CASERTA – Quando si tratta di scrivere, la penna c’è sempre. E’ il caso della antica “Casa della penna” che prima del rifacimento di via Mazzini, si trovava posizionata in largo San Sebastiano. In occasione del rifacimento della storica strada, il Comune ingiunse al proprietario di togliere il chiosco per poter eseguire i lavori, il proprietario va incontro al Comune e in attesa che si completano i lavori, il proprietario lo toglie. Ma siamo in Italia, si effettuano ulteriori lavori per ripavimentare la strada del passeggio.
Finisce l’abbellimento della storia strada, e il proprietario faceva presente al Comune che stava per riposizionare il chiosco dove si trovava prima. Il Comune non ne vuole sapere e risponde picche giustificandosi con la seguente dicitura: “la struttura va in contrasto con i lavori di riqualificazione eseguiti e con il regolamento di disciplina dei mercati rionali con la prescrizione secondo cui via Mazzini non rientrerebbe tra le aree destinate per la vendita del commercio in sede fissa”. A questo punto iul titolare della ditta non si perde d’animo, incarica gli avvocati Luigi e Antonio Ricciardelli, di avviare l’iter processuale davanti al TAR Campania per impugnare il provvedimento.
I Giudici di Palazzo de Londres accolgono le motivazioni dei legali il quale mettono in evidenza che l’atto comunale nr. 42 del 25.6.2009 con cui è stato approvato il “Regolamento per l’installazione dei chioschi, non prevede limitazione alcuna per i chioschi fissi esistenti ancora prima dell’entrata in vigore del regolamento”. Ma nella sentenza c’è scritto anche di più, “L’atto impugnato è anche illegittimo perché richiama una non conferenza disciplina conferita nel regolamento dei mercati rionali che riguardava invece le modalità di svolgimento delle attività di vendita presso le strutture mercatali giornalieri nel comprensorio comunale dove esistono apposite aree assegnate agli ambulanti individuabili con apposita planimetria, quindi i Giudici Amministrativi sentenziano che: le strutture mercatali non hanno nulla a che vedere con i chioschi il quale debbono essere soggetti a normativa regolamentare specifica.
Alla fine di tutta questa querelle, possiamo finalmente dire che almeno questa volta la “penna ha vinto sulla coscienza umana” e tra poco la dovremmo rivedere nello stesso luogo dove è sempre stata. A questo punto una domanda corre obbligo a tutti di farla agli amministratori; visto che avete incaricato qualche legale a fare l’ordine di diniego, questi signori non farebbero bene a leggersi l’ordinanza per vedere se si può fare il ricorso invece di fare spendere soldi all’Amministrazione che comunque tutti i cittadini pagano?
