Caserta, arrestati 8 usurai: imprenditori, impiegato Gest Line, commercianti

CASERTA – Insospettabili, tra cui imprenditori e commercianti, avevano creato un’associazione dedita all’usura e minacciavano ritorsioni da parte del clan dei casalesi se non pagavano. La vittima era in preda alla disperazione ed è stata salvata da un biglietto. Gli estorsori sono stati arrestati, tra di essi anche un insospettabile, un impiegato alla Gest Line di Aversa.

In mattinata, poliziotti della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore dr. Rodolfo Ruperti, coadiuvato dagli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine, e dell’8° Battaglione Bersaglieri, ha dato esecuzione all’Ordinanza Applicativa della Misura Cautelare degli Arresti Domiciliari, il 18 Maggio scorso dall’Ufficio G. I. P. presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), su richiesta della Procura della Repubblica sammaritana, nei confronti di otto pregiudicati:

Cerullo Gennaro, nato a Villa Literno (Caserta), l’11.04.1959, ivi residente, imprenditore, con precedenti per detenzione e porto abusivi di armi, ricettazione;

De Benedetti Alberto, nato ad Aversa (Caserta) il 25.09.1965, residente a Villa Literno (Caserta), impiegato presso la Gest line di Aversa, incensurato;

Dian Pietro, nato a Cancello ed Arnone (Caserta) il 25.08.1958, ivi residente, titolare di una tabaccheria, incensurato;

Messino Giovanni, nato a Cancello Arnone (Caserta) il 24.07.1958, residente a Castel Volturno (Caserta), collaboratore scolastico, incensurato;

Panariello Sergio, nato a Boscoreale (Napoli) il 10.01.1957, ivi residente, imprenditore, incensurato;

Scungio Costantino, nato a Castelvolturno (Caserta) il 28.03.1967, ivi residente, coltivatore diretto, incensurato;

Zona Giuseppe, nato a Santa Maria CapuaVetere (Caserta) il 19.03.1964, residente a Mondragone (Caserta), commerciante, incensurato;

Zona Italo, fratello di Giuseppe, nato a Mondragone (Caserta) il 25.07.1955, ivi residente, commerciante, incensurato.

Tutti sono gravemente indiziati di usura aggravata per avere prestato somme di denaro ad un imprenditore agricolo di Francolise (Caserta), ottenendo dallo stesso la promessa o il pagamento, quale corrispettivo dei prestiti, tassi di interesse usurai variabili dall’8% al 10 % mensili.

Le indagini a seguito del ritrovamento di un biglietto

Le indagini traevano spunto dal casuale rinvenimento di un biglietto, avvenuto il 4 dicembre 2008, nel corso di una perquisizione presso l’abitazione di un imprenditore agricolo del casertano.

Si trattava di un appunto manoscritto a firma dello stesso imprenditore e indirizzato alla moglie e alle figlie. Da tale manoscritto emergeva un profondo stato di prostrazione psicologica, con palesi propositi autodistruttivi, a causa di prestiti usurari che nel corso degli anni l’imprenditore era stato costretto a contrarre, a causa della impossibilità di far fronte ad impegni finanziari assunti con le banche.

In crisi a seguito dello scandalo “Parmalat”

Tale esposizione era stata determinata dalla crisi del settore lattiero, conseguente allo scandalo della società “Parmalat”, con cui l’imprenditore operava con la sua azienda. A seguito del sequestro di tale documentazione venivano avviati, su delega di indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), anche servizi di intercettazione telefonica ed ambientale che permettevano di trovare un primo decisivo riscontro alle vicende di cui l’imprenditore in questione era vittima.

Dopo le prime reticenze, la vittima cede e racconta tutto

Dopo la prima iniziale quasi prevedibile e naturale reticenza, l’uomo, convocato dalla Polizia, forniva una ampia collaborazione, consentendo sia la rapida individuazione di tutti gli usurai, sia di scongiurare ulteriori e più irreparabili danni economici, con il rischio di fallimento della propria azienda a seguito del protesto dei titoli non pagati ed in possesso degli stessi usurai.

Allo stesso imprenditore veniva poi offerta la possibilità di accedere a tutte le misure previste dalla legge, anche di tipo risarcitorio, in favore delle vittime di usura che denunciano i responsabili e collaborano con le forze di polizia.

Tassi di interesse dell’8 e del 10%, interminabili

In particolare si accertava che la vittima aveva contratto debiti usurari sin dal 2005, corrispondendo tassi di interesse tra l’8 ed il 10% mensili, e che la crescente difficoltà a far fronte a tali oneri lo aveva indotto a rivolgersi, con il trascorrere del tempo, a diversi usurai per potere onorare le scadenze relative alla restituzione dei capitali ed al pagamento degli illeciti interessi.

A titolo esemplificativo, i fratelli Zona, che avevano prestato all’imprenditore complessivamente 70.000,00 euro, avevano ricevuto, tra il febbraio ed il dicembre 2008, la somma di 45.000,00 euro a titolo di interesse senza che la vittima fosse ancora riuscita a restituire l’intero capitale.

Assegni rinnovabili in garanzia

A fronte delle somme ricevute in prestito, l’imprenditore agricolo consegnava a garanzia assegni bancari che sarebbero stati restituiti alla scadenza solo se la vittima fosse riuscita ad onorare il debito. In caso contrario tali titoli dovevano essere “rinnovati” con conseguente pagamento di ulteriori “interessi”.

Scattano le intercettazioni e i pedinamenti

Le attività di intercettazione venivano integrate dai servizi di osservazione e pedinamento, che hanno permesso l’identificazione degli usurai destinatari della misura coercitiva in argomento, e le perquisizioni locali e domiciliari, che hanno consentito di acquisire e sequestrare materiale documentale – agende, appunti, fotocopie di titoli bancari, assegni ricevuti dalla vittima – che forniva una ulteriore ed inequivoca prova dei delitti oggetto di indagine e delle responsabilità degli indagati

Alcuni di essi, in diverse circostanze, al fine di conseguire il pagamento di interessi o la restituzione dei capitali non esitavano a minacciare la vittima riferendo che le somme prestate provenivano da personaggi appartenenti alla criminalità organizzata, ma senza far seguire la presenza fisica di tali esponenti della malavita casalese, il cui riferimento evidentemente era solo finalizzato ad incutere maggiore soggezione e a vincere ogni residua resistenza. Tuttavia le indagini proseguono anche con l’obiettivo ulteriore di riscontrare i collegamenti evocati in sede di minacce rivolte alla persona offesa.

Si segnala la rapidità delle indagini resa necessaria anche dalle ormai pericolose minacce che sono state rivolte all’imprenditore usurato, una volta che era stato evidente l’intervento dell’Autorità giudiziaria.

Le indagini della polizia iniziate dal 2008

Le indagini, iniziate nel dicembre 2008, si sono concluse, almeno per una prima fase, con i provvedimenti restrittivi eseguiti in data odierna, anche per l’encomiabile lavoro dell’ufficio GIP di questo Tribunale che, nonostante la carenza di giudici, sta impegnando al massimo tutta la sua struttura. Ne sono esempio e testimonianza le importanti operazioni di questi ultimi tempi.

La presente operazione, svolta come detto in piena ed efficace intesa tra la Procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere e la Squadra Mobile della Questura di Caserta, dimostra come in materia di usura fondamentale è la collaborazione della persona offesa con l’Autorità.

Preziosa collaborazione tra poliza e procura

Infatti tale collaborazione consente un pronto intervento preventivo e repressivo e consente, inoltre, alla persona usurata di evitare sicure e disastrose conseguenze per la sua attività che il rapporto usuraio produce (l’usuraio mira ed ottiene certamente la completa distruzione della sua vittima).

Occorre ricordare che la legge, prevede una serie di misure le quali, oltre una forma di tutela personale, anche la cancellazione dei protesti e l’erogazione agevolata di sostegni economici, in favore del soggetto che decida di denunziare gli usurai.

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha inteso, nel nuovo programma organizzativo, rafforzare la sezione che si occupa della criminalità economica e in primis del delitto di usura, uno dei reati più odiosi e particolarmente diffuso nel nostro territorio, anche per l’ulteriore considerazione che costituisce un canale per il riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Un possibile protocollo d’Intesa tra categorie produttive, Procura e Forze dell’Ordine per scongiurare il crimine

E’ anzi auspicabile che le organizzazioni delle categorie produttive creino dei protocolli di intesa con la stessa Procura e con le forze di Polizia nonché con gli altri organi istituzionali deputati, in modo da ottenere che sempre più cittadini acquistino fiducia e denunzino i loro usurai.

La creazione di entità di riferimento che favoriscano le denunzie collettive produce infatti un duplice positivo effetto:rendere assolutamente difficile azioni ritorsive; generare insicurezza negli autori del reato che non potrebbero più contare su quel muro di omertà che, purtroppo, è uno dei loro punti di forza.