Basket, il pagellone: Solsonica – Eldo, la classe operaia va in Paradiso. Armani e Foster protagonisti dell ultimo turno

CASERTA – E’ stata la giornata delle soprese, è stata la giornata della rovinosa caduta della Virtus Bologna contro Rieti. I sabini dati allo sbando, stanno dando prova di grande combattività ed attaccamento alla maglia. Sorride la Eldo Juve Caserta che con uno strepitoso foster ed una eccelelnte prova di squadra liquida Teramo. Roma lotta, ma cede a Siena. Non si ripete invece al Fortitudo che dopo aver fermato la marcia della Montepaschi è caduta in casa contro Biella.

Il pagellone:

10 – Solsonica Rieti – Alzi la mano chi avrebbe scommesso un euro su questa Sebastiani, dopo che il presidente Papalia giorni fa ha praticamente annunciato il “rompete le righe” a fine stagione, e dopo la rinuncia alla bandiera Prato. E invece, una quasi impresa a Treviso, e una impresa vera contro la Virtus, asfaltata con 25 punti di scarto. Papalia non ci crede (o non ce la fa) più, giocatori e coach non sono dello stesso avviso. Morto un Papalia se ne fa un altro?

9 – Shan Foster – La Eldo ridotta a sette uomini sette aveva ben poche chance di reggere l’urto della Shan Fosterlanciatissima Tercas. Senza cambi tra i lunghi, e con uno Slay così così, ci ha pensato Foster a marcare (e bene) Amoroso, dopo aver annullato nel primo tempo lo spauracchio Moss. E Sugar, quando si esalta in difesa, gioca bene anche in attacco; chirurgico e senza mai forzare un tiro, è stato il migliore sulle due sponde del campo. Che stia sbocciando un nuovo fiore nel giardino bianconero? Foster che Foster la volta buona…

8 – Armani Jeans Milano – In uno dei derby più antichi del basket italiano, la squadra di Bucchi trova una prestazione maiuscola, e per una volta, oltre a vincere, convince. Grazie soprattutto ad una zona che ha dato alla partita il ritmo voluto da Milano, annientando l’irruenza dei canturini, tenuti per una volta a punteggio bassissimo. La Zona Morta.

7 – Ndudi Ebi/ Jeleel Akindele – 23-13-34 e 20-16-41. Non sono numeri da giocare al lotto, ma punti rimbalzi e valutazione dei due nigeriani che hanno trascinato le rispettive squadre a vittorie larghe e prestigiose. Certo, la costanza non è la loro dote migliore, ma quando decidono di giocare questi due trampolieri d’ebano sembrano davvero immarcabili. African Power.

6 – Brandon Hunter – Quando si gioca in casa contro questa Benetton, non si sa mai quali sono i propri meriti e quali i demeriti della squadra di Mahmuti , che in trasferta diventa sempre più spesso brutto anatroccolo. Ma intanto la Premiata, che gioca con tre/quattro uomini alla volta, ritrova il suo gladiatore delle plance, che scrive un 15 più 13 rimbalzi (e 30 in valutazione) in una partita a punteggio bassissimo, annullando i lunghi avversari e allontanando la Sutor dalla zona calda della classifica. Trenta e gode.

5 – Gmac Bologna – Mah! Dopo la vittoria da guinness contro Siena, la Fortitudo poteva lanciarsi alla rincorsa di un posto nei playoffs. Poi arriva Biella e Pancotto ritrova gli incubi di tutta una stagione. Strawberry sempre più inguardabile, Papadopoulos e gli altri lunghi che non incidono, e la banda di scalmanati di Bechi che passa a Bologna come un treno in corsa, nonostante Gordon e Achara ci mettano impegno e canestri. Alzi la mano chi ci ha capito qualcosa nella testa dei giocatori bolognesi, e soprattutto di chi ha costruito questa squadra in estate, dove la somma dei talenti individuali non si tramuta mai in aritmetica. E a questo aggiungete il mistero Scales. Si Savic chi può.

4 – Ruben Douglas – Aveva lasciato ricordi indelebili nella magica stagione dello scudetto Fortitudo, e nei piani di Bodiroga, Douglas doveva essere quel terminale d’attacco che è il vero anello debole della squadra di Nando Gentile. Ma finora il moro di Pasadena è stato l’ombra di sé stesso (a Siena 3 punti e -4 in valutazione), e di questo passo Roma non può ambire a contrastare Siena nei playoffs. Un bel dilemma per Gentile, che non ha più molto tempo per capire chi dei suoi può essere l’uomo in più dell’attacco capitolino. Il cubo di Ruben.

3 – Kevinn Pinkney – L’airone ex Biella si allontana sempre più dall’area colorata, accontentandosi spesso del suo tiro senza aggredire il canestro. E’ questo il limite maggiore di Cantù, squadra atletica e veloce, ma senza un vero centro dominante. Milano ringrazia, e con un Rocca ritrovato passa in scioltezza al Pianella. Cerco un centro di gravità permanente…

2 – Romeo Sacchetti – Doveva essere l’uomo della rinascita, ma Meo sta dando l’impressione di non averci capito molto nelle dinamiche della sua squadra. Con cinque americani sotto contratto, il turnover sembra più una continua scommessa che una scelta tecnica ponderata; e rinunciare ad Anderson contro la Scavolini ha lasciato perplessi molti fin dall’inizio, figuriamoci a fine partita. E intanto la Snaidero scivola sempre più giù. Turnover o Game Over?

1 – La Fortezza Bologna – Il virus della schizofrenia agonistica sembra stazionare da mesi a Bologna, e contagia anche la squadra di Boniciolli, che ogni volta che pare avviarsi verso quella continuità di rendimento necessaria per affrontare il post season, smentisce tutti e ritorna al via come se si fosse sulla casella sbagliata di un gioco dell’oca dell’assurdo. Il -25 patito a Rieti non può avere alcuna giustificazione o risposta tecnica, e l’unica consolazione è la sconfitta contemporanea di Roma e Teramo. Tristezza Fortezza.

0 – Benetton Treviso – Che fuori casa la squadra di Mahmuti non fosse la stessa, lo si era capito da tempo; ma forse a Porto S.Giorgio, Bulleri e soci hanno toccato il fondo, segnando solo 50 punti e toccando persino il -24 contro una Premiata che non è certo Siena. Bulleri sembrava aver portato quella consapevolezza di sé che manca nel dna dei biancoverdi, ma se nemmeno lui è capace di uscire dal fango appena si mette il naso fuori dal Palaverde, allora di strada se ne riesce a fare ben poca, nonostante una classifica che resta dignitosa. Fuoristrada.