Caserta, Enzo Esposito lascia il basket giocato. Come Gentile diventa allenatore, a Trento

CASERTA – Signori in piedi per favore ed appalusi a scena aperta. Il signor Vincenzo Esposito da Caserta, detto Enzino, lascia il palcoscenico del basket.

Dopo venticinque anni spesi sui parquet di mezza Italia, quasi 9.000 punti segnati in serie A e l’orgoglio di essere stato il primo azzurro protagonista in Nba, il Diablo si ritira.

Vincenzo Esposito, fresco quarantenne, infatti il prossimo anno continuerà ancora a scendere in campo, ma non lo farà più da giocatore: guiderà dalla panchina la Bitumcalor Trento, squadra che milita in A dilettanti, l’ex B d’eccellenza.

Solo qualche giorno fa Esposito aveva respinto l´offerta di allenare il Gira Ozzano, dove quest’anno ha chiuso il campionato da capocannoniere a 21.4 punti di media.

“Voglio continuare a giocare” aveva spiegato magari sperando in una chiamata da una categoria superiore. Poi la marcia indietro e la scelta di Trento.

Grandissimo realizzatore, talento immenso, forse tra i primi cinque mai nati in Italia in quanto a tecnica individuale, probabilmente quelle doti naturali avrebbero meritato una carriera ancora più importante e ricca di trofei di quella comunque positiva che ha vissuto.

Il suo nome è legato alla Juve Caserta, la Eldo Pepsi di oggi, dove è cresciuto e che portò nel 1991 a uno storico scudetto.

Dopo il passaggio alla Fortitudo Bologna, l’esperienza americana ai Toronto Raptors nel 1995 – 96 con la chicca dei 18 punti segnati al Madison Square Garden. In seguito ha giocato anche a Pesaro, Pistoia, Roma e in Spagna al Gran Canaria e al Murcia.

Ovunque è andato ha strappato applausi, ovunque è stato è divenuto beniamino dei tifosi. Oggi comincia una nuova vita.

Sipario, ma ancora un’applauso: il grande Enzino lo merita con il cuore.