SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Madre e figlio avevano allestito una vera e propria centrale di spaccio nelle propria abitazione, protetta da un complesso sistema di sorveglianza. Inoltre l’illuminazione dell‘alloggio era illuminato da un allaccio abusivo alla corrente elettrica. I due sono stati sorpresi per spaccio e furto di elettricità .
Nel corso delle notte i militari dipendenti della compagnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), hanno tratto in arresti due soggetti, Anna Iorio, classe 1964 ed il figlio Daniele Zampella, classe 1986, per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti e furto di energia elettrica.
Durante un servizio antidroga, i militari della Stazione di San Prisco (Caserta), hanno notato un via via sospetto di giovani, dalla case popolari del comune sammaritano.
Uno dei giovani è stato fermato e, a seguito di una perquisizione, è stato trovato in possesso di una dose di cocaina. L’acquirente ha confessato immediatamente di aver acquistato la sostanza presso una abitazione delle case popolari di Santa Maria C. V. , indicando l’appartamento in cui si era recto poco prima per l’acquisto.
I militati irrompevano quindi nell’appartamento in cui si trovavano una donna ed il proprio figlio, prendendoli di sorpresa. La casa è stata sottoposta a perquisizione dove sono state rinvenute ulteriori dosi di 0,5 grammi di cocaina e 3,6 di marijuana, gli strumenti utilizzati per il confezionamento della droga, un bilancino di precisione.
Come se non bastasse durante la perquisizione è stato riscontrato che, l’illuminazione dell’appartamento, era alimentata attraverso un allaccio abusivo. I due sono stati accusati oltre che per spaccio, anche per furto di energia elettrica.
Inoltre, l’appartamento era interamente protetto da un complesso di videosorveglianza per evitare controlli improvvisi da parte delle forze dell’ordine ma che però non ha scongiurato il pericolo di essere sorpresi e ammanettati, senza opporre resistenza.
Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati rispettivamente associati, la donna alla Casa circondariale femminile di Pozzuoli (Napoli) ed il figlio alla Carcere di Santa Maria Capua Vetere.
