ORTA DI ATELLA (Caserta) – “Sono stati violati i più elementari diritti dei minori con gli sgomberi delle comunità rom, stanziata in Terra di Lavoro ad Orta di Atella, perpetrati in questi ultimi giorni con pale meccaniche, senza alcun avviso, senza riguardo contro bambini inermi, donne gravide e situazioni di povertà estrema”. Queste le pesanti dichiarazioni del presidente casertano dell’Opera Nomadi Nadia Marino.
L’Opera Nomadi, dopo aver incontrato a livello regionale il commissario di governo, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, auspica siano istituiti delle conferenze di servizi e dei tavoli di progettazione con l’associazionismo locale per avviare interventi di scolarizzazione e integrazione.
Ad Orta d’Atella e nelle zone dell’Aversano gli sgomberi hanno dimostrato che non diventano un deterrente per queste comunità che ritornano ad accamparsi altrove. Bisogna diversificare gli interventi che devono essere previsti in base alle esigenze delle comunità , alcune stanziali, altre di recente migrazione, altre ancora di sinti e di camminanti siciliani, quindi di cittadini italiani.
Combattere la dispersione e la mortalità scolastica, ma anche dare un tetto, cibo e acqua per lavarsi a questi bambini è dovere di ogni paese civile.
I dati che emergono dal Rapporto 2008 “Scuola, ultima della lista”, diffuso da poco da Save the children, nell’ambito della campagna “Riscriviamo il futuro”, con l’obiettivo di assicurare l’educazione primaria, rivelano le scarse politiche di integrazione scolastica dell’Italia: “Una delle nazioni che hanno collaborato di meno al raggiungimento dell’obiettivo, donando nel 2004 – ultimo dato disponibile – solo il 7% della cosiddetta “quota equa”â€.
Esiste poi il dramma dei minori desaparecidos: “Il 18 marzo una delegazione del Consiglio Nazionale dell’Opera Nomadi (Cizmic, Longo, Converso) ha incontrato in Senato la senatrice Haidi Gaggio Giuliani che intende costruire con l’Opera Nomadi un dossier sulle centinaia di “minori desaparecidos Rom†(è un’espressione della stessa Senatrice) che negli ultimi 25 anni sono stati di fatto sottratti alle famiglie dai Tribunali e dai Servizi Sociali Comunali.
Ricordiamo, in merito, il grande lavoro di contrasto e denuncia che la compianta Consigliera Nazionale Annamaria Cirillo svolse in Campania dal 1994 in poiâ€.
Evitiamo che altre morti di innocenti si aggiungano alla triste lista di bambini e adulti rom morti carbonizzati. Proprio nei pressi di Orta D’Atella hanno trovato la morte lo scorso anno, Cristina e Nicolae, entrambi quindicenni, sposini diventati famosissimi per la loro atroce morte. Come ricorda Il Mattino: “Chiusi in un ghetto, dopo aver fatto il viaggio dalla Romania, i due giovani si erano sposati e, ad un mese dal loro matrimonio, una notte, mentre dormivano, la loro baracca, realizzata con latta e pannelli di catrame, ha preso fuoco. Sono morti così, soffocati dal monossido di carbonio, senza avere neanche il tempo di capire che cosa stesse accadendoâ€.
Diciamo no a interventi di pulizia etnica, ideologica, di facciata, in nome del decoro, interventi violenti che calpestano impunemente i diritti previsti dalla Convenzione del fanciullo. Chiediamo alle forze dell’ordine di collaborare col volontariato per trovare strade comuni per combattere l’illegalità e proteggere la povera gente colpevole solo di essere nata in un paese sfortunato. Anche per la comunità stanziale di rom di S. Maria C. V. l’Opera Nomadi ha chiesto da mesi un incontro col sindaco. Permane i problemi della mancanza d’acqua e del trasporto dei minori che hanno compromesso seriamente la frequenza scolastica. Un membro della giunta stamattina ha sentito la presidente dell’O.N. assicurandole provvedimenti.
Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia
La Convenzione sui diritti dell’infanzia rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Contempla l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali).
Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant’anni a difesa dei diritti dei bambini. La Convenzione è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.
L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt’oggi 193 Stati, un numero addirittura superiore a quello degli Stati membri dell’ONU, sono parte della Convenzione.
In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori.
Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall’art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all’obbligo di presentare al Comitato dei Diritti dell’Infanzia un rapporto periodico (a 2 anni dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull’attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione.
Secondo la definizione della Convenzione sono “bambini” (il termine inglese “children”, in realtà , andrebbe tradotto in “bambini e adolescenti”) gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3).
Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13).
I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all’anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un’istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34).
