CASERTA – Egregio direttore, le sto qui a raccontare una mia disavventura con le Poste Caserta 1 che sono allocate in una traversa di via Roma nei pressi del palazzo de Il Mattino.
Oggi sono entrato in ufficio poco prima della chiusura dell’uficio e mi sono messo in fila. La signora prima mi ha chiesto che operazione dovevo fare – cambiare un assegno – e si è allontanata come se stesse provvedendo, poi, ha riflettuto, è mi ha detto che aveva chiuso i conti e non poteva cambiarmi l’assegno.
Faccio notare che sono entarto prima che la posta chiudesse e che oggi non è fine mese in cui si può pensare che si chiudano prima i conti e non è neppure sabato.
Ho spiegato alla signora che mi doveva fare l’operazione e che deve chiudere i conti e la cassa dopo che sono andati via i clienti dall’ufficio postale.
La signora mi ha risposto che non avevo preso il numero e quindi non ero formalmente in fila – nell’ufficio non c’era nessuno – e gli ho spiegato che se non ci sono persone in coda non c’è alcun obbligo di prendere numerini di sorta. E che la sua sembrava una scusa.
E’ intervenuto una persona, dipendente dell’ufficio, forse il direttore, ma non si è qualificato, è ha chiesto alla impiegata perché non eseguiva il pagamento. Al ché la signora ha risposto che aveva chiuso i conti. Il signore allora ha preso atto della cosa e mi ha detto che avevano chiuso.
Io ho spiegato a mia volta che la posta non era chiusa e che se la porta era aperta dovevano eseguire le operazioni dei clienti. Allora anche il signore mi ha detto che non avevo preso il numerino. Visto che si insisteva con la storia del numerino, ho fatto presente che avrei reclamato. Farò formale reclamo alla direzione delle Poste contro chi lavora all’Ufficio di Poste Caserta 1, ma gradirei che pubblicasse la mia lettera, perché i casertani e gli italiani – chi leggerà – devono sapere che ci sono persone che a mio parere non svolgono bene il loro lavoro.
E’ inammissibile che l’ufficio postale sia aperto, che un cliente entri prima della chiusura dell’orario indicato, e che lo si mandi via perché l’impiegata ha già chiuso i conti anzitempo. Se era un giorno speciale affiggevano un avviso alla porta. Non c’era nulla: l’ho anche fotografata.
E invece era un giorno normale e hanno preferito non lavorare perché avevano sistemato le loro carte anzitempo. Sono pronto a ricredermi se Poste italiane mi spiegherà che l’ufficio ad orario di lavoro aperto – in un giorno come il 17 aprile 2009 – deve chiudere anzitempo per esigenze tecniche e non eseguire le operazioni.
Distinti saluti,
Lettera Firmata
