Mercato sempre più nel vivo, molte squadre a buon punto, altre a zero.
CASERTA – Molti attendevano l’annuncio ieri, in concomitanza con la presentazione alla stampa del play polacco Lukasz Koszarek, ma l’ufficialità dell’ingaggio di Timmy Bowers è arrivata con meno di 24 ore di ritardo, e forse è giusto così, per permettere al talento della nazionale polacca di avere tutti i riflettori per lui nel giorno dedicato a giornalisti e visite mediche.
Prende quindi forma in maniera quasi definitiva la Pepsi Juve del 2010; a questo punto nel tassello manca solo il terzo comunitario, ovvero colui che dovrà fare da cambio agli esterni, ma il resto è ormai cosa fatta.
Larranaga un altro anno in bianconero?
In ballottaggio sembrano esserci il lettone Kalve, nome che circola da tempo sui taccuini dello staff tecnico, e Jay Larranaga, che a Caserta ci resterebbe più che volentieri, ma che non risponde al prototipo del giocatore che cerca Sacripanti.
Nessun dubbio ovviamente sul valore, tecnico e morale, del biondo irlandese, ma il coach brianzolo ha in mente più un’ala pura con buon impatto fisico che un cecchino specialista come Jay. La scelta finale probabilmente sarà dettata dalle evoluzioni del mercato, ma Caserta può star tranquilla che l’ultima “X†del roster bianconero sarà di livello.
La squadra allestita da Coldebella e Caputo sembra soddisfare in pieno i desideri di Sacripanti, che ha voluto fortemente giocatori come Ere e Bowers, che lui stesso seguiva con interesse ormai da anni, mentre la ciliegina Jumaine Jones potrebbe far fare il salto di qualità alla squadra del presidente Caputo.
Pepsi multiforme
Una squadra duttile, e molto affascinante per come è stata costruita, con tanti giocatori che possono giocare almeno due ruoli, e una spiccata propensione all’atletismo e alla velocità , in attacco come in difesa.
A parte Jones, infatti, se si va a guardare le statistiche, i vari Ere, Bowers, Koszarek e Kavaliauskas non sono uomini da primati assoluti, ma sono apprezzati dagli addetti ai lavori proprio per quello che sanno fare, e che nessuna voce statistica riesce a raccontare.
Senza quindi montarsi troppo la testa, si può sperare che la nuova Juve sia una squadra dal tasso di spettacolarità e di freschezza piuttosto elevato, con Di Bella, Jones e Michelori a fare i “vecchi†della squadra nonostante abbiano appena 30 anni. Ma a dispetto dell’età media, in tutti i giocatori bianconeri c’è tanta esperienza a livello europeo, proprio per evitare le scommesse alla Butler-Foster della scorsa stagione.
Il mercato finalmente è entrato nel vivo
Il mercato è ormai nella fase cruciale, e molte squadre hanno pressoché assemblato i loro roster, a partire dai campioni d’Italia di Siena, che hanno resistito agli assalti per McIntyre ed hanno concluso per Hawkins, e adesso devono solo piazzare Moss, in esubero sulla quota extracomunitari.
Roma e Milano
Le dirette avversarie, come Roma e Milano, sono invece ancora alla ricerca del colpo da novanta per completare i propri organici, anche se nomi eclatanti non ce ne sono tantissimi, ed il divario con Siena sembra ancora evidente.
Milano e Roma sono state tra le prime a muoversi, l’Armani sull’asse lituano Maciulis – Petravicius, due giocatori di grande valore a livello europeo, e Roma facendo spesa in casa, con Tourè, Minard e Crosariol e il rinnovo di Hutso, ma poi entrambe le squadre metropolitane si sono fermate in attesa di cavare un coniglio dal cilindro che ancora non appare.
Si è mossa bene la Benetton, che nonostante la doccia fredda Kalnietis, ha confermato l’interessante linea verde del suo progetto a lungo termine, ed ha piazzato colpi di mercato davvero interessanti (Hackett e Martin su tutti).
Invece è ancora ferma ai blocchi di partenza la Virtus Bologna, la cui situazione societario-economica è ancora da definire; se dovessero essere confermate le ambizioni di alta classifica, potrebbero arrivare Moss ed un lungo di spicco, mentre Blizzard ha rinnovato e si aggiunge a Collins, Giovannoni e Vukcevic.
Fa invece fatica Teramo, che ha perso Moss, Brown e Carroll, e riparte dalla coppia azzurra Poeta-Amoroso. Per la squadra di Capobianco ripetere l’annata esaltante sembra piuttosto complicato.
Un po’ lo stesso discorso vale per Biella, che però ha rinnovato l’ossatura di base con Aradori, Smith e Garri, ed ha già piazzato i colpi Pasco, Achara, Soragna, Chessa e Plisnic, dando a coach Bechi una squadra di sicuro valore, anche se Gist e Jerebko non saranno facili da dimenticare.
Attenzione a Cremona
Tra le squadre di seconda fascia, si è mossa benissimo Cremona, che ha piazzato colpi ad effetto come Rowland e Brandon Brown, ha cementato la base con Sklavos e Formenti, ed ha confermato i richiestissimi Cusin, Bell e Valenti, per una squadra che già oggi vale più di una semplice salvezza.
Prova a rilanciarsi anche la Sigma Montegranaro dell’ex Frates, che ha costruito una squadra solida ed interessante, mentre Ferrara è ancora alle prese con rinnovi difficili ed importanti (Jamison e Ray su tutti) per poter capire fin dove può ambire.
Pesaro ha attuato una politica di basso profilo e di ringiovanimento e attaccamento alla città , ma sembra avere una squadra dal quintetto notevole (ad Hicks si affianca la coppia Green-Williams che ha fatto impazzire Avellino due anni fa) e una panchina così così.
Cantù come al solito rinnova totalmente il suo roster spiccatamente internazionale, ma ha messo a segno colpi interessanti con il cecchino Leunen, il talento Jeffers e la regia sicura di Jerry Green; con coach Trinchieri è la mina vagante del torneo, anche se rinnovare così tanto ogni anno è sempre un’incognita.
Varese colonia di ex bianconeri
Altra incognita è rappresentata da Varese, che con Childress e Slay farà venire qualche lacrimuccia ai tifosi casertani, ma che ha un’età media piuttosto alta (considerato anche Galanda) e può pagare in termini di atletismo ciò che porta in dote come esperienza.
Infine le due cugine campane, rappresentano ad oggi forse le incognite maggiori del campionato; se Avellino, seppur con comprensibile ritardo, ha cominciato a muoversi sul mercato, a Napoli tutto tace, ed i dubbi sull’efficacia del rocambolesco passaggio di consegne tra Rieti e Napoli sono sempre più legittime, considerando tra l’altro il meno quattro con cui la “NapoRieti†dovrà fare i conti.
Ercolino si è rimboccato le maniche e sta consegnando a coach Pancotto una squadra che possa lottare per la salvezza con i vari Lauwers, Akyel, Dilewicz e Troutman, ma c’è ancora da fare molto per poter esprimere un giudizio sui lupi irpini.
Tutto tace invece in casa Sebastiani, zero sponsor, zero contratti, niente coach e staff tecnico e societario tutto da inventare; si spera che la storia dell’estate non diventi un caso grottesco, perché Napoli in serie A ha dimostrato di saperci stare in passato, e tornare ad avere un derby vero dopo tanti anni può far piacere a tutti i casertani aldilà delle storiche rivalità di campanile.
