Roma, la cultura non Isola. E’ Procida la “Capitale Italiana della Cultura 2022”

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ROMA – All’inizio erano 44 le citta’ candidate alla “Capitale Italiana della Cultura 2022”, dopo una lunga selezione ne sono rimaste 10, ma finalmente proprio stamane la Commissione del MIBACT presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni ha scelto la citta’partenopea.

L’isola è luogo di esplorazione, sperimentazione, conoscenza è modello delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo.
Nell’immaginario e nella concretezza di visione Procida e’ capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali.
Il percorso che ha portato alla scelta della citta’ è una significativa esperienza di innovazione sociale, per la centralità di un modello di vita urbana attiva, orientata alla cultura e ai desideri della comunità. Procida è l’isola che non isola, laboratorio di cultura e di felicità sociale.

Celebre in tutto il mondo per le sue bellezze e per i panorami suggestivi, Procida è tra le isole partenopee il gioiello del Mediterraneo incastonato nel Golfo di Napoli.
E’ un’isola di origine vulcanica nata dalle tante eruzioni di almeno quattro diversi vulcani, attualmente spenti e in gran parte sommersi nel Mare Tirreno.

Pur essendo tra le isole più piccole del Golfo di Napoli, fu la prima ad essere abitata: da quanto si evince da recenti ritrovamenti archeologici, l’isola di Vivara pare fosse già popolata da coloni Micenei che la scelsero come sede per la fabbricazione dei metalli. Di certo, secondo testimonianze attendibili, Procida fu occupata da coloni Calcidesi, provenienti dall’isola di Eubea; in seguito l’isola fu abitata dai Greci di Cuma, la cui presenza è ancor oggi rintracciabile dall’immenso patrimonio artistico donato come i borghi pittoreschi di Callia e Corricella e le case color pastello.

Durante la dominazione romana, l’isola fu considerata dai patrizi come un vero e proprio luogo di villeggiatura ciò testimoniato non solo dalle ville sparse sul territorio, ma anche dal poeta romano Giovenale che la descrisse come il luogo ideale per un soggiorno tranquillo e raccolto.

L’isola di Procida, come quasi tutte le isole e le località costiere, fu preda di incursioni barbariche, prima da parte dei Goti e dei Vandali, poi, durante l’Alto Medioevo, l’isola subì le devastazioni e le razzie dai pirati saraceni e, tra le peggiori, si rammenta quella capitanata dal pirata Khayr al-Din, detto Il Barbarossa nel 1534. San Michele Arcangelo e’ il Santo patrono dell’isola.

La storia di Procida e’ legata a quella del Regno di Napoli soprattutto per quel che riguarda la successione delle dinastie al potere: Normanni, Svevi Aragonesi, Spagnoli, Habsburger austriaci e Borbone.

Dopo l’Unità d’Italia, l’isola viene soprannominata capitale nei traffici marittimi. Procida è una delle mete estive piu’ ambita da turisti e viaggiatori, sebbene sia inflazionata rispetto ad Ischia e Capri. Nel mese di settembre, il Comune di Procida organizza una settimana dedicata alla cultura durante la quale viene assegnato il premio letterario dedicato alla scrittrice Elsa Morante.

Ogni estate, tra luglio e agosto, viene eletta la Graziella, ovvero una giovane donna procidana tra i 14 e i 21 anni che ha il compito di indossare il l’antico e caratteristico costume dell’isola ricamato in oro, in onore alla storia raccontata nell’omonimo romanzo di Alphonse De Lamartine.