Roma, RAGGI PATATA BOLLENTE: così Libero fa indignare tutti

ROMA – Nelle ultime settimane, in particolari negli ultimi giorni, il Movimento Cinque Stelle ha vissuto una vera e propria scissione interna. A creare divergenze è stata la posizione della sindaca della Capitale Virginia Raggi, la stessa che nelle ultime 24 ore non solo ha ricompattato il Movimento ma ha unito destra e sinistra.

Come ha fatto? a darle l’assist per ottenere una convergenza di pensiero da tutto il mondo della politica è stato il quotidiano Libero.

Il giornale, diretto da Vittorio Feltri, le ha dedicato ieri un titolo che ha fatto molto discutere: “Patata bollente” nell’occhiello “la vita agrodolce della Raggi”. E’ anche il sottotitolo a non lasciare spazio a interpretazioni: “La sindaca di Roma nell’occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali. La sua storia ricorda l’epopea di Berlusconi con le Olgettine che finì malissimo”.

Lo spunto, come ha lasciato ben intendere, per il Direttore Feltri viene dalle numerose relazioni sentimentali attribuitele nelle scorse settimane. Ultima in ordine di tempo con il suo fidato Salvatore  Romeo che l’ha dichiarata beneficiaria di due polizze sulla vita.

Più volte il quotidiano Libero viaggiava su un filo molto sottile, al limite dell’offensivo ma questa volta il titolo scelto da Feltri su misura per la Sindaca è stato ritenuto all’unanimità offensivo e sessista.

Subito la Raggi su facebook ha dedicato un post alla sgradevole vicenda “Voglio svelare un segreto a questi fini intellettuali, un sindaco può essere anche donna! Chiederò il risarcimento per diffamazione, ringrazio tutti coloro che oggi mi hanno manifestato la loro solidarietà”

Il Presidente del Senato del Pd, Pietro Grasso, è prontamente intervenuto sempre sui social: “Libero si, ma non di insultare volgarmente con allusioni oscene. Feltri chieda scusa a Virginia Raggi” .

 

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Ma Feltri non ne vuol sapere e anche oggi è tornato in edicola con un titolo che lascia presagire futuri sviluppi giudiziari: “Quanto chiasso per una “patata bollente”, nel sottotitolo “Gli educati inventori del Vaffaday ci mettono alla gogna e la sinistra si accoda accusandoci di sessismo. Ma quando riservammo a Ruby la medesima copertina della Raggi nessuno si lamentò, due pesi e due misure”

Si potrebbe rispondere al direttore Feltri che tutti gli sviluppi in tema di discriminazione e sessismo fatti in questi anni dovranno pur aver portato qualcosa di buono, no?

 

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Ma oltre a porgere il fianco alle insinuazioni del Movimento, sulla stampa bugiarda e non in grado di svolgere il difficile ruolo di intermediario con i cittadini, questa vicenda ci riporta alla “lista nera” – definizione medioevale per Alessandro Di Battista intervistato a 8 e mezzo da Lilli Gruber – inviata da Luigi di Maio al Presidente dell’Odg Enzo Iacopino affinché prendesse posizione ed eventualmente anche provvedimenti, in merito all’operato di alcuni giornalisti, ritenuto diffamatorio dal M5S.

Nel frattempo tutte queste vicende, giudiziarie e non, si ripercuotono pesantemente sui consensi dei pentastellati. 

Secondo i sondaggi, infatti, le tanto chiacchierate vicende che hanno buttato nel caos la Capitale non hanno fatto altro che far registrare un meno 2,3% delle intenzioni di voto, cioè quasi un elettore su 10 di Beppe Grillo, si sta allontanando per colpa di quanto sta accadendo in Campidoglio.

Alessandro di Battista, sempre dalla Gruber, ha minimizzato ma ha affermato anche “se dovesse continuare così si dovrà agire”.

 

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