Maddaloni, Auguri ad Amedeo Marzaioli ideatore del Manifesto della Città a Vocazione Turistica

 

MADDALONI (Caserta) – Quest’oggi 22 gennaio 2017 Amedeo Marzaioli compie gli anni. Amedeo Marzaioli alla ribalta dallo scorsi luglio 2016 per aver scritto e divulgato il “Manifesto di Maddaloni Città a Vocazione Turistica”[1] da cui è nata l’omonima pagina social «Maddaloni, “Città a Vocazione Turistica”»[2] ed un movimento di pensiero che ha avuto uno dei momenti principali lo scorso 19 settembre 2016 in occasione del Caffè letterario in memoria di Alberto Marzaioli: «CAFFÈ LETTERARIO: Una voce per la Maddaloni del futuro» ideato da Amedeo Marzaioli con la direzione artistica di Luca Ugo Tramontano[3] su cui è stato dedicato un servizio anche dal TG3 Campania[4].

Tra i recenti impegni di Amedeo Marzaioli, con Pasquale Ventriglia, vi è stata la realizzazione ed installazione nonché inaugurazione in pompa magna di una targa marmorea in Ercole di Caserta per ricordare il soldato Fausto Coppi, di stanza a Caserta dal 1 Febbraio al 29 aprile del 1945 le mansioni di autista e attendente del tenente inglese Towell[5].

Particolarmente noto è l’impegno[6] di Amedeo Marzaioli per i raduni della famiglia Marzaioli[7] nonché è grazie a lui che ho avuto la possibile di contribuire alla memoria delle personalità maddalonesi tra cui quella del padre Domenico Marzaioli[8].

Sempre di Amedeo Marzaioli abbiamo parlato in questi giorni per aver profuso le sue energie affinché venisse legittimamente intestata un’arteria stradale al fratello Alberto Marzaioli[9].

Ho già avuto modo di illustrare per sommi capi il profilo biografico di Amedeo Marzaioli nel VI volume della serie “Chi è?” ma ritengo giusto riapprofondirne il profilo per i lettori de L’Eco di Caserta.

Con l presentazione del profilo di Amedeo Marzaioli[10] prosegue di fatto il viaggio nella conoscenza della Famiglia Marzaioli e lo Sport[11]. Amedeo Marzaioli va detto in premessa è Stella d’oro al Merito del Ciclismo ed è stato anche giocatore[12] di calcio[13].

Il suo ingresso nel ciclismo è del 1964 anche e già nel 1974 sarà incaricato federale nel comitato regionale campano della FCI[14].

Dal 1974 al 1986 è anche giudice di gara[15] nel mentre si dedica Nucleo della Gioventù di Maddaloni che con il tempo assumerà la denominazione definitiva di Centro Giovanile di Ciclismo organizzando gare in cascata per le categorie superiori[16].

Nel 1978 il CONI provinciale gli affida l’organizzazione del “Borgocross” la gara di ciclocross unica nel suo genere che si svolge tra i ruderi del borgo medioevale di Casertavecchia[17].

Nel 1991, proprio su proposta di Amedeo Marzaioli, viene fondata una nuova società organizzatrice del Borgocross, l’ASD Borgocross Casertavecchia, che continua ad organizzare ininterrottamente la prestigiosa manifestazione che nel 1998 ospita ancora una rassegna tricolore con i campionati italiani master dopo aver organizzato prove di selezione premondiale con la partecipazione dei migliori specialisti di ciclocross[18].

Nel 1985 viene eletto presidente provinciale di Caserta della FCI, subentrando ad un altro maddalonese Luigi Renga, anch’esso degno passionario e rappresentante del ciclismo, e in virtù di tale incarico allaccia subito un intenso rapporto di collaborazione con la direzione del Giro d’Italia prima con il Comm. Vincenzo Torriani e poi con il suo amico Avv. Carmine Castellano; promuove cosi l’arrivo del Giro d’Italia nei grossi centri di “Terra di Lavoro”[19].

Sempre ad iniziare dal 1985 intensifica il suo rapporto di amicizia con il mitico Gino Bartali da sempre amico di famiglia sin da quando nel 1960 alla vigilia dell’ultima tappa della gara nazionale “Finale San Pellegrino” convoca a sorpresa il fratello Alberto che era quarto in classifica generale e gli fa firmare il contratto per il passaggio al professionismo con la stessa squadra San Pellegrino nella quale avrebbe dovuto correre anche Fausto Coppi scomparso improvvisamente all’inizio di quell’anno[20].

Ad iniziare da Roma nel 1985 viene eletto delegato nazionale per le assemblee ordinarie e straordinarie della Federazione Ciclistica[21]. Inoltre nel 1980 a Montegrotto Terme (PD) è rappresentante della Campania nel 4° Seminario degli Operatori Regionali del Settore Promozionale Nazionale della FCI. Il suo fiore all’occhiello è il Premio Antonio Leggiero, una challenge in cinque prove per allievi che, grazie alla sua passione, diventa una iniziativa conosciuta e apprezzata in tutta Italia poiché, oltre a trasmettere ai giovani ciclisti partecipanti le motivazioni giuste per continuare l’attività in una regione difficile e complicata come la Campania, è anche una occasione di incontro per trattare argomenti tecnici e sociali[22]. Nella sua lunga attività organizzativa e dirigenziale non trascura la bicicletta come “cicloturista”, nel 1990 e nel 1998 è componente della squadra del Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni che si aggiudica il titolo regionale di cicloturismo per società; inoltre collabora con parecchie testate giornalistiche e televisive e cura rubriche di ciclismo come “pedivella” per il Roma di Caserta diretto da Federico Scialla, “video aperto” per Telecaserta con Mimmo Mingione, e una rubrica sul settimanale “Sabato non solo Sport” di Enzo Di Nuzzo. Scrive anche per “Il Diario di Caserta”, “Roma” , “Il Mattino”[23].

Il 26 gennaio del 1997 viene eletto vice presidente vicario del Comitato Regionale Campano della FCI. In quella stessa assemblea viene insignito dalla Federazione Ciclistica Italiana della “Distinzione d’Oro al merito del Ciclismo” con la seguente motivazione “per la preziosa e disinteressata opera di promozione e di sviluppo del ciclismo svolta in tanti anni con particolare riguardo agli aspetti educativi e formativi del nostro sport”[24].

Nel 2002: il Comitato Provinciale del CONI nomina Amedeo Marzaioli come proprio rappresentante all’interno del CdA dell’Agenzia AGISAC per la gestione del Velodromo di Marcianise, agenzia che purtroppo non decollerà mai per mancanza di volontà politica; ed è nuovamente eletto vice presidente vicario del Comitato Regionale della FCI[25].

amedeogareggia 1954

Il 13 febbraio 2004 nel Teatro di Corte della Reggia di Caserta, alla presenza del Sottosegretario allo Sport on. Mario Pescante, viene insignito della medaglia d’argento al merito del CONI che gli viene consegnata dalla medaglia d’oro olimpica di Tokio ’64 Angelo Damiano.

Degna di nota e risultato del merito sportivo è l’assegnazione della medaglia d’argento al merito del Coni il 13 febbraio del 2004 e della stella d’oro al merito del ciclismo consegnatagli a Volla (Napoli) durante l’assemblea regionale elettiva del 26 gennaio 1997.

Sotto l’aspetto personale Amedeo conoscerà la sua futura moglie Angela Canzio (Maddaloni, 12 luglio 1947) nel 1969 e con la stessa convolerà a nozze il 9 ottobre 1971[26] .

Anche i figli di Amedeo portano in alto l’impegno sportivo della generazione Marzaioli[27].

Oltre allo sport Amedeo ha, più che un hobby, una passione per il giornalismo dovuto al fatto che nella sua lunga ed intensa attività di dirigente ed organizzatore di gare ciclistiche ha sempre curato in prima persona i comunicati stampa e quella che si dice adesso la “comunicazione” con le redazioni delle testate giornalistiche e televisive[28].

Amedeo Marzaioli copertina

Più che un obiettivo Amedeo ha per il futuro un sogno che, ovviamente, è legato al ciclismo: realizzare una nuova tappa a cronometro in un prossimo Giro d’Italia. Come è sua abitudine non dice altro, fedele al suo modo di fare: rendere noto il progetto dopo averlo realizzato.

Amedeo collabora un po’ con tutti o perlomeno con tutti quelli che lo sollecitano[29].

Va registrato che il suo rapporto con Carmine Castellano, per anni direttore del Giro d’Italia, è stato sempre improntato alla stima e alla considerazione reciproca sin da quando entrambi erano dirigenti regionali nel comitato campano della FCI, lui presidente e Amedeo consigliere del settore promozionale che abbracciava l’attività dei cicloamatori, dei cicloturisti e dei giovanissimi[30].

Da registrare anche il rapporto con il mitico Gino Bartali che è stata per Amedeo Marzaioli una esperienza personale e umana della quale va fiero e il cui ricordo è gelosamente conservato. Un amico, un campione, un eroe della storia d’Italia dichiarato nel 2013 “Giusto tra le Nazioni” per la sua opera a favore degli ebrei durante la seconda Guerra Mondiale. E chi non potrebbe essere fiero di questa amicizia![31].

Altro interessante rapporto di amicizia è quello con don Salvatore d’Angelo, l’Uomo della Fondazione Villaggio dei Ragazzi. Un rapporto per Amedeo Marzaioli, non idilliaco ma certamente di grande rispetto e considerazione. Si dice che v’era in don Salvatore una riserva mentale nei confronti di Amedeo. Ciononostante Amedeo aveva libertà di movimento e di azione nel Villaggio che, per tutto quello che di grandioso è stato realizzato in tanti anni di attività ciclistica di alto livello potrebbe benissimo chiamarsi “Il Villaggio del Ciclismo”[32].

Con queste poche note si è cercato di presentare la figura di Amedeo Marzaioli che, per la sua vulcanica operosità, ha ancora tanto da fare e raccontare e rimandiamo ad un futuro approfondimento ciò che non ha qui trovato spazio e le nuove sfide.

Buon Compleanno Amedeo.

 


[1] SI veda Michele Schioppa, Maddaloni, “Città a Vocazione Turistica”, presentazione del “Manifesto” di Amedeo Marzaioli in L’Eco di Caserta di Lunedì 18 Luglio 2016. Il manifesto è stato presentato in occasione della Presentazione dei Volumi III e VI della pubblicazione “Chi è?” contente la rubrica “Volti casertani e maddalonesi” (Maddaloni, presentazione “Volti casertani e maddalonesi” e saluto al Rettore Vigliotti il 14 luglio). Ecco il testo dell’intervento divenuto manifesto culturale: «A nome mio personale e a nome della vedova signora Maria Magno, dei figli e dei nipoti di mio fratello Alberto ringrazio con affetto l’amico Michele Schioppa che ha voluto inserire le nostre storie sportive nel terzo e quarto volume del libro edito dalla benemerita associazione Dea Sport di Bellona  che,   attraverso l’impegno dei suoi principali animatori Franco Falco e Domenico Valeriani non solo raccontano fatti e personaggi della nostra provincia ma soprattutto fanno della lotta alla illegalità la loro ragione di vita.

 A me emoziona molto pensare che un  giorno, quando il mio percorso terreno sarà terminato – spero il più tardi possibile – in un libro presente in qualche collezione privata o in qualche biblioteca c’è la mia storia. Passeranno anni e anni e quel libro sta sempre lì a perenne ricordo della mia persona. I miei figli, i loro figli e i figli dei loro figli potranno  nel tempo esclamare “ecco questo era mio padre, era mio nonno, era il mio bisnonno.

E credo e spero che questi volumi troveranno  collocazione nel nostro Museo Civico perché questi volumi, attraverso la storia dei personaggi raccontati, testimoniano  la storia della nostra Città da custodire gelosamente.

Ed a proposito del Museo Civico faccio voti affinché venga strenuamente difeso e tenuto in vita anche dopo il prossimo collocamento a riposo dell’ attuale direttrice Maria Rosaria Rienzo che con tanto amore e professionalità lo ha difeso con le unghie e con i denti.

Cancellare il Museo Civico significherebbe cancellare la storia millenaria di Maddaloni e una comunità che cancella il proprio passato è una comunità che non può avere futuro,

Per cui dico ai futuri amministratori di Maddaloni,  tagliate gli sprechi, tagliate servizi inutili, tagliate qualche consulenza esterna, tagliate qualche fannullone ma non tagliate il museo civico.

Spero che questa collaborazione tra gli amici della Dea Sport e Michele Schioppa continui nel tempo poiché vi sono ancora molti personaggi  maddalonesi che “meritano di essere ricordati”. Propongo tra questi il prof. Guido Napolitano, uomo di sport e di cultura,  che ha dedicato la sua vita a studiare il grande patrimonio artistico storico e culturale della nostra Città.

E a tale proposito chi andrà ad amministrare la nostra Maddaloni  dovrà necessariamente mettere in atto una rivoluzione culturale perché noi abbiamo i numeri per risollevare e recuperare questa città dal fondo nel quale è precipitata.

Dobbiamo cambiare mentalità,  modo di pensare e di ragionare, dobbiamo  riconvertirci.

Dobbiamo recuperare la nostra  vocazione agricola e lavorare per  una città a vocazione turistica.

Perche  Maddaloni non è un paesello vicino Caserta come  spesso sento dire.  

L’espressione “paese” la dobbiamo cancellare dai nostri ragionamenti.

Noi siamo una Città con la C maiuscola fin dal 1734 quando altre città del casertano non esistevano ancora.

Maddaloni è una  città d’arte,

 è l’antica Calatia risalente all’8° secolo avanti cristo,

era di Maddaloni Aulo Attilio Calatino console e dittatore romano,

qui a Maddaloni Carlo 3° di Borbone ricevette le chiavi del Regno di Napoli e per riconoscenza la insignì del titolo di Città,

a Maddaloni è nato il Regno delle Due Sicilie,

Maddaloni occupa un posto di prestigio nella storia d’Italia per la battaglia dei Ponti della Valle del 1° ottobre 1860 che sancì successivamente l’Unità d’Italia anche se questa storia andrebbe rivisitata e riscritta,

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Questa Foto potrebbe addirittura avere un titolo … “quando ci si incontrava in Piazza”. Il momento è particolare in quanto è il 18 aprile 1965, ovvero la Domenica di Pasqua e si è tutti in “piazza” per gli auguri. In questo ricordo sono immortalati, individuando le persone da sinistra verso destra: Rosario Di Vico, Geppino Vigliotta, Luigi Nappo, Giovanni Gentile, Domenico Marzaioli, Alessandro Di Giacomo ed Amedeo Marzaioli.

 

Questo  è  il Convitto Nazionale G. Bruno la più antica istituzione scolastica della provincia  con la sua tela settecentesca più grande del mondo,  magica ed emozionante.

In questi luoghi la leggenda vuole che si sia fermato anche S. Francesco di ritorno dalla Terra Santa  e  a ricordo del suo passaggio piantò il cedrangolo tuttora esistente nel chiostro all’ingresso e fece costruire l’annessa Chiesa intitolata al suo nome.

Insomma Maddaloni è un vero museo a cielo aperto, ogni pietra una storia,  tutta da scoprire,

abbiamo 4 musei e due biblioteche tra cui quella comunale con oltre 17.000 volumi collocata ora nel  Liceo Ginnasio G. Bruno recentemente restaurato e facente parte del complesso monastico voluto da S. Francesco.

Ecco. Noi a Maddaloni abbiamo  le attrattive e la storia per entrare nei circuiti turistici ma devo constatare con amarezza che quasi quasi ci vergogniamo di farlo sapere in giro, non siamo capaci di valorizzare la nostra storia perché non siamo capaci di fare squadra. Numerose associazioni che fanno poco per la città e sono impegnate soltanto a curare il proprio orticello. Nessuno deve sentirsi depositario di segreti, nessuno deve difendere il proprio io. Dobbiamo fare squadra, dobbiamo unire le nostre forze. Nell’era della comunicazione a ritmi frenetici, se non si fa squadra non si va da nessuna parte.

Per usare una terminologia ciclistica che più mi si addice Vincenzo Nibali ha vinto il Giro d’Italia, il Giro di Spagna e il Giro di Francia  perché ha potuto contare su una squadra.

Secondo il mio modesto parere ogni anno Maddaloni si deve aprire “Maddaloni porte aperte” , dobbiamo aprire, chiese, musei, monumenti, chiostri, biblioteche, palazzi antichi, cortili, cantine, dobbiamo valorizzare e portare alla luce l’antico insediamento di  Calatia, dobbiamo attrezzarci per segnalare e valorizzare  il percorso cittadino dell’Antica Via Appia, la Regina Viarum, che il ministero dei Beni Culturali ha deciso di portare alla luce con  l’obiettivo di  realizzare una via di fede e di turismo religioso per una grande opportunità di sviluppo turistico.  Proprio qui a Maddaloni erano particolarmente attivi i Templari che accoglievano i pellegrini in marcia sulla via Appia per recarsi in Terra Santa.

Grazie».

[2] Ecco l’indirizzo della pagina web social dedicata: https://www.facebook.com/maddalonicittaturistica/ .

[3] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, in ricordo di Alberto Marzaioli il Caffè letterario: una voce per la Maddaloni del futuro in L’Eco di Caserta di Mercoledì 07 Settembre 2016, e Michele Schioppa, Maddaloni, lunedì 19 caffè letterario in ricordo di Alberto Marzaioli con le telecamere del TG3 in L’Eco di Caserta di Sabato 17 Settembre 2016.

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Questa foto acquista una importanza storica notevole in quanto è l’unica, per il momento tra quelle trovate, che testimonia la bottega di biciclette di Domenica Marzaioli in via Nino Bixio, al civico 13. In essa sulla destra troviamo Amedeo Marzaioli e sulla sinistra Vincenzo Marzaioli. I due sono intenti a pulire una bicicletta da corsa, non una qualsiasi ma quella del fratello Alberto. La stessa dovrebbe essere stata scattata tra il 1955 ed il 1956.

[4] Ecco il Link del Servizio giornalistico dedicato all’evento: http://rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-807e052e-4648-4afe-8a39-f780b0fc85fb.html#p= .

[5] Si veda Michele Schioppa, Caserta, una festa familiare per omaggiare il Campionissimo Fausto Coppi lo scorso 30 luglio in L’Eco di Caserta di Lunedì 08 Agosto 2016.

[6] Tra le manifestazioni a cui ha preso parte è da ricordarsi nel gennaio 2016 la maratona dantesca nella cappella palatina della Reggia di Caserta dove fu uno dei lettori maddalonesi partecipanti.

[7] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, svolto in città l’8° Marzaioli Day a spasso “sui luoghi delle nostre origini…” in L’Eco di Caserta di Martedì 25 Ottobre 2016.

[8] Si veda Michele Schioppa, Maddaloni, 30 novembre 1987 – 30 novembre 2016: ricordiamo l’ispiratore di una dinastia di sportivi in L’Eco di Caserta di Martedì 29 Novembre 2016.

[9] Michele Schioppa, Maddaloni, finalmente il riconoscimento di una arteria stradale per Alberto Marzaioli in L’Eco di Caserta di Sabato 21 Gennaio 2017.

[10] Amedeo Marzaioli (Maddaloni 22 gennaio del 1945) nasce da Domenico Marzaioli (Maddaloni 22 aprile 1910 – Maddaloni 30 novembre 1987) e da Maria Carapella (Maddaloni 8 settembre 1911 – Napoli 27 dicembre 1980).

[11] Per approfondimenti vedasi a firma Michele Schioppa in L’Eco di Caserta: “Maddaloni, un video per ricordare il ciclista Alberto Marzaioli” del 18 febbraio 2015; “Maddaloni, avviata la raccolta di firme per intitolare una strada al ciclista Alberto Marzaioli” del 16 Luglio 2015; “Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli” del 1 Agosto 2015; “Maddaloni, l’amministrazione dedica una stradina ad Alberto Marzaioli: il gregario di Bartali” del 27 ottobre 2015; “Maddaloni, Alberto ricordo di uno sportivo simbolo delle due ruote e della Famiglia Marzaioli” del 13 febbraio 2016.

[12] Il suo interesse è per lo sport in genere e non è raro vederlo impegnato nel sostenere, o addirittura avere un ruolo di organizzazione o comunque operativo in competizioni sportive diverse dal ciclismo, a titolo esemplificativo si ricorda la sua partecipazione e collaborazione ad eventi collegati all’ASD Vespa Club di Maddaloni.

[13] Lo troviamo in gioventù a giocare a calcio con la squadra del GS Villaggio dei Ragazzi che nel 1962 vince il campionato di 1^ divisione, ed ancora con la tessera del GS Achille Grandi e giocherà anche nella squadra delle Cave Meridionali poi Cementir di Maddaloni, il GS Cavemer, nei vari tornei comunali e provinciali. Ed ancora durante i primi anni di servizio postale fa parte della squadra di calcio del Dopolavoro Poste e Telegrafi di Napoli e partecipa ai vari tornei aziendali sia in Campania che fuori regione; durante il servizio militare si tessera e gioca nella squadra di calcio della US Tuscania (Viterbo).

Gino Bartali e Domenico Marzaioli

 Gino Bartali a Maddaloni, il primo in piedi a sinistra è Domenico Marzaioli e davanti il figlio Amedeo.

[14] Va detto comunque che il 2 giugno del 1964 entra ufficialmente nel mondo del ciclismo e sarà socio fondatore e segretario del GS Pedale Maddalonese nel quale si forma come dirigente organizzatore curando in prima persona l’allestimento di squadre ciclistiche e le gare promosse dalla società che raggiunge traguardi importanti a livello regionale. Dal 1974 lo troviamo incaricato federale nel comitato regionale campano della FCI che lo nomina proprio rappresentante, assumendone la presidenza, in seno al Nucleo della Gioventù di Ciclismo di Maddaloni, allora struttura periferica federale gestita direttamente dai ragazzi iscritti e creata apposta dalla FCI in considerazione dei prestigiosi trascorsi ciclistici della zona maddalonese.

[15] Tale incarico non lo non svolge, salvo nel 1979, perché incompatibili con gli incarichi che ricopre nel comitato regionale prima come direttore di corsa, direttore sportivo, componente e segretario della Commissione Tecnica Regionale, componente del settore promozionale di cui era presidente l’avv. Carmine Castellano che diventerà in seguito il Direttore del Giro d’Italia, infine come responsabile regionale del settore giovanile che all’epoca contava oltre 800 miniciclisti tesserati. Nel 1979 svolge l’unico servizio come “giudice di gara” nella tappa a cronometro Caserta/Napoli del Giro d’Italia vinta da Francesco Moser in aggiunta a quello di componente del comitato organizzatore della tappa.

[16] Infatti, contemporaneamente agli incarichi federali come presidente del Nucleo della Gioventù di Maddaloni svolge una intensa attività promozionale non solo a Maddaloni ma anche in numerose località delle provincie di Caserta e Benevento; aiutato da papà Domenico, che cura la direzione tecnica e la manutenzione delle biciclette concesse gratuitamente ai ragazzi, tessera e avvia al ciclismo ragazzi da tutta la provincia che poi alla soglia del dilettantismo (categoria esordienti) vengono ceduti gratuitamente alle società maggiori.

[17] Questa manifestazione, il Borgocross, diventa un appuntamento di rilievo nazionale e già alla 4^ edizione, il 3 gennaio del 1981 in piena emergenza terremoto, ospita i campionati italiani di ciclocross per allievi, juniores, dilettanti e professionisti che ritornano al sud dopo ben 34 anni. Nel 1987 il Borgocross è scelto ancora una volta per i campionati italiani di ciclocross che la Federazione Ciclistica Italiana assegna al Centro Giovanile di Ciclismo di Maddaloni con la seguente significativa motivazione: “per gli alti meriti organizzativi e promozionali raggiunti dalla società”.

[18] Il Borgocross si svolge fino al 2008, 31^ edizione, per poi essere sospeso per difficoltà economiche; riprende il suo cammino nel 2014 per merito di alcuni volenterosi del MTB Caserta, e con la collaborazione e consulenza dello stesso Amedeo.

[19] Sono disegnati da Amedeo Marzaioli i percorsi delle tappe a cronometro Capua/Maddaloni del 1985 e Telese/Maddaloni nel 1995 decisive per i successi finali del francese Hinault e dello svizzero Rominger e poi ancora nel 2000 con una tappa, la Terracina/Maddaloni, che passerà alla storia per la bufera di acqua e fango che mette in discussione il regolare svolgimento della frazione, poi a Baia Domizia, Cellole, S. Maria Capua Vetere, Aversa, Marcianise, Caserta, Mondragone. Per questa sua intensa attività di collaborazione nell’ambiente della “corsa rosa” viene considerato “l’uomo del sud” di Castellano con il quale promuove anche la realizzazione di tappe della Tirreno/Adriatico ad Aversa, S. Maria C. V., Baia Domizia e Maddaloni che con il suo Villaggio dei Ragazzi ospita anche numerose partenze di tappe del Giro d’Italia: Maddaloni/ Frosinone del 1985, Maddaloni/ Lago Laceno del 1998, Maddaloni/Benevento del 2002, Maddaloni/Avezzano del 2003 e Maddaloni/Montevergine del 2011.

[20] Amedeo diventa l’uomo di fiducia del campione fiorentino e ne cura l’immagine e le trasferte ogni qualvolta egli viene invitato come ospite d’onore sulle gare ciclistiche che si svolgono nel casertano e nel napoletano. Il rapporto diventa sempre più affettuoso e familiare, coem si vedrà più avanti, al punto che nel 1990 avendo avuto sentore che Mariangela, la primogenita di Amedeo Marzaioli, stava organizzando il suo matrimonio gli promette che avrebbe partecipato assieme alla sua signora; cosa che puntualmente avviene il 16 marzo del 1991 presenziando prima alla cerimonia religiosa a Gaeta e poi al pranzo nuziale a Formia.

[21] In particolare si ricordano quelle svolte a Sorrento 1987, Milano 1988, Saint Vincent 1989, Riccione 1991, Firenze 1993, Trieste e Bergamo 1995, Saint Vincent 1997, Bellaria 2001 e 2002, Torre Pedrera 2005, e qui spesso interviene nei dibattiti in rappresentanza della delegazione campana.

[22] Ospiti del Leggiero, vinto da corridori che hanno poi raggiunto vertici internazionali come Pasquale Santoro e Crescenzo D’Amore, molti personaggi storici del ciclismo quali il commissario tecnico della nazionale Alfredo Martini, Francesco Moser, i presidenti federali Raffaele Carlesso e Renato Di Rocco, il direttore del Giro d’Italia Carmine Castellano, i dirigenti nazionali dei “giudici di gara” Aldo Spadoni e Mario Prece, ex ciclisti quali Rodolfo Massi, Gianluca Capitano, Sergio Bianchetto oro olimpico a Tokio ’64, il campione del mondo dilettanti Giuliano Figueras nonché responsabili nazionali di settore come Mario Valentini, Enzo Bova, Giovanni Ochs.

Alberto Marzaioli 21 giugno 2013 con polo a righe alla sua ultima uscita in bicicletta per partecipare alla pedalata notturna in memoria di Franco Imposimato, nel 30° anniversario della scomparsa, con i figli di Imposimato ed Amedeo Marzaioli.

[23] Per Telecaserta, e successivamente con Canale 10, è consulente tecnico/opinionista nei servizi giornalieri del Giro della Campania internazionale a tappe per dilettanti organizzato dal CS F. Gimondi di Cercola a partire dal 1978; Mimmo Mingione e Amedeo Marzaioli trasmettono e commentano in differita la tappa del giorno.

[24] Intanto diventa ex dipendente postale in servizio presso l’Ufficio di Napoli Porto Pacchi Dogana dove dal 1° ottobre 1999 viene collocato a riposo.

[25] Per incompatibilità con detto incarico lascia la presidenza del Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni e dell’ASD Borgocross Casertavecchia conservando però l’incarico, rispettivamente, di socio di società e segretario fino al 2009.

[26] Dalla loro unione nasceranno nell’ordine Mariangela (Maddaloni 30 giugno 1972), Alberto (Maddaloni 14 settembre 1973), e Massimo (Maddaloni 9 aprile 1979).

Evento del 14 febbraio 2015: Amedeo Marzaioli ed  il tavolo degli ospiti in occasione dell’incontro “In ricordo di Alberto Marzaioli” tenutosi nel Villaggio dei Ragazzi nel 1° anniversario della scomparsa. Al tavolo, da sin. a dx, Angelo Damiano medaglia d’oro Olimpiadi di Tokio ’64, Carmine Castellano direttore del Giro d’Italia, Gianfranco Coppola giornalista RAI, Rosa De Lucia sindaco di Maddaloni, Italo Zilioli maglia gialla al Tour dei France e 5 vittorie al Giro D’Italia e tre volte 2° in classifica generale, Gian Paolo Porreca giornalista e scrittore, editorialista de Il Mattino e Tuttobiciweb.

[27] Infatti, la primogenita Mariangela sarà ciclista in età giovanile del Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni mentre il secondogenito Alberto sarà ciclista in età giovanile del Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni e poi del GS Villaggio dei Ragazzi, mentre ora riveste il ruolo di vice presidente del Vespa Club Maddaloni. Ed infine il terzogenito Massimo sarà ciclista in età giovanile del Centro Giovanile Ciclismo di Maddaloni ed ora è consigliere del Vespa Club Maddaloni.

[28] Per anni ha frequentato i giornali e le redazioni televisive casertane ed ha avuto rapporti di collaborazione con giornalisti storici della stampa casertana: Andrea D’Errico, Federico Scialla, Michele De Simone, Mimmo Mingione, Nando Santonastaso, Franco Tontoli, Nando De Maria, Lucio Bernardo ecc. Ancora oggi spesso scrive non solo di ciclismo ma anche di momenti ed iniziative di vita cittadina.

[29] È vicino alle iniziative del Consorzio ACTAM oppure della Banca del Tempo o de “L’Albero della Vita” ed è presente in tutte le iniziative che riguardano la promozione e la valorizzazione del territorio maddalonese e a quelle prettamente di carattere sociale.

[30] Un rapporto fatto di concretezza operativa che ha consentito di scrivere tante pagine di grande ciclismo sulle strade del casertano. Castellano si fidava ciecamente di Amedeo Marzaioli il quale dal canto suo concordava Castellano ogni sua azione. Spesso Amedeo veniva delegato da Castellano a rappresentarlo nelle varie riunioni che si svolgevano durante lo svolgimento del giro, oppure quando c’era da concordare varianti ai percorsi delle tappe, oppure quando si facevano i sopralluoghi ai percorsi con i funzionari della Polizia Stradale di Caserta per emanare il servizio d’ordine. Per questa incondizionata collaborazione Amedeo ha ricevuto, tra gli altri attestati, a casa ogni giorno, per oltre un decennio, una copia della “Gazzetta”. In sintesi due significative dediche di Castellano ad Amedeo Marzaioli. La prima del 9 novembre del 2012 sul volume “Giro d’Italia: 1909 – 2011 Storia e Statistiche” curato proprio da Castellano “Ad Amedeo che a pieno titolo fa parte della Storia del Giro. Con amicizia. Carmine”. La seconda il 3 settembre del 2015 a Sorrento alla presentazione del suo libro autobiografico “Tutto il rosa della mia vita – Trent’anni di Giro d’Italia”: “ad Amedeo, che, tra i tanti amici che da più parti mi davano idee e consigli per costruire il giro, era certamente il più concreto e fedele, dedico questa copia con gratitudine. Carmine”.

[31] Un campione di umiltà che onorava le promesse che faceva come quella del 1990 quando in una delle sue visite a casa di Amedeo ebbe sentore che la figlia Mariangela ed il fidanzato stavano organizzando il loro matrimonio. Promise che sarebbe intervenuto assieme alla sua signora Adriana. Promessa onorata il 16 marzo del 1991, partecipò alla cerimonia nuziale a Gaeta e al ricevimento a Formia. Per anni Amedeo ha curato l’immagine e le pubbliche relazioni di Gino Bartali “ospite d’onore” della gare ciclistiche che si svolgevano nel casertano e nel napoletano. Amedeo gli organizzava il programma e lo accompagnava. Si affidava completamente ad Amedeo. Mai una richiesta non accolta, mai un gesto di insofferenza, una disponibilità ed una umiltà unica. Il 16 settembre del 1984 Bartali si prestò per una sorpresa alla Signora Enza Fiorillo che si stava sposando nella Chiesa del Corpus Domini a Maddaloni. La sposa uscì per un attimo per la foto ricordo, nessuno si accorse di nulla ma quando gli invitati seppero della sua presenza gli corsero dietro fino alla vicina Piazza Matteotti per fare anch’essi la foto.

[32] Il braccio (Amedeo) e la mente (don Salvatore), una coppia capace di fare entrare Maddaloni nella storia del Giro d’Italia e non solo. Sotto sotto don Salvatore apprezzava e favoriva la passione di Amedeo e, vivaddio, la pace scoppiò tra di loro nel 2000, e tutto apparve più chiaro ad entrambi, alla vigilia della tappa Terracina/Maddaloni del Giro d’Italia e quindici giorni prima della improvvisa scomparsa di don Salvatore che ha lasciato nella comunità maddalonese un vuoto incolmabile.