CASERTA – Oramai non ci sono veramente più parole. Si pensava di aver toccato il fondo già quindici anni fa. Ci sbagliavamo purtroppo. Quello era solo l’inizio di una discesa agli inferi, che l’odissea al confronto sembra una allegra gita in campagna. Non si vedono vie di uscita. La situazione è in una fase di anonimo stand bay. Certo, ci sono lavori dietro le quinte, si aspetta qualcosa in merito al ripescaggio, ma la verità , la triste verità odierna è che la Casertana è in Eccellenza e che ha un presidente ed un intero consiglio direttivo dimissionari.
I tifosi guardano sempre più avviliti la situazione. In loro rabbia e delusione crescono di giorno in giorno. Tra essi ci ha scritto Vittorio Sanfelice che, attraverso le pagine dell’ Eco dice:
Non ha più parole per descrivere l’amarezza che ci portiamo dentro da ben 15 anni. Si è già detto tanto, se non tutto sulle vicende dei falchetti, sull’indifferenza della nostra classe politica, sull’incompetenza e sull’ipocrisia dei tanti, troppi presidenti che si sono succeduti alla guida della società , ecc.
Scrivo solo per fare una proposta: ABBATTIAMO LO STADIO PINTO.
Che ci sta a fare una struttura (peraltro fatiscente) che dovrebbe essere la casa della squadra di calcio di una città e invece rappresenta la sua umiliazione? Ci facciamo un bel centro commerciale, un bel centro direzionale, che dite? Almeno così si fa la felicità dei politici cittadini.
Mi fermo qui perché se volessi continuare non basterebbe un libro per dire quello che c’è da dire.
Parole dure ed amare che ben riassumono lo stato d’animo dei tifosi. Nello spareggio con il Castrovillari erano in quattromila allo stadio. Vanno rispettati. Dalla loro passione deve nascere un progetto di concreta rinascita del club. Indipendentemente dagli obiettivi. Ora quelli non interessano, interessa la concretezza dei programmi.
