Pubblichiamo per gentile concessione un articolo dell’ex direttore di Avvenire Angelo Paoluzi che recensisce il libro intervista al vescovo emerito di Caserta monsignor Raffaele Nogaro di Orazio la Rocca, pubblicato per Laterza.
L’articolo è stato pubblicato oggi sul quotidiano Europa.
Se l’Italia perde l’umanitÃ
Il presidente della Conferenza episcopale ha aggiunto altre considerazioni, sperabilmente condivise dalla maggioranza dei cattolici, e che, con la dovuta misura, si aggiungono ai rilievi altrimenti pesanti delle Nazioni Unite, dell’Unione europea, delle agenzie umanitarie e di tutela dei diritti dell’uomo, del presidente del Pontificio consiglio dei migranti, monsignor Antonio Maria Vegliò, nonché dell’unanime arcipelago dell’associazionismo cattolico, nei confronti dei dispositivi anti-immigratori approvati dal governo.
Una dura requisitoria è contenuta, a questo proposito, nel libro-intervista dal titolo Ero straniero e mi avete accolto, nel quale si raccolgono le riflessioni, a cura di Orazio La Rocca, di monsignor Raffaele Nogaro, già vescovo di Sessa Aurunca e poi di Caserta (Editori Laterza, Bari 2009, pagg. 130, 14 euro). Il capitolo si intitola “Gli immigrati non sono merce†e in esso monsignor Nogaro (notoriamente un vescovo “scomodo†al quale le gerarchie, come lui stesso ammette, hanno dato qualche tirata d’orecchie) si esprime con decisa libertà , affermando fra l’altro: «La denuncia dell’abbandono o, addirittura, delle persecuzioni di certe categorie sociali non è sufficiente. È necessario – aggiunge – che la Chiesa difenda i diritti e le attese dei poveri e dei bisognosi nelle forme più attente e senza timori reverenziali». Riconoscendo peraltro il ruolo da protagonisti svolto, per esempio, dal compianto monsignor Luigi Di Liegro e da realtà associative e di volontariato, le Acli, l’Arci, la Caritas, «tanti giovani e tanta gente comune».
Monsignor Nogaro si dice «ulteriormente preoccupato per il clima culturale complessivo che si respira sull’immigrazione, non solo in Italia. È spaventoso – sottolinea – il decadimento del senso di umanità nei confronti di questi nostri fratelli più sfortunati.
L’uomo è ridotto a merce, ed è colpito da continue forme di violenza.
Dispiace dirlo, ma si sta smarrendo il senso del valore inviolabile, supremo, della vita umana. E quel che dispiace ulteriormente è vedere che accade anche nel nostro paese, la civilissima Italia».
Eppure il libro (che ha come sottotitolo Il Vangelo a Caserta) non si limita alla denuncia di situazioni chiaramente negative perché è in grande sintonia con le preoccupazioni espresse dalla Chiesa: basterà ricordare il Compendio della dottrina sociale, al quale si può osservare non sembrino adeguatamente attingere uomini pubblici che si professano rispettosi dell’etica cristiana. Il vescovo emerito di Caserta, in una serie di capitoli che toccano molti temi, dalla politica all’ambiente, dalla malavita alla guerra, propone infatti con passione pastorale la radicalità dei valori del Vangelo prima a se stesso e poi agli altri in una prospettiva di speranza e di impegno (talvolta, ci permettiamo di dire, esternato con una certa enfasi) che naturalmente sconcerta quelli che definisce “i professionisti del sacroâ€, solleciti più delle forme che della sostanza.
Canta fuori del coro, ma non è il solo (si pensi alle denunce di Famiglia cristiana e a quelle che hanno procurato le note tensioni con Avvenire). Tanto per restare nell’attualità si potrebbe citare il cardinale arcivescovo di Monaco di Baviera, Reinhard Marx, che rilegge Il Capitale del suo omonimo Karl, facendo la tara fra le radici di ricerca della giustizia e le esasperate conseguenze ideologiche. Monsignor Nogaro solleva i problemi che interpellano il popolo di Dio (un’espressione che a qualcuno, anche non mondo cattolico, non piace) e per i quali si attendono, a suo parere, altre risposte da quelle, giudicate blande, che si offrono.
Risposte che, per esempio, furono date dalle chiese tedesche, cattolica e protestante, con il documento comune dal titolo biblico Lo straniero che bussa alla porta, predisposto nel 1997 sul tema scottante della presenza in Germania di extracomunitari (sette milioni di persone) e fra loro di quelli che chiedevano asilo.
Resta nella memoria delle cronache la foto delle suore cattoliche che si incatenarono dinanzi al loro convento per impedire alla polizia di arrestare un gruppo di “asylantenâ€.
Ci fu una severa crisi di rapporti fra confessioni e stato: l’allora ministro degli interni, il democristiano Manfred Kanther, aveva minacciato l’intervento della forza pubblica.
Desistette, e con lui il governo, di fronte alla levata di scudi ecclesiale e dopo che l’arcivescovo di Berlino, il cardinale Georg Sterzinsky, aveva affermato che di fronte agli agenti ci sarebbe stato anche lui. Bella lezione che potrebbe essere meditata dai cappellani del centrodestra. Il contrasto si compose con il ricorso a una serie di provvedimenti, ancor oggi in vigore, che tutelano i diritti di quanti richiedono asilo politico e che da allora non vengono respinti alle frontiere; come accade oggi da noi – costata amaramente monsignor Nogaro – senza neppure un tentativo di interrogatorio.
Angelo Paoluzi* Ex direttore di Avvenire
