Maddaloni, don Antonio Esposito festeggia le “nozze di platino” con la vita oggi 2 maggio

MADDALONI (Caserta) – Domani mattina, 2 maggio 2023, c’è un giovane che festeggia il compleanno. Lo farà con la sua famiglia anagrafica e sicuramente anche con quella ecclesiale. Il ragazzo nello spirito, anche se anagraficamente i registri comunali gli assegnano 75 anni. Antonio Esposito, don Antonio Esposito festeggia quest’oggi le nozze di platino con la vita. Ben quindici lustri che non si noterebbero se non fosse per qualche capello bianco.

Don Antonio Esposito è uno di quegli uomini che hanno una memoria ferrea nel ricordare anniversari, compleanni e onomastici e non manca di festeggiare con un pensiero i festeggiati[1]. Lo fa con cura e attenzione pubblicamente, e per il tramite dei social, riesce a far ricordare anche agli altri l’occasione augurale.

Quanti lo conoscono lo apprezzano, anche perché si “spende” nel sociale e nel religioso, sapendo e vivendo quanto scritto negli Atti degli Apostoli: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35).

Don Antonio, come anche altri diaconi in verità nella nostra Diocesi di Caserta, attualizza quanto sei anni affermava Papa Francesco: “Il ministero diaconale deve essere visto, dunque, come parte integrante del lavoro fatto dal Concilio per preparare l’intera Chiesa ad un rinnovato apostolato nel mondo di oggi. I diaconi possono a ragione essere definiti i pionieri della nuova civiltà dell’amore, come amava dire Giovanni Paolo II”.

Di seguito riporto alcune saluti e messaggi di congratulazioni di suoi ex parroci e dell’attuale don Antonio Traviso, per la sua storia religiosa e di due suoi amici per la sua storia civile da militare.

Mi piace segnalare questa foto di Pasquale Pellegrino (le cui fotografia con quelle di Giuseppe Diodati e altri come Mina Fiore, immortalano persone ed eventi cittadini da anni rendendo fruibile sui social i loro scatti) è importante sia perchè riprende un momento della Processione del venerdì Santo curata per anni da don Antonio Esposito, sia perchè alle sue spalle si schierano alcuni suoi sacerdoti di cui è stato diacono: don Vincenzo Carnevale, don Antimo Vigliotta, don Rocco Santorsola e don Antonio Iazzetta. Indicati in ordine di posizionamento dietro don Antonio Esposito.

Seguono i ricordi e le testimonianze di affetto, la prima è di Saverio Russo: “Caro don Antonio, so che in questi giorni festeggerai i tuoi 75 anni. Certo non sono tanti in questo tempo in cui la speranza di vita si è molto allunata, ma è sempre una tappa importante nella tua vita spesa a servizio della famiglia, dello Stato e da tanto tempo a servizio della chiesa come diacono di Cristo. Ringrazierò insieme con te il Signore per questa tappa importante della tua esistenza. Ti ricorderò all’altare del Signore nella celebrazione della Santa Messa ricordo con gioia ed entusiasmo i pochi anni passati insieme io come parroco e tu come diacono nella comunità di Sant’Aniello, nella chiesa del Corpus Domini.

Le tante iniziative che con la tua collaborazione abbiamo portato avanti. Il tuo ruolo di diacono vissuto sempre con umiltà e vissuto come servizio disinteressato verso il popolo di Dio. Sempre collaboratore instancabile, nel vivere il servizio della mensa eucaristica. Il tuo servizio nella gestione pastorale ed economica della chiesa. Vedi la ristrutturazione, la realizzazione del tampone ingresso principale ecc. Il tuo ministero nel Consiglio pastorale e quello degli Affari economici. Le tue puntuali visite agli ammalati ai quali portavi il conforto della S. Comunione. La benedizione delle famiglie. La preparazione da te curata per i genitori che portavano i figli al Battesimo, senza dimenticare il servizio per l’intera forania della quale ero vicario e tu il segretario. L’impegno profuso per i vari pellegrinaggi nonché le varie iniziative a livello foraniale. Meravigliosa la Via Crucis comunitaria verso il santuario San Michele, nonché la Calata di San Michele del mese di agosto, così la denominammo, il novenario foraniale in onore del patrono di Maddaloni.

A volte dovevo invitare alla pazienza tua moglie Giuseppina, che lamentava il poco tempo dedicato alla famiglia essendo preso dal servizio verso la chiesa.

Una cosa meravigliosa ricordo con orgoglio pastorale fu la scelta di una Santa messa giornaliera, con la collaborazione dell’Arciconfraternita ,nella chiesa del Soccorso, in pieno centro a Maddaloni, avendo avvertito la necessità dei fedeli che avvertivano la esigenza spirituale di una Santa Messa in un orario comodo del mattino, dopo la quale seguiva la esposizione del SS. Sacramento fino a mezzogiorno per l’adorazione libera. L’iniziativa era curata da voi diacono e dai ministri dell’Eucarestia. Ebbene, caro don Antonio, il Signore ti assista sempre per lunghi anni, ti dia sempre nuovo entusiasmo per vivere con gioia il tuo ministero diaconale a servizio della Chiesa. Auguri”.

Ecco ora il saluto, testimonianza e augurio di Don Vincenzo Carnevale: “Umiltà e disponibilità: queste le due virtù che ho potuto ammirare in don Antonio, fino al 2018 diacono della Basilica Pontificia di Maddaloni. Innanzitutto, la disponibilità: divenuto nel 2016 parroco eletto della Basilica, ancor prima del mio ingresso e l’inizio del mio Ministero , in una telefonata intercorsa tra me e don Antonio, ho subito avvertito la gioia e la disponibilità che trasparivano dalla sua voce alla notizia dell’arrivo del nuovo parroco.

Nei due anni a seguire, in cui mi ha affiancato come serio e soprattutto leale collaboratore, questa disponibilità si è fatta sempre più profonda e la stima tra noi più autentica.

Anche nei non facili mesi che hanno seguito il mio ingresso, il diacono Antonio mi ha sempre diretto parole di incoraggiamento , assicurandomi non solo il suo sostegno spirituale ma anche un aiuto fattivo e concreto, che mai è venuto meno.

Un’altra delle caratteristiche che mi piace sottolineare di lui, in questo giorno così importante e festoso è l’umiltà: mai si è arrogato un qualsivoglia diritto, mai la stola diaconale che indossa, segno del servizio, è stata trasformata in strumento di potere o di vanto nei confronti della bella comunità che ho l’onore di guidare tutt’oggi come parroco.

Anche dopo il suo inserimento nella parrocchia di S. Margherita, per volontà del compianto vescovo D’Alise, non mancano mai telefonate e scambi di auguri nelle vicendevoli ricorrenze onomastiche.

Tra di noi c’era e c’è affetto sincero e lo prova il fatto che ancora oggi, quando ci si incontra anche per caso, è una festa, per entrambi!

A lui un augurio ricco di stima per questo bel traguardo dei 75 anni.

E come ripeteva don Cesare Scarpa, mio benemerito predecessore : “ad multos annos don Antonio! “ E che la Vergine della Speranza ti guidi ancora per molti anni sui sentieri della santità!

Don Enzo Carnevale”.

Quello che segue è il pensiero di Don Antimo Vigliotta: “Quando nel 2018 feci presente al Vescovo D’Alise della necessità di un diacono nella Parrocchia di “Santa Margherita” in Maddaloni, mi fu affidato don Antonio.

Ne fui molto felice perché ovviamente ci conoscevamo da anni. Da subito c’è stata una forte intesa e collaborazione. Uomo disponibile, attento. Ha operato sempre con tanta umiltà.

Credo che nei 5 anni in cui abbiamo condiviso insieme la pastorale, mai ci sia stato un momento di frizione e di litigio!

C’è stato un rispetto reciproco che ci ha permesso in umiltà e semplicità di cuore annunciare il Vangelo alle persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino.

Don Antonio compie 75 anni: che bel traguardo!

Gli auguro ancora tanta vita, salute e la gioia di continuare ad essere un marito attento, un padre premuroso e un nonno vicino ai suoi nipoti.

Ancora rivolgo il mio grazie al Signore per don Antonio”.

A questo punto il saluto e augurio del suo parroco, ovvero del parroco della comunità di Santa Margherita Vergine e Martire in cui opera il nostro festeggiato, Don Antonio Traviso: “In occasione del 75 compleanno di don Antonio Esposito, voglio esprimere i miei più sinceri auguri di buon compleanno.

Ciò che contraddistingue il nostro caro diacono è la sua dedizione al servizio della comunità parrocchiale senza risparmiarsi. L’augurio in questa speciale occasione è di rimanere ancora a lungo sempre in salute e nella gioia per servire il Signore.

In occasione del 75 compleanno di don Antonio Esposito, voglio esprimere i miei più sinceri auguri di buon compleanno.

Ciò che contraddistingue il nostro caro diacono è la sua dedizione a servizio della comunità parrocchiale senza risparmiarsi. L’augurio in questa speciale occasione è di rimanere ancora a lungo sempre in salute e nella gioia per servire il Signore”.

Chiudono la serie degli auguri quello della Diocesi di Caserta per il tramite del Cancelliere della Curia vescovile Don Giuseppe Di Bernardo: “La generosità di un diacono che si spende, come il caro don Antonio, profuma di Vangelo, racconta la grandezza dell’umiltà di Dio che fa il primo passo per andare incontro anche a chi gli ha voltato le spalle. Auguri di vero cuore a lui ad multos annos!”.

Passiamo ora ai saluti e testimonianze della vita civile militare. Infatti, anche il Presidente dell’ANSI, il Maresciallo Michele Pascarella ha voluto dare una testimonianza personale partendo dal suo impegno militare: “Don Antonio Esposito. La nostra amicizia nacque negli anni Ottanta, quando da Belluno trasferito a Napoli, conobbi don Antonio , perché Lui rappresentante Cocer sigla di rappresentanza militare della categoria dei Sottufficiali, che allora era un privilegio essere stato eletto a livello nazionale. Don Antonio sempre altruista, disponibile con tutti e sempre pronto a darti una mano in qualsiasi situazione. Ricordo i bellissimi momenti quando insieme ad un altro amico d’Orologio [ndr Francesco d’Orologio], fondammo l’associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia Sez. Maddaloni, don Antonio elemento fondamentale per la costituzione di tale associazione, insieme ad altri colleghi altrettanti illustri, portavano avanti questo sodalizio con grandi soddisfazioni. Don Antonio Esposito diacono oggi, ho avuto modo di apprezzarlo in tantissime occasioni, da quando collaborava c/o la chiesa Corpus domini a tutt’oggi a Santa Margherita. sono fiero ed onorato di essere suo amico”.

Completo le testimonianze con una dell’Uff. Giuseppe rag. Carmeci di Trento che mi giunse nel 2017 allorquando mi preoccupai di fare i miei primi studi biografici su don Antonio Esposito per la rubrica “volti casertani e maddalonesi” della collana editoriale “Chi è?”: “Ho conosciuto Don Antonio i primi giorni di agosto di 52 anni fa, quando eravamo ancora tutti e due dei ragazzi con tanti sogni e tanta fiducia nel nostro domani.

Don Antonio, adesso lo chiamo così anche se ci lega un profondo affetto fraterno, è più giovane di me di quasi un anno e nel 1965, animati dalla volontà di crearci un futuro dignitoso, che ci permettesse di farci una famiglia senza troppi problemi, ci siamo trovati alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito Italiano a Viterbo.

Permettetemi di raccontarvi parte della storia di Don Antonio, così come me l’ha descritta lui nelle pagine del libro che ho scritto sui ricordi dei miei colleghi di Viterbo.

“Ho sempre avuto poca voglia di studiare; finita la scuola elementare m’iscrissi alla allora scuola di avviamento professionale ma alla fine del primo anno l’abbandonai e i miei genitori mi iscrissero ad una scuola professionale, che ho portato a termine con la qualifica di aggiustatore meccanico.

A quei tempi era difficile trovare un lavoro, in special modo nel sud Italia, e non parliamo nel mio paese natio, ma con la buona volontà, sono riuscito a trovare lavoro presso un signorotto del paese proprietario di un cine teatro, un distributore di benzina e mulino.

Il sottoscritto, all’età di 15 anni a giorni alterni, lavorava al mulino e al distributore di benzina e tutte le sere faceva l’operatore cinematografico.

All’epoca, tra il 63 e il 64, portare a case 1000 lire al giorno significava prendere quasi più di mio padre che, con 4 figli, prendeva la stessa somma.

Un giorno, andando all’Ufficio di collocamento, trovai una cartolina che diceva: “Vieni nell’Esercito e ti costruirai una vita”, la presi e dopo averla compilata, la spedii pur non credendo di poter essere chiamato.

Ma con mio sommo piacere di allora fui chiamato a passare le varie visite e selezioni, ed il 02 agosto del 1965 mi arrivò una cartolina con la quale mi si comunicava che ero stato ammesso come riserva e che dovevo presentarmi alla Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo entro il 10 agosto”.

Qui la storia di Don Antonio continua con un breve riassunto della sua carriera militare che lo porta, dopo diverse collocazioni e diversi prestigiosi incarichi , tra i quali anche come delegato dei Sottufficiali nel Co.Ce.R (Consiglio Centrale di Rappresentanza): ) (per due mandati !982/1984 e 1986 1988) consegnatario dei materiali del Raggruppamento autonomo della protezione civile dopo il terremoto del 1980 a concludere la carriera militare nel marzo del 1997.

Trovatosi, per sua scelta reinserito nella cosiddetta vita civile, è passato attraverso varie esperienze, tra cui la politica locale, compagnie teatrali (CAGIS) e associazioni di volontariato fino a cominciare, nell’anno 2000, a frequentare l’ambiente dei Frati Francescani.

La sua vita fu di nuovo sottoposta ad un cambiamento radicale, una chiamata lo interpellò e la sua risposta fu pari a quella di Maria, Madre di Cristo: “Eccomi, sono pronto”.

Lui, che non aveva mai voluto studiare, lui che trovava inutile e faticoso aprire un libro qualsiasi, ecco che, all’improvviso si mette faticosamente al lavoro per superare circa una quarantina di esami di livello quasi universitario per prepararsi a diventare Diacono Permanente della Chiesa Cattolica.

A 52 anni si mise al lavoro per essere ordinato Diacono nel 2008, provando così emozioni sempre più intense, coinvolgendo la famiglia, ben quattro figli e otto nipoti, che lo ha sostenuto in questa scelta così radicale e riprendo le sue parole: “Gesù ha cambiato quell’uomo che non andava spesso a Messa la domenica e se ci andava cercava la chiesa dove il rito fosse il più corto, quell’uomo che denigrava i preti, quell’uomo che, qualche volta, si lasciava andare a qualche imprecazione ecco, a quell’uomo da più di 10 anni è cambiata completamente la vita.

Posso solo affermare che ora mi sento veramente realizzato: essere al servizio del prossimo perché nel prossimo c’è Gesù, è la mia missione.

In data 2 giugno 2006 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Questo è il mio amico Antonio, anzi, Don Antonio Esposito, ex sottufficiale e Diacono permanente.

Trento 14 agosto 2017.

Uff. Giuseppe rag. Carmeci”.

Qui terminano i messaggi di auguri e testimonianze di affetto e saluti.

L’occasione è gradita per rispolverare alcune note biografiche che ho pubblicate nel 2017 su Don Antonio Esposito che ho avuto il piacere di conoscerlo negli anni 90 per il suo impegno politico in area socialista per poi reincontrarlo in ambito religioso come don Antonio Esposito, diacono della Chiesa di Caserta.

Don Antonio Esposito (San Giorgio del Sannio (Bn) 2 maggio 1948) nasce da Francesco (Settingiano – CZ 24 gennaio 1924 –e da Evelina Repola (San Nicola Manfredi – BN 11 aprile 1928) che si unirono in matrimonio il 1946 San Giorgio del Sannio) e dalla cui unione nasceranno Antonio, Maria Pia, Gianfranco e Patrizia, tutti sposati con figli.

Don Antonio sarà battezzato nella parrocchia di Santa Maria della Pietà in San Giorgio del Sannio il 16 maggio 1948 dal sacerdote don Angelo Grasso e suo padrino fu Repola Paolo, mentre ha ricevuto il Sacramento della Confermazione il 31 maggio 1962 da mons. Calabria nella cattedrale di Benevento, essendo padrino Repola Antonio.

Antonio Esposito ha frequentata la scuola elementare[2] nell’anno scolastico 1955/961 e subito dopo si è iscritto alla scuola di avviamento professionale San Giorgio del Sannio anche se lascerà alla fine del primo anno per iscriversi a un corso di formazione professionale Scuola professionale presso il Convento Francescano in San Giorgio del Sannio conseguirà nel 1963 la qualifica di aggiustatore meccanico.

Intanto conseguirà la licenza media da privatista nel presso la “Scuola media di Stato F. Minniti” in Fuorigrotta Napoli nell’anno scolastico 1974/1975

Nonostante la difficoltà a trovare lavoro Antonio non si scoraggia e la sua buona volontà lo porta a poter entrare in contatto con un signorotto del paese natio, ditta fratelli Nardone che erano titolari di un cine teatro, di un distributore di benzina e di un mulino. Questo lo portò, a soli 15 anni, a poter lavorare in orarie diurni a giorni alterni all’area di servizio e al mulino e tutte le sere diventava operatore cinematografico.

Il periodo è quello degli anni 1963/64 allorquando Antonio aveva uno stipendio giornaliero di 1.000 lire e se si rapportava a quanto riusciva a guadagnare il padre con una moglie e quattro figli a cui badare era una gran bella soddisfazione.

Antonio nel mese di giugno del 1964 si trovò al Collocamento per iscriversi come operaio qualificato “aggiustatore meccanico” e qui trovò una cartolina di quelle per la promozione all’arruolamento della carriera militare: “Vieni nell’Esercito e ti costruirai una vita”, la compilò senza crederci all’esito più di tanto ma intanto la risposta arrivò la fine di novembre dello stesso anno doveva presentarsi a Bari per le selezioni e ricorda che lì si festeggiava S. Nicola, era il 6 dicembre. Quando non ci pensava più di essere chiamato , con sua grandissima sorpresa il 2 agosto 1965 gli arrivò la cartolina che gli doveva presentarsi alla Scuola Sottufficiali di Viterbo entro il 10 dello stesso mese, e lì si presentò; prima della vestizione gli chiesero se volesse restare, in quanto gli era stata cambiata la specializzazione da meccanico d’automezzi ad armaiolo, subito accettò e così inizio la sua carriera di sottufficiale .

Quindi, lavorativamente lo troviamo il 10 agosto 1965 arruolato come allievo sottufficiale specializzato presso la Scuola Sottufficiali di Viterbo. Il 13 novembre 1965 sarà promosso caporale e trasferito alla Scuola Allievi Armaioli di Terni. Il 2 aprile 1966 promosso caporale Maggiore. Nel luglio 1966 sarà trasferito alla Scuola Truppe Corazzate di Caserta e nel marzo 1968 trasferito al distaccamento S.T.C. di Lamezia Terme dove ha svolto varie mansioni da sottufficiale Armaiolo a Comandante di plotone Carri fino al dicembre 1971 allorquando sarà trasferito alla Scuola di Commissariato e di Amministrazione in Maddaloni dove anche a svolto varie incarichi di responsabilità tra cui Furiere dopo aver frequentati il corso di Contabile viene nominato contabile specializzato a decorrere dal 24.9.1986 disp.ne Ministeriale nr. 100030/1/581/15/2 datata 24.9.1986. Questo titolo sarà riconosciuto come diploma in Ragioneria, qui sarà sottufficiale addetto al minuto mantenimento (responsabile della manutenzione delle 2 Caserme Rispoli e Magrone di Maddaloni avendo circa 40 operai alle dipendenze. Proseguirà la sua carriera fino al 31 marzo del 1997 allorquando con il grato di Aiutante (massimo grado di allora per i sottufficiali), ha cessato il servizio, collocandosi in riserva.

Nel corso della carriera militare è stato, dunque, Sottufficiale Armaiolo, Consegnatario dei materiali, Istruttore di scuola guida, Sottufficiale addetto all’auto sezione, Conduttore di automezzi speciali con rimorchi, Contabile agli assegni, Addetto al minuto mantenimento, Gestore Spacci, e Presidente Circolo Sottufficiali. E con i colleghi sottufficiali Francesco d’Orologio e Michele Pascarella ha dato vita all’ANSI di Maddaloni.

Molti sono gli eventi in cui ha prestato soccorso.

Nel corso del suo servizio ha prestato soccorso:

Gli è stato concesso il diploma di benemerenza con medaglia commemorativa per aver operazione di soccorso popolazione della Campania e Basilicata 81980/1981 terremoto del 1980 concessa con ordinanza 335 del 21.6.1981 del Commissario Straordinario di Governo;

Ha partecipato alle operazioni di soccorso alle popolazioni dell’Umbria colpite dal sisma del 29.4.1984 ; concessione nr. 0087/5/84/2 in data 5.4.1986;

Ha partecipato alle operazioni di soccorso alle popolazioni dell’Italia Centrale colpite dal sisma 7 -11 maggio 1984; 00025/5/84/1 concessione in data 5.4.1986

Ha partecipato alle operazioni di soccorso alle popolazioni di Pozzuoli colpite dal bradisismo per giorni 11 . per le operazioni di cui sopra e gli è stata conferita la medaglia commemorativa concessione nr. Dec. 00025/5/84/1 in data 5.4.1986.

Si registrano nella sua esperienza due bienni 1982 –1984 e 1986-1988 in cui è stato eletto delegato della Cat.”B” (sette sottufficiali in tutta Italia) nella Rappresentanza militare a livello Centrale (COCER – Consiglio Centrale di Rappresentanza).

In questo periodo dal 1983 al 1985 si registra che Antonio Esposito ha prestato servizio presso il Raggruppamento Autonomo Beni Mobili della protezione in Napoli come consegnatario principale. Con Brevetto di concessione nr 6071 in data 20.10.1981 ad Antonio Esposito gli e stata concessa la Croce D’argento . Con Brevetto di concessione nr 8837 della Regione Militare Meridionale il 27 aprile 1990 gli è stata concessa la croce d’oro per 25 anni di servizio, ed ancora nel gennaio 1997 è stato segnalato per l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica il che gli è stata concessa il 2 giugno 2006 con Decreto del Presidente della Repubblica nr. 9664.

Nel corso degli ultimi decenni è da segnalare l’impegno sociale e politico.

Nel mondo sociale ha fatto parte delle associazioni di volontariato “Cagis“ e “Sant’Antonio Onlus” di Maddaloni. Con “Cagis”, di cui fu vicepresidente, negli anni ’80 e ’90 a Maddaloni, unitamente a Salvatore de Rosa, presidente, ed altri sono stati fatte iniziative come le prime mostre dei presepiali (Pignatari e Santa Margherita), spettacoli teatrali musicali e altre iniziative volte a promuovere il territorio (arrivo della Befana con elicottero, sfilate d’abiti d’epoca, mostra d’auto d’epoca, corteo con sbandieratori, etc), soprattutto quello dei quartieri antichi. Con la seconda è stato molti anni (dal 2000 al 2007) organizzatore della Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata, detta anche del Venerdì Santo di Maddaloni, contribuendo alla ricostruzione e divulgazione della sua memoria dalle origini ai giorni nostri.

Con l’Associazione “Sant’Antonio Onlus” Antonio Esposito è stato organizzatore della Festa di Sant’Antonio nel 2002 e nel 2003. Antonio Esposito, vista la sua presenza in seno al CO.CE.R, si farà promotore anche con la raccolta normativa e contatti per la fondazione, e poi fondatore con Francesco d’Orologio, e successivamente con l’avvento d’altri, della sezione maddalonese dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia tutt’ora esistente e presieduta da Michele Pascarella.

Don Antonio Esposito, prima ancora dell’esperienza religiosa ha sempre aderito e valorizzato sodalizi formati da giovani che cercano di mantenere il valore umano e sociale nei coetanei e salvaguardare le tradizioni locali e culturali.

Circa l’esperienza politica Antonio Esposito dall’inizio degli anni ’80 alla fine degli anni ‘90 ha militato nel direttivo del partito socialista di Maddaloni .

Dal 2000 ha iniziato anche un percorso religioso, infatti, frequentando la comunità francescana di Maddaloni, retta dal teologo prof. fr. Edoardo Scognamiglio (oggi rientrato nel clero diocesano, don Edoardo Scognamiglio è parroco dell’arcipretura di San Pietro Apostolo, rettore della chiesa di San Francesco e occupa diversi ruoli diocesani nell’ambito del dialogo interreligioso e la direzione della Biblioteca diocesana), su suggerimento anche di questi decide di fare un cammino interiore di formazione religiosa.

Questa analisi lo ha portato a comprendere che il Signore lo desiderava impegnato nella sua vigna così nel 2002 si iscrive alla Scuola dei Ministeri presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Pietro” di Caserta. Tale percorso di formazione lo poterà ad essere istituito lettore nel 2006 ed accolito 2007 e il 21 dicembre 2008 Ordinato Diacono permanente per mano del Vescovo pro Tempore mons. Raffaele Nogaro[3].

Con tanto di decreto del 22 dicembre 2008, di svolgere il servizio pastorale presso la chiesa parrocchiale di Sant’Aniello Abate operante nella rettoria della Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini, dove svolge il servizio pastorale con Mons. Cesare Scarpa.

Nel frattempo, ha svolto il servizio Volontariato presso la Curia di Caserta dal 2002 al 2013 all’Ufficio Tecnico, poi per all’Archivio Diocesano, Biblioteca e all’ufficio Liturgico, dal 2014 collabora all’ Ufficio Cancelleria della Diocesi di Caserta come segretario del Cancelliere mons. Pietro De Felice. Mentre il servizio pastorale come ministro Straordinario, Lettore e Accolito lo ha svolto per un periodo alla parrocchia di San Martino Vescovo di Maddaloni essendo parroco mons. Aurelio Ascione (lasciando con l’avvento di don Antonio Iazzetta), poi, dopo un brevissimo periodo presso la Basilica maddalonese a decorrere dal 14 dicembre 2003, è stato presso la parrocchia Santa Margherita con don Rocco Santorsola e poi presso la parrocchia di Sant’Aniello con mons. Cesare Scarpa[4].

Questo percorso lo ha portato nel tempo ad essere impegnato come volontario presso Curia Vescovile di Caserta, ed incardinato come Diacono presso la Parrocchia di Sant’Aniello Abate Decreto del 22 dicembre 2008 della Curia Vescovile, dove presta il suo servizio pastorale operante nella Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini di Maddaloni. Qui assisterà l’amministratore parrocchiale o il parroco pro-tempo partendo da don Marco Fois che ereditò e traghettò, in periodo di festa patronale, nonostante avesse appena preso in carico di amministratore pro tempore, la comunità parrocchiale, per poi passare la gestione al parroco don Saverio Russo, quindi a don Carmine Ventrone e infine don Vincenzo Carnevale.

Dal 18 settembre 2018 (Lettera del Vescovo di Caserta mons. Giovanni D’Alise data in Caserta il 10 settembre 2018 prot. 182/2018) don Antonio Esposito eserciterà il suo ministero parrocchiale presso la comunità parrocchiale di Santa Margherita di Maddaloni (decreto dell’11 settembre 2018 (193/2018) a firma del Vescovo Mons. Giovanni D’Alise, del Cancelliere Mons. Pietro De Felice e del delegato don Francesco Catrame) guidata da don Antimo Vigliotta prima e poi da don Antonio Traviso con volontà vescovile dal settembre 2022, ovvero a distanza di quattro anni dallo spostamento dei diaconi nelle diverse comunità parrocchiali diocesane.

Ho un vivo ricordo di quel settembre 2018. Girarono presto tra gli amici via messaggio le notizie derivanti dalla comunicazione del Vescovo di Caserta, mons. Giovanni D’Alise, datata 10 settembre 2018, che di fatto ufficializzò quanto era già noto ufficiosamente negli ambienti diocesani e parrocchiali. Con la stessa, dunque, ci comunica l’avvicendamento della presenza dei diaconi in Diocesi di Caserta. Così anche don Antonio si preparò a vivere il giorno ultimo di ministero parrocchiale termina il 17 settembre 2018 per passare il 18 settembre a svolgere il ministero diaconale nella nuova comunità parrocchiali di destinazione.

La comunità di Sant’Aniello, nella Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini di Maddaloni, ha visto il saluto del diacono don Antonio Esposito alla comunità il 15 settembre 2018 dalle ore 18.30 partendo con un programma con la Santa Messa presieduta dal parroco don Vincenzo Carnevale al termine della quale vi è stato un saluto del diacono don Antonio alla comunità dei fedeli.

Ecco le parole di don Antonio:

«Caro don Enzo, amata comunità di S. Aniello, è inutile nascondere la commozione e il rammarico nel lasciarvi, consapevole di aver vissuto con voi, per ben 15 anni, vicende varie e svariate che mi hanno visto partecipe e coinvolto.

Ora sono chiamato ad un nuovo impegno, sempre nella amata Maddaloni.

Si apre per me un nuovo capitolo, in cui farò tesoro delle esperienze qui vissute e condivise.

Attraverso di esse lo Spirito mi ha guidato ad approfondire e vivere sempre più intensamente il mio ministero diaconale, che qui ho imparato a svolgere con amore e passione.

Un pensiero particolare è per don Enzo.

Con la sua venuta tra noi ha fatto conoscere e valorizzare la figura del Diacono dandomi quella fiducia e rilevanza che mi ha fatto sentire più motivato.

Di questo conservo un grato ricordo, e colgo l’occasione per fargli gli auguri perché sei anni fa a questa, ora veniva ordinato Diacono, Che dite gli facciamo gli auguro con un grande applauso?

Un pensiero va da mons. Scarpa a don Saverio Russo, passando per don Marco Fois, che li ricorderò sempre con affetto.

E non posso che fare a meno di augurare al mio confratello don Alfonso un buon prosieguo e un buon lavoro. Egli sicuramente non farà sentire la mia mancanza.

Un saluto cordiale a tutti voi, vi porto tutti con me, nel cuore e nella preghiera, con affetto».

Va detto come nel corso della omelia e prima dei saluti di don Antonio, il parroco don Enzo Carnevale ha sottolineato l’umiltà e lo spirito di servizio di don Antonio che come Abramo ha ubbidito alla “voce” che nel corso della vita gli ha detto di prendere con se gli affetti più cari e fare delle scelte di vita in luoghi diversi da quelli che si poteva inizialmente sperare così come gli ha fatto comprendere come il suo servizio continuasse anche dopo la militanza a difesa del Paese per passare a difendere il fratello a promuovere la fede e con un ruolo di forte rispetto come quello del diacono, che rappresenta il primo scalino, a cui seguono quello del sacerdote e dunque il vescovo, per rappresentare la presenza reale della chiesa nella comunità. Un ruolo e una funzione che in riferimento a don Antonio don Enzo ha fortemente sottolineato nel corso di questi anni di collaborazione.

A seguire si è tenuto un momento di festa nella sagrestia con tanto di foto ricordo e di gruppo ai piedi del seicentesco quadro di Orazio de Carluciis, tra i simboli artistici dell’antica chiesa basilica maddalonese. Nel corso della serata è stata anche consegnata una targa ricordo a don Antonio per i suoi anni di ministero diaconale in parrocchia.

Don Antonio è rimasto entusiasta del come la comunità parrocchiale e dei fedeli lo ha salutato.

Dal 18 settembre 2018 don Antonio Esposito sarà presso la chiesa parrocchiale di Santa Margherita Vergine Martire di Maddaloni guidata da don Antimo Vigliotta. Quella del ministero a Santa Margherita è una sorta di ritorno, infatti, pur avendo iniziando la collaborazione con la chiesa Basilica del Corpus Domini il 14 dicembre 2003 (proveniente dalla parrocchia di San Martino Vescovo di Maddaloni) in occasione della visita del Cardinale Tomas Spidlik, per un periodo, successivamente a tale data don Antonio Esposito ha esercitato il ministero di Lettore nella chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire. La serata del 14 dicembre 2003 costituì la festa di Sant’Aniello e dell’Associazione Culturale Musicale Onlus “Aniello Barchetta” che organizzò una Messa Concerto con ospite d’onore il Cardinale Tomas Spidlik, per la felicità del parroco Mons. Cesare Scarpa e del Maestro Antonio Barchetta.

A sostituire don Antonio Esposito presso la comunità di Sant’Aniello sarà don Alfonso Tiscione proveniente da una comunità parrocchiale di San Nicola La Strada, quella della chiesa di S. Maria degli Angeli.

Da lì a qualche giorno ci fu il passaggio alla comunità di Santa Margherita Vergine e Martire di Maddaloni, il che per lui equivale ad un ritorno in quella comunità. L’ingresso ritorno avvenne sabato 22 settembre 2018 occasione in cui don Antonio Esposito ha rivolto il suo saluto di ingresso alla comunità dopo la presentazione a cura di don Antimo Vigliotta. Nel corso della celebrazione è stato letto anche il decreto vescovile del trasferimento di don Antonio, affidatogli nel corso nel corso di una recente celebrazione in Cattedrale a Caserta da mons. Giovanni D’Alise.

Ecco le parole pronunciate da don Antonio a fine Celebrazione Eucaristica:

«Caro don Antimo e cari fedeli, è con trepidazione che mi accingo a svolgere questo mio nuovo mandato in questa bella comunità di Santa Margherita.

La trepidazione però diminuisce al pensiero di essere tra concittadini, di ritornare in un luogo da cui ho mosso i primi passi nel cammino diaconale e di avere come punto di riferimento l’amabile don Antimo.

Queste considerazioni mi spingono a svolgere il mio ministero tra voi con rinnovato entusiasmo consapevole che, qualsiasi sia la comunità in cui si opera, si è sempre nell’unica Chiesa.

Potete contare su di me ,sia nel servizio, sia nel sostegno spirituale, sia nella preghiera.

Alla intercessione di Maria, qui venerata come Vergine della Modestia, di Santa Margherita e S. Michele nostri patroni che affido questi miei sentimenti, sicuro di trovare in voi fidati compagni di cammino. Un abbraccio fraterno a tutti».

Auguriamo a don Antonio Esposito, e a tutti gli altri diaconi che in questi giorni stanno entrando nelle nuove comunità parrocchiali ove è stato loro indicato di svolgere il ministero diaconale, un buon cammino pastorale».

Qui finisce il ricordo del passaggio diaconale a Santa Margherita Vergine e Martine.

Sicuramente sia con la famiglia anagrafica sia con la famiglia parrocchiale don Antonio Esposito oggi avrà modo di vivere un momento di festa e fraternità.

E, quindi, eccoci qui a chiudere questo articolo, che in quest’anno 2023, oltre al settantacinquesimo anno d’età don Antonio con il 21 dicembre 2023, in ricordo dell’ordinazione diaconale del 2008, festeggerà i 15 anni di diaconato, per la quale ricorrenza non smette di ringraziare il vuole Padre Vescovo Mons. Raffaele Nogaro.

Sempre il 2023 è l’anno in cui ricorre per il militare Antonio Esposito ancora un anniversario, di ben cinquant’anni relativamente alla festa del 2 giugno del 1973. Infatti, dal 1973 al 2023 sono giusto 50 anni. Il ricordo è legato al 3 giugno 1973 allorquando la Scuola di Commissariato e di Amministrazione Militare fornisce la Guardia al Quirinale e al Milite Ignoto: al Quirinale Comandante della Guardia Cap. Francesco Morone, sottufficiale capo posto sergente Magg. Antonio Esposito; guardia al Milite Ignoti sergente Athos Lugni . Era l’anno che si festeggiava il centenario dell’istituzione del Corpo di Commissariato.

A cura di Michele Schioppa


[1] Non ultimo in occasione del primo maggio 2023 ha inteso ricordare il diciottesimo anniversario dell’ordinazione diaconale dei confratelli don Gesualdo Bevilacqua, don Domenico Cinelli, Don Paolo Maietta e don Angelo Vinciguerra. Diaconi ordinati il primo maggio 2005 dal Vescovo di Caserta Mons. Raffaele Nogaro.

[2] Una breve presentazione di don Antonio Esposito la troviamo nella pubblicazione di Giuseppe Carmeci e Alviero Arezzini “I primi a Viterbo, gli ultimi a Rieti” edita per fare memoria del “45 blocco” della Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Rieti edita in proprio nel 2010.

[3] Don Antonio Esposito non manca occasione di condividere con amici e con chi scrive l’affetto e l’ammirazione che ha per il suo Padre Vescovo Raffaele Nogaro.Con don Antonio Esposito furono ordinati diaconi Salvatore della Valle di Maddaloni e Biagio Ferrante di San Nicola La Strada.

[4] A tal proposito si registra il particolare legame e affetto Mons. Cesare Scarpa anche nel periodo del suo ritiro e ancora fino ai suoi ultimi giorni terreni (ricordo di essere stato a visitare don Cesare a casa sua qualche volta proprio con don Antonio e altre con Antonio Cicchella e consorte).