CASERTA – All’ultimo curca, all’ultimo metro, ma alla fine si fa festa. Serviva la vittoria. Il successo avrebbe garantito alla Pasta Reggia la difesa della categoria. Inutili a quel punto tutti gli altri risultati. La Juve ha fatto il suo dovere. Trento, che pur era sceso sul parquet campano con intenzioni a dir poco bellicose, si è arreso sul finale lasciando ai bianocneri la gioia del successo e della matematica permanenza in A1. Sorride, però, anche Trento che centra con merito l’obiettivo dei playoff dopo 54 gare stagionali. In campo la squadra, pur con troppe sofferenze, ha fatto il suo dovere difendendo la categoria, ora la palal passa alla società.
La cronaca
Palapsort colpo in ogni oridne di posti. Caserta ha risposto presente. La città è vivina alla squadra. La Pasta Reggia sceglie Johnson al posto di Slokar, per l’Aquila c’è invece l’esordio di Will Cummings, subito importantissimo per Buscaglia visto l’infortunio che tiene ai box Poeta. A partire meglio è la Juve. Trento accusa l’impatto con il tifo casertano, mentre la Juve è ovviamente ispirata, specie dall’arco, nonostante dopo 5’ perda Dario Hunt per un problema alla caviglia. I primi due tiri sono infatti due missili di Siva e Downs che valgono il 6-0, poi altre due triple di Giuri scavano il primo solco (20-13 al 9’). Trento però resta a contatto grazie ai rimbalzi offensivi (6 all’intervallo) e alla presenza di Pascolo e Wright che a cavallo dei primi due quarti mettono insieme un break di 9-17 che vale il 29-30 al 17’, nonostante un 2/12 da tre punti all’intervallo (5/14 per Caserta). Nel terzo quarto cambia l’inerzia della partita: la Juve rivede Dario Hunt e in dieci minuti infila un break di 21-10 che vale il 52-44 al 30’, con Siva protagonista (Mvp con 23 punti e 5/11 dall’arco) e lo stesso Hunt ad infilare uno schiaccione in tap-in per il +10 (51-41 al 27’). Trento però non ci sta e si affida a Sutton che – nonostante un tecnico al 32’ – resta nella partita e continua ad attacare il ferro (62-56). La Juve fa la voce grossa a rimbalzo conquistandone 12 in attacco nel secondo tempo, poi sale in cattedra Cinciarini nel finale con due triple (62-54 e 67-59), prima del tentativo finale di Flaccadori che con un assist e quattro punti dalla lunetta riporta i suoi sul -1 (71-70), ma non basta, perché il tempo scade prima che l’Aquila riesca a rimettere il naso avanti. (fonte:gazzetta.it)
