CASERTA – Sono anni che il segretario regionale dell’Ugl Polizia Giuseppe Raimondi critica il metodo che adottano molti Comuni della provincia di Caserta per la rilevazione della velocità mediante gli “Autoveloxâ€.
Nel 2004 il sindacalista di polizia intraprese una singolare iniziativa astenendosi dal cibo per protestare contro gli “autovelox selvaggiâ€, ottenendo così l’intervento del Prefetto di Caserta . Una battaglia nella provincia di Caserta mai terminata, infatti proprio lo scorso anno ebbe un incontro con l’attuale Prefetto di Caserta il quale senza esitare intervenne, anche attraverso la stampa, ammonendo gli autori.
Oggi, grazie alla Procura samaritana , Polizia Stradale e Carabinieri, si è finalmente dato un freno alle cattive abitudine di questi Comuni e società private che senza scrupoli si arricchivano sulle spalle dei cittadini .
“Se si vuole fronteggiare seriamente il problema della velocità , che ogni anno provoca centinaia di morti sulle strade – dichiara Raimondi Giuseppe leader regionale del sindacato Ugl Polizia – bisogna promuovere iniziative che veramente riducano il numero delle vittime rafforzando i parametri di sicurezza delle strade.
L’uso degli autovelox lungo le strade a maggior rischio di incidenti è sicuramente valido ma non deve, nel modo più assoluto, avere finalità redditizie per i Comuni o per le società private, tra l’altro non previste dal codice della strada. Installare gli autovelox nei viottoli, nei cassonetti dell’immondizia , tra le siepi che costeggiano la carreggiata confondendoli con colori scuri, dietro i pali dell’illuminazione pubblica, nelle cabine simili a quelle dell’Enel, o altro, non aiuta a prevenire gli incidenti ma ad arricchire le casse Comunali e quelle delle società private.
Voglio escludere che alla base di tutto ci sia veramente il tentativo di rastrellare risorse per dare ossigeno alle casse comunali, ma certamente non posso non esternare il mio totale dissenso sul metodo che fino ad oggi è stato adottano da queste Amministrazioni Comunali che puntavano l’attenzione solo nel punire l’automobilista indisciplinato
Ribadisco da anni ormai – continua Raimondi – che questi servizi vanno attuati in modo tale da rendere ben visibile sia le pattuglie e gli agenti operanti sia le apparecchiature fisse, anche perché l’automobilista indisciplinato solo alla vista degli operatori in divisa o della apparecchiatura fissa resa ben visibile, tende a rispettare la velocitÃ
L’attività di controllo della circolazione stradale deve sempre ispirarsi a principi di correttezza amministrativa e di trasparenza e non può comunque prescindere dall’osservanza di precisi obblighi connessi alla tutela del diritto di difesa dell’utente della strada; non a caso il Codice della Strada pone come priorità : la prevenzione e non la repressione . Le postazioni fisse sulle nostre autostrade, gestite non da ditte private ma dalla polizia di stato (come prevede la legge), sono rese ben visibili attraverso una segnaletica posta direttamente sulla postazione dell’autovelox.
La stessa logicità è stata adottata per il Tutor, ottenendo una alta percentuale di riduzione degli incidenti causati dall’elevata velocità . Un esempio che doveva essere adottato anche da queste Amministrazioni Comunali che al contrario continuavano ad ignorare opponendosi addirittura in giudizio, a spese dei contribuenti.”
