
CITTA’ DEL VATICANO – L’atmosfera è quella di festa solenne, c’è una coda silenziosa e attenta che man mano si diluisce a Porta Sant’Anna per assistere al Giuramento di nuove 40 reclute delle Guardie Svizzere Pontificie il Santo Padre riceve presso la sala Clementina, i parenti gli amici ed in particolare le 40 nuove reclute delle Guardie Svizzere Pontificie che nel pomeriggio prenderanno parte attivamente alla cerimonia. Nel suo discorso il Papa ribadisce oltre alle gesta eroiche insieme con le caratteristiche compostezza, precisione e serietà professionale, anche generosa testimonianza cristiana e santità di vita.
Sia questa la vostra prima preoccupazione. Vorrei invitarvi a vivere il periodo che trascorrete nella “Città eterna” con sincera fraternità, sostenendovi gli uni gli altri nel condurre una vita esemplarmente cristiana, che sia motivata e sorretta dalla vostra fede. Sono sicuro che la spinta più forte a venire a Roma per compiere questo servizio ve l’ha data proprio la vostra fede. La singolare missione a voi affidata in favore della Santa Sede e della Chiesa ha infatti la sorgente nel Battesimo, che vi abilita a testimoniare la fede in Cristo, morto e risorto, là dove la Provvidenza vi pone a vivere. A ancora proseguito il Papa, Care Guardie, sentitevi parte attiva del grande popolo di Dio, discepoli-missionari impegnati a testimoniare il Vangelo nell’ambiente in cui operate e nei luoghi del tempo libero.
E questo passa attraverso piccoli gesti quotidiani, a volte ripetitivi, ma ai quali è importante dare un significato sempre nuovo. In tal modo si forma uno stile di comportamento che, all’interno del Corpo, è fatto di reciproca armonia e rispettosa comunione con i vostri superiori, e all’esterno si esprime nell’accoglienza, nella gentilezza, nella pazienza. Ha concluso, Approfitto di questa occasione per rinnovare all’intero Corpo della Guardia Svizzera la mia riconoscenza per la diligenza e la sollecitudine con cui svolge la propria preziosa attività al servizio del Papa e dello Stato della Città del Vaticano. Vi chiedo di pregare per me e, mentre invoco su di voi la protezione della Vergine Santa e dei vostri Patroni San Martino, San Sebastiano e San Nicola di Flüe – del quale cui ricorre quest’anno il sesto centenario della nascita – di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.
È stato il comandante Christoph Graf a presentare al Papa le quaranta nuove guardie che, nel pomeriggio di sabato 6 maggio, hanno prestato il solenne giuramento sulla bandiera del corpo, nel cortile di San Damaso, alla presenza dell’assessore della Segreteria di Stato monsignor Paolo Borgia. Prima dell’udienza le guardie, accompagnate anche dai loro familiari, avevano partecipato alla messa celebrata dal cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, all’altare della cattedra della basilica Va t i c a n a .
Le celebrazioni in occasione del giuramento sono iniziate, nel pomeriggio di venerdì 5 maggio, con i vespri nella chiesa di Santa Maria della Pietà in Campo Santo Teutonico, il conferimento delle onorificenze e la deposizione della corona in onore dei caduti del 6 maggio 1527, nella piazza dei Protomartiri romani. In questa occasione il comandante ha auspicato che i cristiani alzino sempre coraggiosamente la voce contro le ingiustizie, seguendo l’esempio del Papa. Nelle sue parole il ricordo delle tante vittime di guerre e carestie in Medio oriente e Africa, ma anche il dramma dei rifugiati, che è sotto gli occhi di tutti, e le questioni etiche cruciali come eutanasia e aborto. Sta ai cristiani, e certamente anche alle guardie svizzere con il loro servizio, dare una testimonianza di fede e amore davanti al mondo.
Le autorità svizzere sono rappresentate dalla presidente della Confederazione, Doris Leuthard, dal presidente del Consiglio degli Stati, Ivo Bischofberger, e dall’ambasciatore presso la Santa Sede, Pierre-Yves Fux. Il governo cantonale di Obvaldo — ospite di quest’anno per ricordare i seicento anni della nascita di san Nicola della Flüe — è rappresentato dal presidente Franz Enderli, mentre a rappresentare l’Esercito Svizzero era Jean-Paul Theler. Con il cappellano, era presente anche il presidente della Conferenza episcopale, il vescovo Charles Morerod.
La storia, ricorda che Il 6 maggio dell’anno 1527, la Città Eterna è stata attaccata dai lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V. Oggi, quest’evento è conosciuto come il “Sacco di Roma”. Durante questa invasione, gli svizzeri non avevano alcuna possibilità, anche se hanno cercato di resistere all’assalto. Delle 189 Guardie Svizzere Pontifice sono sopravvissuti solo in 42. I quali, all’ultimo momento, riuscirono a portare il pontefice Clemente VII a Castel Sant’Angelo attraverso un passaggio segreto (“Passetto”) salvandogli la vita. Ancora oggi, in ricordo di quest’evento storico, il giuramento annuale delle nuove reclute si svolge il 6 maggio.
Alla cerimonia oltre alle famiglie delle guardie che prestano giuramento, sono presenti anche importanti rappresentanti della politica e della Chiesa. Il giuramento, letto dal cappellano, sarà ripetuto dalle nuove reclute nella versione ridotta: “Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente, il Pontefice regnante, Francesco e i suoi legittimi successori, di dedicarmi con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa. Assumo gli stessi doveri nei confronti del Collegio Cardinalizio durante la vacanza della Sede Apostolica. Prometto anche al Comandante e agli altri Superiori rispetto, fedeltà e obbedienza. Così giuro, che Dio e nostri Santi Patroni mi assistono “.
Il giorno del giuramento è probabilmente il giorno più importante nella vita di una guardia. Quando giuriamo sulla bandiera della Guardia in armatura e uniforme di gran gala, giuriamo per la vita. Cosi anche oggi 06 maggio, dopo diversi secoli di tradizioni è stato rinnovato l’atto solenne del giuramento, presenti alla cerimonia, oltre ai parenti ed amici delle reclute, autorità civili, militari ed una folta presenza della Curia romana.
