MADDALONI (Caserta) – Nelle scorse settimana abbiamo avuto modo di raccontare (Maddaloni, risuona nell’aria ancora il successo del Concerto di Primavera nel Salone del Convitto) l’impegno dei giovani musicisti del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni la cui organizzazione bandistica ha partecipato, da protagonista, come “Orchestra Junior del Convitto” al Concerto di Primavera tenutosi nello storico Salone del convitto maddalonese con la tela più grande del mondo lo scorso 12 aprile 2017.

La componente musicale giovanile della scuola maddalonese ieri è stata nuovamente protagonista presso l’Eremo di San Vitaliano a Casola, frazione di Caserta Città.

La presenza è data dalla partecipazione al progetto CantEremo che nasce come tentativo di far conoscere attraverso il canto sacro.

A tal fine l’Eremo di San Vitaliano, ristrutturato da qualche anno[1], la cui vitalità è stata resa possibile grazie alla pluridecennale presenza del prof. don Valentino Picazio, costituisce un punto di riferimento culturale sul territorio casertano.

Il progetto prevede la visita guidata all’Eremo attraverso l’animazione della Celebrazione Eucaristica in una Domenica dell’anno.

Ed infatti, l’animazione musicale da parte dei giovani musicisti maddalonesi si è realizzata ieri, 30 aprile 2017, in occasione della Santa Messa di mezzogiorno.

L’occasione è stata dunque colta dalla scuola maddalonese che si è portata a visitare l’importante luogo storico ed artistico. L’edificio già citato nella Bolla del 1113 dell’Arcivescovo Sennete, metropolita di Capua, l’Eremo, secondo la tradizione, fu costruito da San Vitaliano (nato a Capua nel sec. VIII) durante il suo romitaggio in Miliarum (o Maltanum), località del territorio di Caserta, dove visse alcuni anni compiendo miracoli. La struttura, risalente ad epoca successiva all’VIII secolo, è stata più volte rimaneggiata e, pertanto, l’autenticità delle origini è alterata.
La banda della scuola maddalonese è stata accompagnata dai prof. Maestro Luigi Pascarella, Domenica Papa, Clorinda Schioppa e Rita Pisanti. Appena arrivati grazie alla presenza e collaborazione dei genitori, il Rettore prof.ssa Maria Pirozzi per esigenza familiari era assente ma ha delegato il suo saluto e l’apprezzamento per la partecipazione della “famiglia scolastica” a questo tipo di iniziative, gli allievi all’esterno della chiesa hanno allietato i presenti.

Hanno partecipato, prima della Santa Messa sanche ad un evento al sacrario dei caduti nelle missioni di pace dove erano presenti i parà che hanno onorato col loro trombettiere, che ha suonato il silenzio, la rappresentanza e la memoria di un sergente capo parà caduto a Kabul; era presente la moglie e il figlio di un parà ricordato.


È seguita dunque la Santa Messa nell’eremo che è stata animata con canti e letture dei ragazzi del Convitto maddalonese. Al termine un nuovo intervento musicale della banda e quindi la benedizione di don Valentino Picazio, celebrante, che ha ringraziato gli alunni presenti i loro genitori, i docenti e il Rettore.

Nel corso della mattinata in occasione della visita è stata ammirata, la Croce Diocesana del Concilio Vaticano II che fu installata da don Elpidio Rossetti negli anni ’80 su invito del Vescovo di Caserta Mons. Vito Roberti a ricordo del Concilio Ecumenico Vaticano II. La Croce, posta sul monte Cerrito (430 s.l.m) di Casola, è alta 27 m. ed è stata illuminata in occasione del Giubileo del 2000 che ha celebrato l’avvento del Terzo Millennio per dare un segno della nostra appartenenza a Cristo, unico Salvatore del mondo.

Per maggiori informazioni sulle attività del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, sito Via San Francesco D’Assisi, 119 a Maddaloni (CE) è possibile contattare la segreteria al numero 0823-434918, oppure consultare il portale dedicato http://www.cngb.it.
[1] Il restauro, iniziato nel 2001 ad opera del parroco di San Marco Evangelista di Casola, don Valentino Picazio, ha ripristinato la copertura a capriata, tipica dell’Alto Medioevo ed ha eliminato superfetazioni ornamentali riportando alla luce l’essenzialità delle linee architettoniche primitive.
