Caserta, ridimensionamento del Mattino: intervento del Vescovo Nogaro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera del vescovo di Caserta, sua eccellenza monsignor Raffaele Nogaro sul caso del ridimensionamento de Il Mattino, il più importante quotidiano del Sud, fino ad ora.

La Comunicazione ha assunto oggi un’importanza insostituibile. Per questo – nel vasto territorio cui un giornale tende tradizionalmente a collocarsi – diventa rilevante una sua presenza strategica, complessa e articolata per il raggiungimento di un suo ruolo sempre più definito da un insieme di compiti che ruotano attorno al concetto di cultura e di sensibilità specifiche e proprie onde acquisire capacità di ascoltare e di vedere, di parlare e di far parlare, di mediare e di intrattenere rapporti per raccontarne la vita politica, economica, sociale e culturale.

Le gravi scelte che fanno prevedere un drastico ridimensionamento del quotidiano “Il Mattino” – emblema del Sud – suscitano smarrimento per il tramonto di una gloriosa presenza, che attraverso suoi illustri Direttori e collaboratori – Scarfoglio, Serao, Russo, Ciamarra, Verdinois, etc – ha formato intere generazioni ed ha rappresentato la voce dell’Italia meridionale laddove grandi questioni nazionali sono partite proprio dal Sud ed hanno svegliato la coscienza degli uomini.

Privare il meridione di una fonte di informazione diretta con una sua passione di comunicazione vera, vivace intelligente è rendere il meridione chiuso da una cortina di ferro ed è un po’ come buttarlo fuori dall’Italia, perché lo si priva di un’informazione genuina, generosa, specifica: la grande Napoli rischia di diventare la piccola Napoli; una storia civile ed umana con un passato fulgido ed un presente combattivo ed una specifica cultura meridionale rischia di essere atrofizzata.

E’ triste dover constatare,che questo ridimensionamento accade, oggi, in un territorio dove, come ho già avuto modo di denunciare “la barbarie della camorra è ancora così arrogante ed i rapporti del vivere sociale sono piuttosto caratterizzati dal rovescio della virtù che da un principio valoriale di condotta”.

Così facendo si contribuisce a far venire meno l’occasione che la stampa resti servizio per la comunità laddove se ne ridimensiona il suo ruolo importante sul versante culturale e sul fronte civile mettendo in gioco la possibilità di gratificare i cittadini, ogni giorno che passa, di un impulso forte a crescere e migliorare.

Rendere questa gloriosa presenza giornalistica – se il giornale diventa romano – solo a guisa di agenzia locale di notizie e di brevi , lasciando la lettura politica, sociale ed economica e culturale ad agenzie romane esterne ed avulse dal nostro territorio se non estranee ad esso, vorrà dire dare un colpo alla sua speranza di salvezza oltre che mettere a rischio posti di lavoro ed a disperdere sensibilità professionali impagabili ed ineguagliabili.

Auspico come Pastore di una comunità cui “Il Mattino ” si rivolge, un ripensamento su queste scelte e manifesto incondizionata fiducia nei responsabili perché attuarle offende non solo chi le subisce ma, soprattutto, chi le attua.