Maddaloni, crisi del Consiglio Comunale: le osservazioni di Federico Lasco

MADDALONI (Caserta) – Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera firmata da Federico Lasco circa la crisi in atto nel Consiglio Comunale di Maddaloni.

Finalmente, dopo mesi di scontri e veti incrociati dentro e tra i partiti della maggioranza, il Consiglio Comunale di Maddaloni ha un nuovo Presidente.

La riunione di ieri sancisce anche la nascita di una nuova maggioranza, il Pd perde altri pezzi con l’abbandono di Pasquale Merino ed Enzo Cerreto, ma in compenso guadagna i voti di rifondazione e del gruppo dell’ex Idv.

Certo, lascia un po’ perplessi la disinvoltura con cui sono state accantonate le incompatibilità, le conflittualità e le rivalità feroci che hanno sempre caratterizzato i rapporti politici tra queste forze che da domani, probabilmente, dovranno condividere il peso dell’Amministrazione cittadina.

Da cittadino, posso soltanto augurarmi che questa nuova maggioranza, forte di 21 consiglieri su 30, possa finalmente cominciare a fare qualcosa per questa nostra città che ne ha davvero bisogno.

Resta il fatto che, nonostante i nuovi ingressi ,quello di Maddaloni è un governo che si regge sul consenso dei 5 consiglieri dell’Udeur, un partito che allo stato sembra situarsi organicamente nel centrodestra.

E’ una situazione a dir poco anomala, destinata a creare non poche tensioni quando si tratterà di fare scelte di campo senza più possibilità di ambiguità o di zone d’ombra.

Mi riferisco, per esempio, alle provinciali e regionali del prossimo anno, quando si tratterà di scegliere se stare da una parte o dall’altra. Per non parlare delle comunali dell’anno successivo: l’Udeur sarà ancora con il centrosinistra?

In condizioni normali, questa situazione dovrebbe provocare qualche disagio almeno a quella parte del centrosinistra, e del Pd in particolare, che in passato ha mostrato maggiore consapevolezza politica, denunciando il rischio di far crescere una forza che ai prossimi appuntamenti sarà quasi certamente schierata nel campo avverso.

Ancor di più, dovrebbe creare disagio agli agguerriti- all’epoca- propugnatori dell’allargamento a sinistra.

Chi volesse prendersi il disturbo di sfogliare i giornali di qualche mese fa (aprile-maggio 2009), resterebbe sorpreso nel leggere, con quanta veemenza, tanti “autorevoli” esponenti del Pd, gridavano allo scandalo per il perdurare dell’alleanza con l’Udeur, reo di essere ormai organico al centrodestra, e ponevano come condizione imprescindibile, per l’appoggio al futuro esecutivo l’estromissione dei mastelliani e la costituzione di un nuovo cartello di centrosinistra da Rifondazione a IDV.

Sono le stesse persone che oggi, con un voltafaccia prodigioso, non solo accettano l’alleanza con l’Udeur, ma subiscono, senza profferire parola, tutte le conseguenze che derivano dall’essere completamente dipendenti da questo partito: perché, oggi, senza i mastelliani, sarebbero tutti a casa.

Cosa è cambiato in questi mesi? Nulla, tranne il fatto che alcuni di questi personaggi, sono riusciti o si apprestano ad occupare scranni di prestigio e questo probabilmente è stato sufficiente a far superare tutte le difficoltà e le schizzinosità.

Ma dimenticano che, persino in politica, il prestigio non viene dalla carica, ma dalle qualità della persona che la ricopre.

Per tutti gli altri, probabilmente, è bastato lo spauracchio dello scioglimento per accettare qualunque cosa: anche una maggioranza raccogliticcia che usa il posto in Giunta per acquietare gli scontenti di turno- creando altri scontenti- o per soddisfare qualche tardiva, quanto incomprensibile velleità di protagonismo di personaggi perennemente in cerca di autore.

Quando, insieme ad altri amici provenienti dall’area moderata abbiamo deciso di abbandonare il Pd, lo abbiamo fatto per motivi esclusivamente politici, e per gli stessi motivi, anche da autonomi, abbiamo rifiutato ogni coinvolgimento nel nascente esecutivo, decidendo all’opposto di aderire all’Udc che è partito di opposizione.

In questo percorso, abbiamo evitato di porre l’accento sui temi amministrativi, sarebbe stato fin troppo facile mettere le dita nelle tante piaghe che affliggono la nostra Comunità.

Il nostro obiettivo non è la strumentalizzazione delle difficoltà o la polemica fine a sé stessa, ma la costruzione di un progetto politico e amministrativo per il futuro prossimo, che sia all’altezza dei tanti problemi di Maddaloni e delle attese dei suoi cittadini.

E saremo coerenti con questa impostazione.

Perciò, se questa ennesima ripartenza facesse davvero sorgere una nuova alba per Maddaloni, come cittadini, saremmo i primi ad esserne felici.

Temo, tuttavia, che la nottata sarà ancora lunga e sofferta.