo predecessore”.

L’esperienza parrocchiale (Tuorese) di don Saverio richiama, mi scuserà per l’accostamento, alla mente “Nanny McPhee alias Tata Matilda” nella sua celebre “E’ meglio che sappiate una cosa sul mio modo di lavorare…/ Finché ci sarà bisogno di me, ma voi non mi vorrete dovrò rimanere. / Quando mi vorrete ma non ci sarà più bisogno di me, io me ne andrò via”.

La vita parrocchiale di don Saverio è stata di ricchissimi momenti e tanto ne ha beneficiato la comunità dei fedeli quanto la fabbrica religiosa per la quale si è sempre prodigato.

Don Saverio, va detto, nonostante l’incarico a Maddaloni, dall’11 ottobre 2012 fino al 14 gennaio 2012 resta amministratore della parrocchia Santo Stefano Protomartire di Tuoro di Caserta, dove il 15 gennaio 2012 gli subentrerà come nuovo parroco don Biagio Saiano, per un periodo[1].

In contemporanea a questo servizio pastorale parrocchiale don Saverio per diversi anni ha guidato l’Istituto Sostentamento Clero della Diocesi di Caserta, ovvero l’organo amministrativo finanziario dell’Ente, ruolo molto delicato affidato solo a persone di elevati doti di serietà e competenza.

Nell’ambito del ricordo dell’attività nella parrocchia di Tuoro, va ricordato che in occasione del quarantennale di guida parrocchiale don Saverio fece arrivare le reliquie di Padre Pio, santo della gente.

I festeggiamenti si ebbero dal 27 giugno al 12 luglio 2009. Le stesse arrivarono sabato 27 giugno alle ore 18 ed attraverseranno le strade della borgata di Tuoro per poi giungere in chiesa dove celebrerà la messa dal padre francescano Crescenzo, a cui seguì la veglia di preghiera. Il giorno della domenica 28 giugno, le reliquie furono prima venerate nelle varie messe e poi don Saverio le portò a casa di alcuni malati della parrocchia. Il giorno 29 giugno la messa delle 19 fu celebrata dal vescovo mons. Raffaele Nogaro che salutò i cittadini di Tuoro prima di lasciare la diocesi al suo successore mons. Farina. Alla messa parteciparono anche le comunità parrocchiali di Santa Barbara e di Garzano (in quest’ultima curando la comunità dopo il decesso nel giorno di Natale dell’amato don Peppino Errico), dove don Saverio Russo è stato parroco per alcuni anni. Alla celebrazione eucaristica seguì un’agape fraterna nell’oratorio parrocchiale.

Per festeggiare questi quarant’anni la parrocchia decise inoltre di editare un libro: “I miei quarant’anni a Tuoro” al fine di distribuirlo alle famiglie della parrocchia, sulla falsa riga di ciò che avvenne nel 1994 con il libro “Tuoro festeggia i 25 anni di parrocchia del suo Parroco Don Saverio Russo” curato dal prof. Marcello Natale.

La pubblicazione del venticinquesimo anniversario di cura parrocchiale presenta il saluto del Vescovo mons. Raffaele Nogaro, una breve ma incisiva ricostruzione dell’ingresso in parrocchia di Tuoro con tanto di articolo tutta pagina di giornale che ricorda l’evento su Il Tempo, la cronistoria dei parroci della chiesa, la descrizione della frazione nel venticinquennio a cura di Ferdinando Zamprotta, i contributi sulle figure famose e storiche del posto a cura di Marcello Natale ed Emiddio de Franciscis, l’evoluzione storica della borgata di Elisabetta de Franciscis, la cronistoria di un cammino comunitario di Almerinda de Franciscis, il saluto di don Peppino Errico (parroco della frazione Garzano di Caserta, che come accennato sarà per breve sostituito da don Saverio), un caro saluto dei bambini delle elementari e non solo, altri contributi di natura cronistoria di Marcello Natale, Francesco Brignola e Ferdinando Zamprotta, ed ancora il saluto della comunità del Buon Pastore di Caserta.

Anche nella pubblicazione del 2009, come quella del 1994, si riportano contributi e testimonianze. In questo caso si segnalano quella di monsignor Nogaro, che don Saverio Russo ha ricordato come “Colui che ha cercato di creare una Chiesa di comunione e non si è risparmiato per gli altri”. Al testo ha contribuì anche il compianto al tempo neo vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina, che ha mise in evidenza il suo rapporto trentennale con don Saverio Russo quando era parroco di Mezzano. L’ex presidente della Provincia Sandro De Franciscis che volle anche lui inviare il suo pensiero da Lourdes, ricordando l’esperienza dell’Unitalsi condivisa con il parroco di Tuoro per quindici anni. Anche i fedeli di Tuoro parteciparono al libro con le loro testimonianze, come quella di Lorenzo Brancaccio che ha tracciò un bilancio dei quarant’anni di attività parrocchiale. Nel testo si parlò anche del paese, della gente di Tuoro, del periodo dopo la guerra, con aspetti folkloristici come la cronaca della festa di Sant’Anna e si ricordò alcuni personaggi importanti per la storia della comunità. Anche i ragazzi dell’oratorio (ricostruito ed inaugurato nel 2007) festeggiarono quest’anniversario con due spettacoli che si tennero il 4 e il 12 luglio 2009 nel teatro della parrocchia.

Nella parrocchia della frazione Santa Barbara, altro quartiere della città di Caserta, don Saverio è stato parroco dal 5 ottobre 1987, anche se da mese di settembre dello stesso hanno inizio a curare la comunità parrocchiale, fino al subentro del nuovo parroco, don Filippo Frattolillo, avvenuto il 5 aprile 1992. Don Saverio giunge in parrocchia in quanto l’allora parroco don Pasquale Di Maio, per motivi di salute, dopo aver condotto la comunità di Santa Barbara per 40 anni, si trasferì alla casa natia in Marcianise dove, a distanza di poco, nel dicembre dello stesso anno, tornò alla Casa del Padre. In quegli anni don Saverio ricostituì i gruppi dei consigli parrocchiali, rivitalizzò il gruppo dei giovani, contribuì a far nascere la Sagra del Sanguinaccio e delle Chiacchiere, per la prima volta favorì e riuscì a far organizzare una piccola compagnia teatrale che esordì con uno spettacolo musicale nel periodo natalizio, senza dimentica le opere di restauro e di recupero della agibilità dello stabile per cui molto si prodigò.

Alla citata cura parrocchiale delle comunità delle frazioni di Garzano e di Santa Barbara di Caserta va aggiunta quella della comunità parrocchiale del Buon Pastora di Caserta orfana nel gennaio 1993 del carismatico don Gennaro Iodice, vede don Saverio portare, seppur per soli sei mesi, avanti tanti progetti da poco avviati come la “Casa del Giovane” e tutta una serie di iniziative ad iniziare dalla nomina dei gruppi dei consigli parrocchiali, per poi passare all’organizzazione del gruppo Vincenziano caritativo e sempre disponibile ad incontrare i giovani disagiati dei vari rioni e dare il massimo sostegno possibile ai malati, agli anziani ai disagiati. Nelle comunità parrocchiali del Buon Pastore e di Tuoro è ancora vivo il gemellaggio parrocchiale che si ebbe a svolgere in quei mesi. Nel mio ricorda di seminarista di quei mesi ho diversi vivi ricordi.

Giungendo alla guida attuale, va ricordato che da domenica 9 marzo 2014 dopo la messa vespertina nella Basilica maddalonese don Saverio si recato, come di consueto, presso la comunità parrocchiale di Puccianiello SS Nome di Maria per celebrare la messa delle ore 20. Dal 10 marzo 2014 avendo lasciato la comunità parrocchiale maddalonese si dedicato a questa, e per un periodo alle comunità di Castel Morrone.

Don Saverio come parroco della chiesa SS Nome di Maria non ha mancato di proseguire le opere avviate dai predecessori nonché con il suo spirito portare nuove iniziative, oltre a consolidare le precedenti.

È bello che i suoi collaboratori, dal sito ufficiali così si presentano e lasciano trasparire il ruolo del sacerdote: “Siamo un gruppo di volontari, che guidati dal parroco don Saverio Russo, senza scopo di lucro, ci dedichiamo a mettere in pratica la parola delle sacre scritture, offrendo servizi sociali alle comunità marginali residenti nella nostra città. La nostra struttura è formata da una squadra motore che lavora per assicurare la continuità delle attività e dei progetti ed il raggiungimento degli obiettivi si traducono nell’impatto che generiamo nella comunità dove siamo presenti. La squadra motore, è composta da un nutrito gruppo di volontari, è parte fondamentale dell’azione e del lavoro quotidiano della nostra organizzazione. L’intera comunità parrocchiale ci appoggia e condivide la nostra missione credendo fermamente nel nostro buon lavoro”.

Il sito parrocchiale del SS. Nome di Maria, ma anche il bollettino parrocchiale disponibile sul sito e giunto al numero n. 340 anno XXXI con il maggio 2023, sono solo alcuni dei canali con cui è possibile constare il laborioso impegno e la pastoralità del sacerdote. Nel bollettino, c’è la prima pagina a firma di don Saverio che affronta temi pertinenti il periodo liturgico o il momento civile con semplicità e con acutezza culturale derivante da citazioni opportunamente orientate alla guida spirituale. Ma è sempre il bollettino a fare la cronaca degli eventi e della vita degli organismi parrocchiali, in primis il consiglio pastorale e quello degli affari economici, ed è da questa lettura che ne deriva quanto la chiesa parrocchiale guidata da don Saverio è riuscita a fare con la saggezza dello stesso sacerdote. Senza dimenticare di evidenziare i momenti dedicati alla quotidiana preghiera (Santo Rosario e Lodi e Adorazione Eucaristica) i servizi vari come la Caritas e le Vincenziane o la presenza e l’articolazione dello studio medico.

E non dimentichiamo in tutti questi anni di guida parrocchiale a Puccianiello di Caserta l’attenzione verso i bambini e i giovani e dunque l’oratorio… e dunque anche il Teatro e la Compagnia Teatrale parrocchiale.

Tra le altre cose, si ricorda che il 21 maggio 2022, dopo il periodo pandemico, don Saverio ha ospitato per la ripresa delle attività dell’oratorio il sindaco di Caserta, Carlo Marino, nativo del quartiere di Puccianiello, e in quella occasione, il sacerdote ha tenuto a precisare e ha divulgare l’importante momento della vita dell’oratorio vissuto con la visita del primo cittadino Carlo Marino, nativo e residente proprio a Puccianiello, accolto da tanti bambini della comunità accompagnati dalle loro famiglie. Presente, tra gli altri, anche il consigliere comunale Massimo Russo, anch’egli di Puccianiello. Le attività dell’Oratorio in quella occasione si poterono considerare a tutti gli effetti riprese alla grande e con la capacità nuovamente di coinvolgere i giovani in tante iniziative, soprattutto sportive.

Una guida quella del sacerdote che ha fatto sviluppare i diversi ambiti parrocchiali dal Catechismo all’Azione Cattolica, dalle opere di Carità alla Caritas o alle Vincenziane, e dunque all’Assistenza medica con lo Studio medico, oppure al Turismo Religioso Culturale, o ancora all’Oasi di S. Giuseppe, all’Oratorio e quindi alle tante attività come il calcio, il gruppo ballo, il settore d’informatica, al decoupage, e dunque alla Commissione Cultura, al Cineforum, alle iniziative della lettura o della Conoscenza del territorio anche con Escursioni e all’Arte e teatro o alle iniziative del Teatro e Stagione Teatrale e alla Compagnia Replica a Soggetto, alle Mostre ed esposizioni, ai Convegni Conferenze Seminari. Senza dimenticare il Consiglio Pastorale e il Consiglio Affari Economici.

Si ricorda che don Saverio è collaborato dal Diacono Domenicantonio Matrisciano.

Don Salverio, riprendendo in prestito il titolo del suo saluto alla comunità sul bollettino parrocchiale del dicembre 2020, è un sacerdote che da “leggere i segni del nostro tempo” e ci ricorda che “nonostante tutto Dio non ci abbandona”. A noi resta essere misericordiosi e pregare. Certo ci sono stati momenti in cui don Saverio ha dovuto sollecitare la collaborazione alle attività e la presenza alle liturgie così da valorizzare la comunità parrocchiale di appartenenza anche per un senso di “chiesa domestica”.

Come poi dimenticare, oggi che è l’8 maggio, anche se del 2023, come l’8 maggio 2021 allorquando don Salverio accoglieva per la prima volta il Vescovo di Caserta mons. Pietro Lagnese nella chiesa parrocchiale. Pochi mesi prima, nel febbraio 2021, lo stesso don Saverio aveva dedicato la prima pagina del notiziario proprio al nuovo Vescovo Lagnese.

La vita parrocchiale e con essa il carisma di don Saverio è rilevabile dal portale parrocchiale https://www.parrocchiassnomedimaria.it/ o dalla pagina social https://www.facebook.com/people/Parrocchia-SS-Nome-di-Maria-Caserta/100064486610967/ ed è anche da qui che vediamo come don Salverio non manchi di coinvolgere prelati a visitare la comunità come avvenne lo scorso 24/25 dicembre allorquando la Santa Messa notturna della vigilia di Natale del 2022 è stata concelebrata dal Vescovo Emerito Valentino Di Cerbo e da don Saverio[2].

Non volendo tergiversare oltre giungo alla conclusione facendo i più sentiti Auguri a don Saverio, personali e come redazione giornalistica, e ai miei, oltre a quelli della comunità di Puccianiello e della città di Caserta, si aggiungano quelli del diacono don Antonio Esposito, del Maestro Antonio Barchetta, del cav. Francesco Corazza e dell’amico don Giuseppe Bernardo, Cancelliere della Curia Vescovile di Caserta, con il cui auspicio chiudo l’articolo:

“Tantissimi Auguri di Buon Compleanno al Sacerdote e Parroco Don Saverio, benedizione del Signore in mezzo a noi.

Ringraziamo il Signore Gesù per il preziosissimo dono del Ministero pastorale in varie Comunità della Diocesi, nonché nella scuola come apprezzato docente, per l’amore, la dedizione, l’impegno.

Il Signore effonda la Sua Grazia e la Sua Benedizione su di Lui!”.

a cura di Michele Schioppa #cronistoricomaddalonese


[1]In quella data, infatti, Mons. Pietro Farina presentò alle ore 15.30 alla comunità dei fedeli il nuovo parroco con la e si avrà la presa di possesso canonico. Don Biagio, nel mentre, aveva celebrato la Santa Messa di ringraziamento per la fine del suo mandato di vice-parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo in cattedrale il sabato 14 gennaio alle ore 18 dove operava nella detta qualità dal settembre 2008 coadiuando mons. Antonio Pasquariello. Don Biagio, va ricordato è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Caserta il 1° maggio 2008 dal vescovo Mons. Raffaele Nogaro. All’atto di prendere possesso della parrocchia di Tuoro, dal dicembre 2011, era stato nominato cerimoniere vescovile.

[2]In quella occasione il Bambino Gesù è stato deposto nella mangiatoia da sua Eccellenza, il Vescovo, al termine di una piccola processione accompagnata dagli zampognari. E, ancora la Santa Messa fu allieta dal coro polifonico, guidato dal maestro Tiziano Bellocchio, che strumentalmente si è arricchito, oltre che dall’organo, da una chitarra e un flauto traverso.