Pompei, prostitute in albergo: lupe dal santuario al bed and breakfast di San Nicola La Strada

POMPEI (Napoli) – I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata (Napoli) hanno arrestato 10 persone (tre da portare in carcere e sette agli arresti domiciliari) in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura. Ad altre sette persone e’ stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

10 arresti, 17 indagati, 7 alberghi sequestrati

Sotto sequestro un appartamento e sette alberghi, tre dei quali a Pompei, a pochi
passi dal Santuario pontificio. Gli altri si trovano a Mercogliano, Serino, Giugliano e San Nicola La Strada. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla prostituzione ed alla agevolazione della prostituzione.

Nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, i militari hanno scoperto l’esistenza della organizzazione e le attivita’ del gruppo nel quale erano coinvolte prostitute italiane e straniere, gestori di alberghi nelle province di Napoli, Caserta ed Avellino e la proprietaria 57 enne di un immobile messo a disposizione per il meretricio.

I carabinieri hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare al termine di una indagine non a caso battezzata ’Lupa’, termine usato dai latini per indicare una donna
dedita alla prostituzione.

Coinvolte Napoli, Avelino e un bed and breakfast a Caserta

Complessivamente l’indagine ha interessato le province di Napoli, Avellino e Caserta, portando ad un totale di 17 misure cautelari nei confronti di componenti un’associazione per delinquere dedita allo sfruttamento della prostituzione, nonche’ 8 misure reali di sequestro preventivo di alberghi e di un appartamento.

A Caserta, in particolare a San Nicola La Strada, si trattava di un bed and breakfast: Il Capriccio. Gli altri alberghi sequestrati, per il momento, sono le Anfore, Mec e Astoria di Pompei; la Mela di Varcaturo; La nuova abazia di Mercogliano ad Avelllino; e la Campagnola di Serino, sempre nell’Avellinese.

A carico dei proprietari sono state riscontrate condotte a vario titolo di favoreggiamento, sfruttamento di prostituziome con conseguente lucrare illecito. Ovviamente ora toccherà agli avvocati difensori smontare le accuse.

Camere a ora e a giorno

Nello specifico, gli inquirenti hanno accertato che i titolari cedevano alle prostitute le
camere ’ad ora’ o, addirittura, le ospitavano in albergo per l’intera giornata lavorativa, dalle 09.00 alle 19.00, percependo una cifra fissa a cliente ricevuto dalla prostituta.

Nella nota diffusa dalla Procura di Torre Annunziata si sottolinea che l’indagine trae spunto
dalla presa di coscienza del diffuso disagio sociale causato dal dilagante fenomeno della prostituzione praticato in Pompei, non solo in modo tradizionale per le vie pubbliche,
ma soprattutto mediante la tollerante compiacenza dei gestori di strutture ricettive.

’Appare singolare – si legge nella nota – a tal proposito, che proprio uno dei titolari degli alberghi di Pompei oggi sottoposto a sequestro, il 26 ottobre 2007 rilascio’ al quotidiano Il Mattino un’intervista in cui affermava di auspicare una serie mirata di azioni volte a
debellare la prostituzione ed una presenza massiccia delle istituzioni sul territorio’.

La villa dei misteri

L’imbarazzante fenomeno della prostituzione e’ noto anche all’amministrazione comunale, che nel tentativo di arginarne le ripercussioni negative sull’immagine cittadina, nel 2007 emanava specifica ordinanza con la quale inaspriva le ammende per gli automobilisti che
venivano sorpresi ad ingaggiare le prostitute lungo la strada – prosegue la nota – il fenomeno, particolarmente diffuso nell’arco serale e praticato a ridosso dei rinomatissimi
scavi archeologici di Pompei ed in particolare in prossimita’ della prestigiosa ’Villa Dei Misteri’
Partita da Pompei.

L’indagine ha subito una sorprendente espansione territoriale in diversi comuni della Campania come Mercogliano e Serino (Avellino), San Nicola La Strada (Caserta), Napoli e Giugliano in Campania (Napoli), ed oltre, accertando che, addirittura, diverse strutture alberghiere si sostenevano esclusivamente con i proventi della prostituzione.

3 mila euro al giorno

La Procura sottolinea che le prostitute sono arrivate a guadagnare in un giorno anche 3 mila ciascuna. Complessivamente, l’organizzazione criminale disponeva di ’un ampia scuderia di donne per poter soddisfare qualunque tipo di lussuria, e la tipologia dei clienti che a loro si rivolgevano era variegata, appartenente ad ogni ceto sociale.

Annunci sui giornali

La tecnica del procacciamento dei clienti avveniva anche mediante inserzioni di annunci su riviste e quotidiani a tiratura anche nazionale, pagati esclusivamente dalla prostituta al prezzo di 85 euro cadauno’.

Un morto per viagra

L’organizzazione ha registrato anche un decesso ’per arresto cardiocircolatorio, di un medico di Napoli, A. T. nel giorno di San Valentino dell’anno scorso, nella casa di prostituzione di Napoli (Vomero) in Via Mario Ruta nr. 25, mentre questi consumava un rapporto sessuale, probabilmente stimolato da psicofarmaci per aumentarne la prestazione, con una delle prostitute individuate’.

Gli inquirenti hanno accertato che, in quell’occasione, la donna ’diede una versione di comodo alla Polizia intervenuta sul posto, circa le fasi immediatamente precedenti al decesso, onde scongiurare conseguenze penali per lei, per le sue compartecipi e per la proprietaria dell’appartamento’.

Anche la figlia e la nuora

Il colmo dello squallore dell’intera vicenda lo si e’ raggiunto – scrivono i magistrati – con la circostanza per la quale, la promotrice dell’intera organizzazione, faceva prostituire la propria figlia di 20 anni e la nuora coetanea, al solo fine di massimizzare i suoi guadagni, trattando i
propri affini alla stregua delle altre prostitute e pretendendone in egual misura la somma a lei spettante per quanto percepito dalla prostituta per ogni singola prestazione’.

Nei giorni feriali e festivi

Tutto era perfettamente coordinato e supervisionato dai vertici dell’organizzazione.
’Nulla era lasciato al caso. I vertici dell’organizzazione, sulla scorta di un rigido scadenzario, facevano ruotare le prostitute in ogni luogo da loro prescelto, seguendo veri e
propri turni di servizio, ricadenti anche nei giorni festivi e tenendo conto anche dell’eventuale concorrenza di altre prostitute e, li’ dove prevista, veniva inviata la ragazza
piu’ avvenente.

130 euro a prestazione

Il prezzo di ogni prestazione sessuale non era a libera scelta della prostituta, ma era imposto dal vertice dell’organizzazione nella misura di 130 euro e rispondeva ad un rigido protocollo, poiche’ nel prezzo doveva essere compresa la cifra di 30 euro da elargire alla
struttura ricettiva, 50 euro da elargire comunque a Maria Rosaria Rispoli, che reggeva il gruppo, e 50 euro intascati dalla prostituta, rimanendo a suo carico le spese per l’autista e per l’annuncio’.