MADDALONI (Caserta) – È da tempo che dai media l’informazione più pregnante sembra essersi spostata sui social. Del resto per veicolare un articolo, una indagine, un video, un semplice messaggio o una pubblicità dalla fonte mediatica si passa alla divulgazione social quale vero canale di “passa parola”. Quindi ne diviene come il centro nevralgico di chi vuole diffondere un messaggio diventa il social stesso al di la della carta stampa, che rispetto ad un ventennio fa sembra scomparsa quasi del tutto, o del web o webtv.
Ricordo che negli anni ’90 tra Caserta Domani, Caserta Oggi, Giornale di Caserta, Corriere di Caserta, Gazzetta di Caserta, Roma, il Quotidiano di Caserta, Frammenti, lo Spettro, Il Mattino, Infonews e tante altre testate quotidiane, settimanali, mensili ed aperiodiche il cittadino aveva l’imbarazzo della scelta ed aveva la possibilità di documentarsi ed avere l’opportunità di avanzare una critica alle diverse posizioni/versioni etc. Cosa è cambiato? A mio parere probabilmente vi è stato il disinteresse di imprenditori a sostenere queste iniziative editoriali, la mancanza di sponsor a garantire la stampa ed il pagamento dei collaboratori e delle strutture. Del resto di recente esempi palesi chi per un verso chi per l’altro lo sono la testata Caserta In nata e tramontata dopo poco o le vicissitudini che hanno interessato quella che fu l’ultima testa giornalistica del compianto Pasquale Marotta.
Detto questo ne diviene che quei pochi collaboratori, talvolta e non poche volte volontari, oltre alla tematica che hanno per scelta ed indicazione da seguire, come gli eventi e la Cultura piuttosto che l’associazionismo o lo sport, devono cercare di coprire la cronaca e la politica. Ora mentre su la cronaca il social riesce a fare informazione talvolta prima degli addetti ai lavori (un tempo dedicati a questo oggi per lo più anche a questo) per ciò che riguarda la politica, intesa non come l’intervento di questo o quel personaggio di turno o del momento o ancora non come intervento di un cittadino/politico per un problema di una zona o di tutto il territorio (che a mio parere rientrano ancora in una sorta di cronaca e vissuto del momento locale) c’è meno fermento d’un tempo, secondo le voci di “marciapiede” “dirla tutta non c’è proprio fermento”, prendendo in prestito espressioni dell’amico che ora non è più il compagno comunista e sindacalista Vincenzo Del Giudice.
E quale è la piazza in cui si fa politica se nelle “botteghe” o “circoli” o “sedi” non si fa più? Naturalmente sul social, e facebook non è da meno.
Ed un intervento di “politica” e di denuncia è quello che poco fa ha pubblicato Salvatore Nappo, figlio del compiano Cancelliere Pasquale (Maddaloni, ricordo di Cacchino (Pasquale Nappo) nel settimo anniversario della morte il 27 febbraio) di cui segue il testo:
«….apprendo dal web dell’ennesimo atto vandalico alla scuola media di via Brecciame, quando si vandalizzano le scuole pubbliche e non è la prima volta che avviene, sono ancora più convinto della mia affermazione che questa città non ce la farà…..altro che ottimismo……del resto due giorni fa hanno profanato anche tombe al cimitero…….perché di questo si tratta quando si trafuga materiale da tombe funebri……..con amarezza e sgomento dico che davvero Maddaloni è diventata terra di nessuno…….non c’è un minimo di coscienza civica da parte nostra…….anzi siamo colpevoli di aver profanato questa città……..si noi siamo colpevoli e lo dico con rabbia e con senso di resa………hanno vinto loro……ha vinto la strafottenza, la omertà, l’inciviltà, ha vinto l’anti Stato, ha vinto l’antidemocrazia……….ha perso questa città…….mi ritornano alla mente le parole del Presidente. Antonino Caponnetto ai funerali di Paolo Borsellino. …….disse “è tutto finito”…….e lo disse mentre entrava in chiesa, a Palermo, piangendo. ……..ora a tutti gli ottimisti di sta’ minchia…….per favore fate silenzio……perché gli incendi, le tombe, le scuole……..una città intera é distrutta e non ce la farà……perché hanno vinto loro……….mentre scrivo questo cazzo di post. …….una lacrima di rabbia mi riga il volto perché un tempo questa città…….la mia città…..la nostra città veniva difesa dai suoi cittadini in primis………oggi è meglio che giochiamo ai pokemon…………andate a fare in culo……………é inutile e superfluo rivolgere la mia solidarietà e sgomento alla scuola media di via Brecciame ed agli alunni e i docenti………che per l’ennesima volta sono stati offesi come noi tutti…………»(fonte ).
Certamente qualcuno potrebbe obiettare all’intervento riferendo che taluni episodi richiamati e/o non richiamati ma che si perpetuano nella Città di Maddaloni non incresciosi, certo parliamo di fatti che anche per il passato magari in modo non cumulativo e persistente si sono già avuti ma probabilmente al tempo vi era una diversa organizzazione civico politica, supportata anche dall’elemento associazionistico che interveniva compatta contro questi fatti o comunemente il “bene Comune” faceva superare le “visioni di parte”.
La volontà di riscatto il territorio, i cittadini la hanno, e ne è la risposta il commento (fonte), al medesimo post di Nappo, da parte di un cittadino che scrive «Bisogna elevare un urlo di rabbia. Bisogna che tutti coloro che amano la propria città, quella che ci hanno lasciato i nostri genitori, s’indignino. Non bastano più i post, bisogna reagire e dare prova di attaccamento ai valori di civiltà e di rispetto che sono stati patrimonio della nostra città. Occorre diventare di nuovo protagonisti del nostro divenire e cessare di pensare che tocchi a qualcun altro il compito di mettere a posto le cose. Guardare dall’altra parte, far finta di niente, vuol dire diventare complici passivi di questo stato di cose».
Oggi certamente bisogna individuare le problematiche e spronare una cittadinanza attiva, la stessa che un tempo riunendosi faceva associazionismo e partiti che a loro volta, si formavano e formavano, impegnati per il bene comune della loro e nostra città facevano di Maddaloni un fiore all’occhiello della provincia e della regione.
Quindi probabilmente in termini propositivi, di rinforzo, di incoraggiamento andrebbe, ciascuno per le proprie attitudini, svegliata questa cittadinanza e soprattutto coinvolti coloro i quali sono sia protesi a poter dare un contributo che dall’altro non abbiano priorità personali che rischiano di essere messe davanti all’impegno cittadino. Abbiano dunque la passione e la serenità di poter dare il contributo per una città da riscattare per le future generazioni.
E, quindi, senza puntare il dito a chi c’è di fronte e ricordargli la pagliuzza che ha nel proprio occhi, onde evitare che questi chieda spiegazioni circa la trave presente in quello di chi parla, pro positivamente ciascuno dovrebbe, anche se e dal piccolo, impegnarsi per la Città che è già stata e potrà tornare ad essere.
