CASERTA – Riceviamo dal segretario regionale del LeS Antonio Porto e pubblichiamo senza apportare modifiche, la lettera di sospensione dal servizio nella Polizia di Stato fatta recapitare dal Ministero dell’Interno.
Alle Segreterie Nazionali e Provinciali di – SIULP -SIAP-SAP-COISP-SILP-ÂÂÂÂ UIL POLIZIA-USIP-LES
Al Signor Ministro dell’Interno……………..R O M A
Al Signor Capo Della Polizia………………..R O M A
Al Signor Prefetto di………………………….CASERTA
Al Signor Questore di…………………………CASERTA
AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE – LORO SEDI;Â
L’Art.32 … IV° comma del DPR 395/1995,
e l’interpretazione “maligna” dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.
Napoli, Antonio Porto ed altri Dirigenti Sindacali Segretario Regionale del Sindacato di Polizia “Libertà e Sicurezza“ della Campania Sospeso indebitamente dal servizio per Reati di Opinione o Lesa Maestà?
La controparte non può assolutamente esercitare il ruolo di giudice.
NAPOLI – Il IV° Comma dell’art.32 innalzato dal Decreto del Presidente della Repubblica nr. 395/1995 ed ispirato alla legge 121/81 (Tutela dei Dirigenti Sindacali), non è stato “sublimemente accarezzato” dalla parte apicale di letteratura giuridica dell’Amministrazione!
Da quello che emerge, nelle incurvate e forzate interpretazioni giuridiche della Amministrazione della Pubblica Sicurezza, hanno indotto la mia persona ad intervenire culturalmente e giuridicamente, nel contesto di “tutela sindacale” sancita esplicitamente dalla norma in riferimento! Un contesto impressionante e pericoloso anche per la stessa Amministrazione, che dovrebbe attribuirsi in primis il rispetto dei ruoli e delle regole ed invece si è resa stranamente interprete di questa inedita ed illegittima conquista di una funzione che non le compete nel contesto giuridico-amministrativo! Almeno questo è il pensiero di uno dei “padri” della legge 121/81!Â
Il comma IV di cui all’andato paragrafo, emana e sancisce Tutela al Dirigente Sindacale e non invoca assolutamente alla inquisizione disciplinare del predetto Dirigente allorquando esercita il ruolo istituzionale, ma si limita esplicitamente ad osservare, che, tale azione sussiste qualora un dirigente sindacale venga sottoposto a procedimento disciplinare, riferito allo status istituzionale della Polizia di Stato e non a quello Sindacale! La conferma di tale pensiero legislativo si espande nel prosieguo delle precisazioni, ove sono espressamente lucenti, allorquando prevedono l’invio della eventuale notifica, all’Amministrazione Centrale della Amministrazione ed alla Segreteria Nazionale del Sindacato.
Se la disquisizione giuridico/legislativa, potrebbe apparire non convincente o non sufficientemente attraente o nientemeno in angosciante solitudine, è molto valido ed oltretutto in vigore il “codice deontologico” che innalza la legge del 20 maggio 1970, nr.300 (Statuto Dei Lavoratori), ove al comma b) dell’art.15, (Titolo II° della Libertà Sindacale) sancisce che:-
“”È nullo qualsiasi Patto o Provvedimento Disciplinare, Licenziamento, Discriminazione, Trasferimento o Recare Pregiudizio a causa della sua Affiliazione o Attività Sindacale “”.
Siffatto orientamento in ossequio alla preminente interpretazione giuridico/legislativa, trae linfa vitale ed ulteriore energia dal divulgato DPR 395/1995, ove al comma 1 dell’art.32, definisce che il trasferimento del dirigente sindacale è vincolato dal preventivo “Nulla Osta” della Organizzazione Sindacale Medesima!
Il fumus di illegittimità, non solo è evidente, ma incredibilmente tangibile, nonostante che la dominante e consolidata giurisprudenza, offre lealmente quale interpretazione giuridica, il concetto di controparte (l’Amministrazione), quale Entità non idonea, nel modo più assoluto, ad esercitare ad ogni costo il ruolo di Organo Giudicante! Un comportamento, non solo illegittimo, ma oltretutto offensivo!
Possiamo aggiungere e lambire i primordi della filosofia giuridica, le cui origini risalgono finanche agli Achei, per adagiarsi negli anni a venire, sul corteggiato e seducente Diritto Romano poi, valori che conferiscono al popolo Italico l’appellativo universale quale stirpe ispirata fortemente ad uno “Stato di Diritto”!
Eminenti Segretari Nazionali e Provinciali …
In questo istante non posso nascondere di vivere nuovamente i momenti dell’andato, istanti di incontenibile emotività e percepita malinconia. Rifioriscono le nostalgie delle iniziative, delle lotte, i conflitti … le persecuzioni e le discriminazioni, sofferte solamente per enunciare e manifestare il pensiero … il desiderio di avere ed ispirare gli effluvi di libertà; il pensare e desiderare una Polizia Democratica ed efficiente, ove i suoi appartenenti avrebbero conseguito il sacrosanto diritto di esprimere liberamente le rispettive opinioni ed idee, senza essere sottoposti ad umiliazioni, vessazioni e sanzioni limitative della libertà personale o soprusi di ogni genere.
Correva l’anno di grazia 1 Aprile 1981, dopo quindici anni di lotte ed oppressioni, finalmente la legge 121/81 entrava in vigore il volgente 25 aprile 1981, fatalità o desideri avverati … (il giorno della Liberazione). Quella energia o soffio vitale avrebbe garantito al Poliziotto la libertà di iscrivere ed enunciare apertamente, all’Universo intero, il proprio pensiero; la nuova Polizia di Stato finalmente aveva il Sindacato e cioè quella Organizzazione che difende i diritti e gli interessi dei Poliziotti, dal momento che sinora i Poliziotti vivevano in uno Stato Democratico (senza democrazia), sotto l’incombente capestro della disciplina militare.
L’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, ovvero la stragrande maggioranza (quasi tutti i Dirigenti ed Ufficiali) dell’epoca, e così dicasi dei partiti al governo, erano “ferocemente“ contrari alla Riforma della Polizia. Quelle che ascolto tuttora … sono balle … la Riforma è stata conquistata dai “Carbonari” Prima … Movimentisti, Attivisti e Comitato per la smilitarizzazione e Sindacalizzazione della Polizia … poi, con il supporto determinante dei sindacati CGIL-CISL e UIL e del Celebre Giornalista Franco Fedeli Direttore del periodico ”Nuova Polizia e Riforma Dello Stato”…nessun altro! Questa è storia vissuta, sofferta e reale!
Chiedo umilmente scusa per essermi dilungato nella, auspicata scontata premessa, ma tale rivelazione è complice e testimone allo stesso tempo, per coloro che creano immunità, probabilmente scaturita da stati di “depressione democratica” per soddisfare morbosi desideri involutivi, e, nel contempo, questi ricordi favoriscono e facilitano le propensioni del mio pensiero inerenti la “sospensione dal servizio del Sindacalista Antonio Porto”.
Da quello che ho acquisito e percepito,debbo determinare che la pena della sospensione dal servizio ordinario di un Quadro o Dirigente Sindacale è sempre e comunque un gravissimo episodio, un atto brutale antisindacale ed antidemocratico di una gravità inaudita, in particolare quando Egli esercita tale attività quale Sindacalista. Non esiste, almeno nella mia letteratura giurisprudenziale ordinaria, né tantomeno nella normativa di autotutela dello “Statuto dei Lavoratori”,(di cui alla premessa), che la Controparte (l’Amministrazione) attraverso la Commissione di Disciplina o di una qualsiasi qualifica, possa sottoporre a procedimento disciplinare un Rappresentante Sindacale per aver enunciato o iscritto opinioni, controversie o difformità, su comportamenti o dinamiche politiche che Egli ritiene legittimamente inadeguate o non conformi ad ordinamenti e normative! La Controparte non può esercitare il ruolo di organo giudicante nei confronti dell’altra. Questo avviene nei regimi totalitari e non in democrazia! I Sindacati della Polizia di Stato sono la Controparte della Amministrazione della Pubblica Sicurezza! Qualsiasi forma di “Cogestione e Sindacato di Comodo”, sono da esecrare e perseguire!
La Costituzione Italiana, in particolare all’art.21, stigmatizza la libertà di pensiero, di iscritto ed uso della parola, quali valori imprescindibili! Il Sindacato, ovvero il Dirigente Sindacale esercita l’attività di tutela dell’Operatore di Polizia, quale difensore allorquando l’iscritto è sottoposto a procedimento disciplinare, ma, la Commissione di Disciplina, prevista dalla legge 121/81, non ha competenza in materia per i Rappresentanti Sindacali che esercitano i loro Compiti Istituzionali, non solo per difendere i loro iscritti … no … i Rappresentanti Sindacali della Polizia di Stato hanno facoltà di intervenire compiutamente su tutto quello che riguarda la politica sindacale e non. Semmai è la Magistratura ad intervenire compiutamente se ravvisa estremi di reato!
Espongo … la (Commissione di Disciplina), prevista dalla legge 121/81 a cui l’Amministrazione ricorre erroneamente con eccessiva parzialità, non è stata iscritta ed approvata per perseguire il Poliziotto, questo aspetto deve essere ben chiaro come concetto, dal momento che (il Poliziotto era già perseguito abbastanza), “ma per tutelarlo dalle insidie degli ex e futuri dirigenti o qualifiche”.
Tale norma legislativa deve essere non solo letta, ma studiata ed interpretata con lo “spirito della Legge” a cui ci siamo orientati nel corso del disegno di legge della Riforma, progetto legislativo dibattuto per anni ed approvato:- in primis dal Comitato per La Smilitarizzazione e Sindacalizzazione della Polizia di Stato; e successivamente e definitivamente dai Legislatori in Parlamento.
Il concetto è talmente ovvio, che impone eventuale meraviglia del contrario, chiunque accarezza e degusta le norme giuridiche, trova lapalissiano e razionale che la Controparte non può essere giudice dell’altra, a prescindere o meno se nella commissione esistono alcuni rappresentanti sindacali! A meno che, e non vogliamo neanche pensarlo, l’Amministrazione intenda deprimere o peggio intimidire il Sindacato! A quel punto sono disponibile da subito a “scendere nuovamente in piazza per manifestare”.
Se un dirigente o rappresentante del Sindacato della Polizia di Stato (qualunque esso sia), viene sottoposto a procedimento disciplinare per motivi di opinione, per eccesso di zelo o peggio per lesa maestà, è la “Fine del Sindacato Tutto”, dal momento che se tale “principio viene meno” e non si circoscrive subito legalmente, vale a dire, se non interveniamo compiutamente, si avvia un processo pericoloso per l’Intero Sindacato.
Ovvero, ribadisco, se tale concetto, alimentato da una evidente propulsione intimidatoria, oltrepassa la tutela del Sindacalista, apre inevitabilmente: non un varco, ma una voragine, ove gli “avvoltoi” delle Istituzioni, (affetti da reiterati “pruriti” … mai soddisfatti …che purtroppo, noto ancora, si annidano nel Dicastero dell’Interno), si avventeranno avidamente ed opportunamente, per soddisfare i loro arcinoti bramosi desideri, già accennati nei paragrafi precedenti … nel dettaglio:
”È più semplice governare una organizzazione che Obbedisce Tacendo e non coloro che ricercano nella ragione le dinamiche etiche della professione e la tutela della dignità dell’Operatore della Polizia di Stato”!
Senza voler entrare nel nucleo dei dettagli del provvedimento, dal momento che il Segretario Nazionale del LES Giovanni Iacoi, ha iscritto e rappresentato, nel corso della istruttoria, un corposo e competente testo di controdeduzioni giuridiche del provvedimento di sospensione in narrativa, (ove argomenti e vicissitudini inerenti le evidenti responsabilità di non poche Entità sulla cosiddetta Pandemia), hanno chiarito definitivamente che Antonio Porto ha enunciato il Suo pensiero in qualità di Dirigente Sindacalee non quale Agente di Pubblica Sicurezza!
Per i meno attenti … alcuno si illuda di “farla franca nel contesto pandemico”, le responsabilità sulla “sciagurata pandemia” e sugli effetti cosiddetti avversi del (siero anti Covid-19), palesemente ed irresponsabilmente messo sul mercato in “via Sperimentale”, ove la mediocrità ed ignoranza in materia della politica lo ha reso oltretutto obbligatorio per evitare contagio o forse per altri fini, (alcuni già indicati dalla Magistratura),saranno individuate ed auspicabilmente perseguiti.Oramai la macchina dell’orgoglio e del desiderio di giustizia del Popolo Italico è stata avviata e nel breve e medio termine, (replico), le gravissime responsabilità oggettive e soggettive, di una annunciata strage umana senza precedenti, saranno definite e perseguite dalla legge!
Tutti sappiamo o dovremmo sapere, che molte delle caratteristiche dei virus sono ignote alla scienza, l’affermazione non solo è attendibile ma incredibilmente vera, dal momento che per individuare scientificamente questo elemento della natura lo abbiamo denominato “entità biologica”, sembra incredibile ma al momento la comunità scientifica misconosce multiformi dinamiche, non solo di contagio, ma addirittura ignora la natura biologica strutturale della predetta Entità. Infatti, a tuttora non abbiamo coscienza e conoscenza, se i virus sono una (forma di vita o qualcos’altro), dal momento che citiamo un elemento che arriva al nostro tempo, da oltre tremiliardi di anni e ne abbiamo osservato la morfologia solamente con l’avvento del (microscopio elettronico), cinquanta anni or sono circa. Se interpellato nel merito, l’erudito John Carew Eccles probabilmente avrebbe definito il virus quale (cosa non cosa).
Nel merito, abbiamo compiuto ed impegnato varie osservazioni e studi con Persone Specializzate in (infettologia, microbiologia e virologia), ove nel corso delle attività di ricerca, sono state rilevate e documentate le “immaturità preventive” dei cosiddetti Test (Tamponi) e del farmaco anti Covid-19 cosiddetto(vaccino), che non solo non avrebbe immunizzato efficacemente l’uomo, ma che probabilmente, così come avviene nel corso degli stadi di sperimentazione, era presumibilmente pericoloso.
La presenza ancora vigorosa, sulla Terra, di questa “Entità biologica”, (oltre tre miliardi di anni), evidenzia la enorme complessità biologica del virus a differenza di altre forme di vita, già significativamente estinte, e questo aspetto deve far riflettere in particolare la comunità scientifica sulla efficacia, tossicità e sicurezza dei farmaci preventivi e terapeutici, in particolare i primi, allorquando si interviene su persone in salute, dal momento che in questi casi si interagisce sul sistema immunitario e gli effetti possono essere gravi e gravissimi! Tuttavia la nostra ipotesi scientifica si è dimostrata, purtroppo, coerente ed appropriata, dal momento che ha ottenuto, malauguratamente, riscontri positivi, anche in sede di audizione alla Commissione Europea,ove esponenti di alcune Industrie Farmaceutiche hanno ammesso la anomala sperimentazione di massa sull’uomo, “perché pressati dalla Politica”!
Questa illustrazione, che oltretutto ha verificato la erronea ed ingannevole sperimentazione di un farmaco non “testato”, in primis sugli animali, come prevedono i format, le norme Europee e quelle Internazionali; secondo, perché le persone sono state utilizzate incredibilmente ed a loro insaputa, come vere e proprie “cavie umane”, oltretutto (non indennizzate o compensate come prevede la sperimentazione sull’uomo’).
Sono state inoculate milioni di dosi con l’inganno prima e l’imposizione poi, e il Cittadino deve stare in silenzio? E il Sindacato deve tacere? Deve stare zitto Antonio Porto? È questo il metodo democratico di governare un Paese? Non credete che sia stata una serie di operazioni disperate dal momento che gli Italiani sono Cittadini e non Sudditi! O forse tale metodologia mira a questa dinamica!
Esistono oltretutto, replichiamo, responsabilità gravissime che debbono essere accertate e perseguite, è compito di tutti dare il proprio contributo, in particolare i Sindacati della Polizia di Stato, i quali hanno l’onere e l’onore di manifestare dissenso e contrarietà, in presenza di oscurità, ombre e comportamenti che ledono la dignità e la sicurezza dei Poliziotti e Cittadini.
Dobbiamo fare molta chiarezza interpretativa, se la critica è la opinione è un diritto nelle garanzie sindacali od è “una concessione” della Amministrazione! Se consultiamo la legge fondamentale e la normativa in vigore, della nostra stupende Repubblica, osserviamo che (l’art. 21 e 39 Cost.) e l’art. 36 c.4 DPR 164/2002, ove recitano:
“i dirigenti sindacali, nell’esercizio delle loro funzioni e in occasione dei lavori di commissioni previste dal presente decreto o dagli accordi nazionali di amministrazione, non sono soggetti ai doveri derivanti dalla subordinazione gerarchica prevista da leggi e regolamenti”.
È lampante e tangibile che siamo innanzi ad atteggiamenti intimidatori, finalizzati a ridimensionare e probabilmente travolgere il ruolo del Sindacato, anche in considerazione del fenomeno crescente in ambito nazionale dei dirigenti sindacali sotto inchiesta da parte della Amministrazione.
Eminenti Signori … oramai non è solamente ravvisabile il “Comportamento Antisindacale” si è passati oltre,il Sindacato è sottoposto ad un attacco senza precedenti, è in pericolo il ruolo stesso del sindacato.
Il Sindacato tutto della Polizia di Stato deve riappropriarsi dello incarico sindacale ed esercitare compiutamente il“ruolo istituzionale di controllo” sulle eventuali malefatte, infrazioni o inadempimenti Istituzionali; sono i doveri del Dirigente Sindacale il quale nel contempo ha l’onere di tutelare i propri iscritti sulla salute e rispettivi interessi, dal momento che il collega Poliziotto eroga danaro per essere rappresentato da chi è stato democraticamente eletto … E questo, ovviamente, non si ravvisa fra il personale Dirigente della Polizia di Stato! La profonda diversità istituzionale fra il Sindacalista ed il Dirigente della Polizia di Stato e che gli uni sono stati eletti, mentre gli altri nominati! Anche se, per assurdo, potrebbe essere attraente osservare le stesse metodologie per le elezioni dei dirigenti!
Antonio Porto e non solo, ribadisco (sono molti i Dirigenti Sindacali già oggetto di sanzioni disciplinari illegittime), ha svolto brillantemente il proprio dovere e ruolo di Sindacalista … è questa la Filosofia della Amministrazione? Perseguire il Sindacalista che esprime giustamente e legalmente la Sua sacrosanta Opinione … Lede la Sovranità? … Se questo è vero, come probabilmente penso che lo sia, l’Amministrazione si ritiene offesa perché un sindacalista racconta il vero e non le menzogne che hanno riempito nauseamente gli spazi di questo sfortunato Paese? Il ruolo del Sindacalista non deve essere offuscato per alcun motivo e quando questo avviene il Sindacato ha tutto il sacrosanto diritto/dovere di reimpossessarsi di tale discrezionalità affidatagli dalle norme in vigore che si ispirano squisitamente alla Costituzione.
Mi rivolgo alle vostre rispettabili coscienze ed intelletti, quali Rappresentanti di Gloriosi Sindacati, che oltre a difendere i rispettivi iscritti avete anche il dovere di tutelare la sicurezza e libertà dei cittadini, di osservare con lo sguardo che si addice ed armonizza con i Sentimenti di Solidarietà, di non vanificare quanto conquistato da coloro (moltissimi deceduti) che vi hanno preceduto, ma di preservare e rinvigorire tali valori fondanti in ogni istante della vostra esistenza, quale patrimonio ed opera di inestimabile valore professionale e sociale.
Ognuno di Voi, è chiamato ad impiegare, con i mezzi che la Costituzione e la Legge 121/81 concede alle Vostre Entità, di esprimere visibilmente, ove esistesse, il forte disagio intellettuale ed istituzionale per i provvedimenti di sospensione o altro intrapresi dall’Amministrazione nei confronti del collega Antonio Porto e tutti quelli nelle medesime condizioni, anche in considerazione di quanto enunciato nei paragrafi precedenti, dal momento che, se all’istante la tutela è venuta meno per Antonio, domani e sempre più di sovente potrà colpire (come avviene) ognuno di voi, con le conseguenze inenarrabili per gli iscritti ai rispettivi Sindacati della Polizia di Stato!
I Sindacati della Polizia di Stato debbono essere i promotori e portatori della tutela delle libertà e principi di eguaglianza dei Poliziotti;
debbono essere coloro che veicolano ed arricchiscono i sentimenti di solidarietà e rispetto degli operatori del Comparto Sicurezza;
debbono essere preparati ad assolvere i complessi compiti istituzionali sindacali, attraverso adeguate strutture ove si apprendono le politiche sindacali e l’istituto del negoziato;
non debbono assolutamente allinearsi ed appiattirsi su posizioni involutive con dedizione militare, semmai sono gli altri che devono ancora crescere democraticamente, altrimenti le immani sofferenze per conquistare una Polizia smilitarizzata e sindacalizzata sono risultate vane, avvilenti ed umilianti!
Ricordiamoci sempre e comunque che i Dirigenti della Polizia di Stato sono i vostri interlocutori e controparte allo stesso tempo, ma sono anche parte rilevante della Istituzione della Polizia di Stato e, paradossalmente, spetta a Voi farli crescere culturalmente e democraticamente. Infondete gli effluvi di libertà e dignità dell’uomo e del Poliziotto, solo così possiamo avere la possibilità di interagire propositivamente “sullo imbarbarimento sociale” in una società che sembra aver smarrito vigore intellettuale e civile.
La Riforma di Polizia è stata desiderata e conquistata non solo per avere le libertà di espressione, di parola e sindacali, ma per offrire una Polizia efficiente e preparata che tutela la Sicurezza ed inserirei anche la Tranquillità Pubblica del Cittadino, di cui abbiamo tremendamente bisogno!
Antonio Porto è un nostro collega …
Che il Futuro Ci Sia Amico …
a.m. del giorno 20 aprile 2023
Claudio Cianchella
