CASERTA – Domenica 6 marzo 2016 si è tenuta la sesta edizione dell’evento “camelie di terra di lavoro”, Le nobili Camelie del Giardino del Re, presso la Reggia di Caserta, nell’area della “Castelluccia”. L’appuntamento,organizzato dall’associazione Geo Cultura e dalla Reggia di Caserta, costituisce un appuntamento consolidatosi nel tempo, pur cambiando location e denominazione, di conoscenza ed esposizione delle pregiate camelie casertane e no. Tra i maggiori conoscitori del fiore giunto dall’oriente fu Giuseppe Guadagno, il prof. Giuseppe Guadagno di cui ricorre tra due mesi il primo anniversario della nascita al Cielo.

L’occasione dell’appuntamento è stata caratterizzata proprio dall’omaggio che gli organizzatori hanno deciso di fare alla memoria e promozione della figura del prestigioso storico, epigrafista ed esperto di diversi campi della conoscenza, compreso quello della botanica e della enogastronomia. Nella sala, alle spalle della Castelluccia nel Giardino Reale del complesso vanvitelliano dove si è svolta la conferenza all’evento erano esposti diversi cartelloni legati alla figura del prof. Giuseppe guadagno, all’origine del complesso per mano Acquaviva oltre che alle camelie. Hanno fatto da corredo, alla mattinata, anche la presentazione di copie di abiti d’epoca a cura delle costumiste Angela Tartaro e Carolina Raucci, ed ancora una performance teatrale musicale “Miniature, Amore e Regno nel Giardino del Re” a cura dell’Associazione Actory Art con la regia di Vittoria Sinagoga.


L’evento ha visto i saluti di Leonardo Ancona (Responsabile Parco e Acquedotto Carolino), anche a nome del Direttore Felicori, che introducendo la mattinata ha ricordato l’importanza del luogo e dei restauri che lo hanno interessato, dell’importanza della manifestazione del fiore della camelia e la padronanza che della stessa ne aveva il prof. Guadagno nonché ha riferito di interventi prossimi per il rilancio del complesso ed in particolare del giardino con una scuola dedicata alla formazione di personale destinato a giardini storici nonché ha anticipato la preparazione di percorsi inediti come quello che porterà il visitatore all’acquedotto carolino per individuare il percorso dell’acqua alla cascata regia. Molto partecipato è stato anche l’intervento e saluto di Fulvio Massa (Presidente di GeoCultura) il quale non ha nascosto le iniziali difficoltà organizzate nella prima edizione senza la consulenza e collaborazione del prof. Guadagno.

Sono dunque seguiti l’intervento di Addolorata Ines Peduto (ufficio Parco e Acquedotto Carolino) che ha ricostruito, ricordando anche le intuizioni e gli studi condotti a riguardo da parte del prof,. Guadagno, l’arrivo in Europa delle camelie dal lontano oriente, e quindi la prima pianta giunta nel Regno unito (pianta madre) e quello poi portare e sviluppate in Francia, Spagna, Germania ed Italia (dove per l’Italia si intende il Giardino regio casertano).
Si sono dunque avuti gli interventi di Maria Rosaria Iacono (Vice Presidente Nazionale “Italia Nostra”) e quello di Giuseppina Torriero (Funzionario della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio Provincie di Caserta e Benevento) le quali hanno richiamato alla memoria la loro prima conoscenza con il prof. Guadagno e l’esperienza, gli insegnamenti che l’illustre studioso ha avuto modo di trasferire alle due studiose che lo hanno ricordato innanzi ad una ampia e “ricercata” platea dove figuravano tra gli altri anche parenti di Guadagno come la consorte Rosa Carafa, il figlio Vincenzo con la consorte Iris Bizzozzaro, ed ancora i fratelli Mario e Teresa Guadagno.

Iacono ha voluto ricordare il prof. Guadagno attraverso alcuni suoi contributi pubblicati nel bollettino di “Italia Nostra” in particolare uno del 1973 intitolato “Caserta, continuano gli attacchi al complesso vanvitelliano” in cui, al fine di ovviare alle problematiche della viabilità casertana. il prof. Guadagno proponeva delle soluzioni che interessavano l’attraversamento del Parco Regio ed ancora ha ricordato interventi nell’ottica dell’interramento del vialone Carlo III al di sotto della strada ferrata per farlo sbucare oltre la stessa all’ingresso del complesso borbonico. Altro interessante contributo è quello del Bollettino del febraio marzo 1972 relativamente la complesso della Basilica di Sant’Angelo in Formis ovvero alla presenza di cava che con le esplosioni compromettevano l’agibilità e la staticità del complesso religioso. Forte fu la denuncia di Guadagno che contribuì a far si che piuttosto che porre l’attenzione sul divieto di accedere al complesso per pericolo si fece in modo di sospendere e chiudere le cave che compromettevano il bene stesso. In quegli anni Guadagno sostenne anche una battaglia per evitare gli affreschi del complesso religioso venissero esportati ed esposti in luoghi museali e non più nel luogo d’origine.

Torriere ha ricordato come consideri il prof. Guadagno un Maestro e ne ha delineato alcuni aspetti caratteriali sottolineando la particolare e spiccata dote di studioso scrupoloso e scientifico capace di trarre, con la passione e la lungimiranza, conclusioni che donno anni e decenni sono state dimostrate con tecniche nel mentre evolutesi.
Sono stati ricordati episodi e studi che, partendo dalla manovalanza ovvero studio costante d’archivio, dimostrano come il prof. guadagno sia uno studioso i cui testi denotano una lucidità di interpretazione che è difficile trovare oggi. Interessante era la posizione che il prof. Guadagno metteva nelle discussione al fine di avviare, nell’ambito dello studio di un luogo, innanzitutto una indagine della preesistenza urbanizzazione e cultura perché poi fossero chiari gli sviluppi e le evoluzioni d’epoca successiva. Di lui ha ricordato il rigore nell’affrontare la problematica della fondatezza delle fonti. Tra le altre cose ha ricordato come il suo attento studio e la sua capacità di indagine ha consentito di trarre la giusta lettura dello stato del luogo in cui si è svolto l’incontro, l’area della Castelluccia, precedentemente alle platee note dell’ottocento inoltrato.

Del prof. Giuseppe Guadagno la nostra testata ha già riferito in altre occasioni, ricordando a Terra di Lavoro che la sua dipartita è stata quella di una figura cruciale nello studio del mezzogiorno d’Italia. Si vedano, a titolo esemplificativo i contributi: Caserta, lo storico prof. Giuseppe Guadagno ci lascia, cordoglio da tutta Terra di Lavoro e oltre; Caserta, nel Santuario di Sant’Anna s’incontrano familiari e amici del prof. Giuseppe Guadagno il 9; Caserta, Peppe Guadagno vive! è “soltanto passato dall’altra parte”, a noi spetta farlo conoscere; Caserta abbraccia lo stimato prof. Giuseppe Guadagno, esperto di storiografia e non solo .Ai più è noto che fu allievo ed assistente volontario di Guido Barbieri (Epigrafia ed Antichità greche e romani) all’Università “Federico II” di Napoli, poi colà Assistente Ordinario alla Cattedra di Storia Romana, prima con Barbieri stesso e poi con Ettore Lepore, infine Docente all’Università di Salerno (Storia Romana e, per supplenza, Archeologia presso la ex facoltà di Magistero, poi Epigrafia Latina per la Facoltà di Lettere). È piuttosto ampia la sua produzione scientifica, infatti, la stessa si compedia in più di 60 monografie, atti congressuali e qualificate riviste scientifiche. Ma vale la pena riassumere più nel dettaglio il suo profilo biografico.
Da qui non si può non ricordare come il 10 aprile 2015 è stato un giorno luttuoso per Caserta Città e Provincia, infatti, è nato Cielo il prof. Giuseppe Guadagno, noto storico, apprezzato accademico ed esperto in diversi settori della conoscenza (in particolare di storia antica ed epigrafia), dopo aver, nei mesi scorsi, con Dignità, derivante da illuminato intelletto e Fede salda in Dio, superato un calvario di problemi di salute.

