MADDALONI (Caserta) – Quest’oggi alle ore 12, secondo previsioni e dichiarazioni a diversi organi di stampa, i consiglieri di maggioranza avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni innanzi al Segretario comunale contestualmente, quelli di minoranza (almeno una parte) hanno provveduto nei giorni scorsi.

Da quanto è stato possibile apprendere sembrerebbe che si siano presentati in tutto 12 consigliere e non già 13 ovvero il numero necessario per procedere allo scioglimento del consiglio comunale e nomina del commissario prefettizio. Nel mentre, infatti, a seguito dell’arresto del sindaco Rosa De Lucia (fonte) era stato indicato a capo dell’amministrazione dal Prefetto il vice Sindaco Michele Di Nuzzo che ha assunto il ruolo di Sindaco facente funzioni. I ben informati riferiscono che erano presenti i consiglieri Giacomo Lombardi, Giuseppe Carfora, Dora Caturano, Giuseppe Magliocca, Gennaro Cioffi, Giuseppe Lutri, Antonietta Beranrdo, Franco Merola, Teresa Esposito, Antonio De Rosa e Filippo Iacobelli. Tra i presenti, dunque, anche Gennaro Cioffi che risulta coinvolto nelle vicende che hanno portato all’arresto del primo cittadino ad inizio settimana. Assenze apparentemente ingiustificate sarebbero dunque quelle di Teresa Cafarelli e Mario D’Addiego. Per la prima, in verità, qualcuno fa sapere che pur manifestando la volontà di procedere alle dimissioni l’interessata e fisicamente fuori città per problematiche personali. Quindi per assenza di numero legale resta in carica il consiglio comunale, e non è stato possibile neanche contare sui voti della minoranza perché, come su indicato, già dimessasi precedentemente.
In effetti, come riferisce il consigliere dimissionario di opposizione Luigi Bove, poche ore fa (fonte):
“Se ieri mattina la maggioranza avesse accolto il nostro invito a dimettersi, oggi il consiglio comunale di Maddaloni sarebbe giustamente sciolto. Invece oggi non facendo sciogliere il consiglio comunale, dopo arresti ” eccellenti”, si impedisce il ripristino della legalità.e non parlo di articoli e codici di cui sono ignorante. ma di regole morali e etiche”. Il riferimento è al fatto che sembrerebbe che la maggioranza abbia fatto sapere di non essere disponibile a presentare le dimissioni in quanto avrebbe atteso l’interrogatorio di garanzia che si paventava a distanza di una decina di giorni. Successivamente, sembrerebbe che, il presidente del consiglio comunale Giacomo Lombardi ha fatto sapere che a seguito dell’interrogatorio che si sarebbe dovuto svolgere oggi alle ore 12, indipendentemente dall’esito di questo vi sarebbe stata la presentazione contestuale delle dimissioni dei consiglieri di maggioranza (fonte). Come è andata lo abbiamo visto prima.
Va detto che Andrea De Filippo, dopo aver presentato le dimissioni, così ha commentato sui social (fonte):
“Ho appena protocollato le mie irrevocabili dimissioni dall’incarico di consigliere comunale, in quanto sono venuti meno i presupposti per la mia permanenza in questo consiglio comunale. Auguro a tutte le persone coinvolte nei fatti giudiziari di questi giorni che tutto si risolva nella maniera più rapida e giusta. Ciò nella consapevolezza che, come sempre, la vicenda giudiziaria e la vicenda politica si intersecano, ma non si sovrappongono. Sulla prima deciderà la magistratura, sulla seconda il giudizio è già dato”.
Una situazione abbastanza paradossale visto che da più parti, anche con i social era giunto l’invito a fare un passo indietro per il bene della comunità.
Tra le posizioni più interessanti vi è quella di Salvatore Nappo che ha scritto una lettera pubblica al Presidente del Consiglio Comunale Giacomo Lombardi (tra i presenti stamani per la firma delle dimissioni), di cui segue il contenuto (fonte):
“Caro Giacomo,
da uomo e cittadino libero di questa città e da semplice uomo di strada, ti chiedo e mi chiedo, ma cosa altro deve succedere in questa sciagurata città affinchè la politica e le istituzioni abbiano un sussulto non dico di bene per la città, che pure avrebbe il suo ruolo importante, ma un sussulto di senso civico e di amore per la Giustizia e per la Verità; io penso che tu abbia di certo letto l’ordinanza de GIP della procura, e ti chiedo e mi chiedo ma siamo coscienti e certi di aver inteso bene quelle frasi, quelle accuse quei riscontri ambientali, di pedinamento, di riscontri bancari, di intercettazioni……e così via, caro Giacomo, in qualità di Presidente della assise istituzionale della 4° città della provincia, ma cosa stai aspettando, cosa state aspettando, io so che tu sei un uomo di lunga esperienza politica, sei un uomo con una grande obiettività e sei sempre stato coi piedi per terra……..ma davvero voi pensate che continuare il vostro mandato possa giovare a questa città stuprata fin nelle viscere, vilipesa ed offesa da una cricca criminosa e forse patologicamente impazzita, si sa il denaro ti fa perdere la testa, ma ti chiedo e mi chiedo può un amministratore della res pubblica arrivare a tanto, potete voi amministratori, spero ancora per poco, rimanere impassibili e rifugiarvi in un garantismo che credimi lo dico col cuore, io che garantista lo sono fino al midollo, non è il caso di tirare in ballo, dopo aver letto l’ordinanza del GIP davvero credimi ieri sera ho spento il computer e mi sono rifugiato in un pianto di rabbia ed offesa che davvero mi ha turbato.
Caro Giacomo sei un politico navigato e so che hai i mezzi culturali, politici e di uomo serio di accogliere questo che forse può apparire un grido di dolore, come in effetti lo è, NON puoi, NON potete continuare ad amministrare in nome del popolo maddalonese, cui spetta la sovranità, è scritto all’art. 1 della nostra Carta fondamentale, sì Giacomo la sovranità appartiene al popolo e dopo cotanto oltraggio questa città credo che debba pretendere ed aspetta davvero le vostre dimissioni, per ridare e restituire la sovranità al popolo maddalonese, vedi dico questo non per ideologia o spirito di parte, o come colui che alza il dito e pontifica e giudica, lungi da me questo, conosci bene da dove prevengo e come sono stato educato, ti rivolgo questo accorato e sentito appello per amore della nostra città che da troppi anni è offesa da una classe politica mediocre, effimera, insensibile, tu provieni dalla D.C. e dovresti capire bene cose è il popolo e il bene del popolo, non posso pensare che chi ha un passato ed una esperienza come la tua fatta di politica vera e viva possa rimanere inerme ed impassibile a questa bufera che si è abbattuta sulla nostra amata città, non lo posso pensare, io ti IMPLORO per il bene della nostra città e del suo popolo dimettetevi, cosa aspettate, non potete aspettare, Giacomo, il tempo è finito, vorrei entrare nel merito ma mi astengo proprio per il rispetto della Giustizia e della magistratura che sta ancora indagando, e se tu sei l’Uomo politico che io credo che tu sia e che conosco, non puoi rimanere, il tempo è finito Giacomo, l’arbitro ha fischiato la fine della partita, io ti IMPLORO dimettetevi tutti e restituite la parola alla sovranità dei cittadini di questa città.
So che puoi capire ed accogliere questo grido di dolore che non è solo mio, ma è quello della Maddaloni che è onesta, per bene, quella che paga le tasse, i tributi, quella che da troppi anni aspetta un riscatto che forse, credimi, può e deve cominciare dalle dimissioni dell’intero Consiglio Comunale attuale.
Tuo con affetto
Salvatore Nappo”.
In verità già lunedì sera Mena Diodato di SEL (fonte) così scriveva:
“Mi auguro che domattina giungano le dimissioni di tutti quelli che siedono in un consiglio comunale ormai delegittimato (ho letto comunicati in questa direzione che mi rasserenano per il senso di responsabilità che li hanno animati).
Mi auguro anche – ma con molta minore speranza – che si faccia informazione senza rimestare nel marcio o scadere nel gossip fine a se stesso perché, che si sia maggioranza o opposizione, le istituzioni sono un bene comune da tutelare indipendentemente dagli amministratori pro-tempore, che se la vedranno individualmente con la magistratura: la responsabilità penale è personale, quella di non screditare ulteriormente la politica è, invece, di tutti coloro che si onorano di praticarla anche come semplici cittadini elettori.
Fuori dai denti: la legalità è un valore assoluto che deve essere condiviso da tutte le forze sane della città, anzitutto arginando gli sciacalli che, screditando la politica tutta spesso per fini personali, uccidono la possibilità di un vivere più civile.
Pensiero più involuto del precedente. Oggi va così”.
Ed ancora ieri SEL divulgava il seguente comunicato (fonte):
“Alla luce degli eventi delle ultime ore appare sconcertante la decisione dei consiglieri di maggioranza, riunitisi oggi, di non formalizzare le dimissioni in attesa dell’interrogatorio di garanzia degli amministratori attualmente sottoposti a misure cautelari.
Il garantismo non può essere utilizzato come pretesto, né come bandiera valida per tutte le stagioni e solo per i propri fini. Essere garantisti significa non agitare cappi (come pure alcuni degli strenui difensori della governabilità della città hanno fatto, in attesa di veder passare il cadavere del nemico per prenderne il posto); garantismo significa avere la decenza di non esprimersi in merito alla colpevolezza o meno di chicchessia perché tale giudizio non è di natura politica e spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria.
Al netto di questo, resta il giudizio politico – negativo e impietoso – nei confronti di una maggioranza che si è rivelata incapace di amministrare una realtà complessa come quella maddalonese, limitandosi a organizzare eventi sporadici e di facciata e a fare man bassa delle ultime risorse disponibili, invece di intervenire con la scure per sradicare il malaffare, inteso non solo come fatto penalmente perseguibile (di cui eventualmente continuerà a occuparsi la magistratura), ma soprattutto come cultura del mettere mano sulla cosa pubblica alla stregua di una proprietà privata.
Qui il giudizio è – di nuovo – tutto politico: facessero un passo indietro, questi consiglieri di un consesso delegittimato, fosse anche solo per dare un segnale di rispetto nei confronti di una comunità colpita e disorientata (anche se non sempre innocente).
A Maddaloni non serve ulteriore arroganza: mai come ora è necessario rimettere immediatamente nelle mani dei cittadini un mandato che, per incapacità manifesta, questa maggioranza non ha saputo onorare.
Non resta che augurarsi che la città sappia muovere le sue migliori energie per uscire da questa brutta vicenda e recuperare un senso di comunità e di rispetto del bene comune quanto mai urgente per guardare al futuro.
Mena Diodato – Circolo Mandela Maddaloni
Francesco Madonna – coordinatore provinciale Sel Caserta”.
Ed ancora aveva preso posizione ieri anche l’opinionista Carlo Scalera che sui social ha scritto (fonte):
“Non rasentate la follia, per amore di questa città dimettetevi, l’unico modo per essere garantisti è assegnare il mandato che vi ha dato il popolo di Maddaloni. Intanto la magistratura sta facendo il proprio corso, qui il giudizio è tutto politico non facciamo in modo che l’agonia non si trasformi in farsa”.
Su quanto accaduto a Maddaloni è intervenuto Domenico Letizia di Nessuno Tocchi Caino/LIDU/Radicali il quale ha così commentato sui social (fonte):
“Permettetemi una riflessione legata alla teoria delle istituzioni politiche per chi a Maddaloni chiede subito elezioni anticipate. Il processo democratico non avviene con uso esclusivo del voto che se praticato senza i dovuti meccanismi democratici risulta essere un danno enorme. Il meccanismo della democrazia è legato intimamente alla “conoscenza” che è consapevolezza, quindi, modesto consiglio, invece di richiamarvi al voto immediato facciamo in modo che la prossima campagna elettorale di tutte le forze politiche sia caratterizzata da un sano dibattito cittadino su tutti i programmi delle forze politiche presenti e che i cittadini possano conoscere tutte le proposte delle varie formazioni in campo. La politica va studiata e praticata; perdetelo un po di tempo sopra i libri, fareste del bene a voi e alla città.
“Conoscere per deliberare”, Luigi Einaudi”.
Il Mondo della Cultura e dell’informazione ha preso parte al dibattito con la nota facebook di ieri di Carlo Scalera dal titolo “Ricostruire la città con l’amore e non con la mente” (fonte) di cui segue il testo:
“https://vimeo.com/144548095
Penso che Francesco Pellegrino non ha bisogno di presentazioni , questa sera ho avuto con lui una lunga chiacchierata che sinceramente mi ha fatto molto bene. Dalla sua voce ho subito capito che era sconfortato forse più di me, per quello che è successo oggi nella nostra città. Mi diceva di tutte le telefonate e i commenti che ha ricevuto e mi ripeteva, immagina la mia sofferenza per me che sono tanto lontano sentire che la mia Maddaloni così offesa e maltrattata. Anche lui speranzoso che la magistratura faccia il suo corso, ma nel frattempo mi suggeriva che bisognava girare pagina. Ha parlato di ricostruire la città con l’amore e non con la mente. Mi ha ribadito più di una volta ricordati che il bello chiama il bello.
Mi ha ripetuto , vedi Carlo io da tanto lontano provo da sempre a diffondere il bello della nostra terra (vi invito a visitare questo video https://vimeo.com/144548095) e lo faro` fino a che avrò fiato, noi non siamo solo la terra della camorra o la terra dei fuochi siamo bel altro e per saperlo bisogna studiare educare informare siamo la terra che ha dato civiltà al mondo intero in arte, architettura, musica, poesia etc etc se esiste la Cenerentola nel mondo lo dobbiamo al grande Gian Battista Basile, lo cunto de li cunti etc etc ma oggi questo è pura retorica perche` si scontra con corruzione e malaffare, ma il mio invito che tu e le persone perbene non si devono arrendere bisogna andare avanti noi siamo la terra di Gian Battista Vico la mamma era nativa di Maddaloni e potremmo continuare per giorni ma questo ha valenza solo se viene esposto altrimenti è museo.
Per terminare nel salutarti ricordati di combattere la sfiducia seminando bellezza.
Bene questo appello lo faccio mio, ma lo giro ai tanti giovani di questa città affinchè possano costruire insieme a chi ama la nostra città un rinnovato corso per la nostra bella Maddaloni, che ci faccia essere di nuovo protagonisti della vita sociale del territorio, portatori di speranza e di fiducia, costruttori di futuro, perché, come affermava il grande Aldo Moro, il fine primo e ultimo di una politica buona e di un’azione sociale di senso deve essere l’avere “nessuna persona ai margini, nessuna persona esclusa dalla vitalità e dal valore della vita sociale; nessuna zona d’ombra, niente che sia morto, niente che sia fuori dalla linfa vitale della società””.
Il fatto che Francesco Pellegrino, eccellenza indiscussa italiana prima ancora che maddalonese, rappresentante europeo della musica e Maestro di Cultura in terra d’oltre oceano, interviene su questa vicenda è la dimostrazione come quella che, ammesso che tutto quanto contestato dovesse risultare vero, doveva essere una legislatura da restare nella storia per età anagrafica, per guida femminile, il tutto condito da passione ed onestà.
In tema di cultura e società civile Enzo Del Giudice ha condiviso sui social il pensiero del caro prof. Giuseppe Ceci (fonte):
““Amare la città” Articolo di Peppe Ceci …Dicembre 1993
Oggi più che mai sentiamo il dovere di mobilitare tutte le energie migliori della nostra città, per migliorare la comunicazione e la convivenza sociale, elevare il tono culturale e morale delle coscienze di tutti con un atteggiamento di fondo che definirei di amabilità. Maritain aveva ragione quando alla base dei comportamenti etici poneva la semplice e sublime unità di amicizia che rende serena e vivibile la vita di una città. Essere amici gli uni degli altri; essere amici con noi stessi prima di tutto; questo ci rende capaci di amicizia con quelli che incontriamo quotidianamente a scuola, in fabbrica, in ufficio o in parrocchia. Amare la città vuol dire amare le persone nella loro concretezza e anche nella loro fragilità. Con grande disponibilità siamo propensi a lasciarci coinvolgere per poter offrire, attraverso questo giornale, la nostra amicizia, prima di tutto, e la nostra competenza per l’avanzamento morale culturale della nostra città, per riattivare la stabilità e la lealtà delle regole della convivenza sociale, superando il vittimismo e la rassegnazione che caratterizza troppo spesso l’atteggiamento della nostra gente. Si tratta di affrontare soprattutto le sfide del futuro con la concretezza dell’impegno al servizio gratuito degli altri. Cosa vuol dire gratuito? Significa donare senza pretesa di ricompensa, senza il ritorno di un utile personale, senza la speranza di essere ricambiati. Siamo consapevoli che non possa realizzarsi concretamente una promozione integrale senza prendere coscienza della realtà del territorio in cui si vive e si opera. Tra queste una attenzione particolare deve essere riservata ai giovani che costituiscono la speranza del mondo, agli anziani soli in casa, non di rado infermi con acciacchi vari che non permettono loro di essere autosufficienti, agli handicappati in particolare quelli psichici, ai malati di mente e alle loro famiglie , agli stranieri che vivono in piena marginalità sociale, senza lavoro fisso e senza dimora. Intendiamo essere presenti come cittadini che hanno il diritto di esprimere sulle vicende umane del nostro territorio, senza rimanere alla finestra. C’è un imperativo morale che si impone ogni qual volta si presenti un’emergenza, ed è quello che ci spinge a prendere più viva coscienza del dovere di partecipare attivamente alla vita pubblica, di contribuire all’attuazione del bene comune, di adoperarsi a risolvere i problemi quotidiani in modo da non creare ostacoli e facilitare il perfezionamento di ognuno. E’ giunta l’ora di uscire allo scoperto, di essere presenti là dove uomini e donne vivono la loro esperienza quotidiana di fatica, di malattia, di angoscia, di disperazione; per dare voce a chi non ha voce, per formare una nuova coscienza civica e di solidarietà. Attraverso queste pagine la nostra città troverà un punto di incontro e di confronto per un intervento fattivo atto a migliorare le condizioni delle strutture e dei servizi sul nostro territorio, che non può continuare ad essere pensato unicamente come spazio topografico, come recinto chiuso, ma deve essere riprogettato come ambiente vivente, come fatto sociale, come piccolo mondo in cui possiamo finalmente ritrovare noi stessi e gli altri”.
Si chiude questa carrellata con il post di Felice Del Monaco (fonte):
“Cari amici, le vicende che hanno toccato il Comune di Maddaloni, elevandolo a luogo di interesse nazionale, mi rattristano come uomo e come persona che fa politica. Come uomo e come padre sn molto colpito dal vedere tanti che x mesi ed anni sono stati in silenzio e che oggi dimostrano di avere qualcosa da dire. La critica ha un senso quando è contestuale ai fatti accaduti. Il parlar dopo non mi piace. L’aver sentito dire lo sapevo e’ quanto di più triste si possa ascoltare poiché chi sapeva ha taciuto. Oggi a fatti compiuti, come in tutti i funerali di buona famiglia si apre la lotta x conquistare l’eredità rimasta. Elevarsi a protagonisti su una disfatta storica e’ cosa sgradevole e che nn penso aiuti qualcuno. Non sn io che oggi devo esprimere solidarietà a chi interessato ai fatti. Chi sceglie di vivere questi ruoli,non può non sapere che in queste terre il percorso e’ pieno zeppo di insidie e nn accorgersi di certe asperità porta poi alle conseguenze che mai avremmo voluto vedere e sentire. Quale padre e cittadino spero in una immediata chiusura delle indagini e che le cose possano giustificarsi in un modo diverso da ciò che oggi appare. Spero che tutti possano ritornare presto agli affetti delle rispettive famiglie e che queste brutte pagine presto possano trasformarsi in spiacevoli ricordi. La politica deve rappresentare un servizio, i cittadini devono tornare a scegliere i propri rappresentanti in base a competenze, alla serietà ed al progetto comune x il bene della città. Non serve più a niente essere eletto attraverso un consenso elettorale fatto di Compari e Comparielli x poi fare scena muta x tutto il percorso amministrativo o peggio ancora confondere i propri interessi con quelli della città. Amici Maddaloni e’ stata una grande storia politica dando i natali ad uomini di grande ingegno che hanno saputo dar lustro ai ns poveri territori. Passato questo periodo, auspicando una soluzione rapida ed indolore x chiunque, sento il dovere di dire, basta con la politica offesa della dignità di tutti, ritorni l’impegno forte e libero da condizionamenti. La città merita il ns rispetto, le amministrazioni anche se mutevoli nn possono perdere il riferimento ultimo x la gente ed i cittadini che ancora sn titolari del diritto di voto. L’opposizione si demetta. Si inviti la maggioranza a fare la stessa cosa. Il gioco delle parti in questo caso nn serve. Il presidente Lombardi non esclude l’ipotesi delle dimissioni ma chiede 10 giorni, va bene, tutto va bene purché nn si cerchi di raggirare il problema che è grosso e che inquieta il sonno … Qui nn e’ più il problema come sostituire Rosa De Lucia ma come rimettere in sesto una macchina che è purtroppo andata a sbattere violentemente contro la ns casa… Forza amici, mettete in campo un gesto politicamente corretto e certo della vs sensibilità, poi prendiamoci un caffè e stemperiamo questo brutto clima”.
