NAPOLI – Otto secoli di storia letteraria in mostra alla Biblioteca Nazionale. Dal 7 al 17 settembre 2016, infatti, sarà possibile visitare la mostra “…Quella favella a cui cedono tutte le vive”, il cui titolo richiama le celebri parole leopardiane del Discorso di un italiano sopra la poesia romantica, esposto in mostra.

Discorso di un italiano sopra la poesia romantica
Il percorso, che va dal dolce stil novo all’ermetismo, vanta manoscritti e copie pregiate dei testi di Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Leopardi, Vico, De Sanctis e Ungaretti.
Ad aprire il percorso letterario sono tre pregiati manoscritti membranacei di XIV e XV secolo, contenenti la Divina Commedia di Dante Alighieri, con una speciale edizione dotata del commento di Francesco da Buti.

Divina Commedia
Seguono le copie miniaturizzate di alcune opere di Petrarca e un’edizione di XVII secolo in volgare del Decameron di Boccaccio.

Decameron
Degni di nota sono, poi, i due manoscritti autografi, uno contenente alcuni frammenti dell’Orlando furioso di Ariosto, l’altro di XVI secolo con il testo, purtroppo acefalo e lacunoso, della Gerusalemme Conquistata di Tasso, di cui è esposta anche una redazione della ben più celebre Gerusalemme Liberata.

Gerusalemme Liberata

Gerusalemme Conquistata
Punto focale della mostra è la teca riservata a Giacomo Leopardi, di cui, accanto agli scritti in prosa dello Zibaldone e delle Operette Morali, spiccano i capolavori della poesia italiana: L’Infinito, A Silvia, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia e La Ginestra, scritta per mano di Ranieri.

Zibaldone

A Silvia
A chiudere il viaggio narrativo è Giuseppe Ungaretti, con le sue lettere e le significative ed emozionanti epistole dal fronte.

Lettere dal fronte di Giuseppe Ungaretti
La mostra, allestita per il Congresso nazionale a Napoli dell’ Associazione di Italianistica, è stata presentata, in occasione della sua inaugurazione mercoledì 7 settembre, dalla dott.ssa Fabiana Cacciapuoti, che ne ha curato l’allestimento e la preparazione.
