Caserta, un nome per la Sun: sia università di Caserta. Martedì 21 dibattito in curia

CASERTA – Un incontro pubblico sul tema “Università di Caserta: il nome negato” avrà luogo martedì 21 aprile, alle 17, nella Biblioteca del Seminario Vescovile presso la Curia di Caserta, promosso dal “Comitato pro Università di Caserta”.

Il programma prevede alle 17 una Tavola Rotonda a cui partecipano: Oscar Bobbio, Presidente del MEIC, Enzo Raucci del Comitato Pro Università di Caserta, Adamo Riccio Rappresentante Studenti Senato Accademico SUN, Adolfo Russo Presidente della Civitas Caserta. Alle 18 seguirà un pubblico dibattito.

Sono stati invitati a portare il loro contributo: Istituzioni, Enti, Studenti, Accademici, Sindacati, Ordini professionali, associazioni, il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro. Per le 19 sono previste le conclusioni. Coordina il giornalista Luigi Ferraiuolo.

L’incontro è rivolto a quanti vogliono costruire un momento di larghe unioni, di confronto e di pressione sul tema del convegno e diventa occasione di rinnovato impegno per porre, ancora una volta all’ordine del giorno, il problema di un diritto negato ad una provincia intera che, dopo quasi vent’anni dalla istituzione della SUN e diciassette dal suo insediamento nel proprio territorio il prossimo 27 aprile, si vede mortificata perché costretta solo ad ospitare un’Università senza poterne portare il nome ed averne la sede del Rettorato.

Vale la pena ricordare che queste due ineludibili rivendicazioni sono tuttora negate per maldedotte ragioni di prestigio, di potere accademico e di baroni talchè tale impasse osta un’integrazione – auspicata da Mons Nogaro per tutta la Sua missione vescovile – piu’ viva con la Civitas casertana atteso che il nome di un’Università debba comunicare immediatamente la propria storia e la propria vocazione: il nome è identità, è riconoscimento e dà senso di appartenenza.

La richiesta di nuova denominazione della SUN è collegata anche alla necessità di operare un passaggio da una concezione tradizionale – dove il territorio viene considerato dalle Università solo come un interessante oggetto di analisi e studio – ad una visione rispetto alla quale il territorio si presenta come un interlocutore attivo con cui collaborare, interagire, fare sinergia: un territorio del quale, in definitiva, onorarsi di portarne anche il nome.

Il sostegno di Pasquale Iorio della Cgil Campania

Cari amici del “Comitato pro università di Caserta”,

pur non potendo partecipare di persona all’incontro da voi promosso per martedì 21 sul tema significativo “Università di Caserta: il nome negato”, consentitemi di esprime tutta la mia convinta adesione all’iniziativa.Come sapete, in quella data sono impegnato fuori Caserta.

Vi ribadisco anche la mia disponibilità a sostenere le prossime iniziative del movimento su tematiche cruciali per il futuro delle nuove generazioni, come la scuola e l’alta formazione.

Nel merito ho già avuto diverse occasioni per esprimere la mia opinione. Da ultimo l’ho fatto a pagina 120 del libro sul “Sud che resiste”, dove ho sottolineato che: “A testimoniare il suo carattere di dipendenza dalla casa madre conserva ancora il nome anonimo di SUN, nonostante il movimento popolare promosso dal vescovo Nogaro, con una massiccia raccolta di firme per rivendicare una denominazione più consona alla storia ed alla civiltà di Terra di Lavoro”.

Trovo anche giusto ribadire che non è più rinviabile la soluzione di una sede adeguata e prestigiosa a Caserta per gli uffici del Rettorato, come luogo di coordinamento e di efficace governo rispetto ad un originale sistema policentrico di facoltà ed attività accademiche, distribuite nelle principali città.

Nello stesso tempo va ricordato lo sforzo scientifico e professionale già avviato da alcune facoltà di radicamento e di contributo alle politiche territoriali di sviluppo locale e di innovazione. Su questo è necessaria una maggiore attenzione ed apertura da parte delle istituzioni locali, anche attraverso il pieno coinvolgimento delle forze sociali, del mondo del lavoro e delle imprese, del Forum del terzo settore, del mondo della cultura e della comunicazione.

Infatti, nella moderna società della conoscenza si può competere nelle politiche di sviluppo e di coesione sociale solo attraverso il circuito virtuoso di una “governance”, tesa alla piena valorizzazione delle risorse e delle preesistenze territoriali, capace anche di mettere insieme le conoscenze, le competenze dei saperi e della scienza con quelle degli attori sociali ed istituzionali.

Caserta, 20 aprile 2009 Pasquale Iorio

CGIL Campania