Pepsi, la Juve Caserta vince e convince ad Avellino imponendosi su Roma 63 – 62

LA PARTITA

Primo quarto: L’inizio del match, preceduto da un minuto di silenzio per le vittime di Messina, parte a rilento, considerato il primo mezzo minuto senza nemmeno un canestro. Silenzio rotto da un fallo su Bowers che segna i primi 2 canestri per la Juve. Forte è la presenza di un Michelori, che sembra voler e poter lottare di più, di un Di Bella che incoraggia sempre il suo tim, e di un Bowers presente al momento giusto. Al contempo, l’arbitraggio non sempre è dalla parte della Juve, con passi non fischiati e falli non considerati.

In pochi minuti, per due triple di Ere e di Jones la Juve sembra respirare un aria fresca, veloce e ben definita. A 2 minuti e mezzo dalla fine del primo quarto, dentro Martin fuori Michelori, che manca un passaggio sotto canestro del capitano. Il primo quarto si conclude con ben 10 lunghezze di vantaggio per la Juve, e con una Roma poco pronta alla difesa e all’attacco. Insomma una Roma che non convince. Primo quarto che si conclude per 21 – 11 per la Juve.

Secondo Quarto

I cori della tifosi casertani, all’arrivo di quelli romani, non promettono nulla di buono. Ed infatti, la polizia è costretta ad intervenire, per addolcire le acque. A pochi minuti dal fischio d’inizio, dentro Koszarek che permette di far riposare Di Bella, e Doornekamp al posto di Jones.

Una Juve che convince, che è presente in attacco, con passaggi veloci e decisi, rimbalzi e recuperi che non mancano, contro una Roma che perde palla con facilità. Al 6 minuto, Gentile è costretto a chiamare a rapporto i suoi ragazzi. Gli unici che sembrano più presenti in campo sono Gigli e Jaaber, che impongono la loro presenza in campo mettendo a segno alcune triple, che fanno respirare Roma da una Juve che non molla.

Ad evidenziare il nervosismo di Roma è un fallo tecnico fischiato a Minard al quarto minuto, in segno di protesta contro l’arbitro. A pochi minuti dal richiamo agli spogliatoi, la Juve continua il proprio attacco con un Koszarek che non si risparmia fuori e dentro l’area, realizzando per questo entrambi i suoi due tiri liberi, in seguito ad un fallo subito. Anche Sacripanti, dalla panchina partecipa con i suoi ragazzi, venendo richiamato dall’arbitro per alcune azioni fallose, che passano inosservate. Finisce il secondo quarto con un punteggio di 36 – 24 a favore della Juve.

Terzo Quarto

Un inizio sempre più positivo per la Juve con Jones che mette a segno un’altra delle sue triple. Roma continua a subire la presenza marcata dell’avversaria, aiutata da Jaaber che è già a 4 falli commessi.

Ma come la storia ci insegna, il terzo quarto per la Juve è quello che fa cambiare le carte giocate fin d’ora, e per passaggi persi, rimbalzi mancati, tiri dalla lunetta imprecisi, Di Bella commette fallo su Crosariol che porta Roma al pareggio. E si torna allo 0 – 0. Il terzo match si conclude 46 – 42 per Caserta, con una Juve che nonostante il recupero di Roma non intende mollare e delude il suo pubblico.

Ultimo Quarto

Ultime azioni che vedono una Juve che fa temere, mancando di rimbalzi assenti sotto canestro, un arbitraggio che da ragione a Roma anche se a volte ingiustamente. Bruciando qualche azione, la Juve perde il possesso di palla e con un tiro da tre di Minard, Roma raggiunge la Juve firmando un 48 – 48. All’inizio del 6 minuto, Roma, con Jaaber, impone il suo primo vantaggio di 48 – 50. Martin, poco presente sotto canestro, paga tornando in panchina allo scoccare dei 4 minuti.

Ere che subisce fallo da Hutson, fa intravedere uno spiraglio di ritorno al vantaggio, che viene smentito da entrambi i tiri liberi sbagliati. A tre minuti dalla fine, con un punteggio di 54 – 56 per Roma, Sacripanti richiama la sua squadra per limare le ultime azioni decisive. Meno due punti a meno di un minuto , con Jones che sbaglia entrambi i tiri liberi dalla lunetta, su fallo subito, un recupero palla per la Juve e con Gentile che chiama un time out.

Ma come per le storie più belle, con un lieto fine altrettanto bello, la Juve non delude, la Juve vince e convince. A Jones il compito di mettere a segno gli ultimi due tiri liberi, su fallo subito, portando a casa una vittoria, per nulla sperata e creduta, con un punteggio finale di 63 – 62.

L’Air Avellino si impone su Montegranaro con un punteggio di 75 – 66. In scena, la finale tra la Pepsi Juvecaserta e l’Air Avellino, prevista per le 20.30 di questa sera.

IL TABELLINO

Pepsi Juvecaserta: Di Bella 8, Koszarek 4, Michelori 4, Martin 6, Bowers 9, Ere 9, Doornekamp 3, Jones 20. Allenatore: Stefano Sacripanti.

AVELLINO – All’ inizio di questo nuovo ed atteso campionato manca solo una settimana, ma a vedere l’animo agonistico dei giocatori ed il pathos con cui i tifosi della Pepsi Juvecaserta hanno vissuto il primo match del Torneo Vito Lepore di Avellino, con inizio alle ore 19.00 di sabato, sul parquet del palazzetto Giacomo del Mauro , sembra di essere già a metà campionato o comunque nel bel mezzo di una importante partita tra acerrime avversarie.

In questo caso la Juvecaserta da un lato, sostenuta da un pubblico di sostenitori giunti da Caserta di quasi 200 persone, dall’altra il Lottomatica con un Gentile che, stando alle ultime cronache, ha deluso non pochi dei suoi concittadini e tifosi che, innalzando al soffitto del Palamaggiò quel n° 5, lo hanno scalfito nel cuore della storia cestistica casertana. Nella presentazione delle due squadre, riceve dal pubblico applausi, ma anche alcuni fischi.

Ma come lo stesso Gentile pensa, la storia di allora è diversa da questa di oggi. Ed oggi, abbiamo una Juve pronta ad espugnare quella che in molti hanno chiamato l’antisiena, imponendosi con un punteggio finale di 63-62 e a Jones il compito di mettere a referto questa vittoria. Molti penseranno che il pubblico casertano mette troppa enfasi, anche per un semplice torneo, svoltosi fuori le mura casalinghe, ma dietro c’è ben altro.

E a dimostrarlo sono le tifoserie avversarie che, a pochi minuti dall’inizio del secondo quarto, con l’ingresso dei tifosi romani, si affrontano con cori offensivi, i quali la polizia ha dovuto mettere a tacere.

Ma questo incontro – scontro è colorato non solo di tifoserie ostili, contrarie, ma anche di due squadre che scendono in campo per difendere, per lottare, chi più chi meno. Di certo la vincitrice, fa gridare, fa saltare, fa tremare i propri tifosi, che con cori senza fine, non hanno mai abbandonato il gioco dei propri beniamini.