CASERTA – Il neo Commissario Straordinario Antonio Gambacorta, che ha sostituito nel mese di agosto il dott. Mario Vasco, all’ Asl Caserta, ha deliberato, in data 22 settembre, la sospensione dell’attività e quindi dell’accreditamento delle case di cura private convenzionate, Clinica San Paolo e Clinica Villa Fiorita di Aversa, Clinica della Salute di Santa Maria Capua Vetere e Clinica Villa Ortensia di Capua.
La decisione è scaturita in parte da verbali d’ispezione dei Nas di Caserta, che hanno riscontrato un ritardo nell’applicazione dei requisiti richiesti dalla Legge Regionale 73/01 che prevedeva l’ampliamento degli spazi interni, l’ammodernamento tecnologico, nonché il potenziamento delle dotazioni organiche delle strutture sanitarie.
La Cisl territoriale ritiene questo provvedimento drammatico sia dal punto di vista sanitario, in quanto va ad incidere fortemente sulla riduzione dei posti letto già carenti sul territorio, nonché andrà ad incidere sui livelli occupazionali; si prevede infatti una perdita di circa 500 posti di lavoro
Vista la grave situazione determinatasi, la Cisl chiede un tavolo in Prefettura alla presenza di tutti i consiglieri regionali per poter fare un’attenta analisi, tenendo presente che sono a rischio i servizi essenziali previsti dalle vigenti leggi in materia sanitaria.
“E’ evidente – sostiene Nicola Cristiani, Responsabile del Dipartimento Sanità della Cisl Fp Caserta – che il Commissario abbia agito in ottemperanza delle leggi, ma non ha tenuto conto delle ripercussioni negative che questo provvedimento avrà su tutta l’utenza dell’ex territorio dell’Asl Caserta2, poiché va a colpire intere popolazioni come quelle dei comuni di Aversa, Capua e Santa Maria Capua Vetere. Non è possibile che la provincia di Caserta venga sempre più discriminata, siamo a conoscenza infatti che quasi tutte le strutture sanitarie private accreditate della Regione Campania, a partire da quelle di Napoli e provincia, si trovano nelle medesime condizioni, vale a dire, che le suddette ristrutturazioni sono tutte in corso d’opera. Allora è chiaro che la Regione e i consiglieri regionali che rappresentano i cittadini di Caserta, debbano intervenire con forza e far valere la propria rappresentanza, ciò per evitare il collasso dei servizi sanitari e territoriali. Infatti, già oggi le strutture pubbliche ospedaliere non riescono a garantire nemmeno le emergenza. E’ il caso quindi di ribadirlo, non più è possibile che la provincia di Caserta sia sempre la Cenerentola di unapolitica sempre più Napolicentricaâ€.
