NAPOLI – Dopo due anni di restrizioni dovute al perdurare della pandemia, l’esperienza del Progetto Scuola e Volontariato realizzato dall’Istituto Tecnico Tecnologico “Marie Curie” di Napoli in partnership con il CSV, Centro di Servizio per il Volontariato è tornato in presenza dando l’opportunità agli alunni delle classi 2 L e 2 M di formarsi al volontariato grazie ad un percorso di 30 ore curato da esperti del settore che il CSV mette a disposizione delle scuole partner. In questi giorni gli alunni coinvolti hanno concluso il percorso svolgendo un’attività pratica presso l’Associazione Camminare Insieme nei pressi del Rione Luzzatti.
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“Un’esperienza emozionante” per gli entusiasti alunni che per l’occasione hanno distribuito i pasti ai senza fissa dimora, ospiti abituali della mensa dell’associazione. “Si respira un’aria diversa qui”, afferma un giovane studente visibilmente commosso.
“Questo percorso – afferma la Dirigente Scolastica del Curie Gabriella Russo – e’ certamente di notevole spessore ed ha un’importantissima valenza educativa”.
“Il nostro obiettivo, fortemente ispirato ai valori dell’inclusione – spiega la professoressa Ersilia d’Angelo, Referente scolastica del CSV – è quello di insegnare a superare la paura dell’altro che spesso alberga in ciascuno di noi”.
Per un’intera mattina l’allegria di questi giovani volontari, guidati dalla Tutor del CSV Maria Melluso, ha illuminato la mensa, travolto gli ospiti con la bellezza dei loro sorrisi, reso significativa e indimenticabile per tutti i presenti in Associazione l’esperienza della gratuità del dono.
“L’esperienza ormai ventennale vissuta – ha commentato a chiare lettere la Dirigente Scolastica Prof. Gabriella Russo – in qualità di docente d’Italiano e di Storia e oggi quale dirigente scolastico nell’istituto tecnico tecnologico Marie Curie,ubicato nella zona orientale della città di Napoli, mi ha condotto ad una visione della Scuola altamente formativa nel suo senso più profondo e più ampio, baluardo e strumento di crescita per i giovani in termini di “personalità sociali”, in grado di interagire in modo consapevole e critico con il contesto circostante. La mia “idea” di scuola deve espletarsi nell’attuazione di una comunità scolastica intesa come ambiente di apprendimento, in cui acquista prevalenza non solo la trasmissione del sapere, ma la gestione di quelle conoscenze fondamentali e prioritarie per la crescita del cittadino. Ritengo che la “nostra”scuola per il territorio debba diventare centro propulsore di cultura ad ampio spettro, officina di cultura,intimamente rispondente ai bisogni degli utenti e alle loro richieste, per intervenire sulla crescita e sull’emancipazione del contesto di appartenenza, anziché chiudersi nella torre d’avorio autoreferenziale,come monade di leibnitziana memoria, “senza porte e senza finestre”.
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