Caserta, Ciontoli non si arrende e ritorna sui presunti resti del Vanvitelli

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(Ricevuta di consegna dei resti del Vanvitelli al Soprintendente di Caserta da parte dell’Università di Chieti)

 CASERTA – Il Consigliere comunale Antonio Ciontoli è infastidito del lungo silenzio delle istituzioni sulle spoglie di Luigi Vanvitelli e ritorna alla carica. Infasstidito da chi dovrebbe interessarsi per il bene della città. 

Al Ciontoli, però una risposta vogliamo darla. Noi dell’Eco di Caserta, non è vero che non abbiamo approfondito la situazione, come lui stesso sa, un dipendente della Reggia, in una occasione, mentre dal palco del teatro di Corte spiegava le origini di palazzo Reale, non conosceva tutto l’iter per recuperare i resti del Vanvitelli, allorchè, intervenuti nell’argomento ci siamo sentiti in dovere di rammentare quando dal Ciontoli fatto per il rientro della reliquia. Ancora, abbiamo parlato con Felicori della faccenda, e lo stesso ci riferiva che il Vanvitelli era ritornato proprio là dove lui voleva essere seppellito. Ma quello che maggiormente ci ha colpito più di tutti, è stato il nostro intervento presso il parroco della chiesa di San Francesco di Sales in Casagiove dove volevamo recarci per effettuare delle foto e riprese video, bene, il tutto ci è stato negato con il parroco che affermava: “NON POTETE, HO AVUTO ORDINE DALL’ALTO DI NON FARE EFFETTUARE QUALSIVOGLIA FOTO E VIDEO”.

Quindi caro Antonio, come vedi la burocrazia è lunga a morire, secondo noi, ci vuole un intervento autorevole da parte di Marino e non solo per il Vanvitelli, ma anche per il capo mastro seppellito nella chiesetta in via Sant’Elena e possibilmente per tutti gli altri eredi del Vanvitelli sparsi in giro nella nostra provincia. Antonio, la “casertanità” è finita.

Di seguito quello che stamane ha scritto il Ciontoli sul “comodo silenzio” delle Istituzioni in merito alla sepoltura del Vanvitelli dentro la Reggia.

Antonio Ciontoli ha aggiunto 4 nuove foto — infastidito con Carlo Marino e altre 5 persone.

“Cari amici, ritorno, ancora una volta, sulla triste vicenda dei resti di Luigi Vanvitelli divenuta, con il passar del tempo, spiacevole querelle amministrativa. Da uomo della pubblica amministrazione, ho riflettuto a lungo se pubblicare questi documenti ma da persona impegnata in politica, delegata della città per il recupero di ciò che rimaneva delle povere spoglie, ritrovate dopo 34 anni, presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti, sento il dovere di rendicontare, alla città e all’opinione pubblica, quello che è lo stato dell’arte di una incresciosa vicenda che, per la Soprintendenza di Caserta, come leggerete, si è conclusa, con la riconsegna dell’involucro al parroco della Chiesa San Francesco di Paola di Casagiove, mentre per il sottoscritto, che ha formulato l’ennesimo esposto al ministero, resta aperta, attesa l’omissione di passaggi minimi quanto fondamentali per la chiarezza e la dovuta trasparenza amministrativa. Trasparenza, ancor più necessaria, considerati i 34 anni di dimenticanza della Soprintendenza di Caserta, a cui, peraltro, si sono aggiunti, dopo il recapito della teca in plastica contenente i 15 piccoli frammenti ossei, altri 15 mesi di pesante ed imbarazzante silenzio amministrativo, interrotti solo grazie all’autorevole intervento del Ministro Franceschini e del ministero poi. 
Non aggiungo altro, per non fuorviare il giudizio di ciascuno. 
Qui su FB troverete i precedenti e tutte le notizie utili che segnano i vari passaggi di una vicenda controversa su cui la stessa stampa casertana (mi riferisco ai giornali, non avendone mai compreso le ragioni fino in fondo…) non ha ritenuto dover effettuare alcun approfondimento, ne’ fornire notizie ai casertani. Eppure facciamo tante battaglie per il recupero della identità storica, per stimolare il senso della appartenenza e quindi il ripristino di un migliore è diverso senso civico, per un nuovo utilizzo dei beni monumentali affinché essi costituiscano la cinghia di trasmissione per il turismo e l’economia di un territorio reso privo, purtroppo, di ogni altra endogena opportunità. 
Aggiungo, e concludo, che a Madrid, in analoghe circostanze, a seguito del ritrovamento dei resti di Miguel De Cervantes, sono state allestite mostre, organizzati convegni, sviluppato eventi e svolte celebrazioni che hanno attratto milioni di turisti e di conseguenza hanno visto fatturare milioni e milioni di euro in entrata. Qui da noi, disconoscendo il lavoro di volontariato fatto per la ricerca ed assicurare il rientro, si è proceduto con leggerezza (estrema a parere dello scrivente) riconsegnando i resti per una silenziosa e privata (!!!) sepoltura. Questo atteggiamento, non è sicuramente in linea con i principi di trasparenza a cui la pubblica amministrazione deve sempre informare la sua azione, così come non ha fatto chiarezza sui dubbi e le incertezze connesse al recupero del prezioso involucro. Per questo, il mio esposto, affinché il silenzio non legittimi omissioni. 
A chi strumentalizza la passione e la voglia di valorizzare Caserta e la sua storia, il mio impegno potrà anche apparire come una accanita battaglia personale, ma chi mi conosce sa che non consentirò che questa vicenda si concluda per inerzia o peggio ancora per un ulteriore allungamento dei tempi della discussione. 
Per questo spero che la stampa dia risalto a questa denuncia affinché, con le responsabilità amministrative, siano portate a conoscenza dei cittadini fatti di storia, divenuti poi fatti di cronaca, che, interconnessi alla nuova stagione della Reggia, iniziata con Mauro Felicori, possano valorizzare il nostro patrimonio storico-monumentale e la consapevolezza dell’importanza del nostro passato in cui si annidano tutte le inespresse opportunità del futuro. Il rientro dei resti, cristianamente appaga e rende sereni, mentre lascia scoperte le radici profonde e l’appartenenza autentica ai valori della casertanità, che resteranno, fin quando non ci sarà verità e giustizia per Vanvitelli e la nostra storia, inquiete e tumultuose nell’animo.
(La seconda foto riporta la nota della Soprintendenza che ha originato il mio esposto al Ministero terza e quarta foto)”.