MADDALONI (Caserta) – Questa sera, 23 giugno 2017, nella chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, in via padre Pio, si terrà, alle ore 18,30, il trigesimo del Maestro Antonio Renga, esponente di spicco di una famiglia di Musicisti: i Renga.
Da un po’ di tempo ho deciso di dedicarmi allo studio di personaggi che hanno rappresentato, vissuto o comunque sono associate alla Musica e a Maddaloni. Così nel tempo ho continuato con i Direttore di Banda e Orchestra come Antonio Grauso, Giuseppe Renga, Salvatore Silvestro, Stefano D’Angelo, Luigi Pascarella senior, Antonio Pascarella Senior; ed ancora musicisti come Alberto Marzaioli, Francesco Pellegrino, Domenico Desiato, la grande Giulietta Sacco e i più recenti Maestri Luigi Pascarella e Antonio Barchetta.
Uno studio conoscitivo della città e dei suoi rappresentanti che va avanti sia grazie alla disponibilità del quotidiano on line “L’Eco di Caserta” che della collana cartacea “Chi è?”.
Quest’oggi, ripercorrendo molto sommariamente il suo percorso di vita, cerchiamo di delineare un breve profilo biografico per il quale si esprime sincero ringraziamento alla famiglia e al Maestro Prof. Luigi Pascarella sempre sollecito e disponibile alla promozione delle figure “da ricordare” della Città di Maddaloni.
Ed è lo stesso Maestro Pascarella che così ricorda il Maestro Antonio Renga:
«Come il padre oltre ad essere un bravo e serio professionista nei rapporti con le persone era tranquillo e rispettava tutti.
Non lo ho mai visto alterarsi o parlar male di nessuno.
Nell’esperienza con “I musici di Calatia” si è inventato un nuovo modo per sfruttare le nuove tecnologie: affidava alle tastiere le parti degli strumenti che non c’erano: oboe, fagotti, celli, contra basso ecc.».
Il Maestro Antonio Renga è nato a Maddaloni il 4 settembre 1933 ed è tornato alla Casa del Padre il 22 maggio 2017.
Per ciò che concerne la famiglia di origine va detto che il Maestro Antonio Renga, figlio d’Arte, nasce dal Maestro Giuseppe e da Montano Grazia; per ciò che concerne la famiglia generata, invece, va detto che si coniugherà con Ester Rasile dalla quale ha avuto tre figlie: Grazia, Anna e Caterina.
Non abbiamo, al momento, un ricco repertorio di informazioni sulla giovinezza del Maestro, salvo una testimonianza che lo colloca anche nell’impegno politico socialista. Umberto Santacroce, infatti, ha rilasciato una interessante testimonianza in tal senso che costituirà il primo ricordo in esito alla presentazione sommaria del profilo biografico del Maestro Antonio Renga.
Il Maestro Antonio Renga ha iniziato gli studi musicali con il papà Giuseppe suonando il clarinetto fino all’età di 15-16 anni, poi ha proseguito gli studi musicali dedicandosi al pianoforte. A tal fine era seguito privatamente da vari docenti, tra cui il Maestro Eduardo Alabisi di Santa Maria Capua Vetere[1]. In linea con questo studio ha conseguito il diploma di pianoforte presso il “Conservatorio San Pietro a Maiella” di Napoli il 25 ottobre del 1956.

Un giovanissimo Antonio Renga
Va aggiunto, a completamento di questo periodo di formazione, che il Maestro Antonio Renga ha mosso i primi passi da studente pianista esibendosi, con il complesso “Orchestrina Azzurra” insieme al papà Giuseppe e al fratello Vincenzo, nei festini di nozze che negli anni 50 si tenevano nei cortili o nelle abitazioni degli sposi. Con questa orchestrina suonava anche nel “Caffè degli Aranci”, oggi “Giardino degli Aranci”, dove c’era anche una pista da ballo, che i maddalonesi amavano frequentare nelle serate estive per ascoltare musica ed esibirsi nei balli dell’epoca[2]. Tra gli artisti con cui si esibiva lo stesso Maestro Antonio Renga troviamo anche Domenico Desiato[3].

Il Maestro Antonio Renga nel periodo in cui ha conquistato la notorietà.
Altra esperienza professionale interessante, prima di iniziare le sue tournées con il Complesso “Oppi”, di Ruggero Oppi[4], ha fatto anche l’esperienza come pianista suonando, per un breve periodo, nel famoso “CIRCO TOGNI”, nei vari spettacoli che lo stesso teneva in Campania.

Il Maestro Antonio Renga al pianoforte.
Da qui poi, come anticipato, considerata la sua bravura, è preso in forte considerazione e viene reclutato da un noto gruppo che lo inserisce nella band e quindi lo troviamo subito partecipare alle tournée con il “Complesso Oppi e i Roger’s”, insieme al fratello Vincenzo, suonando in locali di fama internazionale in Italia ed all’estero, come “Regina Isabella “ di Lacco Ameno – “L’ODEON” di Milano – “LE TERME” di Salsomaggiore – “CAMPIONE D’ITALIA e altri famosi locali in Germania, Svizzera e Olanda . Il Maestro Antonio Renga, ha suonato, con il Complesso “Oppi”, nelle sue diverse evoluzioni musicali e denominazioni (Ruggero Oppi e il suo quintetto”, “Ruggero Oppi e il suo Humor Ritmico” e “Oppi e i Roger’s”) dal 1958[5] al 1963.

Una copertina con il Maestro Antonio Renga nel Complesso “Oppi”

Una copertina con il Maestro Antonio Renga (secondo da destra dientro vicino all’ombrella) nel Complesso “Oppi”

Durante questo periodo, sempre con il Complesso “Oppi” ha inciso diversi 45 giri con le case discografiche “Phonola” e “combo”, ed ha partecipato ad una trasmissione televisiva pomeridiana dal titolo “Anni Verdi”.

Il Maestro Antonio Renga con Complesso “Oppi” per “Il buio in cima alla Scale”

Il Maestro Antonio Renga

Al centro il Maestro Vincenzo Renga, fratello di Antonio.
Al rientro a Maddaloni dalle varie tournées ha impartito lezioni di pianoforte a tanti allievi alcuni dei quali, seguendo le sue orme, si sono diplomati in pianoforte, come: Brunilde Boragine, Giuseppe Cassaro, Rosaria Amato.
Alla professione artistica non manca il Maestro Antonio Renga di abbinare anche quella dell’insegnamento e così consegue l’Abilitazione all’insegnamento di Educazione Musicale. Questo titolo gli consentirà, una volta lasciato il Complesso “Oppi”, di intraprendere l’attività di docente presso varie Scuole Medie della provincia di Caserta tra cui, per ultima, la “Luigi Settembrini” di Maddaloni.
Dagli anni ’70 agli anni ’90 ha svolto l’attività di Maestro concertatore e Direttore con l’orchestra “I musici di Calatia”, composta dai suoi allievi e da altri validi giovani musicisti maddalonesi, allietando, con un vasto repertorio di musica classica, i vari eventi organizzati dal Gruppo Archeologico Calatino “Franco Imposimato”, finalizzati alla rievocazione di momenti di storia, arte e tradizioni civili e religiose della città di Maddaloni.

La Cartina Calatia/Maddaloni disegnata da Francesco Imposimato che ricorda il periodo dell’impegno e delle attività del Gruppo Archeologico Calatino e “I Musici di Calatia”.
Tra i componenti de “I musici di Calatia” vi erano anche “I boragine”, e quindi illustri al tempo allievi oggi Professori e Maestri di Musica, Direttore dall’eccellenza di doti come Luigi Ceci e Luigi Pascarella.

Il Maestro Antonio Renga dirige un’orchestra nel Salone Storico del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni.
Si badi che il Maestro Antonio Renga oltre essere aderente era un socio attivo del GAC cittadino essendo, come ogni Artista, fermamente convinto della valorizzazione della memoria e della bellezza locale.
Nell’ottica della tradizione musicale in relazione alla figura del Maestro Antonio Renga va legata alla Festa di Santa Cecilia. La stessa, nonostante la vetustà, rappresenta una testimonianza di continuità della tradizionale festa dei cultori e professionisti della musica che continua a mostrarsi, per lì’appunto, nella celebrazione della Festa di Santa Cecilia che a Maddaloni da diversi anni ha scelto come sua sede la chiesa del Carmelo in Via Ponte Carolino e si realizza sotto la direzione del Maestro prof. Luigi Ceci (tra gli allievi del Maestro Antonio Renga), come presidente dell’Associazione Giuseppe Verdi di Maddaloni e Direttore dell’Orchestra della Provincia di Caserta “LUCE”. Il Maestro prof. Luigi Ceci perpetua questa importante celebrazione nel ricordo di tutti i musicisti che già in passato, si pensa a Grauso e quanti lo hanno succeduto in particolare ai musicisti della Famiglia Renga, hanno reso grazie alla loro protettrice con cura a passione. E tra questi musicisti del passato vi è da citare il Maestro Antonio Renga, a cui, prima del Maestro Prof. Luigi Ceci, era precedentemente affidata la realizzazione del concerto in onore della Protettrice della Musica.
Un’altra passione che amava coltivare il Maestro Antonio Renga era quella dell’elettronica. Infatti, seguiva per approfondire la conoscenza in questo campo, corsi per corrispondenza riuscendo a costruire una radio a galena. In tempi non sospetti, nel pieno della sua attività, servendosi di strumentazioni rudimentali, ha inciso su un disco in vinile una canzone di sua composizione dal titolo “Ischia, Capri e Procida” (testo del prof. Luigi Briganti); ha composto, inoltre, altre canzoni e varie suonate come “Divina”, “Eleganza”, “Da Ubaldo” (suonata a 4 mani) “, “La Giostra Dei Ricordi”, “La Vita in Galleria” (canzone ispirata alla vita che gli artisti napoletani, all’epoca, svolgevano nella Galleria Umberto I di Napoli). Altre sue opere sono anche con versi di Umberto Santacroce come “La graziosa Giuseppina” e “Giulietta e Romeo”.
Gli ultimi anni della sua vita, il Maestro Antonio Renga, non potendosi dedicare più alla sua attività di musicista, per motivi di salute, li ha trascorsi circondato dall’affetto dei suoi familiari, facendo lunghe passeggiate per le strade di Maddaloni. Ha avuto la possibile di percorrere in lungo e in largo la sua amata Città, spesso si rammaricava di non ritrovare più la sua città serena, tranquilla e sana come quella di una volta. Almeno, ogni tanto, qualche volto amico, con cui ricordare i tempi della “belle epoche” cittadina gli consentiva di rivivere gli ani andati e ricordare e discorrere su fatti, personaggi, esibizioni e opportuni “artistiche” del territorio
Lascia questa terra, restando vivo nell’affetto dei suoi cari e di quanti lo hanno conosciuto, il giorno 22 maggio dell’anno 2017.

Il Maestro Antonio Renga.
Iniziamo le testimonianze con quella del suo compagno Umberto Santacroce:
«Il mio caro amico Antonio.
Ci siamo incontrati nella Sezione del Partito Socialista io e Antonio.
Lui aveva un padre con radici politiche comunista ma trovo in quella sezione un motivo di impegno.
Le due sezioni allora erano nello stesso palazzo, nell’aria del marciapiede , in via Umberto I.
Trovammo immediatamente un interesse reciproco, lui abitava in Via Nino Bixio e i genitori gestivano un bar vicino all’edicola Croce. Io abitavo in Via Roma, nel terzo Vicolo, in un “basso” dove per entrare si doveva scendere due scalini.
La prima riunione che io ricordo si svolse i primi giorni di luglio 1952, e erano stati presenti 25 sui 35 iscritti.
Il compagno che rappresentava i giovani nel Comitato Direttivo della sezione, relazionò circa i temi trattati e in particolare dell’impegno per la sottoscrizione per l’Avanti.
Qualche settimana dopo si svolse una riunione che aveva al centro l’organizzazione del gruppo dei giovani e la segreteria mise a loro disposizione uno spazio per l’attività sportiva e una scrivania.
I compagni adulti trovarono interessante questo interesse dei giovani; Vicino a dove abitava Antonio c’era un negozio di materiale sportive gestito, ricordo, da Antimo D’Angelo che ci regalò un pallone di cuoio n. 5.
Per avere un minimo di risorse per l’attività del Gruppo, comprammo una penna stilografica e promuovemmo una sottoscrizione.
Il 2 agosto si svolse una assemblea degli iscritti socialisti nella sezione sui problemi politici e organizzativi ed erano presenti Alfredo Mangiacapra della segreteria provinciale e Manetti per i Giovani.

Antonio Renga e Umberto Santacroce presso la torre Artus.
Fu la prima occasione nella quale si parlava di questioni del nostro Paese e del congresso del Partito. Eravamo presente Antonio Renga, Nicola Oliva ed io che feci il mio primo intervento.
Ho ripensato spesso quella emozione avvertita per parlare davanti a varie persone con le gambe che tremavano e la stessa voce era incerta. Sicuramente i compagni anziani se ne saranno accorti ma non lo fecero notare.
Nicola Oliva era mio compagno di scuola e partecipo a varie iniziative ma poi si arruolò nella aviazione militare.

Nicola Oliva.
Antonio studiava musica e un giorno che andai a casa sua e lo vidi al pianoforte gli confidai che avevo scritto delle poesie che se lui avesse ritenuto possibile si poteva scrivere la musica.
Continuammo a ragionare delle cose da fare nella sezione di partito e lasciandoci rimanemmo d’intesa che gli avrei fatto vedere quei versi il che feci nella prima occasione d’incontro.
Una sera lui in sezione mi diede degli spartiti che ho sempre conservato con molta cura.
Antonio mi fece sentire la musica che mi piacque e finì tutto li.
I versi:
La diciassettenne (La Graziosa Giuseppina)
Sale e scende
In su le scale
La graziosa
Giuseppina
Che vagando
Senza posa
Aiuta questa
Ed indi quella
Ma trascura
Sempre sé
Ed infatti
E’ senza fren’.
La sorella
Maggiorenne
La richiama
Spesso in sé,
Ma, frenetica,
Risponde:
“Lascia fare
Solo a me!”
Bimbi in braccia
E capelli arruffolati
Gira e vaga per tutto
L’abitato che borbotta
Ai quattro venti
La suddetta tarantella.
26 Novembre 1951


Giulietta e Romeo
Signor io Vi saluto ed
Incomincio a raccontarVi
Questa storiella che
Certo a voi tutti sarà
Gradita ché di Romeo e
Giulietta dirà gl’ idili .
Per le strade un via vai
Molta gente passerà
Ma Giulietta sta colà
E al suo posto resterà
Ella attende ed è contenta
Che il suo amore passerà
E lì al balcon, sola soletta,
su e giù poi guarderà.
Il suo cuore batte forte
Al rumor d’ automobile
Ma, sovente, resta illusa
Perché egli non sarà.
Ecco al fin che il bel Romeo
Tutto solo qui verrà
E di sotto al suo balcone
Più che certo spasserà.
Ella il vede e in sé gioisce
Perché fra poco l’abbraccerà
E, del padre di nascosto,
a lui d’incontro correrà.
Ed infine, soli soletti
Nel portoncin si fermeranno
E repente dice la gente
“oh, che coppia, che bontà!”
Eppur l’amor di questi amanti
È tanto caro alla gioventù che,
gaia e allegra, imitar li vuole,
nel loro amor fatto così.
6 marzo 1952

Era un momento di innamoramento.
In quel periodo mi sono espresso con versi, un ragazzo che sapeva niente di lirica e ancor meno di metrica.
1953 Escursione di Giovani socialisti: con Umberto Santacroce e Antonio Renga, Ciro Fusco e Cristofaro La Spina.
La domenica diffondevamo l’Avanti mentre il gruppo che era impegnato per la formazione della squadra di calcio iniziarono ad allenarsi al campo sportivo.
La squadra di calcio aveva un nome, la”Galazia” e delle magliette rosse fuoco.
La squadra partecipò ad un girone che richiedeva dei spostamenti nei paesi vicini e al meglio avevamo a disposizione qualche bicicletta. Ricordo “U munaciello” un ragazzo che nel campo era molto bravo e apprezzato.
Il 3- 4 gennaio 1953 a Capua si svolse il Congresso Provinciale del PSI di “Terra di Lavoro” . Noi alle prime esperienze eravamo scarsamente coinvolti.
L’ attività giovanili si concentrava sulla diffusione dell’Avanti, particolarmente le domeniche e con la squadra di calcio eravamo impegnati a coordinare le presenze. Poi spesso si richiedeva un aiuto per affiggere i manifesti per le varie iniziative e comizi.

Umberto Santacroce impegnato nella diffusione dell’Avanti, con la bicicletta. (10 luglio 1955)
Nella campagna elettorale nazionale fummo coinvolti per la preparazione del comizio in cui parlò Vincenzo Chirico, sindaco di Frignano e a conclusione Francesco De Martino. Era il giugno 1953 e a me ed Antonio fu affidato il coordinamento delle sezioni elettorali del nostro Comune.
Seguire gli scrutini nelle varie sezioni dove c’erano dei rappresentanti di lista e la raccolta dei dati.
L’attività giovanile prosegui con la partecipazione al Congresso provinciale del Movimento Giovanile socialista di Caserta (15 giugno1953)
Dopo il congresso l’attività del M.G. di Maddaloni cominciò a stendersi ne i vari rioni.
Molta attenzione fu posta per il rione dei Formali dove facemmo tanti incontri e molto spesso eravamo noi due, io e Antonio.
Gradualmente coinvolgendo i nuovi iscritti.

1954, un gruppo di varie generazioni, Umberto Santacroce, Antonio Renga e Criscuolo, nella sede del PSI.
La nostra attività su estendeva anche nei paesi vicini come Messercola, Cervino, San Felice a Cancello e S. Maria a Vico.
Con l’impegno crescente per lo studio Antonio fu assorbito completamente dalla sua attività professionale.
Dall’altra parte io fui impegnato prima con la campagna elettorale nella zona di Piedimonte di Alife ( ora Piedimonte Matese) e poi per il servizio militare di leva dal mese di luglio 1958 e dicembre 1959.
Antonio sposò Ester Rasile, uno stimato compagno socialista, il 4 maggio 1961e la cerimonia avvenne nella chiesa di San Francesco d’Assisi.
Con l’occasioni, allora scrissi dei versi per festeggiare l’occasione.
4 maggio 1961
Si va a nozze!
Evviva, evviva
e giulivo il di sarà
per Tonino ed Esterina
e a loro tanti auguri vogliam fare.
Manca solo un di
Per quel famoso cinque maggio
In cui Manzoni la sua lirica cantò.
Io non canto, non sono un aèdo
ma con forza rilancio il coro
e il mio augurio, io vi fo».
Segue dunque la testimonianza del Maestro Antonio Barchetta, figlio del compianto Aniello :
«Ricordo con molto affetto il caro Antonio Renga che fin da piccolo chiamavo Tonino. I miei ricordi vanno alla mia fanciullezza e ai primi passi in musica come violinista con mio padre che durante le lezioni non mancava mai di portare esempi di giovani promesse di musicisti maddalonesi. Tra le tante figure di cui mi parlava mio padre spiccava quella di Tonino Renga. Erano i tempi delle feste dei matrimoni nei cortili e papà d’accordo con il papà di Tonino lo inseriva nell’organico dell’Orchestrina Azzurra. Col passare degli anni il contatto con tonino divenne più diretto in quanto spesso non avendo a disposizione il suo violinista chiamava me per i matrimoni in chiesa e ricordo con affetto anche il tenore Omaggio che faceva parte fissa del trio Organo Violino e Voce. Tanti sono stati i momenti passati insieme. Il ricordo più intenso e commovente è l’incontro avuto con lui quando già stava poco bene in piazza davanti alla sede della mia Associazione. Parlando dei nostri ricordi, gli accennai all’idea della Biblioteca e lui tutto contento mi disse “bravo è nà bella cosa”. Gli chiesi pure se aveva qualche spartito da inserire nella Biblioteca ma capii che non ricordava. Un grande musicista, un grande amico e una persona molto affabile è questo il mio ricordo di Tonino Renga».
Certamente lo studio sulla figura del Maestro Antonio Renga è solo all’inizio, si è ritenuto comunque giusto predisporre questo breve ricordo per poterne incentivare la diffusione del profilo biografico e la conoscenza tra le nuove generazioni.
[1] Il Maestro Eduardo Alabisi di Santa Maria Capua Vetere lo troviamo tra i protagonisti della Piedigrotta sammaritana del 1945, fonte Giovanni Laurenza “La Piedigrotta Sammaritana”.
[2] Per approfondimento di veda Michele Schioppa, “I teatri di Maddaloni”, edizione settimanale il Caffè, Caserta 2002-2003.
[3] Tra gli allievi del Maestro Giuseppe Renga fin dall’adolescenza, nel 1952, è Domenico Desiato che è stato anche componente di gruppi con il Maestro Antonio Renga. Ebbene, in casa Renga, Mimmo (per gli amici) Desiato impara a suonare il sassofono e la fisarmonica e soprattutto viene formato nell’uso di uno strumento naturale che non aveva contendenti al tempo: la voce. Mimmo, essendo di casa nella famiglia Renga, successivamente suona anche con i figli i Maestri Antonio e Vincenzo Renga con i quali instaura una grande amicizia.
In questo periodo Mimmo Desiato è la voce dell’ “Orchestra/Orchestrina Azzurra”, leader dei principali momenti musicali cittadini e con puntate anche all’esterno. In particolare è interessante ricordare un evento che è rimasto nella storia. Ci riferiamo al Primo Festival della Canzone Maddalonese, primo ed unico Festival della Canzone Maddalonese, che si tenne sulla montagna di San Michele e fu promosso dal Cav. Salvatore Croce, titolare di un negozio di Tabacchi in via Bixio e grande sostenitore dello sport (in particolare del ciclismo) a Maddaloni, e che si occupava del comitato di gestione dell’eremo micaelico e dal Maestro Giuseppe Renga. Per l’occasione vi fu un orchestra che suonava i pezzi maddalonesi che era composta dai Maestri Antonio e Vincenzo Renga, Michele Murante, Domenico Senneca e Ferdinando Gentile. Le prove degli strumentisti si facevano in casa Renga. A cantare i pezzi dei maddalonesi e no De Florio, Renga, Barchetta e Marzaioli vi erano diversi cantanti, quello che vinse fu Mimmo Desiato con una canzone dal titolo “Montagna Nostra”, o forse “‘A festa da montagna”, di Giuseppe Renga e Pasquale De Florio. Si aggiunga che in occasione delle Piedigrotte maddalonesi si ricordano la presenza di carri strumentali e da testimonianze di artisti musicali come Aniello Barchetta, Antonio Renga, Giuseppe Di Lillo, Sagnelli, Caccavalle ed altri che suonavano portando allegria in tutta la città. Per approfondimento: Michele Schioppa, “Aniello ed Antonio Barchetta e la Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini”, Maddaloni 2003, pag. 8-9.
[4] Ruggero Oppi (Bologna, 7 giugno 1919) è un cantante e batterista italiano ed è considerato uno dei precursori della musica demenziale, grazie ad alcune sue canzoni basate su doppi sensi di cui “Ai Romani piaceva la biga” è la più nota. Fonte Wikipedia.
[5] Possiamo concludere che a livello di Discografia il Maestro Antonio Renga ha contribuito fattivamente alla produzione di EP e 45 giri. Per ciò che riguarda gli EP abbiamo per l’anno 1958: Ruggero Oppi e il suo humor ritmico (Music, EPM 10104). Per l’anno 1959: Simpatica/Melodia d’amore/Vurria sape’ pecchè/Lassame sta’ (Combo Record, F 10032; come Ruggero Oppi e il suo quintetto – canta Otello Tabarroni). Ancora per l’anno 1959: Ruggero Oppi e il suo humor ritmico (Combo Record, F 10033; come Ruggero Oppi e il suo quintetto); Ruggero Oppi e il suo quintetto (Combo Record, F 10057; come Ruggero Oppi e il suo quintetto); O Josefin/Calypso habanero/Lola del Golden Bar/Storia di un amore (Combo Record, F 10058; come Ruggero Oppi e il suo quintetto – canta Otello Tabarroni); Ruggero Oppi e il suo complesso – cantano R. Oppi e O. Tabarroni (Combo Record, F 10097); Ruggero Oppi e il suo complesso – cantano R. Oppi e O. Tabarroni (Combo Record, F 10098).


Copertina e retro di Successi del Complesso “Oppi” nel periodo della presenza del Maestro Antonio Renga.
Per ciò che concerne i 45 giri con il 1958 abbiamo La biga (Youtube) /La barbiera di Siviglia (Youtube) (Music, 4104). Sempre per l’anno 1958 si ricorda Simpatica/Melodia d’amore (Combo Record, 5071); Lassame stà/Vurria sape’ pecche’ (Combo Record, 5072); Il bullone (dove lo metto) (Youtube)/Vado a Cuba (Youtube) (Combo Record, 5083); La biga/La Ninetta (Combo Record, 5114); Storia di un amore/Lola del Golden Bar (Combo Record, 5115); Calypso habanero/O Josefin (Combo Record, 5130); Marinai, donne e guai/Gira l’hula hoop (Combo Record, 5131); Mariti in città/’O sarracino (Combo Record, 5132). Per il 21 maggio 1959 si ricorda Spacco tutto/Il duro (Combo Record, 5219). Si segue ancore per il 1959 con Stasera tornerò/Arrivederci (Combo Record, 5220); Cantiamo all’amore/Bella bimba (Combo Record, 5221); Chi è?/Guarda che luna! (Combo Record, 5222). Si passa dunque alla produzione del 1960: Ramona/Il nostro giorno (Combo Record, 5488; pubblicato come Oppi e i Roger’s – canta Henry Belmont); Stasera tornerà/Arrivederci (Combo Record, T 0530); Coccinella/Bella bimba (Moonglow, 42052; pubblicata in Belgio). Quindi abbiamo la produzione del 1961 Ai Romani piaceva la biga/La Ninetta (Humor, 10; come Ruggero Oppi e il suo humor ritmico).


Copertina e retro di Successi del Complesso “Oppi” nel periodo della presenza del Maestro Antonio Renga.
Va detto che “Ai Romani piaceva la biga” fu un vero e proprio tormentone per quelli anni infatti spopolò (Youtube). Il testo fu scritto da Panzieri nel 1953 ma incisa solo nel 1961 da Ruggero Oppi. Sempre nel 1961 abbiamo Calcutta/Pepe (Youtube) (Combo Record, 5414; pubblicato come Oppi e i Roger’s – canta Henry Belmont); Viens a Juan les Pins/Il nostro giorno (Carnevale in città) (Combo Record, 5415; pubblicato come Oppi e i Roger’s – canta Henry Belmont). Ancora nel 1961 abbiamo Il buio in cima alle scale (Youtube) /Ramona (Combo Record, 5416; pubblicato come Oppi e i Roger’s – canta Henry Belmont). Passiamo dunque al 1962 con Il mio cuore in Messico/Primo amore (Combo Record, 5547); Il leone addormentato/Paris blues (Combo Record, 5548). La musica, scritta dallo stesso Oppi, è un rock’n’roll con un interessante assolo di sax verso il finale. Per approfondimenti si rimanda ai contributi de “Le note di Euterpe ” in particolare agli articoli “Ruggero Oppi – EP (1958)” di venerdì 4 ottobre 2013, “Ruggero Oppi – Spacco tutto/Il duro (1958)” di lunedì 10 ottobre 2011 e “Ruggero Oppi – Ai Romani piaceva la biga/Ninetta (1961)” di domenica 6 febbraio 2011. Si veda anche la sua video biografia “Ruggero Oppi – Biografia”. Si veda ancora “RUGGERO OPPI – La Biga/La Barbiera di Siviglia/Il Vostro Fegato… Signora/Lucrezia (1958) ”.




Cimeli del Complesso “Oppi” nel periodo della presenza del Maestro Antonio Renga.
