MADDALONI (Caserta) – La storia di Lorenzo Ferraro[1] che si presenta delinea una figura d’eccellenza e da statista militare oltre che gli si riconoscono doti di indirizzo educativo e di mediazione politico amministrativa. Saggista e autore di manuali formativi delle leve militari è destinatario di onorificenze e dediche[2].

Gen Lorenzo Ferraro in divisa
Lorenzo (Francescantonio) Ferraro nasce in Maddaloni il primo marzo 1866[3], circa il decesso è dato sapere che questo è avvenuto il 18 febbraio 1921 e contestualmente la giunta maddalonese si riunisce dichiarando lutto cittadino e accollandosi i costi dei funerali da tenersi in Napoli il 20 febbraio alle ore 15[4]. Secondo una biografia del 1960[5] il decesso avviene in Napoli, anche se la cosa sembra strana essendo in carica come sindaco di Maddaloni e Consigliere del Mandamento di Maddaloni presso l’Amministrazione Provinciale di Caserta. Ho avviato delle indagini investigative presso gli uffici amministrativi e cimiteriali di Maddaloni (luogo natio), Caserta (capoluogo di riferimento)[6], Napoli[7] (in ragione dei dati anagrafici frammentari giunti) e Acerra (da cui dovrebbe provenire la famiglia Ferraro)[8] per stabilire residenza e ricovero dei resti mortali del generale.
Lorenzo appartiene a una famiglia agiata, il padre Giuseppe[9] è il fondatore della storica Farmacia Ferraro che primeggia in piazza Santacroce a Maddaloni sviluppandosi su più strade già nel XIX secolo.
Non abbiamo dati certi circa la sua formazione ma dato il prestigio e la presenza del Regio Ginnasio Liceo “Giordano Bruno” va da se la frequentazione dello stesso fino al compimento del percorso di studi o comunque fino all’avvio alle Armi.
Sappiamo che entra nel Regio Esercito, ovvero nel Corpo di Fanteria dello stesso probabilmente il 30 settembre 1883.
Formazione che continuerà presso la Scuola Militare di Torino dalla quale con grado di sottotenente[10] di Fanteria, nel 1885, partecipa alla campagna d’Africa del 1887 per la qual cosa si fregerà dell’attribuzione della Medaglia commemorativa per la Campagna d’Africa 1887[11].
L’impegno militare è una costante tant’è vero che da Tenente e da Tenente Colonnello coprirà ruoli di Comandante di Reparto e di Ufficiale di Stato Maggiore.
Dal 1907 al 1911 lo troviamo aiutante di campo di diverse Brigate in particolare la Brigata “Basilicata” e la Brigata “Calabria”.
Nel 1915 con il grado di Colonnello lo troviamo al comando del 94^ Fanteria sul fronte Italo Austriaco con la Brigata “Messina” (costituita dal 93^ e 94^ rgt).
Al Comando del 94^ Reggimento Lorenzo Ferraro con il grado di Colonnello vi rimase dal 2 novembre 1915 al 15 giugno 1917, prima di lui era comandante il Colonnello Gaetano Vaccari (dal 24 maggio al 29 ottobre 1915) e a seguire il Colonnello Felice Scaparro (dal 16 giugno 1917 al termine della guerra)[12].
A seguire lo troviamo Comandante di reggimento presso la Brigata Mantova e della stessa avrà il Comando della Brigata dal 17 giugno al 31 agosto 1917 con il grado di Colonnello Brigadiere[13]. La Brigata Mantova[14] si distinse notevolmente nel corso del primo conflitto bellico mondiale in particolare il 114° reggimento a cui sarà assegnata la medaglia d’Argento[15].
Grazie alle sue gesta a Lorenzo Ferraro furono assegnate ben due medaglie d’Argento al Valor Militare[16], una nel 1917 e l’altra nel 1918, ricercate e analizzate per la presentazione anche sui relativi Bollettini ufficiali del Ministero della Guerra[17].
Per il 1917[18] segue la motivazione del Bollettino ufficiale: «FERRARO cav. Lorenzo, da Maddaloni (Caserta), colonnello comandante reggimento fanteria. – Per la fermezza e la serenità dimostrate il giorno 3 marzo 1917 sotto un violento bombardamento nemico, durante il quale il suo reggimento resistette in trincea, in modo lodevole, ad un furioso attacco dell’avversario, infliggendo a questo gravissime perdite. – Posizione ad oriente di Vertojba, 3 marzo 1917»[19].
Per il 1918[20] segue la motivazione del Bollettino ufficiale: «FERRARO cav. Lorenzo, da Maddaloni (Caserta), colonnello comandante reggimento fanteria. – Comandante di reggimento, durante importanti operazioni offensive, guidò con rara perizia i suoi reparti alla vittoria, dando luminose prove di grande ardimento, di ascendente morale sui suoi dipendenti e di sereno sprezzo del pericolo. Pur sotto i continui e violenti bombardamenti nemici, mai lasciò venir meno l’azione diretta ed efficace del suo comando, non esitando a portarsi in luoghi scoperti ed intensamente battuti dal fuoco avversario. – Panovizza, 12-16 maggio 1917»[21].
Dopo l’esperienza militare, che lo vide con il 1920 messo in congedo, a domanda, in ausiliaria, con il grado di Brigadiere Generale, Lorenzo Ferraro si diede all’esperienza politica considerato anche il fatto che fu eletto sindaco di Maddaloni in quanto super parte e in virtù delle sue note doti di eroe e stratega.
Lorenzo Ferraro fu uno studioso e teorico sia dell’educazione, non solo militare, ma anche stratega, come accennato, e furono molto apprezzate le sue pubblicazioni. Ed in virtù anche di tali riconoscimenti fu più volte rappresentante del Ministero della Guerra/Difesa in seno alle giunte di ispezioni del Ministero dell’Educazione a Napoli.
Circa l’esperienza politica fu consigliere di Maddaloni nel Mandamento VI della provinciale di Terra di Lavoro[22] poi Caserta e dopo un quinquennio di commissariamento Sindaco di Maddaloni dal 1920 fino alla morte del 18 febbraio 1921.
Circa il suo ruolo di consigliere del Mandamento di Maddaloni in carica al Consiglio Provinciale va detto che il suo mandato andava dal 1920 al 1925 ma nel 1921 muore e quindi decade in automatico e non è sostituito da nessuno[23]. L’incarico di consigliere del Mandamento di Maddaloni Lorenzo Ferraro lo svolge unitamente ai consiglieri Brancaccio avv. Luigi e Vitelli Arturo fu Pietro i quali completarono l’incarico nel 1925.
Passando poi a quella di natura amministrativa va detto che la città di Maddaloni[24] vive un momento di difficoltà alla vigilia e con il primo conflitto bellico mondiale.

Teca con Foto a cavallo motivazione 19178 e spada del Gen Lorenzo Ferraro
Circa la guida della città va richiamato alla memoria come dopo un periodo tutto sommato florido per la città che visse in sé la sua fase di Belle Epoque durante l’amministrazione del sindaco Giuseppe Tammaro ci si troverà dinnanzi a un triplice mandato per il sindaco Alfonso Raffone che dopo una fase idilliaca con l’elettorale e la sua maggioranza si ritrovò in occasione del terzo mandato, collegato alle elezioni del 28 giugno 1914, a perdere il necessario consenso a causa delle forti difficoltà economiche. Si giunge al 29 aprile 1915 data in cui il sindaco e la sua giunta decidono di rimettere il proprio mandato anche se la mancanza di numero legale del consiglio comunale non ratifica il provvedimento. Di conseguenza vi fu la decadenza del sindaco e relativa giunta che si ebbe d’autorità con l’intervento del Prefetto il 13 giugno 1915 allorquando commissariò l’amministrazione comunale maddalonese affidando la gestione al consigliere di Prefettura Michele Gizzio. Da questo momento inizia un periodo di commissariamento fino a dopo la guerra[25], ovvero fino all’incarico elettorale del 19 settembre 1920 che consentì a Lorenzo Ferraro di guidare la città[26] insediandosi la prima volta in consiglio comunale il 29 novembre 1920[27].

cav. Gen. Lorenzo Ferraro
Ora da quanto sono riuscito a ricostruire, grazie anche alle pubblicazioni di Francesco d’Orologio[28] l’esperienza politica della famiglia Ferraro era già consolidata attraverso il fratello farmacista Vincenzo[29] che certamente non era a favore del sindaco pro tempore e fu nel direttivo della costituenda sede del Partito Radicale a Maddaloni, al civico 4 di via Tifatina, nel 1911[30], ma quello che serviva non era il rappresentante di una piuttosto che din un’altra famiglia altolocata locale, bensì di un uomo di mediazione. Le parole di Pietro Vuolo, che seguono, sintetizzano a pieno, introducendo le premesse e riferendo dell’immediato dopo Ferraro:
«Si era giunti perfino allo scioglimento, il 1 marzo 1920, del corpo delle guardie municipali e campestri per procedere ad epurazione e riduzione del personale stesso: esisteva, insomma, in città, un malcontento diffuso e assai pericoloso. Nel giugno del 1920 si era temuta una sommossa di piazza, essendo, la città, restata senza pane: il 29 del mese, festa di S. Pietro, il deposito comunale non aveva ricevuto la farina ed i fornai non avevano potuto panificare. Nel settembre l’amministrazione comunale si vide costretta a contrarre un mutuo con il signor Domenico Ferraro di 28400 lire per corrispondere gli stipendi e i salari al personale municipale, così come, nell’agosto, era stato contratto un altro mutuo di 7000 lire, al tasso del sette per cento con i fratelli Parisi di S. Maria Capua Vetere, al fine di sostenere le spese delle imminenti elezioni: è, dunque, lecito affermare che la crisi post bellica aveva raggiunto in città, livelli davvero sconvolgenti. Il 19 settembre del 1920 si svolsero le elezioni amministrative municipali con la speranza di far fronte comune alle gravi difficoltà del momento: fu, questo, lo spirito che animò il nuovo sindaco unitamente al consiglio comunale, nella sua interezza di trenta componenti, sin dalla prima seduta del 29 novembre. Il generale a riposo Lorenzo Ferraro, consigliere provinciale del mandamento, poteva bene, per capacità e prestigio personale, esse l’ago dell’equilibrio, il paciere delle fazioni, il sindaco super partes ed avviare così il risanamento amministrativo della città. Egli, però, dopo pochi mesi, il 18 febbraio 1921, morì cosicché, nel paese, tornarono a prevalere le fazioni e le lotte intestine. Il consiglio comunale si frantumò in due blocchi: il primo era animato dagli avvocati Edilio Borgia, Michele Cuccaro, Vincenzo Tammaro con funzioni di sindaco, dai notai Girolamo De Laurentiis e Giuseppe Iorio e soprattutto dall’avvocato Antonio Della Peruta, attivo rappresentante del partito democratico liberale; il secondo gruppo era costituito dai consiglieri Clemente Barletta, Eugenio Forgillo, Ignazio Assumma, Alfonso Raffone e soprattutto Arturo Vitelli, che era il rappresentante locale del partito riformista ed amico personale dell’onorevole Beneduce appena assunto, nel corso della brillante carriera politica, a ministro per il Lavoro e per la Previdenza sociale»[31].
Ebbene la situazione tornò a farsi critica anche se non ci si dimenticò del giusto omaggio a Lorenzo Ferraro. Infatti, attraverso le delibere comunale trascritte da Francesco d’Orologio, sappiamo che il 23 febbraio 1921 il Consiglio comunale maddalonese[32], presieduto dall’assessore anziano ovvero dall’avvocato Vincenzo Tammaro, facente funzione di sindaco, si riunì per la “Commemorazione del defunto Sindaco comm. Lorenzo Ferraro generale a riposo e consigliere provinciale del mandamento”. In tale occasione l’avv. Brancaccio, oltre che Tammaro, e i consiglieri comunali Borgia e Vitelli ebbero la possibilità di mettere in risalto “le grandi e non comuni virtù della nobile figura dell’estinto come soldato, come cittadino e come uomo pubblico e politico rifulgendo sempre in Lui il genio del bello, del buono e del giusto. Infine anche il Segretario capo avv. Lerro, parla a nome dei dipendenti del Comune traendo auspici che la nuova tomba, così prematuramente dischiusasi, possa essere segnale di quella pacificazione, di cui anche oltretomba gioirà la grande anima dell’estinto e l’Amministrazione potrà trarre la forza di continuare nell’opera da lui tanto bene iniziata nell’interesse del nostro paese”.
Il presidente dell’assemblea propose che la strada Pignatari dove si trovava la casa in cui nacque il compianto Sindaco di intitolarla al nome di Lorenzo Ferraro”. E prima ancora il consigliere avv. Antonio Della Peruta, “parente del defunto, porge a tutti a nome della famiglia Ferraro, sentite parole di ringraziamenti”.
La seduta di giunta della medesima giornata ratifica tutto l’operato del comm. Lorenzo Ferraro anche se a seguire con la seduta consiliare dell’8 marzo 1921 presieduta dall’avv. Vincenzo Tammaro che faceva funzioni del Sindaco Ferraro scomparso riferisce che l’amministrazione del Generale per ripianare i debiti precedenti è ricorsa a “fare ricorso a operazioni chirurgiche”[33].
In quella stessa seduta consiliare il detto Tammaro, sempre con funzioni di sindaco “porge quindi lettura delle lettere con le quali la vedova del defunto sindaco comm. Ferraro ed il di lui germano Vincenzo, ringraziano questa Rappresentanza comunale esprimendo a tutti la più viva gratitudine e riconoscenza di quanto si fece dal Comune per onorare la memoria dell’estinto”.
Da quel giorno a tre mesi, la cronaca amministrativa di d’Orologio, ci dice che l’8 giugno 1921 il consiglio comunale di Maddaloni nominò, a scrutinio segreto, il nuovo Sindaco nella personal del cav. avv. Vincenzo Tammaro in sostituzione dello scomparso comm. Generale Lorenzo Ferraro. Tammaro, nel suo intervento disse, tra l’altro: “Signori consiglieri, – non faccio programma, perché assieme ai miei cari e valorosi colleghi della Giunta ebbi a condividere il programma amministrativo dettato in questa aula consiliare dal mio illustre e compianto predecessore comm. Lorenzo Ferraro[34], alla memoria del quale rendendomi anche interprete dei vostri sentimenti umani un reverente e devoto saluto. Vivissimi e senti ringraziamenti rivolto a tutti voi che raccogliendo i vostri voti nel mio modesto nome avete voluto onorarmi a gendarme alla carica di primo magistrato cittadino, carica della quale io sento tutta la responsabilità, specie nell’ora che volge ed alla quale darò tutto il contributo della mia attività e della mia capacità, affermandovi che se queste forza mi potranno venire meno, la buona volontà non mi verrà meno giammai. Mando poi un cordiale saluto ai nostri colleghi che militano nel campo dell’opposizione, anch’essi come noi mirano al benessere della nostra Città natale e perciò auguriamo di averli validi collaboratori per il raggiungimento del nostro comune ideale. Mando infine un affettuoso saluto a tutti i figli di questa laboriosa, gentile e patriottica Città”.
Intanto a Lorenzo Ferraro viene dedicata una piazza[35], quella che era la già Largo Santa Sofia e lì inizialmente fu anche posto il monumento ai caduti, poi destinato alla sede attuale in piazza della Vittoria, che prese le mosse già dal 1921 con il sindaco Tammaro che fu il promotore della commissione Monumento[36].

Prima pagina del verbale del Consiglio Comunale di Maddaloni presieduto dal Signor Sindaco Commendatore Lorenzo Ferraro.
Educatore, Saggista e stratega
Lorenzo Ferraro fu un educatore come si evince dalla ricca bibliografia che si presenta e che è comunque priva di edizioni precedenti a quelle indicate che sono proposte anche per la maggiore reperibilità e per talune particolarità di riferimento.
A queste si aggiungo anche altri articoli e interventi, nonché orazioni come quella già richiamata del 14 novembre 1912 a Maddaloni in ricordo di Camillo Raffone e altre di cui non sono riuscito a trovare chiari e univoche forme di citazione[37]. Si nota come alcune pubblicazioni corrispondano, di fatto, agli estratti dei suoi articoli per lo più per la Rivista Militare.
Dalle pubblicazioni emerge una particolare attenzione al proliferarsi di idee socialiste o comunque apertamente o indirettamente antimilitariste, uno studio il suo che sarà funzionale ad approfondimenti futuri per studi specifici anche postumi. Tra le altre cose, Virgilio Ilari, pone particolare attenzione ad uno studio edito nel giugno 1900 sulla Rivista Militare a firma di Lorenzo Ferraro in cui lo stesso militare “si interroga sui riflessi che la «questione sociale» aveva sull’istituzione militare”. Aggiungendo che alla propaganda socialista andava opposta una in senso militarista[38].

Medagliere
Lorenzo Ferraro con il suo studio e le sue teorie[39] cerca di essere innovativo nell’ambito della formazione non solo delle reclute ma anche degli ufficiali e delle tecniche militari, cosa che comunque non gli risparmierà delle critiche come nel caso dei giudizi sull’articolo “L’azione educatrice nell’esercito francese”, di seguito in blibliografia.
Attento alle nuove leve, forte anche dello spirito di appartenenza militare maturato a Maddaloni come esprimono le richiamate pubblicazioni in questo articolo proposte negli studi di d’Orologio, Borriello, Cembrola e Vuolo, Lorenzo Ferraro sarà parte spesso della giunta ispettiva per conto del Ministero della Guerra presso le Scuole in Napoli.
Si propone una sintesi delle opere edite individuate e consultabili:
·Lorenzo Ferraro, “La questione sociale. Suoi effetti nella nazione e nell’esercito”, in “Rivista Militare Italiana” 1900, dispensa II, n. 6, Roma Tipografia Enrico Voghera 1900, pagg. 961-992[40].
·Lorenzo Ferraro, “Due questioni di arte militare” in “Rivista Militare Italiana” 1901, Roma Tipografia Enrico Voghera 1901[41].
·Lorenzo Ferraro, “La questione morale nella storia, nella nazione e nell’esercito” in “Rivista Militare Italiana” 1901, Roma Tipografia Enrico Voghera 1901[42].
·Ferraro Lorenzo, “I partiti sovversivi e l’esercito”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1902, Estratto dalla “Rivista Militare Italiana”, dispensa II, 1902, pagg. 208 a seguire.
·Ferraro Lorenzo, “L’azione educativa dell’esercito”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1902, Estratto dalla “Rivista Militare Italiana”, 1902, pagg. 753 a seguire.
·Ferraro Lorenzo “Manuale moderno del graduato” in due volumi. Volume I “Educazione – Istruzioni Teoriche”, Vol. II “Istruzioni pratiche” Tipografia di Innocenzo Artero, Roma, 15 giugno 1903[43].
·Ferraro Lorenzo, “La Riduzione della Ferma” in “Rivista Militare Italiana” 1903ÂÂÂÂ Roma Tipografia Enrico Voghera 1903, dispensa II del 16 febbraio 1903, pagg. 145 e seguenti.
·Ferraro Lorenzo, “Le nuove teorie tattiche” in “Rivista Militare Italiana” 1903ÂÂÂÂ Roma Tipografia Enrico Voghera 1903, dispensa X del 16 ottobre 1903, da pagg. 1681 – 1698[44].
·Ferraro Lorenzo, “Estratto dal Manuale moderno del graduato – Per gli allievi caporali, allievi sergenti (1. corso) e volontari di un anno”, seconda edizione, Roma : Artero, 1904.
·Ferraro Lorenzo, “L’azione educatrice nell’esercito francese” in “Rivista di Cavalleria”, Anno VII, Fascicolo VII, luglio 1904[45].
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali, per gli allievi caporali, allievi Sergenti e volontari d’un anno”, quarta edizione, Roma Casa Editrice Italiana, 1905.
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte esplicativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali per gli allievi caporali, allievi Sergenti (primo Corso) e volontari di un anno”, terza edizione, Roma Casa Editrice Italiana, 1905[46].
·Ferraro Lorenzo, “La nostra preparazione alla guerra in rapporto alle esigenze del combattimento moderno” in “Rivista Militare Italiana” 1905, Roma Tipografia Enrico Voghera 1905, pagg. 110 e seguenti[47].
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato : con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali per gli allievi caporali” Roma Casa Editrice Italiana, 1906.
·Ferraro Lorenzo, “La legislazione sociale” in “Rivista Militare Italiana” 1906, Roma Tipografia Enrico Voghera 1906, pagg. 209 e seguenti.
·Ferraro Lorenzo, “Lo studio scientifico dell’uomo nella istruzione degli ufficiali” in “Rivista Militare Italiana” 1907, Roma Tipografia Enrico Voghera 1907, n. II pagg. 338 e seguenti[48].
·Ferraro cap. Lorenzo, “Il diritto bellico nelle due conferenze dell’Aja” in Rivista di Cavalleria, Anno XI, fascicolo XI e XII, novembre e dicembre 1908 come riportato dal Tomo I della Rivista Militare del 1909 (Enrico Voghera Editore, in Roma 1909).
·Ferraro Lorenzo, “Collettivismo e sindacalismo”, in “Rivista Militare Italiana” 1909, Roma Tipografia Enrico Voghera 1909, numero 10.
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali, (per gli allievi caporali, allievi Sergenti e volontari di un anno)” Ottava edizione ampliata ed arricchita con illustrazioni, Roma Casa Editrice Italiana, 1910.
·Ferraro Lorenzo, “La tattica nelle ultime due guerre” in “Rivista Militare Italiana” 1910, Roma Tipografia Enrico Voghera 1910, n. I pagg. 187 e seguenti[49].
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte educativa, secondo le ultime prescrizioni ministeriali, per gli allievi caporali, allievi Sergenti, allievi ufficiali e volontari di un anno”, nona edizione ampliata, Roma Casa Editrice Italiana, 1911.
·Ferraro cav. magg. Lorenzo (Maggiore 32° Fanteria), “Il Segreto della Vittoria”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1912. Estratto dalla Rivista militare italiana, anno 1912, numero XI pagg. 2333 e seguenti[50].
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le prescrizioni ministeriali : per gli allievi caporali, allievi sergenti e allievi ufficiali (1. parte) volontari di un anno : anno 11”, Roma Casa Editrice Italiana, 1912.
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali”, Roma Casa Editrice Italiana, 1912.
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le prescrizioni ministeriali”, Roma Casa Editrice Italiana, 1915.
·Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le prescrizioni ministeriali : per gli allievi caporali, allievi sergenti e allievi ufficiali (1. parte) volontari di un anno : anno 14”, Roma Casa Editrice Italiana, 1916.
·Ferraro Lorenzo, “Fra le tombe degli eroi. Medio Isonzo, 2 novembre 1916”, Udine Stabilimento tipografico friulano, 1916[51].
·Ferraro Lorenzo, “La nostra guerra”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1917, Estratto dalla Rivista militare italiana, anno 1917[52].
La produzione letteraria di Lorenzo Ferraro va ben oltre i confini oceanici come dimostra una nota di commento a un suo trattato sull’educazione e formazione militare, nell’articolo “Vita Militare – Rivelazioni di un richiamato”, di Raffaele Cormio, alle pagine 3 e 4 del Giornale “Cronaca Sovversiva” del 7 febbraio 1914 (Anno XII) n. 6 edito in Lynn (Massachusetts) Contea: Essex.

Copertina della pubblicazione “Il Segreto della Vittoria” di Ferraro Cav. Lorenzo Maggiore 32° Fanteria, Tipografia Enrico Voghera, Roma 1912.

Copertina della pubblicazione “La nostra guerra” di Lorenzo Ferraro Colonnello Comandante 94 Fanteria, Tipografia Enrico Voghera, Roma 1917.
Incarichi e Promozioni
Ampia è sicuramente l’esperienza militare e gli incarichi[53] ricoperti da Lorenzo Ferraro anche presso lo Stato Maggiore dell’Esercito[54].
A seguire una elencazione provvisoria dello studio ancora in corso articolata sulle annualità:
1883. Il 30 settembre 1883 Lorenzo Ferraro entra in servizio nell’arma della Fanteria. Militare del Regno d’Italia, 1909, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 54 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1908), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1909, citazione pagina 44.
1886. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, Anno 1886 n. 1 di sabato 2 gennaio 1886. Qui nell’elenco delle “ricompense ai benemerito della Salute Pubblica” per i fatti legati al colera del 1884, nell’ambito della provincia di Napoli, alla pagina 207 si elenca Lorenzo Ferraro.
1887. Annuario Militare del Regno d’Italia 1887, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1887. Lorenzo Ferraro con il grado di sottotenente maturato il 25 agosto 1885 è assegnato al 42 reggimento di Fanteria in Nocera della Brigata Modena.
1890. Annuario Militare del Regno d’Italia 1890, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1890. Alla Pagina 498 Lorenzo Ferraro con grado di Tenente è assegnato al 42^ reggimento Fanteria della Brigata Modena
1894. Annuario Militare del Regno d’Italia 1894, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1894. Lorenzo Ferraro a pagina 573 è Tenente del 42° Reggimento Fanteria in Modena della Brigata Modena comandata dal Generale Alessandro Massa.
1895. Annuario Militare del Regno d’Italia 1895, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1895. Alla pagina 78 troviamo il Tenente di Fanteria Lorenzo Ferraro con anzianità di grado del 11 ottobre 1888 assegnato al 42^ reggimento Fanteria della Brigata Modena.
1897. Annuario Militare del Regno d’Italia 1897, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1897. Lorenzo Ferraro è in veste di tenente presso la Brigata Calabria, in carico al 59^ reggimento di Fanteria in Monteleone su comando della Scuola di Guerra. Alla pagina 476 risulta iscritto al primo anno di corso della Scuola di Guerra di Torino, per Tenente, con al comando il Maggiore Generale Filippo Gazzurelli e comandante in 2° il colonnello Carlo Corticelli dello Stato Maggiore.
1898. Annuario Militare del Regno d’Italia 1898, Vol. I, Ufficiali in Servizio Attivo e Permanente ed impiegati civili, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1898. Qui troviamo il Tenente di Fanteria Lorenzo Ferraro (sempre il richiamo alla decorrenza del grado all’11 ottobre 1888) presso il 59^ reggimento di Fanteria su comando della Scuola di Guerra. Alla pagina 483 lo troviamo al secondo anno di corso di Allievi Ufficiali per Tenenti presso la Scuola di Guerra di Torino che è comandata dal Maggiore Generale Alberto Cerruti e il comandante in 2° è il colonnello Carlo Corticelli dello Stato Maggiore.
1899. Giornale Militare 1899, parte seconda, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1899. Qui, nella parte seconda a pagina 385 troviamo la circolare n. 13 su “composizione della direzione superiore delle grandi manovre e degli stati maggiori dei comandi di corpo d’armata e di divisione di manovra” e a pagina 390 il nostro Lorenzo Ferraro nell’elenco degli ufficiali assegnati a “giudici di campo”.
1899. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia anno 1899 numero 235 di martedì 10 ottobre 1899, vi è il regio decreto del 19 settembre 1899con cui si promuove il nostro Tenente Lorenzo Ferraro a Capitanocon destinazione a sua scelta.
1900. Annuario Militare del Regno d’Italia, 1900, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili, Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1900. Il capitano Lorenzo Ferraro è presso il 93^ Reggimento Fanteria in Roma della Brigata Messina
1902. Annuario Militare del Regno d’Italia, 1902, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 52 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 30 dicembre 1901), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1902. Lorenzo Ferraro con il grado di Capitano è Addetto agli Uffici del Reparto del Comando del Corpo di Stato Maggiore come si legge da pagg. 294 e seguenti.
1905. Annuario Militare del Regno d’Italia, 1905, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 54 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1904), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1905. Nell’Arma di Fanteria, che parte da pagina 22, alla voce capitani troviamo con decorrenza del grado al 19 settembre 1899 Lorenzo Ferraro, Applicato al Comando del corpo di Stato Maggiore. Nell’etichetta si fa cenno alla medaglia per la campagna d’Africa del 1887.
1908. “Bollettino ufficiale delle Nomine, Promozione e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale Amministrativo Militare” 1908, Voghera Enrico Tipogrado del Giornale Militare, Roma 1908. Qui, afferente alla documentazione del Ministero della Guerra Bollettino Ufficiale dispensa n. 7 dell’8 febbraio 1908, nell’elencazione degli ufficiali in servizio attivo permanente presso lo Stato maggiore generale, con decorrenza 6 febbraio 1908 troviamo Lorenzo Ferraro aiutante di Campo della Brigata Basilicata che va a coprire il medesimo incarico di Aiutante di Campo della Brigata Calabria.
1909. Militare del Regno d’Italia, 1909, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 54 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1908), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1909. Qui a pagina 44 Lorenzo Ferraro è Capitano Aiutante di Campo della brigata “Calabria”, Brigata di Fanteria in Linea, e ha la croce d’oro per anzianità di Servizio. A pagina 434 si evince che il Comandate della Brigata, di cui aiutante è il Maggiore Generale Lamberto Bolognesi.
1911. Annuario Militare del Regno d’Italia anno 1911, volume I, Ufficiali in Servizio attivo permanente ed impiegati Civili, Enrico Voghera tipografo editore del Giornale Militare, Roma 1911. Alla pagina 41 Lorenzo Ferraro è indicato come capitano di fanteria (anzianità 19 settembre 1899) ed aiutante di campo della Brigata Calabria.
1912. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, Anno 1912, n. 154 del 1 luglio 1912. Ordine della Corona d’Italia. Qui si legge che S.M. il Re si è compiaciuto nominare nell’ordine della Corona d’Italia, di motu proprio con decreto del 2 giugno 1911 il cavaliere Ferraro Lorenzo capitano di Fanteria, come si riscontra dalla Gazzetta Ufficiale alla pagina 4352.
1912. Annuario Militare del Regno d’Italia Anno 1912, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati, Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1912. Troviamo il capitano Lorenzo Ferraro presso il 60° Reggimento Fanteria in Viterbo quale aiutante di campo del comandante maggiore Generale Arcangelo Scotti della Brigata “Calabria” alla pag 506.
1913. Annuario Militare del Regno d’Italia Anno 1913, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati, Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1913. Alla pagina 46 troviamo la nomina a maggiore di fanteria del 31 dicembre 1911, Si conferma la data di nomina a sottotenente il 25 agosto 1885, la concessione della medaglia per la campagna d’Africa del 1887, ed è fregiato del titolo di grande ufficiale all’ordine della corona d’Italia e commendatore dell’ordine di San Maurizio e San Lazzaro. A pagina 477 è indicato come maggiore del 32° Fanteria in Napoli (della Brigata Siena) comandato dal colonnello Francesco Castelli.
1915. Calendario Generale del Regno d’Italia pel 1915 Compilato a cura del Ministero dell’Interno, Roma Tipografia delle Mantellate, 1915. Nella sezione Regione Esercito e Armata Navale, tra i Maggiori a pagina 1090 troviamo il nostro Ferraro assegnato al 32^ reggimento Fanteria.
1915. Annuario del Ministero della Pubblica Istruzione, 1915, Roma Tipografi operaia Romana Cooperativa, 1915, per i “RR Istituto di Magistero di Educazione Fisica” per Napoli nella “giunta di vigilanza” vi è il maggiore Ferraro Lorenzo quale delegato del Ministero della Guerra. Lo stesso incarico lo si riscontra alla pagina 582 del medesimo Annuario del Ministero della Pubblica Istruzione per l’anno 1913 sempre in Napoli.
1916. Ruoli d’Anzianità per 1916 degli Ufficiali del Regio Esercito in servizio attivo permanente e degli Impiegati Civili dell’Amministrazione Militare, Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roman 1916, In esso sono riportati i ruoli a tutta la dispensa 100 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1915. Qui a pagina 40 con il Grado di Colonnello di Fanteria, data di anzianità e nomina del grado il 9 novembre 1915, troviamo Lorenzo Ferraro con le insegne distintive riscontrate nell’annuario militare anagraficamente precedente indicato nello studio.
1918. Lorenzo Ferraro, con il grado di Colonnello, è Comandante del Genio del XXIX Corpo d’Armata guidato dal Ten. Gen. Vittorio De Albertis[55], nell’ambito della 32^ divisione,così come disposto dall’Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano (documento n. 281), circa l’organizzazione dei Comandi ed unità impegnate nella Battaglia di Vittorio Veneto, nell’ambito delle operazioni conclusive del 1918.
1918. Bollettino Ufficiale delle Nomine, Promozione e destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare, Voghera Enrico, Tipografo editore del Giornale Militare, Roma 1918, Qui alla dispensa 10 del 15 febbraio 1918 circa le Ricompense al Valor Militate per la campagna di guerra 1915-1918 si riportano le “ricompense concesse sul campo dalle supreme autorità mobilitate e sanzionate con decreto luogotenenziale” Decreto luogotenenziale del 7 febbraio 1918 per le Medaglie d’Argento e a pagina 675 troviamo quella concessa a Lorenzo Ferrraro per i fatti di Panovizza 12-16 maggio 1917.
1918. Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale dispensa 66 del giorno 11 ottobre 1918. Tra le promozioni e Nomine Straordinarie per merito di Guerra, che fa seguito alla nomina provvisoria fatta dal Comando Supremo e Confermata dal Ministero alla pagina 2 del Bollettino, che corrisponde alla 5618 della raccolta, si trova la nomina del Brigadiere Generale Ferraro cav. Lorenzo colonnello di Fanteria. Questi è “Promosso brigadiere generale con anzianità dal 20 giugno 1918 e decorrenza degli assegni dal 1 luglio 1918”, si legge ancora che “Prenderà posto nel ruolo di brigadiere immediatamente dopo il pari grado Probati cav. Eugenio”. Ed ancora “dal 20 giugni egli è considerato a disposizione a soprannumero … in aspettativa per infermità temporanea dipendente da cause di servizio, in conformità del decreto luogotenenziale 1 settembre 1918”
1918. Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale dispensa 77 del 29 novembre 1918 Onorificenze e Ricompense , Croci al Merito di Guerra concesse con determinazione ministeriale del 26 ottobre 1918 a “Ferraro cav. Lorenzo di Giuseppe, generale brigadiere” alla pagina 6112 del Bollettino. Inoltre tra le Onorificenze E ricompense concesse nella ricorrenza del genetliaco di S. M. il Re, si concede l’onorificenza dell’Ordine della Corona d’Italia, in considerazione dei lunghi e buoni servizi con decreto del giorno 11 novembre 1918 di Ufficiale all’Ordine della Corona “ Ferraro cav. Lorenzo, brigadiere generale” alla pagina 5949 del Bollettino.
1919. Ruolo d’Anzianità per 1919 degli Ufficiali del Regio Esercito in servizio attivo permanente e degli Impiegati Civili dell’Amministrazione militare, Roma Stabilimento tipografico per l’Amministrazione della Guerra, 1919. In esso sono riportati i ruoli a tutta la dispensa 86 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 30 dicembre 1918. Qui alla pagina 13 troviamo Lorenzo Ferraro. Qui le insegne riportano che è Grande Ufficiale dell’ordine di San Maurizio e San Lazzaro, Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia, Medaglia d’Argento al Valor Militare e commendatore dell’ordine di San Maurizio e San Lazzaro. C’è ancora il richiamo alla data di grado di sottotenente del 25 agosto 1885. Lorenzo Ferraro è riportato con il grado di Brigadiere Generale, ovvero nell’elenco di tale grado, con anzianità di servizio dello stesso grado e quindi nomina del 20 giugno 1918.
1919. Ministero della Guerra Bollettino Ufficiale dispensa 49 del 4 luglio 1919 troviamo la rettificazione alla dispensa 37 dello stesso 1919 circa il generale Brigadiere Lorenzo Ferraro con l’annotazione “Si consideri con non avvenuta la concessione perché già decorato”.
Molte delle tappe appena elencate sono evidenti dal medagliere che in apposita tesa è conservato presso la propria abitazione maddalonese dal pronipote dott. Gennaro Ferraro[56].

Medaglia Oro Papa Leone XIII: Ricordo Giubileo Episcopale anno 1893

Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia oro secondo premio a. s. 1878/79

Medaglia d’Argento al Valor Militare al Colonnello Comandante Lorenzo Ferraro- 1917

Motivazione della Medaglia d’Argento al Valor Militare al Colonnello Comandante Lorenzo Ferraro- 10 novembre 1917

Medaglia a ricordo delle campagne d’Africa e del servizio prestato nelle colonie italiane d’Africa orientale e relative zone di influenza.

Regio Esercito Italiano: Medaglia di Bronzo gara di Stima delle distanze

Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia

Medaglia di Bronzo: Il Fuciliere ai Fucilieri 11 novembre 1910

Medaglia Oro re Umberto: Gara di Tiro fra Ufficiali

La Unione Militare: Medaglia d’Oro decennale 1890-1900 avanti

Medaglia di Cavaliere dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro

Regio Esercito Italiano: Croce conferita per i 25 anni di servizio

Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia Oro primo premio a.s. 1876/77

Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia Oro primo premio a.s. 1877/78

Medaglia del Regno d’Italia: Croce al Merito di Guerra

Regno d’Italia: Guerra 1915/18 – Croce della Terza Armata in Oro – A Ricordo e Riconoscenza
Nota integrativa del prof. Antonio Pagliaro del Generale Ferraro.
«La sua formazione culturale ebbe inizio nel glorioso e antico Regio Convitto Nazionale “G. Bruno” di Maddaloni nell’anno scolastico 1872/73 ai tempi del Preside Rettore Gabriele Santilli (dal 5/11/1865 al 02/11/1875) con la frequenza della prima classe elementare.
Alla fine dell’anno scolastico 1874/75, quando il piccolo Lorenzo frequentava la terza classe, dopo 10 anni di ottima conduzione dell’Istituto, il Preside Rettore Gabriele Santilli dovette abbandonare la direzione per andare ad insegnare Letteratura greca e latina al Liceo “Principe Umberto” di Napoli lasciando un buonissimo ricordo di sé ai professori, agli istitutori e ai maddalonesi tutti, mentre gli alunni, pur dispiaciuti dalla partenza del loro caro preside-rettore, giunsero fino a 205 iscritti.
Nel 1875, il Consiglio comunale, riconoscendo che questa scuola era considerata il fiore all’occhiello della nostra città, progettò la costruzione di una nuova struttura per aumentare il numero di aule e per non eliminare la palestra ginnica. Quindi si rese necessaria una maggiore estensione dell’edificio stesso, si propose di comprare un terreno adiacente ad ovest del Convitto per costruire un nuovo corpo di fabbrica al piano terreno ed inglobarlo nella chiesa di S. Antonio, con accesso autonomo sulla via San Francesco d’Assisi.
Nel frattempo, al Regio Liceo Convitto “G. Bruno” di Maddaloni fu trasferito, dal 3 novembre 1875, il nuovo Preside Rettore Salvatore Cacciapuoti sotto il quale Lorenzo frequentando la Quarta classe conseguì la licenza elementare.
Nello stesso Istituto scolastico continuò gli studi iscrivendosi alla prima classe del Regio Liceo Ginnasio “G. Bruno” nell’anno scolastico 1876/77 anno che si rivelò molto impegnativo per lui e che si concluse con l’assegnazione di una medaglia d’oro perché vincitore del primo premio per aver ottenuto i voti migliori tra tutti gli alunni delle prime classi.
Sul lato frontale della medaglia d’oro, agganciata ad un nastro tricolore, e conservata dai pronipoti di Lorenzo Ferraro, è impressa la seguente dicitura: R. Liceo Ginnasiale di Terra di Lavoro in Maddaloni 1877 mentre sul retro è scritto: 1 premio 1 scuola ginnasiale racchiusa in una corona d’alloro.
Per ben comprendere come si svolgeva la premiazione degli alunni più meritevoli al Regio Liceo Convitto “G. Bruno” ci viene incontro il seguente scritto stralciato, a tratti, dai documenti n. 15 e 16, dal libro dell’ottimo prof. Pietro Vuolo dal titolo: Momenti di vita e di pensiero a Maddaloni e nel Giordano Bruno[57]
Cronaca dell’anno scolastico 1875-76 e festa letteraria del 30 gennaio 1876
“In luogo del Preside Rettore professor Gabriele Santilli destinato all’insegnamento di letteratura greca e latina nel Liceo principe Umberto di Napoli fu trasferito a reggere questo istituto il preside rettore Salvatore Cacciapuoti dal R. Liceo ginnasiale Pietro Colletta di Avellino”[58].[…] Le scuole incominciarono regolarmente il 3 novembre.
“Il 30 gennaio 1876, in occasione della Festa Letteraria, il preside rettore del Convitto Liceo ginnasiale, Salvatore Cacciapuoti, rese solenne la premiazione degli alunni meritevoli del precedente anno scolastico. Il salone del Convitto era al limite della capienza per la massiccia presenza dei familiari dei convittori, ai quali furono riservati i posti in prima fila, delle autorità e dei cittadini maddalonesi. Il rettore, per l’importante occasione, fece venire da Napoli l’orchestra del professor Pinto il quale rallegrò la numerosa platea con buone musiche.L’apertura della festa avvenne con gli ottimi interventi del professore Filippo Barbati e del rettore il quale introdusse anche la premiazione. Di solito, da regolamento, gli alunni meritevoli venivano premiati dalle autorità presenti più importanti, ma il rettore, quel giorno, decise di far consegnare le medaglie alle madri con l’aggiunta di un affettuoso bacio.Nella mattinata fu gettata anche la prima pietra per l’innalzamento dei nuovi locali”[59].[…] “Questo Municipio aveva pregato S.E. il Ministro di Pubblica Istruzione a porre la pietra fondamentale delle nuove scuole da costruirsi; ma egli non potendo per sue ragioni intervenire delegò a tale cerimonia l’illustrissimo prefetto della provincia comm. Soragni.
Dopo la dissertazione del prof. Barbati, il Preside lesse un discorso sopra lo scopo morale e civile della letteratura. Nessun alunno lasciò la scuola nell’anno, meno un solo. La disciplina fu mantenuta vigorosamente; si attese in tutto l’anno con grandissimo zelo allo studio, massime dai convittori, alcuni dei quali furono più volte elogiati pubblicamente dal preside. Quanto ai restauri o ampliamenti del fabbricato è da notarsi, che non vi è stata parte di questo fabbricato che non sia stata restaurata, ed i restauri fregiatisi di pregevoli abbellimenti. In tutte le compagnie, nuovo il soffitto, dipinte le mura, nuovi tutti i pezzi d’opera, mattonati i pavimenti, ed allargatesi le finestre a ringhiera di ferro per cui molt’aria s’ accoglie.
Due compagnie soppresse, perché ivi l’aria non molto libera, e destinate a luogo di studio: apertasene invece una nuova. Nuova sala d’udienza ben dipinta ed ornata di mobili convenienti. Sala da pranzo ornata di un parato di carta a uopo scelta. Lastricati di mattoni i quattro corridoi che girano la corte: Migliorata la illuminazione in tutto il locale con nuovi lumi. Una stanza contigua alla sala da pranzo venne ridotta a cucina, e fornita di macchina a vapore. Fu altresì destinata una camera speciale con nuovi armadi per conservare le biancherie del Convitto e degli alunni. Quanto alla suppellettile delle scuole, essendo sospesa la costruzione del nuovo fabbricato, trovatosi inopportuno il progetto, si attende che si ripigli l’opera, la quale compiutasi, si adonteranno le scuole di nuova e più acconcia suppellettile. Preside rettore Salvatore Cacciapuoti”[60].
Il secondo anno del liceo ginnasiale per il giovane Lorenzo, 1877/78, fu ancora molto impegnativo e abbastanza positivo perché si concluse con la conquista del primo premio tra gli alunni più meritevoli e la consegna della medaglia d’oro nella solita festa che si svolgeva davanti a tantissimi familiari, autorità civili, militari e religiosi nel gran salone del Convitto. La scritta fronte retro sulla medaglia era la stessa con la sola differenza della dicitura 2 scuola ginnasiale e l’anno 1878 come ben si può vedere nelle foto di seguito per gentile concessione della famiglia Ferraro a Maddaloni.
Proprio nel 1878, il preside-rettore Salvatore Cacciapuoti e i membri del Consiglio di amministrazione del Convitto, decisero di far erigere nel Gran Salone, un monumento alla memoria del re Vittorio Emanuele II, deceduto il 9 gennaio dello stesso anno, posto sulla parete, di fronte, entrando dallo scalone in pietra lavica, con la seguente dedica:
A VITTORIO EMANUELE
PADRE DELLA PATRIA
IL R. ISTITUTO GIORDANO BRUNO
Tale monumento è stato di sicuro ancora al suo posto fino alla fine degli anni sessanta perché testimoniato da varie foto pubblicate in quel periodo.
Sicuramente, il giovane Lorenzo “ebbe la possibilità di partecipare alla cerimonia di inaugurazione alla quale presenziarono autorità civili, militari, religiose, i professori e i liceali del Giordano Bruno nonché altre rappresentanze studentesche della provincia.
Come pure partecipò alla solenne cerimonia funebre della morte improvvisa del rettore del Regio Convitto Nazionale “G. Bruno”, prof. Salvatore Cacciapuoti, di Giugliano in Campania, (deceduto il 25 marzo 1879). Per la cronaca, la direzione degli Istituti venne provvisoriamente affidata al professore anziano signor Caroli Giovanni fino al 20 marzo, poi, fu tenuta dal nuovo preside rettore, prof. Corrado Perricone, trasferito da Reggio Calabria” [61].
Ai tempi del nostro giovane studente, il personale del R. Liceo ginnasiale nell’anno scolastico 1878-1879 era così composto: Perricone Corrado preside, Salvatore Pompeo prof. di letteratura italiana, Dagna Massimo di letteratura greca e latina, Sala Aristide di storia e geografia, Caroli Giovanni di filosofia, Fornari Cesare di fisica e chimica e incaricato di storia naturale, Contini Nicola di matematica, Professori del ginnasio: Raffaele Granata, Sgaroni Odoardo, Rossi Pasquale, Migliozzi Luigi, Caruso Cosimo, Padoa Luigi, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Costantino Luigi macchinista.
Il personale del R. Convitto nazionale 1878-1879 era il seguente: Perricone Corrado rettore, Campagna Michele direttore spirituale, Soldani Alessandro censore di disciplina, lorio Giovanni economo, professori di scuola elementare Cuccaro Saverio e Muoio Pietro, Avellino Nicola prof. di disegno, Corcioni Nicola di calligrafia, Lezza Felice di ballo, Diani Eduardo di scherma, Farina Luigi istruttore militare, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Istitutori di Compagnia Cerbino Eugenio, Bissanti Carlo, Cimato Giovanni, Guarnotta Giuseppe, Della Volpe Vincenzo, Passamonti Nicola, Rossi Antonio, Istitutore supplente Di Siena Michele”[62].
Di questi illustri professori era molto conosciuto e apprezzato da tutti Aristide Sala che, dal 1878, occupò la cattedra di Storia e geografia politica al ginnasio e di Storia al liceo dove sostituì il prof. De Carli, trasferito a Teramo.
Il prof. Sala stimolò diversi suoi alunni a scrivere una ricerca storica molto particolare, “La battaglia del primo ottobre 1860 al Ponte carolino presso Maddaloni” la quale, accompagnata da foto, disegni e documenti, fu inserita in un grosso volume che si presentava “tutto lavorato, disegnato e colorato a mano”[63], a cui, il professore Sala, aggiunse le ricerche degli altri suoi alunni, i lavori realizzati da egli stesso e dal capitano Annibale Calderara, papà di un suo allievo.
La Storia di Caserta fu studiata da Emilio Giannini, La pianta di Caserta nuova fu disegnata da Carlo Farina, La storia di Maddaloni fu scritta da Giovanni Cipullo, Il santuario di San Michele da Michele Rienzo, Gli uomini illustri di Maddaloni da Ernesto Lombardi, Le chiese di Maddaloni da Clemente Verdicchio, Le forche caudine da Nicola Cancelli.
Questo consistente volume, composto da “92 fogli, della dimensione di cm 97×67, del peso di 40 kg”[64], fu ammesso all’esposizione di Milano nel 1881 (gruppo XI, classe 65, n. 9435 di matricola[65]) e vinse la medaglia di bronzo intestata al Liceo Ginnasio “G. Bruno” di Maddaloni.
Il Sala e i suoi ragazzi, in seguito, ebbero l’encomio, il 30 aprile, dal Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, Luigi Miceli.
Tornando al nostro Lorenzo, nell’anno scolastico 1878/79 frequentava la classe terza che alla fine dell’anno, attraverso gli esami, dava la possibilità di conseguire la Licenza ginnasiale Inferiore.
Questo fu un anno molto triste per tutta la popolazione scolastica del Regio Liceo Convitto per la morte del rettore titolare, prof. Salvatore Cacciapuoti, di Giugliano in Campania, che avvenne il 25 marzo 1879. La direzione degli Istituti venne provvisoriamente affidata al professore anziano signor Caroli Giovanni e, dal 20 marzo in poi, fu tenuta dal nuovo preside rettore Corrado Perricone trasferito da Reggio Calabria. Proprio di quest’anno scolastico abbiamo un importante contributo che ci viene fornito dal seguente articolo tratto dal citato libro di Pietro Vuolo, documento n. 19[66].
Cronaca dell’anno scolastico 1878/79
“L’ anno scolastico cominciò col 16 ottobre 1878 e fu chiuso col 16 agosto 1879. In ottobre furono dati gli esami di riparazione e di ammissione; in agosto quelli per le promozioni di classe. Gli esperimenti per la licenza liceale ebbero luogo nei giorni stabiliti dalla Giunta superiore; quelli di licenza ginnasiale nel tempo fissato dal R. Provveditore agli studi. Per la morte del titolare (prof. Salvatore Cacciapuoti di Giugliano in Campania, morto il 25 marzo 1879), la direzione degli Istituti venne provvisoriamente affidata al professore anziano signor Caroli Giovanni. Dal 20 marzo in poi fu tenuta dal sottoscritto, tramutato a questa sede da Reggio Calabria con pari grado di ufficio. Il prof. di storia nel Liceo sig. De Carli, traslocato a Teramo, fu surrogato dal prof. Sala Aristide; quello della 5a ginnasiale, sig. Filippo Barbati, trasferito a Caltagirone, fu sostituito dal prof. Granata Raffaele. Nello scorcio di giugno, per mandato del Governo, vennero a compiervi un’ispezione gli egregi prof. universitari RG. Funi e A. Cua. Trovarono il tutto regolarmente avviato, e, a prescindere da talune avvertenze, lodarono, senza riserbo, l’ordine, l’armonia, la disciplina e la efficacia degli studi. Per effetto di tale rapporto, il Governo significò alla Presidenza del Consiglio scolastico la sua soddisfazione e le sue lodi tanto pel Preside quanto per gli insegnanti. Il Collegio dei professori, oltre che per le sedute ordinarie, fu convocato bimestralmente, allo scopo di conferire intorno all’andamento degli studi, all’accordo nello svolgimento dei programmi particolareggiati e all’accertamento del profitto ottenuto. Il preside rettore Corrado Perricone.
Personale Liceo ginnasiale 1878-1879: Perricone Corrado preside, Salvatore Pompeo prof. di letteratura italiana, Dagna Massimo di letteratura greca e latina, Sala Aristide di storia e geografia, Caroli Giovanni di filosofia, Fornari Cesare di fisica e chimica e incaricato di storia naturale, Contini Nicola di matematica, Professori del ginnasio: Raffaele Granata, Sgaroni Odoardo, Rossi Pasquale, Migliozzi Luigi, Caruso Cosimo, Padoa Luigi, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Costantino Luigi macchinista. Personale Convitto nazionale 1878-1879: Perricone Corrado rettore, Campagna Michele direttore spirituale, Soldani Alessandro censore di disciplina, lorio Giovanni economo, professori di scuola elementare Cuccaro Saverio e Muoio Pietro, Avellino Nicola prof. di disegno, Corcioni Nicola di calligrafia, Lezza Felice di ballo, Diani Eduardo di scherma, Farina Luigi istruttore militare, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Istitutori di Compagnia Cerbino Eugenio, Bissanti Carlo, Cimato Giovanni, Guarnotta Giuseppe, Della Volpe Vincenzo, Passamonti Nicola, Rossi Antonio, Istitutore supplente Di Siena Michele”[67].
Il giovane Lorenzo per i suoi buoni voti ricevuti e la buona condotta tenuta per tutto l’anno scolastico ottenne la Licenza Ginnasiale Inferiore (attuale terza media) e fu premiato con il secondo posto. Ciò è dimostrato dalla medaglia che gli fu consegnata nell’anno 1879 nella famosa festa letteraria che si svolgeva nel gran salone, come abbiamo più volte descritto in precedenza, e conservata dai suoi eredi Ferraro a Maddaloni. Rispetto alle altre due medaglie ricevute negli ultimi due anni scolastici, la scritta fronte retro di questa cambia nella dicitura, anno 1879, e nella classe frequentata, 3 scuola ginnasiale.
Dopo il conseguimento della Licenza Ginnasiale Inferiore nel nostro Liceo Ginnasio “G. Bruno” si perdono le sue tracce in qualità di studente. Infatti, dagli elenchi del Registro Ammissione e Promozioni e della Licenza Ginnasiale e Liceale, a partire dagli anni scolastici 1879/80 fino al 1883/84, conservati nell’Archivio storico del nostro Convitto Nazionale, manca il suo nominativo. Ciò potrebbe sembrare strano perché il nostro Lorenzo, essendo ottimo studente, sicuramente, avrebbe conseguito queste fondamentali licenze per il suo futuro.
Dalle ricerche fatte sul suo conto dal cronistorico maddalonese Michele Schioppa risulta che il Ferraro, il 30 settembre 1883, all’età di 16 anni, è inquadrato nel Regio Esercito, ovvero il Corpo di Fanteria, e nel 1885 presso la Scuola Militare di Torino dalla quale uscì con il grado di Sottotenente di Fanteria.
La Nunziatella a Napoli, in quegli anni, da Accademia Militare fu trasformata in Scuola Militare del Regio Esercito e tale operazione prevedeva che essa fosse destinata a preparare i giovani alla vita delle armi, in vista della loro ammissione all’Accademia di artiglieria e genio di Torino e alla Scuola di fanteria e cavalleria di Modena. Il nuovo ordinamento del ridenominato Collegio militare di Napoli fu sancito da un decreto del 6 aprile 1862 e prevedeva l’ammissione dei ragazzi tra i tredici e i sedici anni che avessero compiuto gli studi ginnasiali. Il numero complessivo degli allievi era fissato a un valore massimo di 250 unità[68].
Tutto questo fa pensare che il nostro Lorenzo, dopo aver ottenuto la Licenza Ginnasiale Inferiore, all’età di tredici anni, sia stato ammesso alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli per poi passare alla Scuola Militare di Torino dalla quale uscì con il grado di Sottotenente di Fanteria.
Il giovane Lorenzo partecipò alla campagna d’Africa per la quale gli fu assegnata a ricordo una Medaglia commemorativa per la spedizione 1887 e per aver prestato servizio nelle colonie italiane d’Africa Orientale e relative zone d’influenza.
Il 3 marzo 1887, “il Rettore Spadei presenta al Consiglio la spesa di ferrovia e vettura in £ 49,70 fatta dalla rappresentanza del Convitto e Professori in occasione dell’arrivo in Napoli dei feriti d’Africa[69]. Il Consiglio approvando la spesa fatta Delibera Emettersi il relativo mandato sul Cap. 8 del bilancio corrente.”
Il 4 febbraio 1917, alle ore 11, nel salone del Convitto, il colonnello cav. Lorenzo Ferraro tenne una conferenza parlando ai giovani trattando l’argomento ”La nostra guerra”. Tutto il personale fu invitato ad intervenire e gli alunni si presentarono indossando l’abito di parata con i guanti[70]».
Qui ha termine l’interessante contributo dello storico del Convitto maddalonese “Giordano Bruno” prof. Antonio Pagliaro, che si ringrazia.

Gen Lorenzo Ferraro a cavallo
Conclusioni
Dopo questa interessante nota di approfondimento del prof. Antonio Pagliaro si giunge alla conclusione di questa memoria storica.
Con il 18 febbraio 2021 ricorre l’anniversario, il centesimo anniversario, della morte di un illustre rappresentante dell’esercito italiano, della strategia militare, politico di mediazione ed eccellenza cittadina maddalonese.
Sicuramente la distanza dalla terra natia, la difficoltà di reperire, soprattutto nell’ultimo anno a causa della pandemia notizie d’archivio, ha reso monco questo studio.
Indipendentemente da questo era necessario onorare tale anniversario.
Lo studio sicuramente continuerà anche perché sono in attesa di diversi riscontri da uffici civili e militari ad approfondimento della memoria storica che per le vicende del covid-19 hanno trovato impedimento nei riscontri.
Con questo sento il dovere di ringraziare il lettore per il tempo dedicato a questa lettura storico aneddotico biografica.
Si rimanda alla pagina social a lui dedicata: https://www.facebook.com/ Gen-Lorenzo-Ferraro-110830231045237/.
Come di consueto, per i miei studi e pubblicazioni, è doveroso chiarire che sono coscienti del fatto che la figura del cav. gen. Lorenzo Ferraro è ancora in gran parte, se non addirittura tutta, da scoprire, ecco, perché ho deciso di portare avanti questa esperienza, indagine, studio, progetto conoscitivo/biografico sullo stratega, militare e politico amministratore. Non mi aspetto di essere esaustivo e di non cadere, involontariamente in qualche errore storico/testimoniale. La mia indagine nasce dalle testimonianze e fonti storico letterarie ed archivistiche. Sarà dato modo a chi vorrà replicare, integrare, chiarire etc. elementi emersi nel corso della fase di presentazione dello studio. Mi auguro che il libero e “gratuito” lavoro d’indagine venga accolto per quello che è.
Legato al presente progetto storico biografico è l’account di posta elettronica studioanniversario@gmail.com dove poter ciascuno fornire testimonianza, testuale e fotografica se opportuna, etc., e comunque si raccomanda la necessità di riportare i propri dati e i propri recapiti per opportuno contatto.

Tavola X “Il colonn. Ferraro col suo Stato Maggiore – durante un’ispezione alla prima linea (novembre 1916). (Dalla sinistra: Tenenti on. Ruggero Mariotti, Berlingieri e Curatolo, Colonn. Ferraro, Ten. cappellano D. Luigi Rossi” in “Memorie Storiche del 94° Fanteria”, edita in Roma nel 1922 dallo Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione della Guerra

Tavola XI “Gruppo di ufficiali a Schole Rute dopo una conferenza del colonn. Ferraro (Seduti, dalla sinistra: magg. Scaparro, ten. Col, Brocchi, colonn. Ferraro, ten. Col. Lajolo)” in “Memorie Storiche del 94° Fanteria”, edita in Roma nel 1922 dallo Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione della Guerra

Tavola XXXVI “Il colonn. Ferraro commemora a Schole Rute i prodi caduti per la Patria (2-11-1916)” in “Memorie Storiche del 94° Fanteria”, edita in Roma nel 1922 dallo Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione della Guerra
[1] Per un primo contributo biografico si veda Michele Schioppa, “Roma, Lorenzo Ferraro, educatore, stratega, condottiero ed amministratore maddalonese” in L’Eco di Caserta, quotidiano on line, del 17 giugno 2020. Il presente studio è stato sollecitato da Giuseppe, Gennaro, Orsola e Silvia Ferraro figli di Vincenzo nipote del cav. comm.re gen. Lorenzo Ferraro.
[2] Lo studio, condotto a distanza, si avvale della collaborazione in loco, anche per opportune indagini in presenza, nonché dei consigli del cav. uff. Salvatore Borriello, del cav. Gaetano Letizia, del prof. Antonio Pagliaro e del dott. Gennaro Ferraro, che si ringraziano anche per aver fornito diversi dei contributi fotografici dello studio presente. In particolare si ringrazia per l’approfondimento interno al testo e per il corredo fotografico delle medaglie l’autore il prof. Antonio Pagliaro, di cui ho il privilegio dell’amicizia.
[3] In effetti la data di nascita sarà registrata postuma. La copia dei registri di nascita di Maddaloni presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere tra le pagine 34 e suo retro del volume riportano la nascita Antonio de Lucia nato da Giuseppe (de Lucia) e Lorenza di Lucia contrassegnato dal numero 133. Dai registri, invece, depositati presso il comune di Maddaloni sul bordo del n. 133 dello stesso Antonio de Lucia vi è l’aggiunta del numero 133 bis da cui si evince la sentenza del Tribunale Circondariale di Terra di Lavoro del 1 marzo 1868 registrata a margine del detto registro della Casa Comunale di Maddaloni il sette luglio 1868 in presenza del sindaco Mattia Carbone quale ufficiale dello Stato Civile e in presenza dei testimoni Francesco (Rienzo?) e Luigi Mandato che attestato e riconoscono come genitori legittimi di Lorenzo Francescantonio Ferraro i coniugi Giuseppe Ferraro e Clementina Femiani.
L’annotazione postuma non c’è invece per il primo fratello Vincenzo. Vincenzo (Filippo Antonio) Ferraro, come apprendo dal registro anagrafico del comune di Maddaloni del 1860 al numero 527, nasce a Maddaloni 15 ottobre 1860 ed ivi muore il 24 luglio 1932 dai genitori Giuseppe Ferraro (nell’atto “don Giuseppe Ferraro” di anni trentasei e di professione “farmacista”) e Clementina Femiani (e si legge “Donna Clementina Femiani” di anni trentasei). La famiglia risulta risiedere nella “strada Teglia”. Il piccolo Vincenzo (Filippo Antonio)Ferraro fu battezzato alla chiesa di San Benedetto il 17 ottobre dello stesso anno, come riporta sempre il registro anagrafico comunale.
[4] Registro deliberazioni provinciali del Comune di Maddaloni per l’anno 1921 da pagina 102 a 104.
[5] “La Provincia di Terra di Lavoro, oggi Caserta, nelle sue circoscrizioni territoriali e nei suoi amministratori a tutto il 1960” a cura di Domenico De Francesco, Amministrazione Provinciale di Caserta, 1961. Qui a pagina 93 con foto iconografica poi ripresa anche nelle pubblicazioni di Pietro Vuolo, di cui si dirà in seguito, Lorenzo Ferraro, per chiaro errore di stampa è riportato come nato il 1966. Si ringrazia per la segnalazione della pubblicazione e dell’errore tipografico l’amico prof. Marcello Natale.
[6] Da riscontri effettuati sui registri cimiteriali non risulta ufficialmente ivi sepolto.
[7] Dall’Annuario Detken, guida amministrativa, commerciale, industriale e professionale della città e provincia di Napoli, dell’anno 1913-14 alla pagina 572 la presenza del Maggiore Ferraro cav. Lorenzo a dimostrazione della residenza nella città di Napoli, almeno al momento della redazione della guida.
[8] Dai riscontri del responsabile del servizio, premesso l’assenza di documentazione antecedente il 1967 per un incendio, non risulta sepolto.
[9] Dai registri anagrafici si individua la sua nascita al 26 settembre 1824 e gli vengono imposti i nomi di Giuseppe Angelo Domenico Ferraro, figlio di Vincenzo e di Ippolita Della Peruta, e viene battezzato il 26 settembre presso la chiesa di San Benedetto, essendo residente alla strada Teglia. Il tutto si evince dai registri anagrafici comunali.
[10] L’anzianità del grado parte dal 25 agosto 1885.
[11] Nel 1887, a Maddaloni come nel resto d’Italia, si svolgevano commemorazioni funebri in ricordo dei caduti di Dogali nella Campagna d’Africa. A Maddaloni, il 18 febbraio di quello stesso anno fu inaugurata una epigrafe commemorativa, a spese del Comune di Maddaloni. Durante la manifestazione tenne un discorso il segretario Comunale del tempo Domenico Romano, in ricordo, in particolare, di chi ha preso parte come il maddalonese Lorenzo Ferraro. Infatti, quest’ultimo era stato in Eritrea e partecipò alle battaglie di Saati e Dogali. Tornerà nel continente nel 1911 con la partecipazione del conflitto in Libia.
Ecco la epigrafe, a firma di Vincenzo Quintavalle, che fu posta “sulla porta della Chiesa”, ove ora non è più:
D. O. M.
AI PRODI FIGLI D’ITALIA
CHE
NELLE INOSPITALI CONTRADE AFRICANE
MANTENENDO ALTOÂÂÂÂ IL VESSILLO DELLA PATRIA
A DOGALI NOVELLA TERMOPOLI
CADDERO GLORIOSAMENTE PUGNANDO
RENDE FUNEBRI ONORI
V. QUINTAVALLE
Di questo evento ne parlo in nel mio studio, in attesa di pubblicazione “La Città di Maddaloni attraverso la Basilica Pontificia Minore del Corpus DominiÂÂÂÂ dal secolo XVI al XXI”. Per approfondimento e richiami si veda anche: Vincenzo Quintavalle – Domenico Romano . “Per i Funerali celebrati dal Municipio di Maddaloni addì 18 febbraio 1887 nella Chiesa del SS. Corpo di Cristo in onore dei caduti in Africa”, Maddaloni 1887, conservato presso la Biblioteca Provinciale Museo Campano di Capua; Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 1990, pag. 202, 231; Pietro Vuolo “Maddaloni nella storia di terra di Lavoro dall’Unità al Fascismo”, Maddaloni 1995, pagg. 20, 55; Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 2005, pag. 157; Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007, pag. 157; Angelo Broccoli ÂÂÂÂ “Catalogo della Biblioteca Topografica del Museo Campano”, Capua 1898 – 1902, vol I, pagg. 650.
Si consideri, inoltre, che lo studio sui reduci del primo conflitto bellico mondiale e non solo di essi, e quindi anche di quanti poterono partecipare alle spedizioni in Africa sono stati studiati e riportati nell’ottimo libro “Cittadina maddalonesi nella Grande guerra” scritto da Salvatore Borriello e Antonio Cembrola, Maddaloni 2015. Si aggiunga come approfondimento Salvatore Borriello, “Dedicato agli ex allievi del Liceo Classico “”Giordano Bruno” di Maddaloni Caduti nelle Guerre 1915-18 e 1940-45”, Maddaloni 2017.
[12] Scheda storica della Brigata Messina nella versione disponibile sul sito https://www.storiaememoriadibologna.it/ ma edito in Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929.
[13] Scheda storica della Brigata Mantova in Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929.
[14] La Brigata Mantova nasce il 1 marzo 1915 e per il perdurare della Prima Guerra Mondiale avrà sette comandanti ovvero: Magg. Gen. Gazzola Imerio dal 24 maggio 1915 al 21 giugno 1916, Magg. Gen. Faconti Alfredo dal 25 giugno al 31 ottobre 1916; Magg. Gen. Villanis Roberto dal 4 al 19 novembre 1916, Col. Brig. De Nigris Giov. Battista da 23 novembre 1916 al 10 giugno 1917, Col. Brgi. Ferraro Lorenzo dal 17 giugno 1917 al 31 agosto 1917, Col. Brig. De Angelis Pasquale dal 1 settembre 1917 al 17 febbraio 1918 e il Brig. Gen. Paolini Paolo dal 19 febbraio 1918 al termine della guerra. In particolare nel 1917 per i suoi accaniti combattimenti la Brigata Mantova è meritevole di diverse citazioni sul bollettino di Guerra del Comando Supremo.
[15] “Brigata Mantova – 113° e 114° Fanteria” in “Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918”, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, Pg. 63-81, 8 volumi-
[16] Ringrazio il cav. Salvatore Borriello per avermi segnalato fin da subito queste onorificenze, poi riscontrate nel dettaglio anche sul portale dell’Istituto del Nastro Azzurro, i decorati al Valor Militare (http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/). Sempre di Salvatore Borriello, in tema, suggerisco la consultazione del suo libro “Decorati al valor militare della Città di Maddaloni”, Maddaloni 2007.
[17] In alto a destra del manifesto “ufficiali in congedo Sezione di Maddaloni 1915-1918” troviamo il Generale Ferraro, Si veda Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 1990, pag. 241.
[18] Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale, Dispensa n. 47 del 30 giugno 1917, nell’ambito delle “Ricompense al Valor Militare per la campagna di guerra 1915-1917” alla pagina 4173 troviamo la motivazione per la concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare. La citazione è presente anche nella raccolta “Ministero della Guerra. Bollettino ufficiale nelle Nomine, Promozioni e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare”, Anno 1917, edito da Voghera Enrico, Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1917. Questo documento è consultabile su internet nella sezione ebook google.
[19] Tra gli assistenti di Lorenzo Ferraro, nel periodo di comandante del 94º Reggimento fanteria della Brigata Messina (2 dicembre 1915-15 giugno 1917) vi è la Medaglia d’Argento al Valor Militare e Medaglia d’Oro al Valor Militare Ettore Vivani (Santa Margherita di Belice, 20 dicembre 1893 – Villa Col de’ Canali, 1º gennaio 1923) che lo stesso Ferrarò definì: “il mio occhio destro”. Per le fonti di approfondimento si veda la voce Ettore Vivani in Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Vivani).
[20] Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale, Dispensa n. 9 del 9 febbraio 1918, nell’ambito delle “Promozioni Straordinarie per Merito di Guerra” alla pagina 675 troviamo la motivazione per la concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare. La citazione è presente anche nella raccolta “Ministero della Guerra. Bollettino ufficiale nelle Nomine, Promozioni e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare”, Anno 1918, edito da Voghera Enrico, Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1918. Questo documento è consultabile su internet nella sezione ebook google.
[21] Il 94º Reggimento fanteria “Messina” in memoria di questi fatti ha scelto la data della festa del reggimento che è celebrata il 14 maggio anniversario della battaglia del bosco di Panovizza nel 1917, quota 174 ad est di Gorizia dove il reggimento si è guadagnato la medaglia di bronzo al valor militare. Sempre per questi fatti e non solo allo stesso reggimento vengono assegnate anche altre onorificenze (https://it.wikipedia.org/wiki/94°_Reggimento_fanteria_“Messina”). Questi fatti rimandano quella che è nota come la decima battaglia dell’Isonzo che fu combattuta tra il 12 maggio e il 5 giugno 1917 nel corso della prima guerra mondiale tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche. Gli Italiani potevano contare su 430 battaglioni e 3.800 pezzi di artiglieria, l’Austria-Ungheria su 210 battaglioni e 1.400 pezzi di artiglieria (https://it.wikipedia.org/wiki/Decima_battaglia_dell%27Isonzo). Riferimento ai fatti è riscontrabile negli atti: Ministero della Gierra, Comando del Corpo di S. M. – Ufficio Storico, Annuario Ufficiale delle Forze Armate del Regno d’Italia, Anno 1938- XVI, I – Regio Esercito, Volume I, Parte 3°, Sunti Storici ed Organici delle Armi, dei Corpi e dei Servizi, Roma 1938 – XVI, pagg. 76, 78, 211, 212, 649.
[22] Circa la presenza del Mandamento va detto che con l’Unità d’Italia (1861) la suddivisione in province e circondari stabilita dal Decreto Rattazzi (Legge 23 ottobre 1859 n. 3702 del Regno di Sardegna) fu estesa all’intera Penisola.
E dunque anche la provincia di Terra di Lavoro, poi Caserta, si dovette adeguare. Ciò naturalmente fino a quando il circondario di Caserta fu abolito, come tutti i circondari italiani, nel 1927, nell’ambito della riorganizzazione della struttura statale voluta dal regime fascista. Data la contemporanea soppressione della Terra di Lavoro, il territorio passò alla provincia di Napoli (R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 2 sul Riordinamento delle circoscrizioni provinciali del Regno d’Italia del1927).
Mentre, il periodo in cui fu in vigore l’organizzazione del circondario di Terra di Lavoro/Caserta va dal 1861 al 1927.
In particolare è noto che nel 1863, la composizione del circondario di Terra di Lavoro era la seguente (Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti (a cura di), Dizionario dei comuni del Regno d’Italia e tavole statistiche e sinottiche della circoscrizione amministrativa elettorale ed ecclesiastica con la indicazione della popolazione giusta l’ultimo censimento, Torino, Stamperia Reale, 1863):mandamento I di Arienzo (comuni di Arienzo, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico), mandamento II di Aversa (comuni di Aversa, Carinaro, Casaluce, Lusciano, Teverola), mandamento III di Capua (comuni di Bellona, Cancello ed Arnone, Capua, Castel Volturno, Grazzanise, San Tammaro), mandamento IV di Caserta (comuni di Caserta, Castel Morrone), mandamento V di Formicola (comuni di Formicola, Castello di Sasso, Liberi di Formicola, Pontelatone), mandamento VI di Maddaloni (comuni di Cervino, Maddaloni, Valle di Maddaloni), mandamento VII di Marcianise (comuni di Capodrise, Macerata Marcianise, Marcianise, Portico di Caserta, Recale, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada), mandamento VIII di Mignano (comuni di Galluccio, Mignano, Rocca d’Evandro, San Pietro Infine), mandamento IX di Pietramelara (comuni di Baia e Latina, Pietramelara, Pietravairano, Riardo, Roccaromana), mandamento X di Pignataro Maggiore (comuni di Calvi Risorta, Camigliano, Giano Vetusto, Pastorano, Pignataro Maggiore, Rocchetta e Croce, Sparanise, Vitulaccio), mandamento XI di Santa Maria Capua Vetere (comuni di Casanova e Coccagna, Casapulla, Curti, San Prisco, Santa Maria Capua Vetere), mandamento XII di Succivo (comuni di Cesa, Gricignano, Orta di Atella, Succivo), mandamento XIII di Teano (comuni di Caianello, Teano, Vairano Patenora), mandamento XIV di Trentola (comuni di Casal di Principe, Frignano Maggiore, Frignano Minore, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Trentola, Vico di Pantano).
Si aggiunga che a livello parlamentare Maddaloni rientrava nel Collegio I di Caserta come da riforma elettorale di cui al Regio decreto che approva il testo unico della legge elettorale 24 settembre 1882 (pubblicato sulla gazzetta ufficiale del Regno d’Italia il 27 settembre 1882, n. 226). Ai aggiunga, sempre contestualizzando in quegli questo approfondimento, che a questa organizzazione territoriale vi fu una modifica elettorale del 1918, che estendeva il diritto di voto a tutti i cittadini maschi ventunenni e a quanti avevano partecipato alla prima guerra mondiale anche se più giovani. Nello Renga, “Elezioni politiche nei Comuni a nord di Napoli nel periodo fra il 1860 e inizi novecento”, pag. 219, in “Testimonianze per la memoria storica di Caivano raccolte da Ludovico Migliaccio e Collaboratori 2019” X vol. III ed. a cura di Giacinto Libertini, Istituto di Studi Atellani, 2019.
[23] “La Provincia di Terra di Lavoro, oggi Caserta, nelle sue circoscrizioni territoriali e nei suoi amministratori a tutto il 1960” a cura di Domenico De Francesco, Amministrazione Provinciale di Caserta, 1961. Precedentemente al 1920, a decorrere dall’Unità d’Italia ovvero dal 1861 troviamo: Tammaro Gaetano fu Domenico dal 1861 al 1890, Iorio Vincenzo fu Giulio dal 1861 al 1874, Delli Paolo avv. Andrea fu Alessandro dal 1874 al 1880,ÂÂÂÂ Santamaria on. Avv. Nicola di Agostino dal 1880 al 1885, Rossi cav. Antonio fu Antonio dal 1885 al 1890, Iaderesta Vincenzo fu Michelangelo dal 1890 al 1908, Tammaro Giuseppe fu Gaetano dal 1890 al 1908, Raffone cav. Alfonso dal 1908 al 1920 e Nuzzi dott. Giovanni dal 1908 al 1920.
[24] Lorenzo Ferraro non aveva mai di fatto troncato i rapporti con la sua città, tanto è vero che lo troviamo in momenti rilevanti, richiami dalla cronaca del tempo e ripresi anche in pubblicazioni storiografiche. È ricordato il 14 novembre 1912 in occasione della commemorazione del giovane eroe Camillo Raffone nipote del sindaco Alfonso Raffone. Pietro Vuolo “Momenti di vita e di pensiero nella Memoria Storica e nelle testimonianze a Maddaloni e nel Giordano Bruno”, edito dalla Fondazione Giuseppe Ferraro Onlus di Maddaloni, Maddaloni giugno 2012, editoria La Fiorente, pagg. 70-72. La pubblicazione è fatta in occasione del bicentenario del Collegio di Terra di Lavoro, oggi Convitto Liceo Giordano Bruno di Maddaloni. In questa occasione del 14 novembre 1912, come ricorda Vuolo, va detto che Lorenzo Ferraro “che da militare esaltò gli ideali dell’onore e del dovere ricordando gli altri caduti maddalonesi, Gaetano Di Salvio e l’artigliere Francesco Desiato.
[25] Ampio fu il numero dei maddalonesi che tornò dalla grande guerra e che riprese la vita ordinaria (Michele Schioppa, “Maddaloni, la storia del Maggiore prof. Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Antonio Pagliaro” in L’Eco di Caserta del 29 gennaio 2017).
[26] Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 1990, pag. 79-95; Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 2005, pag. 205-2013; Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007, pag. 21-31; Antonio Cembrola, “Maddaloni: politica e società dal 1900 al 1970” Tesi di Laurea in Storia Contemporanea, Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Corso di Laura in Conservazione dei Beni Culturali, Seconda Università degli Studi di Napoli, Anno Accademico 2014/2015, pagg. 2-12, qui lo studioso Cembrola (Capitolo I – I problemi amministravi) fa una attenta disanima dei pro e i contro a cui dovrà far fronte il generale Lorenzo Ferraro.
[27] Il 29 novembre 1920 si costituirono i seguenti consiglieri comunali eletti: comm. Lorenzo Ferraro, notaio Gennaro de Laurentis, Luigi Ferrante, avv. Silvio Borgia, avv. Antonio Della Peruta, rag. Armando di Vico, avv. Michele Cuccaro, cav. avv. Antonio Piscitelli, cav. dr. Ignazio Assumma, Bernardino Martirano, avv. Vincenzo Tammaro, Salvatore Renga, Antonio Cerreto, Aniello Cerreto, Evangelista Sagnelli, Luigi Roberti, Vincenzo Pascarella, Clemente Barletta fu Giovanbattista, Antonio Senneca, Angelo Lerro, Gennaro Olivieri, Arcangelo Correra, Casimiro Lombardi, Nicola Quintavalle, avv. Eugenio Forgillo, cav. avv. Arturo Vitelli, comm. dr. Alfonso Raffone, cav. dr. Clemente Barletta, Alfredo De Sivo, avv. notaio Giuseppe Iorio. Ad avvio seduta il Consiglio comunale nominò il nuovo Sindaco di Maddaloni nella persona del comm. Lorenzo Ferraro.
[28] Francesco d’Orologio, “Cronistoria della vita amministrativa di Maddaloni dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2006; Francesco d’Orologio, Raccolta delle delibere dal dicembre 1898 al novembre 1915”, Maddaloni 2006; Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007. I fatti sono stati studiati anche così come richiamate anche dalle pubblicazioni di Vuolo e Cembrola citate in questo studio.
[29] Lo stesso lo troviamo presente o con partecipazione attiva al Consiglio comunale del 28 agosto 1905 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 25), del 13 novembre 1908 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 26) occasione in cui “consiglieri Enrico Prisco, Vincenzo Ferraro, Arturo avv. Vitelli, Pasquale prof. Castaldi, Gennaro Castaldo e Pietro dr. Ferrante rassegnarono le dimissioni per i seguenti motivi: «Coerenti della loro responsabilità di amministratori comunali, e non potendo esercitare il loro diritto ed il loro dovere, perché le adunanze comunali avvenivano nelle ore antimeridiane. Varie volte, avevano chiesto al sindaco di cambiare detto orario, ma il Sindaco non aveva mai preso in seria considerazione la loro richiesta»”. Ed ancora Vincenzo sarà tra i nuovi eletti al consiglio comunale costituitosi in prima seduta il 28 giugno 1914 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 28), e ancora lo ritroviamo nel dibattimento del consiglio comunale del 30 dicembre 1914 (d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 29) e a seguire del 26 ottobre 1914 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 111).
[30] Pietro Vuolo “Maddaloni nella storia … al Fascismo”, pag. 88; Pietro Vuolo “Maddaloni nella …”, Maddaloni 2005, pag. 205-206.
[31] Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia …”, Maddaloni 2005, pagg. 210-212.
[32] Assente alla seduta l’avv. Assumma che concorda su quanto si dirà o si vorrà fare per il compianto sindaco Ferraro.
[33] E non a caso è emblematico il dibattimento della seduta consiliare straordinaria del 9 dicembre 1920 in cui Ferraro dovette adeguare delle tabelle organiche ed economiche del personale, secondo le indicazioni provinciali e in considerazione del fatto che “l’aumento dei generi di prima necessità dall’inizio della guerra si erano centuplicato influì negativamente sul tenore di vita degli impiegati, giacché gli stipendi che percepivano non erano adeguati a far fronte all’effettivo fabbisogno delle loro famiglie. Rimediare a tale stato di cose l’Amministrazione comunale doveva cercare di dare un aumento di stipendio compatibilmente con le esigenze del Bilancio”. La copia in originale dell’atto deliberativo è proposto da Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …”, pagg. 204-2011.
Il 10 marzo 1921, il consiglio comunale convocato e presieduto dall’assessore anziano avv. Vincenzo Tammaro, facente funzione del Sindaco comm. Ferraro, riferì al Consiglio che la Giunta municipale per ragioni economiche aveva soppresso i posti di Economo e di Ingegnere, con non poche polemiche da parte del consiglio comunale stesso. Anche questa situazione da un’idea delle forti difficoltà del momento e del fatto che la figura mediatrice di Ferraro sarebbe dovuta ancora esserci per evitare le “guerre” interne che seguirono. Ma purtroppo Ferraro era morto e non si esclude a questo punto un dubbio personale mi viene: la gestione amministrativa comunale fu più feroce della guerra per Lorenzo Ferraro?.
[34] In particolare nella pubblicazione del 2007 di Francesco d’Orologio (“Aspetti della vita amministrativa …”) sono proposti una serie di atti approvati durante la gestione Ferraro alle pagg. 277 – 278,e ancora la Rettifica della cinta daziaria del Comune chiuso di Maddaloni (Approvata il 15 novembre 1915; pagg. 272-273; il Regolamento per la scuola musicale di Maddaloni e banda annessa (Approvato il 28 giugno 1915); mentre alle pagg. 245-246 troviamo la Convenzione tra Ferrovia dello Stato – Compartimento di Napoli – Divisione dei Lavori col Comune di Maddaloni per la consegna del piazzale esterno della stazione di Maddaloni inferiore (4 novembre 1915).
[35] Sempre i nutriti fascicoli di d’Orologio raccontano come la piazza in capo al Generale Ferraro sia oggetto di interventi o comunque rientri nei dibattimenti consiliari. Tra le date più significative si ricordano quelle del 2 e 9 maggio 1928, del 25 febbraio 1933,del 20 maggio 1935, del 24 febbraio 1936,del 18 luglio 1938, del 5 febbraio 1938 e altri.
[36] Le vicende del monumento, oltre che richiamate nelle delibere proposte da Francesco d’Orologio, sono ben presentate nell’opera Salvatore Borriello – Antonio Cembrola, “Cittadina maddalonesi nella Grande guerra”, Maddaloni 2015. Si suggerisce anche la consultazione di Antonio Tedesco, “Il Milite Ignoto”, Maddaloni 2012.
[37] A tal riguardo è giusto riferire che nella Pubblicazione Memorie Storiche del 94° Fanteria, edita in Roma nel 1922 dallo Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione della Guerra, sono presenti contributi di strategia militare, fotografici, circolari e relazioni e/o orazioni del medesimo comandante Lorenzo Ferraro.
[38] La riflessioni sono contenute nel paragrafo “Il partito Socialista e l’azione antimilitaristica organizzata” del capitolo XII “Rifiuto e consenso al servizio militare. Renitenza, disagio nelle caserme, Azione antimilitaristica, educazione del Soldato” del libro Virgilio Ilari, “Storia del Servizio militare in Italia”, Volume II, “La «Nazione Armata» (1871-1918)”edito dal Centro Militare di Studi Strategici, Collana CeMiSS, per conto della Rivista Militare, Roma 1990, pag. 378 e seguenti. Stesso capitolo ma paragrafo “Niccola Marselli, la pedagogia militare, la funzione sociale del servizio militare, e l’organizzazione della propaganda militare dopo Caporetto” pag. 390-401.
[39] Nella “Nuova Rivista di Fanteria” del 1911 a pagina 90 si lodano le pubblicazioni di Lorenzo Ferraro. Nella raccolta della medesima “Nuova Rivista di Fanteria” del 1913 a pagina 1144 si fa riferimento al “Manuale moderno di fanteria” del Maggiore Lorenzo Ferraro, in carica al 32° reggimento Fanteria in Napoli, del costo di lire1.20 e si aggiunge “È un utile volumetto giunto alla XI edizione, amministrata direttamente dall’autore”.
[40] Lo studio è ripreso anche da Angelo Visintin in “Esercito e società nella pubblicistica militare dell’ultimo Ottocento” in “Rivista di Storia Contemporanea” 1987, n. 1, pagg. 31-58. Il testo dell’articolo costituisce la conferenza che Lorenzo Ferraro in qualità di Capitano del 93^ Fanteria ha tenuto agli ufficiali del Presidio di Roma il 7 aprile 1900.
[41] Lorenzo Ferraro si firma capitano del 93^ Fanteria. L’articolo parte da pagina 14.
[42] Lorenzo Ferraro si firma capitano del 93^ Fanteria. L’articolo è alle pagine Pagg. 1249, 1370 e 1594 e seguenti.
[43] L’opera, da quanto apprendo dal Bollettino Ufficiale del Regno d’Italia, anno 1904m numero 65 emesso in Roma il 18 marzo 1904, risulta depositata in prefettura a Milano per l’approvazione del Ministero d’Agricoltura, Industria e Commercio, l’8 giugno 1903.
[44] Ferrraro è riportato con il grado di capitano di fanteria.
[45] Nel tomo III della Rivista Militare dell’anno 1904 (, Roma Tipografia Enrico Voghera 1904) si fa riferimento a un articolo di Lorenzo Ferraro per la “Rivista di Cavalleria” (Anno VII, Fascicolo VII, luglio 1904) dal titolo “L’azione educatrice nell’esercito francese”. Nella recensione si legge: «L’autore porge cenni e notizie, su quanto oggidì si fa in Francia, o per essere più esatti, su quanto è da taluno proposto di fare per l’educazione del soldato. Ma si ha bel dire che la preparazione alla guerra resta la principale, ma non più l’unica funzione dell’ufficiale, e che esso ha una missione sociale da compiere; è proprio qui che chiaramente appare ben appropriato il vecchio adagio: che fra il dire e il fare, sta di mezzo il mare. Noi frattanto, favorevoli, quanti altri mai, alla educazione del soldato, da attuarsi in quei limiti, che razionalmente sono possibili, dipendenti precisamente dal valore complessivo dell’ufficiale, non ammettiamo altro, e nel modo più assoluto, che importanti modificazioni abbiano subito i concetti della disciplina, del comando, delle relazioni fra capi e gregari. Detti concetti non possono cambiare, sono assolutamente immutabili, ma canno applicati con intelligenza. E questa necessità non è di adesso ma ha sempre esistito; tutt’al più si può ammettere che codesta necessità è più sentita ora che nel passato, epperò non vi è una disciplina coattiva ed una disciplina persuasiva. L’idea della disciplina implica quella della coazione. È sempre, e semplicemente questione di intelligenza nell’applicazione delle discipline. Comunque l’articolo del Ferraro dettato da uno scopo nobilissimo – quello di mettere in evidenza la importanza dell’istruzione morale e d’indicare la via da seguire per raggiungerlo – è di molto pregio».
[46] Nella pubblicazione dell’Indice Alfabetico del Bollettino delle Pubblicazioni Italiane ricevute per il diritto di stampa dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel 1905 (Firenze, Società Tipografica Fiorentina 1905), troviamo a pagina 35 riportato: «Ferraro L. Manuale moderno del graduato. 24°. Roma, casa edit. Italiana. L. 1.20». E a pagina 138 dello stresso nel dettaglio degli autori si legge, nella sezione “Guerra – Marina” alla posizione 3366: «Ferrato Lor., capitano. Manuale moderno del graduato, con una parte esplicativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali per gli allievi caporali, allievi sergenti (primo corso) e volontari di un anno. Terza edizione, Roma, tip. Casa edit. Italiana, 1905. 24°fig. p 678, L. 1.20».
[47] È riportato come capitano di fanteria.
[48] Ferraro è riportato con il grado di capitano.
[49] Ferraro è riportato con il grado di capitano
[50] Nelle note di pagina 3 si legge “Conferenza tenuta agli ufficiali del presidio di Roma e nel Circolo militare di Napoli”.
[51] Quest’opera, e non è l’unica trova citata in diverse pubblicazioni, è menzionata e richiamata in “Una città in guerra: mobilitazione patriottica e vita culturale a Udine (1915-1918)”a cura di Matteo Ermacora, Open Edition journal 2019. Il discorso fu pronunziato dal colonnello Lorenzo Ferraro al 94° Fanteria. La pubblicazione è richiamata anche nel Bollettino delle pubblicazioni Italiane ricevute per diritto di stampa dell’anno 1917 alla pag. 30.
[52] Nelle annotazioni si legge che si tratta di conferenza tenuta ai militari in zona di guerra. La pubblicazione è richiamata anche nel Bollettino delle pubblicazioni Italiane ricevute per diritto di stampa dell’anno 1917 alla pag. 38.
[53] Il ricordo ai bollettini, annuari, registri e altra documentazione è anche suffragata dal richiamo della data di nascita di Lorenzo Ferraro.
[54] Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale delle Nomine, Promozioni e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare, 1917, Voghera Enrico Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1917, troviamo a pag 1186 il capitolo relativo al “Decreto luogotenenziale 18 febbraio 1917” in cui In relazione a Pozolo cav. Giulio, in servizio di Stato Maggiore, si cita l’anzianità nel grado di tenente colonnello il 18 luglio 1915 e si specifica che “avrebbe seguito nel ruolo il pari grado Ferraro cav. Lorenzo” e quella di Colonnello il 9 novembre 1915 “Seguirà nel ruolo dell’arma il pari grado Ferraro cav. Lorenzo”.
[55] Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, “l’Esercito Italiano nella Grande Guerra (1915-1918)”, Vol V, Le Operazioni del 1918, Tomo 2° Bis La Conclusione del Conflitto, Documenti, pag. 859.
[56] Nel citato medagliere si trova la medaglia del Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia Oro primo premio a.s. 1876/77; la medaglia del Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia Oro primo premio a.s. 1877/78; ed ancora la medaglia Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia oro secondo premio a. s. 1878/79; ed ancora la medaglia delle campagne d’Africa e del servizio prestato nelle colonie italiane d’Africa Orientale e relative zone d’influenza; la medaglia del Regio Esercito Italiano: Croce conferita per i 25 anni di servizio; la medaglia ovvero la Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia; la medaglia della Unione Militare: Medaglia d’Oro decennale 1890-1900 avanti; la medaglia del Regio Esercito Italiano: Medaglia di Bronzo gara di Stima delle distanze; la medaglia di Cavaliere dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro ; la medaglia del Regno d’Italia: Croce al Merito di Guerra; la medaglia del Regno d’Italia: Guerra 1915/18; la Croce della Terza Armata in Oro – A Ricordo e Riconoscenza; la Medaglia Oro Papa Leone XIII: Ricordo Giubileo Episcopale anno 1893; la Medaglia d’Oro Papa Leone XIII: Ricordo Giubileo Episcopale anno 1893; la Medaglia d’Oro re Umberto: Gara di Tiro fra Ufficiali; la Medaglia di re Umberto: Gara di Tiro fra Ufficiali; la Motivazione e Medaglia d’Argento al Valor Militare al Colonnello Comandante Lorenzo Ferraro- 1917.
[57] Pietro Vuolo: Momenti di vita e di pensiero a Maddaloni e nel G. Bruno – Edit. “La Fiorente” – Maddaloni, 2012
[58] Annuario Giordano Bruno 1875-1876, pagg. 35-36.
[59] Testo stralciato da: Emeroteca Museo campano di Capua, fascicolo 8 “Il cittadino giornale settimanale della domenica” n. 5 del 6 febbraio 1876.
[60] Annuario Giordano Bruno 1875-1876, pagg. 35-36,
[61] Antonio Pagliaro: Comm. Giovanni Nuzzi, Medico Chirurgo e Consigliere delegato del R. Convitto Nazionale “G. Bruno” Maddaloni, pag. 3 – 8 Novembre 2019
[62] Annuario Giordano Bruno 1878-1879 pagg. 49-52
[63] Pietro Vuolo: Maddaloni nella storia di Terra di Lavoro, pag.170 – Editoria “La Fiorente” – Giugno 2005 – Maddaloni
[64] Idem: Pagg. 170 -171.
[65] Idem: Pag. 171.
[66] Pietro Vuolo: Momenti di vita e di pensiero a Maddaloni e nel G. Bruno – Edit. “La Fiorente” – Maddaloni, 2012
[67] Annuario Giordano Bruno 1878-1879 pagg. 49-52.
[68] Sandro Castronuovo, Storia della Nunziatella, pag. 4. Napoli, Fausto Fiorentino, 1970, OCLC 25028315.
[69] Il 26 gennaio 1887 una colonna di cinquecento soldati italiani fu assalita a Dogali, in Eritrea, dalle forze dell’Impero Etiope (settemila guerrieri abissini) e, dopo otto ore di combattimento, fu sterminata. Solo ottanta salvarono la vita.
[70] Altre notizie su membri della famiglia Ferraro (Ferrara) presenti nell’Archivio storico del Convitto sono: Ferrara (Ferraro) Clemente Consigliere Municipale e membro del Consiglio di Amministrazione del Convitto dal 1865 al 1868.
Il Consiglio d’Amministrazione era composto dal Preside Rettore Gabriele Santilli, Vincenzo Iorio, rappresentante la Provincia, Vincenzo Prisco, Notabile, Clemente Ferrara Consigliere Municipale, Farmacista e Possidente.
Era padre dell’alunno Ferraro Vincenzo
Nell’anno scolastico 1874/75 Ferraro Vincenzo frequentava la terza classe ginnasiale con Vico Ettore figlio del medico del Convitto e fratello del senatore Pietro Vico. Furono premiati al primo posto i convittori Achille Terracciano (2 classe ginnasiale con ottimi voti) e Antonio Casertano (prima classe ginnasiale con ottimi voti)
MADDALONI (Caserta) – La storia di Lorenzo Ferraro[1] che si presenta delinea una figura d’eccellenza e da statista militare oltre che gli si riconoscono doti di indirizzo educativo e di mediazione politico amministrativa. Saggista e autore di manuali formativi delle leve militari è destinatario di onorificenze e dediche[2].
Lorenzo (Francescantonio) Ferraro nasce in Maddaloni il primo marzo 1866[3], circa il decesso è dato sapere che questo è avvenuto il 18 febbraio 1921 e contestualmente la giunta maddalonese si riunisce dichiarando lutto cittadino e accollandosi i costi dei funerali da tenersi in Napoli il 20 febbraio alle ore 15[4]. Secondo una biografia del 1960[5] il decesso avviene in Napoli, anche se la cosa sembra strana essendo in carica come sindaco di Maddaloni e Consigliere del Mandamento di Maddaloni presso l’Amministrazione Provinciale di Caserta. Ho avviato delle indagini investigative presso gli uffici amministrativi e cimiteriali di Maddaloni (luogo natio), Caserta (capoluogo di riferimento)[6], Napoli[7] (in ragione dei dati anagrafici frammentari giunti) e Acerra (da cui dovrebbe provenire la famiglia Ferraro)[8] per stabilire residenza e ricovero dei resti mortali del generale.
Lorenzo appartiene a una famiglia agiata, il padre Giuseppe[9] è il fondatore della storica Farmacia Ferraro che primeggia in piazza Santacroce a Maddaloni sviluppandosi su più strade già nel XIX secolo.
Non abbiamo dati certi circa la sua formazione ma dato il prestigio e la presenza del Regio Ginnasio Liceo “Giordano Bruno” va da se la frequentazione dello stesso fino al compimento del percorso di studi o comunque fino all’avvio alle Armi.
Sappiamo che entra nel Regio Esercito, ovvero nel Corpo di Fanteria dello stesso probabilmente ilÂÂÂÂ 30 settembre 1883.
Formazione che continuerà presso la Scuola Militare di Torino dalla quale con grado di sottotenente[10] di Fanteria, nel 1885, partecipa alla campagna d’Africa del 1887 per la qual cosa si fregerà dell’attribuzione della Medaglia commemorativa per la Campagna d’Africa 1887[11].
L’impegno militare è una costante tant’è vero che da Tenente e da Tenente Colonnello coprirà ruoli di Comandante di Reparto e di Ufficiale di Stato Maggiore.
Dal 1907 al 1911 lo troviamo aiutante di campo di diverse Brigate in particolare la Brigata “Basilicata” e la Brigata “Calabria”.
Nel 1915 con il grado di Colonnello lo troviamo al comando del 94^ Fanteria sul fronte Italo Austriaco con la Brigata “Messina” (costituita dal 93^ e 94^ rgt).
Al Comando del 94^ Reggimento Lorenzo Ferraro con il grado di Colonnello vi rimase dal 2 novembre 1915 al 15 giugno 1917, prima di lui era comandante il Colonnello Gaetano Vaccari (dal 24 maggio al 29 ottobre 1915) e a seguire il Colonnello Felice Scaparro (dal 16 giugno 1917 al termine della guerra)[12].
A seguire lo troviamo Comandante di reggimento presso laÂÂÂÂ Brigata Mantova e della stessa avrà il Comando della Brigata dal 17 giugno al 31 agosto 1917 con il grado di Colonnello Brigadiere[13]. La Brigata Mantova[14] si distinse notevolmente nel corso del primo conflitto bellico mondiale in particolare il 114° reggimento a cui sarà assegnata la medaglia d’Argento[15].
Grazie alle sue gesta a Lorenzo Ferraro furono assegnate ben due medaglie d’Argento al Valor Militare[16], una nel 1917 e l’altra nel 1918, ricercate e analizzate per la presentazione anche sui relativi Bollettini ufficiali del Ministero della Guerra[17].
Per il 1917[18] segue la motivazione del Bollettino ufficiale: «FERRARO cav. Lorenzo, da Maddaloni (Caserta), colonnello comandante reggimento fanteria. – Per la fermezza e la serenità dimostrate il giorno 3 marzo 1917 sotto un violento bombardamento nemico, durante il quale il suo reggimento resistette in trincea, in modo lodevole, ad un furioso attacco dell’avversario, infliggendo a questo gravissime perdite. – Posizione ad oriente di Vertojba, 3 marzo 1917»[19].
Per il 1918[20] segue la motivazione del Bollettino ufficiale: «FERRARO cav. Lorenzo, da Maddaloni (Caserta), colonnello comandante reggimento fanteria. – Comandante di reggimento, durante importanti operazioni offensive, guidò con rara perizia i suoi reparti alla vittoria, dando luminose prove di grande ardimento, di ascendente morale sui suoi dipendenti e di sereno sprezzo del pericolo. Pur sotto i continui e violenti bombardamenti nemici, mai lasciò venir meno l’azione diretta ed efficace del suo comando, non esitando a portarsi in luoghi scoperti ed intensamente battuti dal fuoco avversario. – Panovizza, 12-16 maggio 1917»[21].
Dopo l’esperienza militare, che lo vide con il 1920 messo in congedo, a domanda, in ausiliaria, con il grado di Brigadiere Generale, Lorenzo Ferraro si diede all’esperienza politica considerato anche il fatto che fu eletto sindaco di Maddaloni in quanto super parte e in virtù delle sue note doti di eroe e stratega.
Lorenzo Ferraro fu uno studioso e teorico sia dell’educazione, non solo militare, ma anche stratega, come accennato, e furono molto apprezzate le sue pubblicazioni. Ed in virtù anche di tali riconoscimenti fu più volte rappresentante del Ministero della Guerra/Difesa in seno alle giunte di ispezioni del Ministero dell’Educazione a Napoli.
Circa l’esperienza politica fu consigliere di Maddaloni nel Mandamento VI della provinciale di Terra di Lavoro[22] poi Caserta e dopo un quinquennio di commissariamento Sindaco di Maddaloni dal 1920 fino alla morte del 18 febbraio 1921.
Circa il suo ruolo di consigliere del Mandamento di Maddaloni in carica al Consiglio Provinciale va detto che il suo mandato andava dal 1920 al 1925 ma nel 1921 muore e quindi decade in automatico e non è sostituito da nessuno[23]. L’incarico di consigliere del Mandamento di Maddaloni Lorenzo Ferraro lo svolge unitamente ai consiglieri Brancaccio avv. Luigi e Vitelli Arturo fu Pietro i quali completarono l’incarico nel 1925.
Passando poi a quella di natura amministrativa va detto che la città di Maddaloni[24] vive un momento di difficoltà alla vigilia e con il primo conflitto bellico mondiale.
Circa la guida della città va richiamato alla memoria come dopo un periodo tutto sommato florido per la città che visse in sé la sua fase di Belle Epoque durante l’amministrazione del sindaco Giuseppe Tammaro ci si troverà dinnanzi a un triplice mandato per il sindaco Alfonso Raffone che dopo una fase idilliaca con l’elettorale e la sua maggioranza si ritrovò in occasione del terzo mandato, collegato alle elezioni del 28 giugno 1914, a perdere il necessario consenso a causa delle forti difficoltà economiche. Si giunge al 29 aprile 1915 data in cui il sindaco e la sua giunta decidono di rimettere il proprio mandato anche se la mancanza di numero legale del consiglio comunale non ratifica il provvedimento. Di conseguenza vi fu la decadenza del sindaco e relativa giunta che si ebbe d’autorità con l’intervento del Prefetto il 13 giugno 1915 allorquando commissariò l’amministrazione comunale maddalonese affidando la gestione al consigliere di Prefettura Michele Gizzio. Da questo momento inizia un periodo di commissariamento fino a dopo la guerra[25], ovvero fino all’incarico elettorale del 19 settembre 1920 che consentì a Lorenzo Ferraro di guidare la città[26] insediandosi la prima volta in consiglio comunale il 29 novembre 1920[27].
Ora da quanto sono riuscito a ricostruire, grazie anche alle pubblicazioni di Francesco d’Orologio[28] l’esperienza politica della famiglia Ferraro era già consolidata attraverso il fratello farmacista Vincenzo[29] che certamente non era a favore del sindaco pro tempore e fu nel direttivo della costituenda sede del Partito Radicale a Maddaloni, al civico 4 di via Tifatina, nel 1911[30], ma quello che serviva non era il rappresentante di una piuttosto che din un’altra famiglia altolocata locale, bensì di un uomo di mediazione. Le parole di Pietro Vuolo, che seguono, sintetizzano a pieno, introducendo le premesse e riferendo dell’immediato dopo Ferraro:
«Si era giunti perfino allo scioglimento, il 1 marzo 1920, del corpo delle guardie municipali e campestri per procedere ad epurazione e riduzione del personale stesso: esisteva, insomma, in città, un malcontento diffuso e assai pericoloso. Nel giugno del 1920 si era temuta una sommossa di piazza, essendo, la città, restata senza pane: il 29 del mese, festa di S. Pietro, il deposito comunale non aveva ricevuto la farina ed i fornai non avevano potuto panificare. Nel settembre l’amministrazione comunale si vide costretta a contrarre un mutuo con il signor Domenico Ferraro di 28400 lire per corrispondere gli stipendi e i salari al personale municipale, così come, nell’agosto, era stato contratto un altro mutuo di 7000 lire, al tasso del sette per cento con i fratelli Parisi di S. Maria Capua Vetere, al fine di sostenere le spese delle imminenti elezioni: è, dunque, lecito affermare che la crisi post bellica aveva raggiunto in città, livelli davvero sconvolgenti. Il 19 settembre del 1920 si svolsero le elezioni amministrative municipali con la speranza di far fronte comune alle gravi difficoltà del momento: fu, questo, lo spirito che animò il nuovo sindaco unitamente al consiglio comunale, nella sua interezza di trenta componenti, sin dalla prima seduta del 29 novembre. Il generale a riposo Lorenzo Ferraro, consigliere provinciale del mandamento, poteva bene, per capacità e prestigio personale, esse l’ago dell’equilibrio, il paciere delle fazioni, il sindaco super partes ed avviare così il risanamento amministrativo della città. Egli, però, dopo pochi mesi, il 18 febbraio 1921, morì cosicché, nel paese, tornarono a prevalere le fazioni e le lotte intestine. Il consiglio comunale si frantumò in due blocchi: il primo era animato dagli avvocati Edilio Borgia, Michele Cuccaro, Vincenzo Tammaro con funzioni di sindaco, dai notai Girolamo De Laurentiis e Giuseppe Iorio e soprattutto dall’avvocato Antonio Della Peruta, attivo rappresentante del partito democratico liberale; il secondo gruppo era costituito dai consiglieri Clemente Barletta, Eugenio Forgillo, Ignazio Assumma, Alfonso Raffone e soprattutto Arturo Vitelli, che era il rappresentante locale del partito riformista ed amico personale dell’onorevole Beneduce appena assunto, nel corso della brillante carriera politica, a ministro per il Lavoro e per la Previdenza sociale»[31].
Ebbene la situazione tornò a farsi critica anche se non ci si dimenticò del giusto omaggio a Lorenzo Ferraro. Infatti, attraverso le delibere comunale trascritte da Francesco d’Orologio, sappiamo che il 23 febbraio 1921 il Consiglio comunale maddalonese[32], presieduto dall’assessore anziano ovvero dall’avvocato Vincenzo Tammaro, facente funzione di sindaco, si riunì per la “Commemorazione del defunto Sindaco comm. Lorenzo Ferraro generale a riposo e consigliere provinciale del mandamento”. In tale occasione l’avv. Brancaccio, oltre che Tammaro, e i consiglieri comunali Borgia e Vitelli ebbero la possibilità di mettere in risalto “le grandi e non comuni virtù della nobile figura dell’estinto come soldato, come cittadino e come uomo pubblico e politico rifulgendo sempre in Lui il genio del bello, del buono e del giusto. Infine anche il Segretario capo avv. Lerro, parla a nome dei dipendenti del Comune traendo auspici che la nuova tomba, così prematuramente dischiusasi, possa essere segnale di quella pacificazione, di cui anche oltretomba gioirà la grande anima dell’estinto e l’Amministrazione potrà trarre la forza di continuare nell’opera da lui tanto bene iniziata nell’interesse del nostro paese”.
Il presidente dell’assemblea propose che la strada Pignatari dove si trovava la casa in cui nacque il compianto Sindaco di intitolarla al nome di Lorenzo Ferraro”. E prima ancora il consigliere avv. Antonio Della Peruta, “parente del defunto, porge a tutti a nome della famiglia Ferraro, sentite parole di ringraziamenti”.
La seduta di giunta della medesima giornata ratifica tutto l’operato del comm. Lorenzo Ferraro anche se a seguire con la seduta consiliare dell’8 marzo 1921 presieduta dall’avv. Vincenzo Tammaro che faceva funzioni del Sindaco Ferraro scomparso riferisce che l’amministrazione del Generale per ripianare i debiti precedenti è ricorsa a “fare ricorso a operazioni chirurgiche”[33].
In quella stessa seduta consiliare il detto Tammaro, sempre con funzioni di sindaco “porge quindi lettura delle lettere con le quali la vedova del defunto sindaco comm. Ferraro ed il di lui germano Vincenzo, ringraziano questa Rappresentanza comunale esprimendo a tutti la più viva gratitudine e riconoscenza di quanto si fece dal Comune per onorare la memoria dell’estinto”.
Da quel giorno a tre mesi, la cronaca amministrativa di d’Orologio, ci dice che l’8 giugno 1921 il consiglio comunale di Maddaloni nominò, a scrutinio segreto, il nuovo Sindaco nella personal del cav. avv. Vincenzo Tammaro in sostituzione dello scomparso comm. Generale Lorenzo Ferraro. Tammaro, nel suo intervento disse, tra l’altro: “Signori consiglieri, – non faccio programma, perché assieme ai miei cari e valorosi colleghi della Giunta ebbi a condividere il programma amministrativo dettato in questa aula consiliare dal mio illustre e compianto predecessore comm. Lorenzo Ferraro[34], alla memoria del quale rendendomi anche interprete dei vostri sentimenti umani un reverente e devoto saluto. Vivissimi e senti ringraziamenti rivolto a tutti voi che raccogliendo i vostri voti nel mio modesto nome avete voluto onorarmi a gendarme alla carica di primo magistrato cittadino, carica della quale io sento tutta la responsabilità, specie nell’ora che volge ed alla quale darò tutto il contributo della mia attività e della mia capacità, affermandovi che se queste forza mi potranno venire meno, la buona volontà non mi verrà meno giammai. Mando poi un cordiale saluto ai nostri colleghi che militano nel campo dell’opposizione, anch’essi come noi mirano al benessere della nostra Città natale e perciò auguriamo di averli validi collaboratori per il raggiungimento del nostro comune ideale. Mando infine un affettuoso saluto a tutti i figli di questa laboriosa, gentile e patriottica Città”.
Intanto a Lorenzo Ferraro viene dedicata una piazza[35], quella che era la già Largo Santa Sofia e lì inizialmente fu anche posto il monumento ai caduti, poi destinato alla sede attuale in piazza della Vittoria, che prese le mosse già dal 1921 con il sindaco Tammaro che fu il promotore della commissione Monumento[36].
ÂÂÂÂ
Educatore, Saggista e stratega
Lorenzo Ferraro fu un educatore come si evince dalla ricca bibliografia che si presenta e che è comunque priva di edizioni precedenti a quelle indicate che sono proposte anche per la maggiore reperibilità e per talune particolarità di riferimento.
A queste si aggiungo anche altri articoli e interventi, nonché orazioni come quella già richiamata del 14 novembre 1912 a Maddaloni in ricordo di Camillo Raffone e altre di cui non sono riuscito a trovare chiari e univoche forme di citazione[37]. Si nota come alcune pubblicazioni corrispondano, di fatto, agli estratti dei suoi articoli per lo più per la Rivista Militare.
Dalle pubblicazioni emerge una particolare attenzione al proliferarsi di idee socialiste o comunque apertamente o indirettamente antimilitariste, uno studio il suo che sarà funzionale ad approfondimenti futuri per studi specifici anche postumi. Tra le altre cose, Virgilio Ilari, pone particolare attenzione ad uno studio edito nel giugno 1900 sulla Rivista Militare a firma di Lorenzo Ferraro in cui lo stesso militare “si interroga sui riflessi che la «questione sociale» aveva sull’istituzione militare”. Aggiungendo che alla propaganda socialista andava opposta una in senso militarista[38].
Lorenzo Ferraro con il suo studio e le sue teorie[39] cerca di essere innovativo nell’ambito della formazione non solo delle reclute ma anche degli ufficiali e delle tecniche militari, cosa che comunque non gli risparmierà delle critiche come nel caso dei giudizi sull’articolo “L’azione educatrice nell’esercito francese”, di seguito in blibliografia.
Attento alle nuove leve, forte anche dello spirito di appartenenza militare maturato a Maddaloni come esprimono le richiamate pubblicazioni in questo articolo proposte negli studi di d’Orologio, Borriello, Cembrola e Vuolo, Lorenzo Ferraro sarà parte spesso della giunta ispettiva per conto del Ministero della Guerra presso le Scuole in Napoli.
Si propone una sintesi delle opere edite individuate e consultabili:
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Lorenzo Ferraro, “La questione sociale. Suoi effetti nella nazione e nell’esercito”, in “Rivista Militare Italiana” 1900, dispensa II, n. 6, Roma Tipografia Enrico Voghera 1900, pagg. 961-992[40].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Lorenzo Ferraro, “Due questioni di arte militare” in “Rivista Militare Italiana” 1901, Roma Tipografia Enrico Voghera 1901[41].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Lorenzo Ferraro, “La questione morale nella storia, nella nazione e nell’esercito” in “Rivista Militare Italiana” 1901, Roma Tipografia Enrico Voghera 1901[42].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “I partiti sovversivi e l’esercito”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1902, Estratto dalla “Rivista Militare Italiana”, dispensa II, 1902, pagg. 208 a seguire.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “L’azione educativa dell’esercito”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1902, Estratto dalla “Rivista Militare Italiana”, 1902, pagg. 753 a seguire.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo “Manuale moderno del graduato” in due volumi. Volume I “Educazione – Istruzioni Teoriche”, Vol. II “Istruzioni pratiche” Tipografia di Innocenzo Artero, Roma, 15 giugno 1903[43].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “La Riduzione della Ferma” in “Rivista Militare Italiana” 1903ÂÂÂÂ Roma Tipografia Enrico Voghera 1903, dispensa II del 16 febbraio 1903, pagg. 145 e seguenti.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Le nuove teorie tattiche” in “Rivista Militare Italiana” 1903ÂÂÂÂ Roma Tipografia Enrico Voghera 1903, dispensa X del 16 ottobre 1903, da pagg. 1681 – 1698[44].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Estratto dal Manuale moderno del graduato – Per gli allievi caporali, allievi sergenti (1. corso) e volontari di un anno”, seconda edizione, Roma : Artero, 1904.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “L’azione educatrice nell’esercito francese” in “Rivista di Cavalleria”, Anno VII, Fascicolo VII, luglio 1904[45].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ FerraroÂÂÂÂ Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali, per gli allievi caporali, allievi Sergenti e volontari d’un anno”, quarta edizione, Roma Casa Editrice Italiana, 1905.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte esplicativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali per gli allievi caporali, allievi Sergenti (primo Corso) e volontari di un anno”, terza edizione, Roma Casa Editrice Italiana, 1905[46].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “La nostra preparazione alla guerra in rapporto alle esigenze del combattimento moderno” in “Rivista Militare Italiana” 1905, Roma Tipografia Enrico Voghera 1905, pagg. 110 e seguenti[47].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato : con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali per gli allievi caporali” Roma Casa Editrice Italiana, 1906.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ FerraroÂÂÂÂ Lorenzo, “La legislazione sociale” in “Rivista Militare Italiana” 1906, Roma Tipografia Enrico Voghera 1906, pagg. 209 e seguenti.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ FerraroÂÂÂÂ Lorenzo, “Lo studio scientifico dell’uomo nella istruzione degli ufficiali” in “Rivista Militare Italiana” 1907, Roma Tipografia Enrico Voghera 1907, n. II pagg. 338 e seguenti[48].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro cap. Lorenzo, “Il diritto bellico nelle due conferenze dell’Aja” in Rivista di Cavalleria, Anno XI, fascicolo XI e XII, novembre e dicembre 1908 come riportato dal Tomo I della Rivista Militare del 1909 (Enrico Voghera Editore, in Roma 1909).
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Collettivismo e sindacalismo”, in “Rivista Militare Italiana” 1909, Roma Tipografia Enrico Voghera 1909, numero 10.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali, (per gli allievi caporali, allievi Sergenti e volontari di un anno)” Ottava edizione ampliata ed arricchita con illustrazioni, Roma Casa Editrice Italiana, 1910.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ FerraroÂÂÂÂ Lorenzo, “La tattica nelle ultime due guerre” in “Rivista Militare Italiana” 1910, Roma Tipografia Enrico Voghera 1910, n. I pagg. 187 e seguenti[49].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ FerraroÂÂÂÂ Lorenzo, “Manuale moderno del graduato, con una parte educativa, secondo le ultime prescrizioni ministeriali, per gli allievi caporali, allievi Sergenti, allievi ufficiali e volontari di un anno”, nona edizione ampliata, Roma Casa Editrice Italiana, 1911.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro cav. magg. Lorenzo (Maggiore 32° Fanteria), “Il Segreto della Vittoria”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1912.ÂÂÂÂ Estratto dalla Rivista militare italiana, anno 1912, numero XI pagg. 2333 e seguenti[50].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le prescrizioni ministeriali : per gli allievi caporali, allievi sergenti e allievi ufficiali (1. parte) volontari di un anno : anno 11”, Roma Casa Editrice Italiana, 1912.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali”, Roma Casa Editrice Italiana, 1912.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le prescrizioni ministeriali”, Roma Casa Editrice Italiana, 1915.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Manuale moderno del graduato di fanteria : con una parte educativa secondo le prescrizioni ministeriali : per gli allievi caporali, allievi sergenti e allievi ufficiali (1. parte) volontari di un anno : anno 14”, Roma Casa Editrice Italiana, 1916.
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “Fra le tombe degli eroi. Medio Isonzo, 2 novembre 1916”, Udine Stabilimento tipografico friulano, 1916[51].
·ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Ferraro Lorenzo, “La nostra guerra”, Roma Tipografia Enrico Voghera 1917, Estratto dalla Rivista militare italiana, anno 1917[52].
La produzione letteraria di Lorenzo Ferraro va ben oltre i confini oceanici come dimostra una nota di commento a un suo trattato sull’educazione e formazione militare, nell’articolo “Vita Militare – Rivelazioni di un richiamato”, di Raffaele Cormio, alle pagine 3 e 4 del Giornale “Cronaca Sovversiva” del 7 febbraio 1914 (Anno XII) n. 6 edito in Lynn (Massachusetts) Contea: Essex.
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Incarichi e Promozioni
Ampia è sicuramente l’esperienza militare e gli incarichi[53] ricoperti da Lorenzo Ferraro anche presso lo Stato Maggiore dell’Esercito[54].
A seguire una elencazione provvisoria dello studio ancora in corso articolata sulle annualità:
1883. Il 30 settembre 1883 Lorenzo Ferraro entra in servizio nell’arma della Fanteria. Militare del Regno d’Italia, 1909, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 54 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1908), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1909, citazione pagina 44.
1886. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, Anno 1886 n. 1 di sabato 2 gennaio 1886. Qui nell’elenco delle “ricompense ai benemerito della Salute Pubblica” per i fatti legati al colera del 1884, nell’ambito della provincia di Napoli, alla pagina 207 si elenca Lorenzo Ferraro.
1887. Annuario Militare del Regno d’Italia 1887, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1887. Lorenzo Ferraro con il grado di sottotenente maturato il 25 agosto 1885 è assegnato al 42 reggimento di Fanteria in Nocera della Brigata Modena.
1890. Annuario Militare del Regno d’Italia 1890, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1890. Alla Pagina 498 Lorenzo Ferraro con grado di Tenente è assegnato al 42^ reggimento Fanteria della Brigata Modena
1894. Annuario Militare del Regno d’Italia 1894, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1894. Lorenzo Ferraro a pagina 573 è Tenente del 42° Reggimento Fanteria in Modena della Brigata Modena comandata dal Generale Alessandro Massa.
1895. Annuario Militare del Regno d’Italia 1895, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1895. Alla pagina 78 troviamo il Tenente di Fanteria Lorenzo Ferraro con anzianità di grado del 11 ottobre 1888 assegnato al 42^ reggimento Fanteria della Brigata Modena.
1897. Annuario Militare del Regno d’Italia 1897, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1897. Lorenzo Ferraro è in veste di tenente presso la Brigata Calabria, in carico al 59^ reggimento di Fanteria in Monteleone su comando della Scuola di Guerra. Alla pagina 476 risulta iscritto al primo anno di corso della Scuola di Guerra di Torino, per Tenente, con al comando il Maggiore Generale Filippo Gazzurelli e comandante in 2° il colonnello Carlo Corticelli dello Stato Maggiore.
1898. Annuario Militare del Regno d’Italia 1898, Vol. I, Ufficiali in Servizio Attivo e Permanente ed impiegati civili, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1898. Qui troviamo il Tenente di Fanteria Lorenzo Ferraro (sempre il richiamo alla decorrenza del grado all’11 ottobre 1888) presso il 59^ reggimento di Fanteria su comando della Scuola di Guerra. Alla pagina 483 lo troviamo al secondo anno di corso di Allievi Ufficiali per Tenenti presso la Scuola di Guerra di Torino che è comandata dal Maggiore Generale Alberto Cerruti e il comandante in 2° è il colonnello Carlo Corticelli dello Stato Maggiore.
1899. Giornale Militare 1899, parte seconda, Voghera Enrico Tipografo Editore del giornale Militare, Roma 1899. Qui, nella parte seconda a pagina 385 troviamo la circolare n. 13 su “composizione della direzione superiore delle grandi manovre e degli stati maggiori dei comandi di corpo d’armata e di divisione di manovra” e a pagina 390 il nostro Lorenzo Ferraro nell’elenco degli ufficiali assegnati a “giudici di campo”.
1899. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia anno 1899 numero 235 di martedì 10 ottobre 1899, vi è il regio decreto del 19 settembre 1899ÂÂÂÂ con cui si promuove il nostro Tenente Lorenzo Ferraro a CapitanoÂÂÂÂ con destinazione a sua scelta.
1900. Annuario Militare del Regno d’Italia, 1900, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili, Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1900. Il capitano Lorenzo Ferraro è presso il 93^ Reggimento Fanteria in Roma della Brigata Messina
1902. Annuario Militare del Regno d’Italia, 1902, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 52 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 30 dicembre 1901), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1902. Lorenzo Ferraro con il grado di Capitano è Addetto agli Uffici del Reparto del Comando del Corpo di Stato Maggiore come si legge da pagg. 294 e seguenti.
1905. Annuario Militare del Regno d’Italia, 1905, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 54 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1904), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1905. Nell’Arma di Fanteria, che parte da pagina 22, alla voce capitani troviamo con decorrenza del grado al 19 settembre 1899 Lorenzo Ferraro, Applicato al Comando del corpo di Stato Maggiore. Nell’etichetta si fa cenno alla medaglia per la campagna d’Africa del 1887.
1908. “Bollettino ufficiale delle Nomine, Promozione e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale Amministrativo Militare” 1908, Voghera Enrico Tipogrado del Giornale Militare, Roma 1908. Qui, afferente alla documentazione del Ministero della Guerra Bollettino Ufficiale dispensa n. 7 dell’8 febbraio 1908, nell’elencazione degli ufficiali in servizio attivo permanente presso lo Stato maggiore generale, con decorrenza 6 febbraio 1908 troviamo Lorenzo Ferraro aiutante di Campo della Brigata Basilicata che va a coprire il medesimo incarico di Aiutante di Campo della Brigata Calabria.
1909. Militare del Regno d’Italia, 1909, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati Civili (L’annuario è in corrente a tutta la dispensa 54 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1908), Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1909. Qui a pagina 44 Lorenzo Ferraro è Capitano Aiutante di Campo della brigata “Calabria”, Brigata di Fanteria in Linea, e ha la croce d’oro per anzianità di Servizio. A pagina 434 si evince che il Comandate della Brigata, di cui aiutante è il Maggiore Generale Lamberto Bolognesi.
1911. Annuario Militare del Regno d’Italia anno 1911, volume I, Ufficiali in Servizio attivo permanente ed impiegati Civili, Enrico Voghera tipografo editore del Giornale Militare, Roma 1911. Alla pagina 41 Lorenzo Ferraro è indicato come capitano di fanteria (anzianità 19 settembre 1899) ed aiutante di campo della Brigata Calabria.
1912. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, Anno 1912, n. 154 del 1 luglio 1912. Ordine della Corona d’Italia. Qui si legge che S.M. il Re si è compiaciuto nominare nell’ordine della Corona d’Italia, di motu proprio con decreto del 2 giugno 1911 il cavaliere Ferraro Lorenzo capitano di Fanteria, come si riscontra dalla Gazzetta Ufficiale alla pagina 4352.
1912. Annuario Militare del Regno d’Italia Anno 1912, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati, Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1912. Troviamo il capitano Lorenzo Ferraro presso il 60° Reggimento Fanteria in Viterbo quale aiutante di campo del comandante maggiore Generale Arcangelo Scotti della Brigata “Calabria” alla pag 506.
1913. Annuario Militare del Regno d’Italia Anno 1913, Vol. I, Ufficiali in servizio Attivo Permanente ed impiegati, Roma Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1913. Alla pagina 46 troviamo la nomina a maggiore di fanteria del 31 dicembre 1911, Si conferma la data di nomina a sottotenente il 25 agosto 1885, la concessione della medaglia per la campagna d’Africa del 1887, ed è fregiato del titolo di grande ufficiale all’ordine della corona d’Italia e commendatore dell’ordine di San Maurizio e San Lazzaro. A pagina 477 è indicato come maggiore del 32° Fanteria in Napoli (della Brigata Siena) comandato dal colonnello Francesco Castelli.
1915. Calendario Generale del Regno d’Italia pel 1915 Compilato a cura del Ministero dell’Interno, Roma Tipografia delle Mantellate, 1915. Nella sezione Regione Esercito e Armata Navale, tra i Maggiori a pagina 1090 troviamo il nostro Ferraro assegnato al 32^ reggimento Fanteria.
1915. Annuario del Ministero della Pubblica Istruzione, 1915, Roma Tipografi operaia Romana Cooperativa, 1915, per i “RR Istituto di Magistero di Educazione Fisica” per Napoli nella “giunta di vigilanza” vi è il maggiore Ferraro Lorenzo quale delegato del Ministero della Guerra. Lo stesso incarico lo si riscontra alla pagina 582 del medesimo Annuario del Ministero della Pubblica Istruzione per l’anno 1913 sempre in Napoli.
1916. Ruoli d’Anzianità per 1916 degli Ufficiali del Regio Esercito in servizio attivo permanente e degli Impiegati Civili dell’Amministrazione Militare, Enrico Voghera Tipografo Editore del Giornale Militare, Roman 1916, In esso sono riportati i ruoli a tutta la dispensa 100 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 31 dicembre 1915. Qui a pagina 40 con il Grado di Colonnello di Fanteria, data di anzianità e nomina del grado il 9 novembre 1915, troviamo Lorenzo Ferraro con le insegne distintive riscontrate nell’annuario militare anagraficamente precedente indicato nello studio.
1918. Lorenzo Ferraro, con il grado di Colonnello, è Comandante del Genio del XXIX Corpo d’Armata guidato dal Ten. Gen. Vittorio De Albertis[55], nell’ambito della 32^ divisione,ÂÂÂÂ così come disposto dall’Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano (documento n. 281), circa l’organizzazione dei Comandi ed unità impegnate nella Battaglia di Vittorio Veneto, nell’ambito delle operazioni conclusive del 1918.
1918. Bollettino Ufficiale delle Nomine, Promozione e destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare, Voghera Enrico, Tipografo editore del Giornale Militare, Roma 1918, Qui alla dispensa 10 del 15 febbraio 1918 circa le Ricompense al Valor Militate per la campagna di guerra 1915-1918 si riportano le “ricompense concesse sul campo dalle supreme autorità mobilitate e sanzionate con decreto luogotenenziale” Decreto luogotenenziale del 7 febbraio 1918 per le Medaglie d’Argento e a pagina 675 troviamo quella concessa a Lorenzo Ferrraro per i fatti di Panovizza 12-16 maggio 1917.
1918. Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale dispensa 66 del giorno 11 ottobre 1918. Tra le promozioni e Nomine Straordinarie per merito di Guerra, che fa seguito alla nomina provvisoria fatta dal Comando Supremo e Confermata dal Ministero alla pagina 2 del Bollettino, che corrisponde alla 5618 della raccolta, si trova la nomina del Brigadiere Generale Ferraro cav. Lorenzo colonnello di Fanteria. Questi è “Promosso brigadiere generale con anzianità dal 20 giugno 1918 e decorrenza degli assegni dal 1 luglio 1918”, si legge ancora che “Prenderà posto nel ruolo di brigadiere immediatamente dopo il pari grado Probati cav. Eugenio”. Ed ancora “dal 20 giugni egli è considerato a disposizione a soprannumero … in aspettativa per infermità temporanea dipendente da cause di servizio, in conformità del decreto luogotenenziale 1 settembre 1918”
1918. Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale dispensa 77 del 29 novembre 1918 Onorificenze e Ricompense , Croci al Merito di Guerra concesse con determinazione ministeriale del 26 ottobre 1918 a “Ferraro cav. Lorenzo di Giuseppe, generale brigadiere” alla pagina 6112 del Bollettino. Inoltre tra le Onorificenze E ricompense concesse nella ricorrenza del genetliaco di S. M. il Re, si concede l’onorificenza dell’Ordine della Corona d’Italia, in considerazione dei lunghi e buoni servizi con decreto del giorno 11 novembre 1918 di Ufficiale all’Ordine della Corona “ Ferraro cav. Lorenzo, brigadiere generale” alla pagina 5949 del Bollettino.
1919. Ruolo d’Anzianità per 1919 degli Ufficiali del Regio Esercito in servizio attivo permanente e degli Impiegati Civili dell’Amministrazione militare, Roma Stabilimento tipografico per l’Amministrazione della Guerra, 1919. In esso sono riportati i ruoli a tutta la dispensa 86 del Bollettino Ufficiale delle nomine pubblicata il 30 dicembre 1918. Qui alla pagina 13 troviamo Lorenzo Ferraro. Qui le insegne riportano che è Grande Ufficiale dell’ordine di San Maurizio e San Lazzaro, Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia, Medaglia d’Argento al Valor Militare e commendatore dell’ordine di San Maurizio e San Lazzaro. C’è ancora il richiamo alla data di grado di sottotenente del 25 agosto 1885. Lorenzo Ferraro è riportato con il grado di Brigadiere Generale, ovvero nell’elenco di tale grado, con anzianità di servizio dello stesso grado e quindi nomina del 20 giugno 1918.
1919. Ministero della Guerra Bollettino Ufficiale dispensa 49 del 4 luglio 1919 troviamo la rettificazione alla dispensa 37 dello stesso 1919 circa il generale Brigadiere Lorenzo Ferraro con l’annotazione “Si consideri con non avvenuta la concessione perché già decorato”.
Molte delle tappe appena elencate sono evidenti dal medagliere che in apposita tesa è conservato presso la propria abitazione maddalonese dal pronipote dott. Gennaro Ferraro[56].
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Nota integrativa del prof. Antonio Pagliaro del Generale Ferraro.
«La sua formazione culturale ebbe inizio nel glorioso e antico Regio Convitto Nazionale “G. Bruno” di Maddaloni nell’anno scolastico 1872/73 ai tempi del Preside Rettore Gabriele Santilli (dal 5/11/1865 al 02/11/1875) con la frequenza della prima classe elementare.
Alla fine dell’anno scolastico 1874/75, quando il piccolo Lorenzo frequentava la terza classe, dopo 10 anni di ottima conduzione dell’Istituto, il Preside Rettore Gabriele Santilli dovette abbandonare la direzione per andare ad insegnare Letteratura greca e latina al Liceo “Principe Umberto” di Napoli lasciando un buonissimo ricordo di sé ai professori, agli istitutori e ai maddalonesi tutti, mentre gli alunni, pur dispiaciuti dalla partenza del loro caro preside-rettore, giunsero fino a 205 iscritti.
Nel 1875, il Consiglio comunale, riconoscendo che questa scuola era considerata il fiore all’occhiello della nostra città, progettò la costruzione di una nuova struttura per aumentare il numero di aule e per non eliminare la palestra ginnica. Quindi si rese necessaria una maggiore estensione dell’edificio stesso, si propose di comprare un terreno adiacente ad ovest del Convitto per costruire un nuovo corpo di fabbrica al piano terreno ed inglobarlo nella chiesa di S. Antonio, con accesso autonomo sulla via San Francesco d’Assisi.
Nel frattempo, al Regio Liceo Convitto “G. Bruno” di Maddaloni fu trasferito, dal 3 novembre 1875, il nuovo Preside Rettore Salvatore Cacciapuoti sotto il quale Lorenzo frequentando la Quarta classe conseguì la licenza elementare.
Nello stesso Istituto scolastico continuò gli studi iscrivendosi alla prima classe del Regio Liceo Ginnasio “G. Bruno” nell’anno scolastico 1876/77 anno che si rivelò molto impegnativo per lui e che si concluse con l’assegnazione di una medaglia d’oro perché vincitore del primo premio per aver ottenuto i voti migliori tra tutti gli alunni delle prime classi.
Sul lato frontale della medaglia d’oro, agganciata ad un nastro tricolore, e conservata dai pronipoti di Lorenzo Ferraro, è impressa la seguente dicitura: R. Liceo Ginnasiale di Terra di Lavoro in Maddaloni 1877 mentre sul retro è scritto: 1 premio 1 scuola ginnasiale racchiusa in una corona d’alloro.
Per ben comprendere come si svolgeva la premiazione degli alunni più meritevoli al Regio Liceo Convitto “G. Bruno” ci viene incontro il seguente scritto stralciato, a tratti, dai documenti n. 15 e 16, dal libro dell’ottimo prof. Pietro Vuolo dal titolo: Momenti di vita e di pensiero a Maddaloni e nel Giordano Bruno[57]
ÂÂÂÂ
Cronaca dell’anno scolastico 1875-76 e festa letteraria del 30 gennaio 1876
“In luogo del Preside Rettore professor Gabriele Santilli destinato all’insegnamento di letteratura greca e latina nel Liceo principe Umberto di Napoli fu trasferito a reggere questo istituto il preside rettore Salvatore Cacciapuoti dal R. Liceo ginnasiale Pietro Colletta di Avellino”[58].[…] Le scuole incominciarono regolarmente il 3 novembre.
“Il 30 gennaio 1876, in occasione della Festa Letteraria, il preside rettore del Convitto Liceo ginnasiale, Salvatore Cacciapuoti, rese solenne la premiazione degli alunni meritevoli del precedente anno scolastico. Il salone del Convitto era al limite della capienza per la massiccia presenza dei familiari dei convittori, ai quali furono riservati i posti in prima fila, delle autorità e dei cittadini maddalonesi. Il rettore, per l’importante occasione, fece venire da Napoli l’orchestra del professor Pinto il quale rallegrò la numerosa platea con buone musiche. L’apertura della festa avvenne con gli ottimi interventi del professore Filippo Barbati e del rettore il quale introdusse anche la premiazione. Di solito, da regolamento, gli alunni meritevoli venivano premiati dalle autorità presenti più importanti, ma il rettore, quel giorno, decise di far consegnare le medaglie alle madri con l’aggiunta di un affettuoso bacio. ÂÂÂÂ Nella mattinata fu gettata anche la prima pietra per l’innalzamento dei nuovi locali”[59].[…] “Questo Municipio aveva pregato S.E. il Ministro di Pubblica Istruzione a porre la pietra fondamentale delle nuove scuole da costruirsi; ma egli non potendo per sue ragioni intervenire delegò a tale cerimonia l’illustrissimo prefetto della provincia comm. Soragni.
Dopo la dissertazione del prof. Barbati, il Preside lesse un discorso sopra lo scopo morale e civile della letteratura. Nessun alunno lasciò la scuola nell’anno, meno un solo. La disciplina fu mantenuta vigorosamente; si attese in tutto l’anno con grandissimo zelo allo studio, massime dai convittori, alcuni dei quali furono più volte elogiati pubblicamente dal preside. Quanto ai restauri o ampliamenti del fabbricato è da notarsi, che non vi è stata parte di questo fabbricato che non sia stata restaurata, ed i restauri fregiatisi di pregevoli abbellimenti. In tutte le compagnie, nuovo il soffitto, dipinte le mura, nuovi tutti i pezzi d’opera, mattonati i pavimenti, ed allargatesi le finestre a ringhiera di ferro per cui molt’aria s’ accoglie.
Due compagnie soppresse, perché ivi l’aria non molto libera, e destinate a luogo di studio: apertasene invece una nuova. Nuova sala d’udienza ben dipinta ed ornata di mobili convenienti. Sala da pranzo ornata di un parato di carta a uopo scelta. Lastricati di mattoni i quattro corridoi che girano la corte: Migliorata la illuminazione in tutto il locale con nuovi lumi. Una stanza contigua alla sala da pranzo venne ridotta a cucina, e fornita di macchina a vapore. Fu altresì destinata una camera speciale con nuovi armadi per conservare le biancherie del Convitto e degli alunni. Quanto alla suppellettile delle scuole, essendo sospesa la costruzione del nuovo fabbricato, trovatosi inopportuno il progetto, si attende che si ripigli l’opera, la quale compiutasi, si adonteranno le scuole di nuova e più acconcia suppellettile. Preside rettore Salvatore Cacciapuoti”[60].
Il secondo anno del liceo ginnasiale per il giovane Lorenzo, 1877/78, fu ancora molto impegnativo e abbastanza positivo perché si concluse con la conquista del primo premio tra gli alunni più meritevoli e la consegna della medaglia d’oro nella solita festa che si svolgeva davanti a tantissimi familiari, autorità civili, militari e religiosi nel gran salone del Convitto. La scritta fronte retro sulla medaglia era la stessa con la sola differenza della dicitura 2 scuola ginnasiale e l’anno 1878 come ben si può vedere nelle foto di seguito per gentile concessione della famiglia Ferraro a Maddaloni.
Proprio nel 1878, il preside-rettore Salvatore Cacciapuoti e i membri del Consiglio di amministrazione del Convitto, decisero di far erigere nel Gran Salone, un monumento alla memoria del re Vittorio Emanuele II, deceduto il 9 gennaio dello stesso anno, posto sulla parete, di fronte, entrando dallo scalone in pietra lavica, con la seguente dedica:
A VITTORIO EMANUELE
PADRE DELLA PATRIA
IL R. ISTITUTO GIORDANO BRUNO
Tale monumento è stato di sicuro ancora al suo posto fino alla fine degli anni sessanta perché testimoniato da varie foto pubblicate in quel periodo.
Sicuramente, il giovane Lorenzo “ebbe la possibilità di partecipare alla cerimonia di inaugurazione alla quale presenziarono autorità civili, militari, religiose, i professori e i liceali del Giordano Bruno nonché altre rappresentanze studentesche della provincia.
Come pure partecipò alla solenne cerimonia funebre della morte improvvisa del rettore del Regio Convitto Nazionale “G. Bruno”, prof. Salvatore Cacciapuoti, di Giugliano in Campania, (deceduto il 25 marzo 1879). Per la cronaca, la direzione degli Istituti venne provvisoriamente affidata al professore anziano signor Caroli Giovanni fino al 20 marzo, poi, fu tenuta dal nuovo preside rettore, prof. Corrado Perricone, trasferito da Reggio Calabria” [61].
Ai tempi del nostro giovane studente, il personale del R. Liceo ginnasiale nell’anno scolastico 1878-1879 era così composto: Perricone Corrado preside, Salvatore Pompeo prof. di letteratura italiana, Dagna Massimo di letteratura greca e latina, Sala Aristide di storia e geografia, Caroli Giovanni di filosofia, Fornari Cesare di fisica e chimica e incaricato di storia naturale, Contini Nicola di matematica, Professori del ginnasio: Raffaele Granata, Sgaroni Odoardo, Rossi Pasquale, Migliozzi Luigi, Caruso Cosimo, Padoa Luigi, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Costantino Luigi macchinista.
Il personale del R. Convitto nazionale 1878-1879 era il seguente: Perricone Corrado rettore, Campagna Michele direttore spirituale, Soldani Alessandro censore di disciplina, lorio Giovanni economo, professori di scuola elementare Cuccaro Saverio e Muoio Pietro, Avellino Nicola prof. di disegno, Corcioni Nicola di calligrafia, Lezza Felice di ballo, Diani Eduardo di scherma, Farina Luigi istruttore militare, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Istitutori di Compagnia Cerbino Eugenio, Bissanti Carlo, Cimato Giovanni, Guarnotta Giuseppe, Della Volpe Vincenzo, Passamonti Nicola, Rossi Antonio, Istitutore supplente Di Siena Michele”[62].
Di questi illustri professori era molto conosciuto e apprezzato da tutti Aristide Sala che, dal 1878, occupò la cattedra di Storia e geografia politica al ginnasio e di Storia al liceo dove sostituì il prof. De Carli, trasferito a Teramo.
Il prof. Sala stimolò diversi suoi alunni a scrivere una ricerca storica molto particolare, “La battaglia del primo ottobre 1860 al Ponte carolino presso Maddaloni” la quale, accompagnata da foto, disegni e documenti, fu inserita in un grosso volume che si presentava “tutto lavorato, disegnato e colorato a mano”[63], a cui, il professore Sala, aggiunse le ricerche degli altri suoi alunni, i lavori realizzati da egli stesso e dal capitano Annibale Calderara, papà di un suo allievo.
La Storia di Caserta fu studiata da Emilio Giannini, La pianta di Caserta nuova fu disegnata da Carlo Farina, La storia di Maddaloni fu scritta da Giovanni Cipullo, Il santuario di San Michele da Michele Rienzo, Gli uomini illustri di Maddaloni da Ernesto Lombardi, Le chiese di Maddaloni da Clemente Verdicchio, Le forche caudine da Nicola Cancelli.
Questo consistente volume, composto da “92 fogli, della dimensione di cm 97×67, del peso di 40 kg”[64], fu ammesso all’esposizione di Milano nel 1881 (gruppo XI, classe 65, n. 9435 di matricola[65]) e vinse la medaglia di bronzo intestata al Liceo Ginnasio “G. Bruno” di Maddaloni.
Il Sala e i suoi ragazzi, in seguito, ebbero l’encomio, il 30 aprile, dal Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, Luigi Miceli.
Tornando al nostro Lorenzo, nell’anno scolastico 1878/79 frequentava la classe terza che alla fine dell’anno, attraverso gli esami, dava la possibilità di conseguire la Licenza ginnasiale Inferiore.
Questo fu un anno molto triste per tutta la popolazione scolastica del Regio Liceo Convitto per la morte del rettore titolare, prof. Salvatore Cacciapuoti, di Giugliano in Campania, che avvenne il 25 marzo 1879. La direzione degli Istituti venne provvisoriamente affidata al professore anziano signor Caroli Giovanni e, dal 20 marzo in poi, fu tenuta dal nuovo preside rettore Corrado Perricone trasferito da Reggio Calabria. Proprio di quest’anno scolastico abbiamo un importante contributo che ci viene fornito dal seguente articolo tratto dal citato libro di Pietro Vuolo, documento n. 19[66].
Cronaca dell’anno scolastico 1878/79
“L’ anno scolastico cominciò col 16 ottobre 1878 e fu chiuso col 16 agosto 1879. In ottobre furono dati gli esami di riparazione e di ammissione; in agosto quelli per le promozioni di classe. Gli esperimenti per la licenza liceale ebbero luogo nei giorni stabiliti dalla Giunta superiore; quelli di licenza ginnasiale nel tempo fissato dal R. Provveditore agli studi. Per la morte del titolare (prof. Salvatore Cacciapuoti di Giugliano in Campania, morto il 25 marzo 1879), la direzione degli Istituti venne provvisoriamente affidata al professore anziano signor Caroli Giovanni. Dal 20 marzo in poi fu tenuta dal sottoscritto, tramutato a questa sede da Reggio Calabria con pari grado di ufficio. Il prof. di storia nel Liceo sig. De Carli, traslocato a Teramo, fu surrogato dal prof. Sala Aristide; quello della 5a ginnasiale, sig. Filippo Barbati, trasferito a Caltagirone, fu sostituito dal prof. Granata Raffaele. Nello scorcio di giugno, per mandato del Governo, vennero a compiervi un’ispezione gli egregi prof. universitari RG. Funi e A. Cua. Trovarono il tutto regolarmente avviato, e, a prescindere da talune avvertenze, lodarono, senza riserbo, l’ordine, l’armonia, la disciplina e la efficacia degli studi. Per effetto di tale rapporto, il Governo significò alla Presidenza del Consiglio scolastico la sua soddisfazione e le sue lodi tanto pel Preside quanto per gli insegnanti. Il Collegio dei professori, oltre che per le sedute ordinarie, fu convocato bimestralmente, allo scopo di conferire intorno all’andamento degli studi, all’accordo nello svolgimento dei programmi particolareggiati e all’accertamento del profitto ottenuto. Il preside rettore Corrado Perricone.
Personale Liceo ginnasiale 1878-1879: Perricone Corrado preside, Salvatore Pompeo prof. di letteratura italiana, Dagna Massimo di letteratura greca e latina, Sala Aristide di storia e geografia, Caroli Giovanni di filosofia, Fornari Cesare di fisica e chimica e incaricato di storia naturale, Contini Nicola di matematica, Professori del ginnasio: Raffaele Granata, Sgaroni Odoardo, Rossi Pasquale, Migliozzi Luigi, Caruso Cosimo, Padoa Luigi, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Costantino Luigi macchinista. Personale Convitto nazionale 1878-1879: Perricone Corrado rettore, Campagna Michele direttore spirituale, Soldani Alessandro censore di disciplina, lorio Giovanni economo, professori di scuola elementare Cuccaro Saverio e Muoio Pietro, Avellino Nicola prof. di disegno, Corcioni Nicola di calligrafia, Lezza Felice di ballo, Diani Eduardo di scherma, Farina Luigi istruttore militare, Milone Pasquale istruttore di ginnastica, Istitutori di Compagnia Cerbino Eugenio, Bissanti Carlo, Cimato Giovanni, Guarnotta Giuseppe, Della Volpe Vincenzo, Passamonti Nicola, Rossi Antonio, Istitutore supplente Di Siena Michele”[67].
Il giovane Lorenzo per i suoi buoni voti ricevuti e la buona condotta tenuta per tutto l’anno scolastico ottenne la Licenza Ginnasiale Inferiore (attuale terza media) e fu premiato con il secondo posto. Ciò è dimostrato dalla medaglia che gli fu consegnata nell’anno 1879 nella famosa festa letteraria che si svolgeva nel gran salone, come abbiamo più volte descritto in precedenza, e conservata dai suoi eredi Ferraro a Maddaloni. Rispetto alle altre due medaglie ricevute negli ultimi due anni scolastici, la scritta fronte retro di questa cambia nella dicitura, anno 1879, e nella classe frequentata, 3 scuola ginnasiale.
Dopo il conseguimento della Licenza Ginnasiale Inferiore nel nostro Liceo Ginnasio “G. Bruno” si perdono le sue tracce in qualità di studente. Infatti, dagli elenchi del Registro Ammissione e Promozioni e della Licenza Ginnasiale e Liceale, a partire dagli anni scolastici 1879/80 fino al 1883/84, conservati nell’Archivio storico del nostro Convitto Nazionale, manca il suo nominativo. Ciò potrebbe sembrare strano perché il nostro Lorenzo, essendo ottimo studente, sicuramente, avrebbe conseguito queste fondamentali licenze per il suo futuro.
Dalle ricerche fatte sul suo conto dal cronistorico maddalonese Michele Schioppa risulta che il Ferraro, il 30 settembre 1883, all’età di 16 anni, è inquadrato nel Regio Esercito, ovvero il Corpo di Fanteria, e nel 1885 presso la Scuola Militare di Torino dalla quale uscì con il grado di Sottotenente di Fanteria.
La Nunziatella a Napoli, in quegli anni, da Accademia Militare fu trasformata in Scuola Militare del Regio Esercito e tale operazione prevedeva che essa fosse destinata a preparare i giovani alla vita delle armi, in vista della loro ammissione all’Accademia di artiglieria e genio di Torino e alla Scuola di fanteria e cavalleria di Modena. Il nuovo ordinamento del ridenominato Collegio militare di Napoli fu sancito da un decreto del 6 aprile 1862 e prevedeva l’ammissione dei ragazzi tra i tredici e i sedici anni che avessero compiuto gli studi ginnasiali. Il numero complessivo degli allievi era fissato a un valore massimo di 250 unità[68].
Tutto questo fa pensare che il nostro Lorenzo, dopo aver ottenuto la Licenza Ginnasiale Inferiore, all’età di tredici anni, sia stato ammesso alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli per poi passare alla Scuola Militare di Torino dalla quale uscì con il grado di Sottotenente di Fanteria.
Il giovane Lorenzo partecipò alla campagna d’Africa per la quale gli fu assegnata a ricordo una Medaglia commemorativa per la spedizione 1887 e per aver prestato servizio nelle colonie italiane d’Africa Orientale e relative zone d’influenza.
Il 3 marzo 1887, “il Rettore Spadei presenta al Consiglio la spesa di ferrovia e vettura in £ 49,70 fatta dalla rappresentanza del Convitto e Professori in occasione dell’arrivo in Napoli dei feriti d’Africa[69].ÂÂÂÂ ÂÂÂÂ Il Consiglio approvando la spesa fatta Delibera Emettersi il relativo mandato sul Cap. 8 del bilancio corrente.”
Il 4 febbraio 1917, alle ore 11, nel salone del Convitto, il colonnello cav. Lorenzo Ferraro tenne una conferenza parlando ai giovani trattando l’argomento ”La nostra guerra”. Tutto il personale fu invitato ad intervenire e gli alunni si presentarono indossando l’abito di parata con i guanti[70]».
Qui ha termine l’interessante contributo dello storico del Convitto maddalonese “Giordano Bruno” prof. Antonio Pagliaro, che si ringrazia.
Conclusioni
Dopo questa interessante nota di approfondimento del prof. Antonio Pagliaro si giunge alla conclusione di questa memoria storica.
Con il 18 febbraio 2021 ricorre l’anniversario, il centesimo anniversario, della morte di un illustre rappresentante dell’esercito italiano, della strategia militare, politico di mediazione ed eccellenza cittadina maddalonese.
Sicuramente la distanza dalla terra natia, la difficoltà di reperire, soprattutto nell’ultimo anno a causa della pandemia notizie d’archivio, ha reso monco questo studio.
Indipendentemente da questo era necessario onorare tale anniversario.
Lo studio sicuramente continuerà anche perché sono in attesa di diversi riscontri da uffici civili e militari ad approfondimento della memoria storica che per le vicende del covid-19 hanno trovato impedimento nei riscontri.
Con questo sento il dovere di ringraziare il lettore per il tempo dedicato a questa lettura storico aneddotico biografica.
Si rimanda alla pagina social a lui dedicata: https://www.facebook.com/ Gen-Lorenzo-Ferraro-110830231045237/.
Come di consueto, per i miei studi e pubblicazioni, è doveroso chiarire che sono coscienti del fatto che la figura del cav. gen. Lorenzo Ferraro è ancora in gran parte, se non addirittura tutta, da scoprire, ecco, perché ho deciso di portare avanti questa esperienza, indagine, studio, progetto conoscitivo/biografico sullo stratega, militare e politico amministratore. Non mi aspetto di essere esaustivo e di non cadere, involontariamente in qualche errore storico/testimoniale. La mia indagine nasce dalle testimonianze e fonti storico letterarie ed archivistiche. Sarà dato modo a chi vorrà replicare, integrare, chiarire etc. elementi emersi nel corso della fase di presentazione dello studio. Mi auguro che il libero e “gratuito” lavoro d’indagine venga accolto per quello che è.
Legato al presente progetto storico biografico è l’account di posta elettronica studioanniversario@gmail.com dove poter ciascuno fornire testimonianza, testuale e fotografica se opportuna, etc., e comunque si raccomanda la necessità di riportare i propri dati e i propri recapiti per opportuno contatto.
[1] Per un primo contributo biografico si veda Michele Schioppa, “Roma, Lorenzo Ferraro, educatore, stratega, condottiero ed amministratore maddalonese” in L’Eco di Caserta, quotidiano on line, del 17 giugno 2020. Il presente studio è stato sollecitato da Giuseppe, Gennaro, Orsola e Silvia Ferraro figli di Vincenzo nipote del cav. comm.re gen. Lorenzo Ferraro.
[2] Lo studio, condotto a distanza, si avvale della collaborazione in loco, anche per opportune indagini in presenza, nonché dei consigli del cav. uff. Salvatore Borriello, del cav. Gaetano Letizia, del prof. Antonio Pagliaro e del dott. Gennaro Ferraro, che si ringraziano anche per aver fornito diversi dei contributi fotografici dello studio presente.
[3] In effetti la data di nascita sarà registrata postuma. La copia dei registri di nascita di Maddaloni presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere tra le pagine 34 e suo retro del volume riportano la nascita Antonio de Lucia nato da Giuseppe (de Lucia) e Lorenza di Lucia contrassegnato dal numero 133. Dai registri, invece, depositati presso il comune di Maddaloni sul bordo del n. 133 dello stesso Antonio de Lucia vi è l’aggiunta del numero 133 bisÂÂÂÂ da cui si evince la sentenza del Tribunale Circondariale di Terra di Lavoro del 1 marzo 1868 registrata a margine del detto registro della Casa Comunale di Maddaloni il sette luglio 1868 in presenza del sindaco Mattia Carbone quale ufficiale dello Stato Civile e in presenza dei testimoni Francesco (Rienzo?) e Luigi Mandato che attestato e riconoscono come genitori legittimi di Lorenzo Francescantonio Ferraro i coniugi Giuseppe Ferraro e Clementina Femiani.
L’annotazione postuma non c’è invece per il primo fratello Vincenzo. Vincenzo (Filippo Antonio) Ferraro, come apprendo dal registro anagrafico del comune di Maddaloni del 1860 al numero 527, nasce a Maddaloni 15 ottobre 1860 ed ivi muore il 24 luglio 1932 dai genitori Giuseppe Ferraro (nell’atto “don Giuseppe Ferraro” di anni trentasei e di professione “farmacista”) e Clementina Femiani (e si legge “Donna Clementina Femiani” di anni trentasei). La famiglia risulta risiedere nella “strada Teglia”. Il piccolo Vincenzo (Filippo Antonio)Ferraro fu battezzato alla chiesa di San Benedetto il 17 ottobre dello stesso anno, come riporta sempre il registro anagrafico comunale.
[4] Registro deliberazioni provinciali del Comune di Maddaloni per l’anno 1921 da pagina 102 a 104.
[5] “La Provincia di Terra di Lavoro, oggi Caserta, nelle sue circoscrizioni territoriali e nei suoi amministratori a tutto il 1960” a cura di Domenico De Francesco, Amministrazione Provinciale di Caserta, 1961. Qui a pagina 93 con foto iconografica poi ripresa anche nelle pubblicazioni di Pietro Vuolo, di cui si dirà in seguito, Lorenzo Ferraro, per chiaro errore di stampa è riportato come nato il 1966. Si ringrazia per la segnalazione della pubblicazione e dell’errore tipografico l’amico prof. Marcello Natale.
[6] Da riscontri effettuati sui registri cimiteriali non risulta ufficialmente ivi sepolto.
[7] Dall’Annuario Detken, guida amministrativa, commerciale, industriale e professionale della città e provincia di Napoli, dell’anno 1913-14 alla pagina 572 la presenza del Maggiore Ferraro cav. Lorenzo a dimostrazione della residenza nella città di Napoli, almeno al momento della redazione della guida.
[8] Dai riscontri del responsabile del servizio, premesso l’assenza di documentazione antecedente il 1967 per un incendio, non risulta sepolto.
[9] Dai registri anagrafici si individua la sua nascita al 26 settembre 1824 e gli vengono imposti i nomi di Giuseppe Angelo Domenico Ferraro, figlio di Vincenzo e di Ippolita Della Peruta, e viene battezzato il 26 settembre presso la chiesa di San Benedetto, essendo residente alla strada Teglia. Il tutto si evince dai registri anagrafici comunali.
[10] L’anzianità del grado parte dal 25 agosto 1885.
[11] Nel 1887, a Maddaloni come nel resto d’Italia, si svolgevano commemorazioni funebri in ricordo dei caduti di Dogali nella Campagna d’Africa. A Maddaloni, il 18 febbraio di quello stesso anno fu inaugurata una epigrafe commemorativa, a spese del Comune di Maddaloni. Durante la manifestazione tenne un discorso il segretario Comunale del tempo Domenico Romano, in ricordo, in particolare, di chi ha preso parte come il maddalonese Lorenzo Ferraro. Infatti, quest’ultimo era stato in Eritrea e partecipò alle battaglie di Saati e Dogali. Tornerà nel continente nel 1911 con la partecipazione del conflitto in Libia.
Ecco la epigrafe, a firma di Vincenzo Quintavalle, che fu posta “sulla porta della Chiesa”, ove ora non è più:
D. O. M.
AI PRODI FIGLI D’ITALIA
CHE
NELLE INOSPITALI CONTRADE AFRICANE
MANTENENDO ALTOÂÂÂÂ IL VESSILLO DELLA PATRIA
A DOGALI NOVELLA TERMOPOLI
CADDERO GLORIOSAMENTE PUGNANDO
RENDE FUNEBRI ONORI
V. QUINTAVALLE
Di questo evento ne parlo in nel mio studio, in attesa di pubblicazione “La Città di Maddaloni attraverso la Basilica Pontificia Minore del Corpus DominiÂÂÂÂ dal secolo XVI al XXI”. Per approfondimento e richiami si veda anche: Vincenzo Quintavalle – Domenico Romano . “Per i Funerali celebrati dal Municipio di Maddaloni addì 18 febbraio 1887 nella Chiesa del SS. Corpo di Cristo in onore dei caduti in Africa”, Maddaloni 1887, conservato presso la Biblioteca Provinciale Museo Campano di Capua; Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 1990, pag. 202, 231; Pietro Vuolo “Maddaloni nella storia di terra di Lavoro dall’Unità al Fascismo”, Maddaloni 1995, pagg. 20, 55; Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 2005, pag. 157; Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007, pag. 157; Angelo Broccoli ÂÂÂÂ “Catalogo della Biblioteca Topografica del Museo Campano”, Capua 1898 – 1902, vol I, pagg. 650.
Si consideri, inoltre, che lo studio sui reduci del primo conflitto bellico mondiale e non solo di essi, e quindi anche di quanti poterono partecipare alle spedizioni in Africa sono stati studiati e riportati nell’ottimo libro “Cittadina maddalonesi nella Grande guerra” scritto da Salvatore Borriello e Antonio Cembrola, Maddaloni 2015. Si aggiunga come approfondimento Salvatore Borriello, “Dedicato agli ex allievi del Liceo Classico “”Giordano Bruno” di Maddaloni Caduti nelle Guerre 1915-18 e 1940-45”, Maddaloni 2017.
[12] Scheda storica della Brigata Messina nella versione disponibile sul sito https://www.storiaememoriadibologna.it/ ma edito in Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929.
[13] Scheda storica della Brigata Mantova in Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929.
[14] La Brigata Mantova nasce il 1 marzo 1915 e per il perdurare della Prima Guerra Mondiale avrà sette comandanti ovvero: Magg. Gen. Gazzola Imerio dal 24 maggio 1915 al 21 giugno 1916, Magg. Gen. Faconti Alfredo dal 25 giugno al 31 ottobre 1916; Magg. Gen. Villanis Roberto dal 4 al 19 novembre 1916, Col. Brig. De Nigris Giov. Battista da 23 novembre 1916 al 10 giugno 1917, Col. Brgi. Ferraro Lorenzo dal 17 giugno 1917 al 31 agosto 1917, Col. Brig. De Angelis Pasquale dal 1 settembre 1917 al 17 febbraio 1918 e il Brig. Gen. Paolini Paolo dal 19 febbraio 1918 al termine della guerra. In particolare nel 1917 per i suoi accaniti combattimenti la Brigata Mantova è meritevole di diverse citazioni sul bollettino di Guerra del Comando Supremo.
[15] “Brigata Mantova – 113° e 114° Fanteria” in “Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918”, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, Pg. 63-81, 8 volumi-
[16] Ringrazio il cav. Salvatore Borriello per avermi segnalato fin da subito queste onorificenze, poi riscontrate nel dettaglio anche sul portale dell’Istituto del Nastro Azzurro, i decorati al Valor Militare (http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/). Sempre di Salvatore Borriello, in tema, suggerisco la consultazione del suo libro “Decorati al valor militare della Città di Maddaloni”, Maddaloni 2007.
[17] In alto a destra del manifesto “ufficiali in congedo Sezione di Maddaloni 1915-1918” troviamo il Generale Ferraro, Si veda Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 1990, pag. 241.
[18] Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale, Dispensa n. 47 del 30 giugno 1917, nell’ambito delle “Ricompense al Valor Militare per la campagna di guerra 1915-1917” alla pagina 4173 troviamo la motivazione per la concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare. La citazione è presente anche nella raccolta “Ministero della Guerra. Bollettino ufficiale nelle Nomine, Promozioni e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare”, Anno 1917, edito da Voghera Enrico, Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1917. Questo documento è consultabile su internet nella sezione ebook google.
[19] Tra gli assistenti di Lorenzo Ferraro, nel periodo di comandante del 94º Reggimento fanteria della Brigata Messina (2 dicembre 1915-15 giugno 1917) vi è la Medaglia d’Argento al Valor Militare e Medaglia d’Oro al Valor Militare Ettore Vivani (Santa Margherita di Belice, 20 dicembre 1893 – Villa Col de’ Canali, 1º gennaio 1923) che lo stesso Ferrarò definì: “il mio occhio destro”. Per le fonti di approfondimento si veda la voce Ettore Vivani in Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Vivani).
[20] Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale, Dispensa n. 9 del 9 febbraio 1918, nell’ambito delle “Promozioni Straordinarie per Merito di Guerra” alla pagina 675 troviamo la motivazione per la concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare. La citazione è presente anche nella raccolta “Ministero della Guerra. Bollettino ufficiale nelle Nomine, Promozioni e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare”, Anno 1918, edito da Voghera Enrico, Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1918. Questo documento è consultabile su internet nella sezione ebook google.
[21] Il 94º Reggimento fanteria “Messina” in memoria di questi fatti ha scelto la data della festa del reggimento che è celebrata il 14 maggio anniversario della battaglia del bosco di Panovizza nel 1917, quota 174 ad est di Gorizia dove il reggimento si è guadagnato la medaglia di bronzo al valor militare. Sempre per questi fatti e non solo allo stesso reggimento vengono assegnate anche altre onorificenze (https://it.wikipedia.org/wiki/94°_Reggimento_fanteria_“Messina”). Questi fatti rimandano quella che è nota come la decima battaglia dell’Isonzo che fu combattuta tra il 12 maggio e il 5 giugno 1917 nel corso della prima guerra mondiale tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche. Gli Italiani potevano contare su 430 battaglioni e 3.800 pezzi di artiglieria, l’Austria-Ungheria su 210 battaglioni e 1.400 pezzi di artiglieria (https://it.wikipedia.org/wiki/Decima_battaglia_dell%27Isonzo). Riferimento ai fatti è riscontrabile negli atti: Ministero della Gierra, Comando del Corpo di S. M. – Ufficio Storico, Annuario Ufficiale delle Forze Armate del Regno d’Italia, Anno 1938- XVI, I – Regio Esercito, Volume I, Parte 3°, Sunti Storici ed Organici delle Armi, dei Corpi e dei Servizi, Roma 1938 – XVI, pagg. 76, 78, 211, 212, 649.
[22] Circa la presenza del Mandamento va detto che con l’Unità d’Italia (1861) la suddivisione in province e circondari stabilita dal Decreto Rattazzi (Legge 23 ottobre 1859 n. 3702 del Regno di Sardegna) fu estesa all’intera Penisola.
E dunque anche la provincia di Terra di Lavoro, poi Caserta, si dovette adeguare. Ciò naturalmente fino a quando il circondario di Caserta fu abolito, come tutti i circondari italiani, nel 1927, nell’ambito della riorganizzazione della struttura statale voluta dal regime fascista. Data la contemporanea soppressione della Terra di Lavoro, il territorio passò alla provincia di Napoli (R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 2 sul Riordinamento delle circoscrizioni provinciali del Regno d’Italia del1927).
Mentre, il periodo in cui fu in vigore l’organizzazione del circondario di Terra di Lavoro/Caserta va dal 1861 al 1927.
In particolare è noto che nel 1863, la composizione del circondario di Terra di Lavoro era la seguente (Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti (a cura di), Dizionario dei comuni del Regno d’Italia e tavole statistiche e sinottiche della circoscrizione amministrativa elettorale ed ecclesiastica con la indicazione della popolazione giusta l’ultimo censimento, Torino, Stamperia Reale, 1863):ÂÂÂÂ mandamento I di Arienzo (comuni di Arienzo, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico), mandamento II di Aversa (comuni di Aversa, Carinaro, Casaluce, Lusciano, Teverola), mandamento III di Capua (comuni di Bellona, Cancello ed Arnone, Capua, Castel Volturno, Grazzanise, San Tammaro), mandamento IV di Caserta (comuni di Caserta, Castel Morrone), mandamento V di Formicola (comuni di Formicola, Castello di Sasso, Liberi di Formicola, Pontelatone), mandamento VI di Maddaloni (comuni di Cervino, Maddaloni, Valle di Maddaloni), mandamento VII di Marcianise (comuni di Capodrise, Macerata Marcianise, Marcianise, Portico di Caserta, Recale, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada), mandamento VIII di Mignano (comuni di Galluccio, Mignano, Rocca d’Evandro, San Pietro Infine), mandamento IX di Pietramelara (comuni di Baia e Latina, Pietramelara, Pietravairano, Riardo, Roccaromana), mandamento X di Pignataro Maggiore (comuni di Calvi Risorta, Camigliano, Giano Vetusto, Pastorano, Pignataro Maggiore, Rocchetta e Croce, Sparanise, Vitulaccio), mandamento XI di Santa Maria Capua Vetere (comuni di Casanova e Coccagna, Casapulla, Curti, San Prisco, Santa Maria Capua Vetere), mandamento XII di Succivo (comuni di Cesa, Gricignano, Orta di Atella, Succivo), mandamento XIII di Teano (comuni di Caianello, Teano, Vairano Patenora), mandamento XIV di Trentola (comuni di Casal di Principe, Frignano Maggiore, Frignano Minore, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Trentola, Vico di Pantano).
Si aggiunga che a livello parlamentare Maddaloni rientrava nel Collegio I di Caserta come da riforma elettorale di cui al Regio decreto che approva il testo unico della legge elettorale 24 settembre 1882 (pubblicato sulla gazzetta ufficiale del Regno d’Italia il 27 settembre 1882, n. 226). Ai aggiunga, sempre contestualizzando in quegli questo approfondimento, che a questa organizzazione territoriale vi fu una modifica elettorale del 1918, che estendeva il diritto di voto a tutti i cittadini maschi ventunenni e a quanti avevano partecipato alla prima guerra mondiale anche se più giovani. Nello Renga, “Elezioni politiche nei Comuni a nord di Napoli nel periodo fra il 1860 e inizi novecento”, pag. 219, in “Testimonianze per la memoria storica di Caivano raccolte da Ludovico Migliaccio e Collaboratori 2019” X vol. III ed. a cura di Giacinto Libertini, Istituto di Studi Atellani, 2019.
[23] “La Provincia di Terra di Lavoro, oggi Caserta, nelle sue circoscrizioni territoriali e nei suoi amministratori a tutto il 1960” a cura di Domenico De Francesco, Amministrazione Provinciale di Caserta, 1961. Precedentemente al 1920, a decorrere dall’Unità d’Italia ovvero dal 1861 troviamo: Tammaro Gaetano fu Domenico dal 1861 al 1890, Iorio Vincenzo fu Giulio dal 1861 al 1874, Delli Paolo avv. Andrea fu Alessandro dal 1874 al 1880,ÂÂÂÂ Santamaria on. Avv. Nicola di Agostino dal 1880 al 1885, Rossi cav. Antonio fu Antonio dal 1885 al 1890, Iaderesta Vincenzo fu Michelangelo dal 1890 al 1908, Tammaro Giuseppe fu Gaetano dal 1890 al 1908, Raffone cav. Alfonso dal 1908 al 1920 e Nuzzi dott. Giovanni dal 1908 al 1920.
[24] Lorenzo Ferraro non aveva mai di fatto troncato i rapporti con la sua città, tanto è vero che lo troviamo in momenti rilevanti, richiami dalla cronaca del tempo e ripresi anche in pubblicazioni storiografiche. È ricordato il 14 novembre 1912 in occasione della commemorazione del giovane eroe Camillo Raffone nipote del sindaco Alfonso Raffone. Pietro Vuolo “Momenti di vita e di pensiero nella Memoria Storica e nelle testimonianze a Maddaloni e nel Giordano Bruno”, edito dalla Fondazione Giuseppe Ferraro Onlus di Maddaloni, Maddaloni giugno 2012, editoria La Fiorente, pagg. 70-72. La pubblicazione è fatta in occasione del bicentenario del Collegio di Terra di Lavoro, oggi Convitto Liceo Giordano Bruno di Maddaloni. In questa occasione del 14 novembre 1912, come ricorda Vuolo, va detto che Lorenzo Ferraro “che da militare esaltò gli ideali dell’onore e del dovere ricordando gli altri caduti maddalonesi, Gaetano Di Salvio e l’artigliere Francesco Desiato.
[25] Ampio fu il numero dei maddalonesi che tornò dalla grande guerra e che riprese la vita ordinaria (Michele Schioppa, “Maddaloni, la storia del Maggiore prof. Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Antonio Pagliaro” in L’Eco di Caserta del 29 gennaio 2017).
[26] Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 1990, pag. 79-95; Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia di Terra di Lavoro”, Maddaloni 2005, pag. 205-2013; Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007, pag. 21-31; Antonio Cembrola, “Maddaloni: politica e società dal 1900 al 1970” Tesi di Laurea in Storia Contemporanea, Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Corso di Laura in Conservazione dei Beni Culturali, Seconda Università degli Studi di Napoli, Anno Accademico 2014/2015, pagg. 2-12, qui lo studioso Cembrola (Capitolo I – I problemi amministravi) fa una attenta disanima dei pro e i contro a cui dovrà far fronte il generale Lorenzo Ferraro.
[27] Il 29 novembre 1920 si costituirono i seguenti consiglieri comunali eletti: comm. Lorenzo Ferraro, notaio Gennaro de Laurentis, Luigi Ferrante, avv. Silvio Borgia, avv. Antonio Della Peruta, rag. Armando di Vico, avv. Michele Cuccaro, cav. avv. Antonio Piscitelli, cav. dr. Ignazio Assumma, Bernardino Martirano, avv. Vincenzo Tammaro, Salvatore Renga, Antonio Cerreto, Aniello Cerreto, Evangelista Sagnelli, Luigi Roberti, Vincenzo Pascarella, Clemente Barletta fu Giovanbattista, Antonio Senneca, Angelo Lerro, Gennaro Olivieri, Arcangelo Correra, Casimiro Lombardi, Nicola Quintavalle, avv. Eugenio Forgillo, cav. avv. Arturo Vitelli, comm. dr. Alfonso Raffone, cav. dr. Clemente Barletta, Alfredo De Sivo, avv. notaio Giuseppe Iorio. Ad avvio seduta il Consiglio comunale nominò il nuovo Sindaco di Maddaloni nella persona del comm. Lorenzo Ferraro.
[28] Francesco d’Orologio, “Cronistoria della vita amministrativa di Maddaloni dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2006; Francesco d’Orologio, Raccolta delle delibere dal dicembre 1898 al novembre 1915”, Maddaloni 2006; Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni tratti dalle delibere comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007. I fatti sono stati studiati anche così come richiamate anche dalle pubblicazioni di Vuolo e Cembrola citate in questo studio.
[29] Lo stesso lo troviamo presente o con partecipazione attiva al Consiglio comunale del 28 agosto 1905 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 25), del 13 novembre 1908 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 26) occasione in cui “consiglieri Enrico Prisco, Vincenzo Ferraro, Arturo avv. Vitelli, Pasquale prof. Castaldi, Gennaro Castaldo e Pietro dr. Ferrante rassegnarono le dimissioni per i seguenti motivi: «Coerenti della loro responsabilità di amministratori comunali, e non potendo esercitare il loro diritto ed il loro dovere, perché le adunanze comunali avvenivano nelle ore antimeridiane. Varie volte, avevano chiesto al sindaco di cambiare detto orario, ma il Sindaco non aveva mai preso in seria considerazione la loro richiesta»”. Ed ancora Vincenzo sarà tra i nuovi eletti al consiglio comunale costituitosi in prima seduta il 28 giugno 1914 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 28), e ancora lo ritroviamo nel dibattimento del consiglio comunale del 30 dicembre 1914 (d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 29) e a seguire del 26 ottobre 1914 (d’Orologio d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …” pag 111).
[30] Pietro Vuolo “Maddaloni nella storia … al Fascismo”, pag. 88; Pietro Vuolo “Maddaloni nella …”, Maddaloni 2005, pag. 205-206.
[31] Pietro Vuolo “Maddaloni nella Storia …”, Maddaloni 2005, pagg. 210-212.
[32] Assente alla seduta l’avv. Assumma che concorda su quanto si dirà o si vorrà fare per il compianto sindaco Ferraro.
[33] E non a caso è emblematico il dibattimento della seduta consiliare straordinaria del 9 dicembre 1920 in cui Ferraro dovette adeguare delle tabelle organiche ed economiche del personale, secondo le indicazioni provinciali e in considerazione del fatto che “l’aumento dei generi di prima necessità dall’inizio della guerra si erano centuplicato influì negativamente sul tenore di vita degli impiegati, giacché gli stipendi che percepivano non erano adeguati a far fronte all’effettivo fabbisogno delle loro famiglie. Rimediare a tale stato di cose l’Amministrazione comunale doveva cercare di dare un aumento di stipendio compatibilmente con le esigenze del Bilancio”. La copia in originale dell’atto deliberativo è proposto da Francesco d’Orologio, “Aspetti della vita amministrativa …”, pagg. 204-2011.
Il 10 marzo 1921, il consiglio comunale convocato e presieduto dall’assessore anziano avv. Vincenzo Tammaro, facente funzione del Sindaco comm. Ferraro, riferì al Consiglio che la Giunta municipale per ragioni economiche aveva soppresso i posti di Economo e di Ingegnere, con non poche polemiche da parte del consiglio comunale stesso. Anche questa situazione da un’idea delle forti difficoltà del momento e del fatto che la figura mediatrice di Ferraro sarebbe dovuta ancora esserci per evitare le “guerre” interne che seguirono. Ma purtroppo Ferraro era morto e non si esclude a questo punto un dubbio personale mi viene: la gestione amministrativa comunale fu più feroce della guerra per Lorenzo Ferraro?.
[34] In particolare nella pubblicazione del 2007 di Francesco d’Orologio (“Aspetti della vita amministrativa …”) sono proposti una serie di atti approvati durante la gestione Ferraro alle pagg. 277 – 278,ÂÂÂÂ e ancora la Rettifica della cinta daziaria del Comune chiuso di Maddaloni (Approvata il 15 novembre 1915; pagg. 272-273; il Regolamento per la scuola musicale di Maddaloni e banda annessa (Approvato il 28 giugno 1915); mentre alle pagg. 245-246 troviamo la Convenzione tra Ferrovia dello Stato – Compartimento di Napoli – Divisione dei Lavori col Comune di Maddaloni per la consegna del piazzale esterno della stazione di Maddaloni inferiore (4 novembre 1915).
[35] Sempre i nutriti fascicoli di d’Orologio raccontano come la piazza in capo al Generale Ferraro sia oggetto di interventi o comunque rientri nei dibattimenti consiliari. Tra le date più significative si ricordano quelle del 2 e 9 maggio 1928, del 25 febbraio 1933,ÂÂÂÂ del 20 maggio 1935, del 24 febbraio 1936,ÂÂÂÂ del 18 luglio 1938, del 5 febbraio 1938 e altri.
[36] Le vicende del monumento, oltre che richiamate nelle delibere proposte da Francesco d’Orologio, sono ben presentate nell’opera Salvatore Borriello – Antonio Cembrola, “Cittadina maddalonesi nella Grande guerra”, Maddaloni 2015. Si suggerisce anche la consultazione di Antonio Tedesco, “Il Milite Ignoto”, Maddaloni 2012.
[37] A tal riguardo è giusto riferire che nella Pubblicazione Memorie Storiche del 94° Fanteria, edita in Roma nel 1922 dallo Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione della Guerra, sono presenti contributi di strategia militare, fotografici, circolari e relazioni e/o orazioni del medesimo comandante Lorenzo Ferraro.
[38] La riflessioni sono contenute nel paragrafo “Il partito Socialista e l’azione antimilitaristica organizzata” del capitolo XII “Rifiuto e consenso al servizio militare. Renitenza, disagio nelle caserme, Azione antimilitaristica, educazione del Soldato” del libro Virgilio Ilari, “Storia del Servizio militare in Italia”, Volume II, “La «Nazione Armata» (1871-1918)”edito dal Centro Militare di Studi Strategici, Collana CeMiSS, per conto della Rivista Militare, Roma 1990, pag. 378 e seguenti. Stesso capitolo ma paragrafo “Niccola Marselli, la pedagogia militare, la funzione sociale del servizio militare, e l’organizzazione della propaganda militare dopo Caporetto” pag. 390-401.
[39] Nella “Nuova Rivista di Fanteria” del 1911 a pagina 90 si lodano le pubblicazioni di Lorenzo Ferraro. Nella raccolta della medesima “Nuova Rivista di Fanteria” del 1913 a pagina 1144 si fa riferimento al “Manuale moderno di fanteria” del Maggiore Lorenzo Ferraro, in carica al 32° reggimento Fanteria in Napoli, del costo di lire1.20 e si aggiunge “È un utile volumetto giunto alla XI edizione, amministrata direttamente dall’autore”.
[40] Lo studio è ripreso anche da Angelo Visintin in “Esercito e società nella pubblicistica militare dell’ultimo Ottocento” in “Rivista di Storia Contemporanea” 1987, n. 1, pagg. 31-58. Il testo dell’articolo costituisce la conferenza che Lorenzo Ferraro in qualità di Capitano del 93^ Fanteria ha tenuto agli ufficiali del Presidio di Roma il 7 aprile 1900.
[41] Lorenzo Ferraro si firma capitano del 93^ Fanteria. L’articolo parte da pagina 14.
[42] Lorenzo Ferraro si firma capitano del 93^ Fanteria. L’articolo è alle pagine Pagg. 1249, 1370 e 1594 e seguenti.
[43] L’opera, da quanto apprendo dal Bollettino Ufficiale del Regno d’Italia, anno 1904m numero 65 emesso in Roma il 18 marzo 1904, risulta depositata in prefettura a Milano per l’approvazione del Ministero d’Agricoltura, Industria e Commercio, l’8 giugno 1903.
[44] Ferrraro è riportato con il grado di capitano di fanteria.
[45] Nel tomo III della Rivista Militare dell’anno 1904 (, Roma Tipografia Enrico Voghera 1904) si fa riferimento a un articolo di Lorenzo Ferraro per la “Rivista di Cavalleria” (Anno VII, Fascicolo VII, luglio 1904) dal titolo “L’azione educatrice nell’esercito francese”. Nella recensione si legge: «L’autore porge cenni e notizie, su quanto oggidì si fa in Francia, o per essere più esatti, su quanto è da taluno proposto di fare per l’educazione del soldato. Ma si ha bel dire che la preparazione alla guerra resta la principale, ma non più l’unica funzione dell’ufficiale, e che esso ha una missione sociale da compiere; è proprio qui che chiaramente appare ben appropriato il vecchio adagio: che fra il dire e il fare, sta di mezzo il mare. Noi frattanto, favorevoli, quanti altri mai, alla educazione del soldato, da attuarsi in quei limiti, che razionalmente sono possibili, dipendenti precisamente dal valore complessivo dell’ufficiale, non ammettiamo altro, e nel modo più assoluto, che importanti modificazioni abbiano subito i concetti della disciplina, del comando, delle relazioni fra capi e gregari. Detti concetti non possono cambiare, sono assolutamente immutabili, ma canno applicati con intelligenza. E questa necessità non è di adesso ma ha sempre esistito; tutt’al più si può ammettere che codesta necessità è più sentita ora che nel passato, epperò non vi è una disciplina coattiva ed una disciplina persuasiva. L’idea della disciplina implica quella della coazione. È sempre, e semplicemente questione di intelligenza nell’applicazione delle discipline. Comunque l’articolo del Ferraro dettato da uno scopo nobilissimo – quello di mettere in evidenza la importanza dell’istruzione morale e d’indicare la via da seguire per raggiungerlo –ÂÂÂÂ è di molto pregio».
[46] Nella pubblicazione dell’Indice Alfabetico del Bollettino delle Pubblicazioni Italiane ricevute per il diritto di stampa dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel 1905 (Firenze, Società Tipografica Fiorentina 1905), troviamo a pagina 35 riportato: «Ferraro L. Manuale moderno del graduato. 24°. Roma, casa edit. Italiana. L. 1.20». E a pagina 138 dello stresso nel dettaglio degli autori si legge, nella sezione “Guerra – Marina” alla posizione 3366: «Ferrato Lor., capitano. Manuale moderno del graduato, con una parte esplicativa secondo le ultime prescrizioni ministeriali per gli allievi caporali, allievi sergenti (primo corso) e volontari di un anno. Terza edizione, Roma, tip. Casa edit. Italiana, 1905. 24°fig. p 678, L. 1.20».
[47] È riportato come capitano di fanteria.
[48] Ferraro è riportato con il grado di capitano.
[49] Ferraro è riportato con il grado di capitano
[50] Nelle note di pagina 3 si legge “Conferenza tenuta agli ufficiali del presidio di Roma e nel Circolo militare di Napoli”.
[51] Quest’opera, e non è l’unica trova citata in diverse pubblicazioni, è menzionata e richiamata in “Una città in guerra: mobilitazione patriottica e vita culturale a Udine (1915-1918)”a cura di Matteo Ermacora, Open Edition journal 2019. Il discorso fu pronunziato dal colonnello Lorenzo Ferraro al 94° Fanteria. La pubblicazione è richiamata anche nel Bollettino delle pubblicazioni Italiane ricevute per diritto di stampa dell’anno 1917 alla pag. 30.
[52] Nelle annotazioni si legge che si tratta di conferenza tenuta ai militari in zona di guerra. La pubblicazione è richiamata anche nel Bollettino delle pubblicazioni Italiane ricevute per diritto di stampa dell’anno 1917 alla pag. 38.
[53] Il ricordo ai bollettini, annuari, registri e altra documentazione è anche suffragata dal richiamo della data di nascita di Lorenzo Ferraro.
[54] Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale delle Nomine, Promozioni e Destinazioni negli Ufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell’Amministrazione Militare, 1917, Voghera Enrico Tipografo Editore del Giornale Militare, Roma 1917, troviamo a pag 1186 il capitolo relativo al “Decreto luogotenenziale 18 febbraio 1917” in cui In relazione a Pozolo cav. Giulio, in servizio di Stato Maggiore, si cita l’anzianità nel grado di tenente colonnello il 18 luglio 1915 e si specifica che “avrebbe seguito nel ruolo il pari grado Ferraro cav. Lorenzo” e quella di Colonnello il 9 novembre 1915 “Seguirà nel ruolo dell’arma il pari grado Ferraro cav. Lorenzo”.
[55] Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, “l’Esercito Italiano nella Grande Guerra (1915-1918)”, Vol V, Le Operazioni del 1918, Tomo 2° Bis La Conclusione del Conflitto, Documenti, pag. 859.
[56] Nel citato medagliere si trova la medaglia del Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia Oro primo premio a.s. 1876/77; la medaglia del Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia Oro primo premio a.s. 1877/78; ed ancora la medaglia Regio Liceo Ginnasiale “G. Bruno”: Medaglia oro secondo premio a. s. 1878/79; ed ancora la medaglia delle campagne d’Africa e del servizio prestato nelle colonie italiane d’Africa Orientale e relative zone d’influenza; la medaglia del Regio Esercito Italiano: Croce conferita per i 25 anni di servizio; la medaglia ovvero laÂÂÂÂ Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia; la medaglia della Unione Militare: Medaglia d’Oro decennale 1890-1900 avanti; la medaglia del Regio Esercito Italiano: Medaglia di Bronzo gara di Stima delle distanze; la medaglia di Cavaliere dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro ; la medaglia del Regno d’Italia: Croce al Merito di Guerra; la medaglia del Regno d’Italia: Guerra 1915/18; la Croce della Terza Armata in Oro – A Ricordo e Riconoscenza; la Medaglia Oro Papa Leone XIII: Ricordo Giubileo Episcopale anno 1893; la Medaglia d’Oro Papa Leone XIII: Ricordo Giubileo Episcopale anno 1893; la Medaglia d’Oro re Umberto: Gara di Tiro fra Ufficiali; la Medaglia di re Umberto: Gara di Tiro fra Ufficiali; la Motivazione e Medaglia d’Argento al Valor Militare al Colonnello Comandante Lorenzo Ferraro- 1917.
[57] Pietro Vuolo: Momenti di vita e di pensiero a Maddaloni e nel G. Bruno – Edit. “La Fiorente” – Maddaloni, 2012
[58] Annuario Giordano Bruno 1875-1876, pagg. 35-36.
[59] Testo stralciato da: Emeroteca Museo campano di Capua, fascicolo 8 “Il cittadino giornale settimanale della domenica” n. 5 del 6 febbraio 1876.
[60] Annuario Giordano Bruno 1875-1876, pagg. 35-36,
[61] Antonio Pagliaro: Comm. Giovanni Nuzzi, Medico Chirurgo e Consigliere delegato del R. Convitto Nazionale “G. Bruno” Maddaloni, pag. 3 – 8 Novembre 2019
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[62] Annuario Giordano Bruno 1878-1879 pagg. 49-52
[63] Pietro Vuolo: Maddaloni nella storia di Terra di Lavoro, pag.170 – Editoria “La Fiorente” – Giugno 2005 – Maddaloni
[64] Idem: Pagg. 170 -171.
[65] Idem: Pag. 171.
[66] Pietro Vuolo: Momenti di vita e di pensiero a Maddaloni e nel G. Bruno – Edit. “La Fiorente” – Maddaloni, 2012
[67] Annuario Giordano Bruno 1878-1879 pagg. 49-52.
[68] Sandro Castronuovo, Storia della Nunziatella, pag. 4. Napoli, Fausto Fiorentino, 1970, OCLC 25028315.
[69] Il 26 gennaio 1887 una colonna di cinquecento soldati italiani fu assalita a Dogali, in Eritrea, dalle forze dell’Impero Etiope (settemila guerrieri abissini) e, dopo otto ore di combattimento, fu sterminata. Solo ottanta salvarono la vita.
[70] Altre notizie su membri della famiglia Ferraro (Ferrara) presenti nell’Archivio storico del Convitto sono: Ferrara (Ferraro) Clemente Consigliere Municipale e membro del Consiglio di Amministrazione del Convitto dal 1865 al 1868.
Il Consiglio d’Amministrazione era composto dal Preside Rettore Gabriele Santilli, Vincenzo Iorio, rappresentante la Provincia, Vincenzo Prisco, Notabile, Clemente Ferrara Consigliere Municipale,ÂÂÂÂ Farmacista e Possidente.
Era padre dell’alunno Ferraro Vincenzo
Nell’anno scolastico 1874/75 Ferraro Vincenzo frequentava la terza classe ginnasiale con Vico Ettore figlio del medico del Convitto e fratello del senatore Pietro Vico. Furono premiati al primo posto i convittori Achille Terracciano (2 classe ginnasiale con ottimi voti) e Antonio Casertano (prima classe ginnasiale con ottimi voti)
