di Michele Schioppa
MADDALONI (Caserta) – Nei giorni scorsi a Maddaloni, il 14 luglio 2016[1], si è tenuto il Convengo “Volti casertani e maddalonesi” ovvero la presentazione della rubrica omonima presente nei volumi III e IV della serie “Chi è?” a firma dello scrivente, Michele Schioppa (Maddaloni, presentazione “Volti casertani e maddalonesi” e saluto al Rettore Vigliotti il 14 luglio).
L’occasione ha visto interessantissimi interventi anche di sodalizi rappresentativi la “Cultura” provinciale, e quindi l’intervento del prof. Marcello Natale per la Società Dante Alighieri ed il CoAsCa ed ancora quello del prof. Giuseppe De Nitto per la Società Storia Patria di Terra di Lavoro. Interventi che hanno sancito come sia oggi più che mai mettere da parte atteggiamento disgreganti, personalistici, di “gestione” del bene comune ed ancora della cultura, della storia, della memoria e memoria storica in modo soggettivo, quasi, verrebbe da dire, ad occultarla per esserne depositari nelle e delle fonti e dello studio o della divulgazione delle stesse.
Il tema del convegno era, del resto, incentrato  sulla memoria e la divulgazione della stessa. Una memoria che diventa essa stessa “agire politico”, sia da un lato perché i corsi e ricorsi storici aiutano ad evitare errori ed ancora perché l’agire e lo spessore, l’attività, le scelte di chi ha preceduto nella gestione o ancora lo fa quasi “occultato” possa avere una rivalutazione del proprio contributo. Ed è proprio una esortazione alla politica, quella con la P maiuscola, ai partiti ed ai movimento politici e venuta dalle parole di Amedeo Marzaioli. Il suo intervento un vero e proprio “Manifesto per Maddaloni Città a Vocazione Turistica”. Un manifesto che condivido a pieno e che mi piacere riproporre integralmente con il desiderio che possa avere la massima divulgazione e diffusione possibile per il messaggio che porta con sé e per il bene che può portare alla città la sua metabolizzazione.

Ecco l’intervento integrale di Amedeo Marzaioli[2]:
“A nome mio personale e a nome della vedova signora Maria Magno, dei figli e dei nipoti di mio fratello Alberto ringrazio con affetto l’amico Michele Schioppa che ha voluto inserire le nostre storie sportive nel terzo e quarto volume del libro edito dalla benemerita associazione Dea Sport di Bellona che,  attraverso l’impegno dei suoi principali animatori Franco Falco e Domenico Valeriani non solo raccontano fatti e personaggi della nostra provincia ma soprattutto fanno della lotta alla illegalità la loro ragione di vita.
 A me emoziona molto pensare che un giorno, quando il mio percorso terreno sarà terminato – spero il più tardi possibile – in un libro presente in qualche collezione privata o in qualche biblioteca c’è la mia storia. Passeranno anni e anni e quel libro sta sempre lì a perenne ricordo della mia persona. I miei figli, i loro figli e i figli dei loro figli potranno nel tempo esclamare “ecco questo era mio padre, era mio nonno, era il mio bisnonno.
E credo e spero che questi volumi troveranno  collocazione nel nostro Museo Civico perché questi volumi, attraverso la storia dei personaggi raccontati, testimoniano  la storia della nostra Città da custodire gelosamente.
Ed a proposito del Museo Civico faccio voti affinché venga strenuamente difeso e tenuto in vita anche dopo il prossimo collocamento a riposo dell’ attuale direttrice Maria Rosaria Rienzo che con tanto amore e professionalità lo ha difeso con le unghie e con i denti.
Cancellare il Museo Civico significherebbe cancellare la storia millenaria di Maddaloni e una comunità che cancella il proprio passato è una comunità che non può avere futuro,
Per cui dico ai futuri amministratori di Maddaloni, Â tagliate gli sprechi, tagliate servizi inutili, tagliate qualche consulenza esterna, tagliate qualche fannullone ma non tagliate il museo civico.
Spero che questa collaborazione tra gli amici della Dea Sport e Michele Schioppa continui nel tempo poiché vi sono ancora molti personaggi  maddalonesi che “meritano di essere ricordati”. Propongo tra questi il prof. Guido Napolitano, uomo di sport e di cultura,  che ha dedicato la sua vita a studiare il grande patrimonio artistico storico e culturale della nostra Città.
E a tale proposito chi andrà ad amministrare la nostra Maddaloni  dovrà necessariamente mettere in atto una rivoluzione culturale perché noi abbiamo i numeri per risollevare e recuperare questa città dal fondo nel quale è precipitata.
Dobbiamo cambiare mentalità,  modo di pensare e di ragionare, dobbiamo  riconvertirci.
Dobbiamo recuperare la nostra vocazione agricola e lavorare per  una città a vocazione turistica.
Perche  Maddaloni non è un paesello vicino Caserta come  spesso sento dire. Â
L’espressione “paese” la dobbiamo cancellare dai nostri ragionamenti.
Noi siamo una Città con la C maiuscola fin dal 1734 quando altre città del casertano non esistevano ancora.
Maddaloni è una  città d’arte,
 è l’antica Calatia risalente all’8° secolo avanti cristo,
era di Maddaloni Aulo Attilio Calatino console e dittatore romano,
qui a Maddaloni Carlo 3° di Borbone ricevette le chiavi del Regno di Napoli e per riconoscenza la insignì del titolo di Città,
a Maddaloni è nato il Regno delle Due Sicilie,
Maddaloni occupa un posto di prestigio nella storia d’Italia per la battaglia dei Ponti della Valle del 1° ottobre 1860 che sancì successivamente l’Unità d’Italia anche se questa storia andrebbe rivisitata e riscritta,
Questo  è  il Convitto Nazionale G. Bruno la più antica istituzione scolastica della provincia  con la sua tela settecentesca più grande del mondo, magica ed emozionante.
In questi luoghi la leggenda vuole che si sia fermato anche S. Francesco di ritorno dalla Terra Santa  e a ricordo del suo passaggio piantò il cedrangolo tuttora esistente nel chiostro all’ingresso e fece costruire l’annessa Chiesa intitolata al suo nome.
Insomma Maddaloni è un vero museo a cielo aperto, ogni pietra una storia, Â tutta da scoprire,
abbiamo 4 musei e due biblioteche tra cui quella comunale con oltre 17.000 volumi collocata ora nel Liceo Ginnasio G. Bruno recentemente restaurato e facente parte del complesso monastico voluto da S. Francesco.
Ecco. Noi a Maddaloni abbiamo le attrattive e la storia per entrare nei circuiti turistici ma devo constatare con amarezza che quasi quasi ci vergogniamo di farlo sapere in giro, non siamo capaci di valorizzare la nostra storia perché non siamo capaci di fare squadra. Numerose associazioni che fanno poco per la città e sono impegnate soltanto a curare il proprio orticello. Nessuno deve sentirsi depositario di segreti, nessuno deve difendere il proprio io. Dobbiamo fare squadra, dobbiamo unire le nostre forze. Nell’era della comunicazione a ritmi frenetici, se non si fa squadra non si va da nessuna parte.
Per usare una terminologia ciclistica che più mi si addice Vincenzo Nibali ha vinto il Giro d’Italia, il Giro di Spagna e il Giro di Francia perché ha potuto contare su una squadra.
Secondo il mio modesto parere ogni anno Maddaloni si deve aprire “Maddaloni porte aperte” , dobbiamo aprire, chiese, musei, monumenti, chiostri, biblioteche, palazzi antichi, cortili, cantine, dobbiamo valorizzare e portare alla luce l’antico insediamento di  Calatia, dobbiamo attrezzarci per segnalare e valorizzare  il percorso cittadino dell’Antica Via Appia, la Regina Viarum, che il ministero dei Beni Culturali ha deciso di portare alla luce con l’obiettivo di  realizzare una via di fede e di turismo religioso per una grande opportunità di sviluppo turistico.  Proprio qui a Maddaloni erano particolarmente attivi i Templari che accoglievano i pellegrini in marcia sulla via Appia per recarsi in Terra Santa.
Grazie”.
La prima considerazione che mi viene da fare è ch in questi giorni ho visto una trasmissione televisiva dove veniva presentato uno speciale, se non erro si chiamava “Brigan…tiggì” e qui illustri personaggi napoletani come Sofia Loren, Carlo Pedersoli (Bud Spencer), Peppino De Filippo ed altri erano ripresi interventi tv, per lo più all’estero, in cui alla domanda dei presentatori sulla loro italianità questi rispondevano innanzitutto: “io non sono italiano, sono napoletano”.
Ed ebbene con orgoglio tanti cittadini di Maddaloni, anche molti di quelli già contenuti e da contenersi in “Volti casertani e maddalonesi”, hanno e dicono quando rappresentano anche il nostro Paese di essere maddalonesi, piuttosto che casertani ancorché napoletani. È questo è un motivo di orgoglio per la nostra città, ed i motivi li ha ben elencati Amedeo.
Aneddoticamente ricordo che quando dieci anni or sono iniziai a collaborare con un settimanale casertano, proponendo contributi croni-storici e storici di natura anche scientifica, il direttore della testata all’arrivo dei miei pezzi soleva dire simpaticamente “Maddaloni caput mundi!”. Ebbene si! Mi stava bene anche questa battuta perché credo nelle risorse, nella identità, nella potenzialità della mia Città, della mia Città che è essenza stessa di Cultura, Storia, Architettura, Arte, Archeologia, in uno “Città a Vocazione Turistica” come bene ci ricorda Amedeo Marzaioli nel suo “Manifesto”.
Dobbiamo dunque scendere dai piedistalli e rapportarci alla comunità perché sia essa stessa cosciente di cosa ha ed offre, ed in tal senso è stata la mia scelta da venticinque anni a questa parte di fare promozione dei fatti, dei personaggi, dei luoghi in modo da fare una “cronaca”, una “cronaca dei fatti storici”, cioè di quei fatti che costituiscono la storia del domani ed in parte del presente. Un desiderio di fare cronistoria della mia Città e non solo, tendo conto di due elementi. Il primo inculcatomi dal mio Maestro prof. Giuseppe Guadagno, studiare partendo dalla ricerca fonti, trovare le fonti, mettere in discussione le fonti e solo poi offrire il proprio contributo (e questo mi ha consentito per il passato anche recente di avere soddisfazioni di intuizioni e risultati). Il Secondo, seguendo l’esempio di un altro Maestro il Cav. Ciro Antonio Sparano ed anche dell’amico Domenico Arnaldo Ianniello fare informazione in modo divulgativo[3] e con e per il tramite degli strumenti a tutti accessibili, il giornale innanzitutto e poi divulgarlo oggi sui social; perché la cultura, il sapere, la memoria non è di chi lo fa ma della comunità e ben venga che uno più accedano alle stesse fonti, studino gli stessi argomenti perché da qui nasce il confronto, la promozione e la politica deve prendere atto di quanto ricordato senza poter far finta di ignorarlo. Dalla micro storia nasce la macro storia e dalla coscienza dell’una e dell’altra nasce l’opportunità per un territorio che di “Vocazione Turistica” ne è pieno.
Ci si augura che da questo spunto possano partire le giuste iniziative a cura di coloro i quali sono deputati alla programmazione della Maddaloni del futuro, dove ogni cittadino oltre ad essere spettatore è anche artefice del proprio futuro e della propria Città.
[1] La data per quanto funesta per i fatti di Nizza, vista la sua memoria storica della presa della Bastiglia, potrebbe significare per Maddaloni la presa della coscienza civica di una Città a Vocazione Turistica che tale è ed in tal modo deve svilupparsi e crescere.
[2] Il riferimento dei saluti è funzionale al fatto che nei volumi presentati sono presenti sia il profilo biografico del campione del ciclismo Alberto Marzaioli che quello del fratello Amedeo il cui curriculum non ha nulla da invidiare a quello di tanti altri presenti compreso il fratello Alberto.
[3] Bellissime e da premiare sono le passeggiate storiche organizzate dall’Associazione L’Albero della Vita ed ancora gli studi che si leggono come un romanzo come quello di Dora Barletta sulla chiesa di Sant’Aniello di Maddaloni.
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