CASERTA – Non sarà basket giocato, ma ci si diverte molto anche nei lunghi mesi estivi. Intanto, e non è una bella conferma, anche quest’anno non si sa né quando comincerà il campionato, né quali squadre vi parteciperanno.
Mistero campionato basket
Le due notizie hanno una radice comune; i problemi finanziari ormai cronici di Rieti, sono l’effetto di una crisi strutturale ed economica che sta portando al muro contro muro tra le società di serie A e la FIP di Meneghin, ed al momento non si vedono spiragli immediati, anche se c’è la sensazione che, almeno parzialmente, si troverà un accordo per questa stagione, magari rinviando simbolicamente l’inizio del campionato dal 4 all’11 Ottobre, e provando a smussare i rispettivi spigoli da un lato e dall’altro.
Meneghin
La difficoltà della soluzione sta nel fatto che ognuna delle parti ha le sue ragioni; se Meneghin rivendica giustamente la possibilità di dare più spazio potenziale agli italiani, come avviene in altre nazioni (Grecia, Russia e Spagna insegnano), dall’altro lato le società fanno notare quanto ciò farebbe ulteriormente lievitare i budget per gli stipendi (gli italiani costano più dei comunitari, e questi costano più degli americani), senza tra l’altro cambiare granchè dal punto di vista pratico, anche perché gli italiani, quelli forti, non faranno mai fatica a trovare spazi ed ingaggi.
A e B ?
E allora, perché non rilanciare un progetto stranamente mai preso in seria considerazione? Ovvero sfruttare la A e B Dilettanti per far crescere i tanti giovani promettenti che passano le domeniche a distribuire in panchina l’acqua ai compagni di squadra senza mai metter piede sul parquet? Molte società sarebbero in grado di gestire direttamente (vedi Siena) o indirettamente, società nelle serie minori in cui valorizzare i propri investimenti, con buona pace di tutti. Inoltre questa ipotetica soluzione avrebbe il merito di trasformare le società di basket (quelle che hanno basi solide e lungimiranza) in strutture più articolate, che possano programmare diversamente senza ripartire ogni stagione da zero. Ma questa, al momento, è pura utopia.
Rieti, Bologna e Udine
E intanto Rieti rantola, sempre più sull’orlo dell’abisso. La sua eventuale scomparsa non vedrebbe ripescate né Bologna, né Udine, che hanno i loro bei problemi anche ad affrontare la Legadue, e le eventuali soluzioni alternative sembrano di complessa realizzazione. Si fa un gran parlare di Napoli come nuova sede per la Sebastiani, ma sinceramente non si vede un progetto forte che possa acquisire con le dovute garanzie, un titolo di una squadra che tra l’altro partirà da -4 in classifica. Ma c’è da dire che a Caserta vedersi contro una squadra che fonde insieme Rieti e Napoli, fa venire l’acquolina in bocca!
Il mercato
Il mercato è entrato nel vivo, e le società stanno sparando le loro cartucce. Il fronte compatto dei presidenti che hanno atteso immobili che i prezzi calassero, senza farsi la guerra nelle prime settimane, mostra le prime crepe, e c’è da giurare che da qui in avanti le strategie di g.m. e presidenti saranno senza esclusione di colpi.
Colpi come quello sotto la cintura, che Soresina ha sferrato a Pesaro, e che ha fatto infuriare Vellucci, con tanto di comunicato ufficiale che sa di dichiarazione di guerra. Ma Pesaro, per ragioni politico-economiche, è ferma sul mercato, e può lavorare solo di contatti e parole, mentre Soresina è una neopromossa ambiziosa, che forse non può e non vuole permettersi di perdere occasioni come quelle che hanno portato a scippare il talentuoso Rowland a Pesaro, che vantava un “gentlemen agreement” con il giocatore.
Prevedibile quindi che il fronte delle società perda di compattezza, tra rivalità vecchie e nuove, ed esigenze di mercato a volte diverse; e forse Meneghin sta aspettando il momento giusto per ribadire le ragioni della FIP, e poi si vedrà .
Per quanto riguarda il mercato della Pepsi, dopo l’annuncio di Ebi Ere, che come al solito ha spazzato via in un attimo i mille rumors di mercato, l’obiettivo più urgente sembra essere il sostituto di Di Bella in cabina di regia.
Può sembrare strano che la priorità vada su un giocatore non titolare, e certamente non extracomunitario, ma a ben pensare, il nome del vice Di Bella, può a cascata determinare le prossime scelte sugli esterni bianconeri. Si punta infatti su un giocatore che possa giocare sia da play che nello spot di guardia, ed il suo valore sarà decisivo nella scelta dell’altro esterno titolare, visto che Ere può giocare da guardia e da ala.
Un nuovo play
Per sintetizzare, se arrivasse un play-guardia alla Skele, ovvero un giocatore che può avere minuti come shooting guard, probabilmente la scelta dell’altro americano cadrebbe su un’ala pura, che abbia magari centimetri e sposterebbe Ere al ruolo di “due” titolare. Altrimenti, un cambio alla Mathis, ovvero un play puro, costringerebbe Coldebella e Sacripanti a puntare su una shooting guard pura, con Ere che giocherebbe da ala, ovvero il ruolo che Sacripanti ha ritagliato ad Hicks nella Scavolini.
Nuove idee
Ma le idee, dietro le scrivanie di Pezza delle noci, sembrano molto chiare, e la squadra che sta venendo fuori, sembra corrispondere in pieno alle esigenze del coach brianzolo, che vuole una squadra veloce ma fisica, che sappia correre ma anche sacrificarsi in difesa, più o meno gli identikit dei due primi acquisti, Kavaliauskas ed Ere. Se il buon giorno si vede dal mattino…
Ancora scontro frontale tra Federazione e Lega. E la Scavolini si arrabbia
