Maddaloni, Politica, popolo e folla “La sete di libertà – L’indifferenza … ai diritti per la vita”

MADDALONI (Caserta) – Politica, popolo e folla: “La sete di libertà – L’indifferenza ……. alla verità della vita e ai diritti per il prosieguo della vita”.

 

Se un tempo la destra e la sinistra rappresentavano gli elementi essenziali della democrazia, oggi, invece, nella confusione di una pseudo politica, prevale quella dittatura tanto combattuta dai veri demagoghi e autocrati della  pratica del governo.

Tale aspetto  è  da ricercare nella  caduta delle ideologie con la conseguenza che i termini destra e sinistra hanno perso  del tutto la forza del loro significato.

Pertanto, se ab initio la Destra e Sinistra erano termini di contenuto oggi invece sono diventati dei contenitori da riempire con pretestuosi valori, corrispondenti ad un presente scellerato e caotico e/o confuso, tentando di portare la vita, la famiglia (Uomo/Padre, Donna/Madre e Prole/Figli), i veri diritti di questa  società, definita subdolamente  progressista, alla distruzione: la  beffa di una irresponsabile politica, operata dai nostri delegati, i cosiddetti politici,  che si contrappone a quanto stabilito dall’art. 29 della Costituzione, che testualmente così recita; La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”……….; il matrimonio, quindi,  tra Uomo e una Donna.

A tal riguardo si rende opportuno ricordare che l’etimologia della parola matrimonio deriva dal latino matrimonium, unione di due parole latine, mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere. Il matrimonium era, nel diritto romano, un “compito della madre“, intendendosi il matrimonio come un legame che rendeva legittimi i figli nati dall’unione. Analogamente la parola patrimonium indicava il “compito del padre” di provvedere al sostentamento della famiglia.

Le difformità che oggi si riscontrano rispetto a tali sacrosanti principi, con riferimento a questa grande confusione di intendere il matrimonio,  si possono sintetizzare nell’ abnorme “sete di libertà”  da parte dei singoli individui. Quindi , “In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo per nessuno”, quei nessuno che credono fermamente in una crescita di una società sana e propositiva e non distruttiva, pur nel rispetto di un modus vivendi altrui.

Il caso di soddisfare questa sete di libertà dei singoli si riscontra nel DDL proposto dall’on. Monica Cirinnà (Partito Democratico), delegata dal  popolo a rappresentarlo in una politica saggia, responsabile e non volutamente distratta nel dare fortemente voce alla famiglia quale fondamento del bene sociale.

Un atteggiamento che mira, iniquamente,  a dare forza quei giusti valori di un tempo, ma oggi stravolti, opportunisticamente, in nome di una politica non discriminatoria, nell’esaltare, in modo demagogico e velleitario, un popolo/folla come depositarie di valori totalmente positivi.

Quei valori a cui si voleva ricorrere sono riferiti  a rivoluzione, progresso, giustizia sociale, emancipazione delle minoranze. Riferimenti, questi, poco veritieri, in quanto non si riscontra una ben minima considerazione del pensiero dell’intero paese, ma solo delle pretese di una minoranza caratterizzata da singole persone, snaturando il vero senso del prosieguo della vita e dei piccini che dovranno subire la confusione dei singoli, a seguito di una politica non accorta a garantire loro il diritto di avere un PADRE e una MADRE.

In tale ottica, anche il Prof. Vittorio Sgarbi dichiara, senza mezzi termini, che “La famiglia è un padre e una madre. E una madre non può essere uno con la barba o i baffi”; si da importanza agli adulti senza però rispettare il diritto dei piccoli, il diritto di avere un papà che li possa abbracciarlo forte e il diritto di avere una mamma che li possa accarezzarli e baciarli.

La nostra realtà è fortemente influenzata da quanto ci viene proposto o imposto con il ricorso ad un inspiegabile terrorismo psicologico, da cui ne scaturisce una  macroscopica confusione, soprattutto nei bambini maggiormente influenzabili, nel far concepire il male come il bene e il bene come il male; una realtà che conduce ad una sicura crisi del vero esistere, in un  prosieguo che trasporta su un ingannevole   percorso senza ritorno: l’autodistruzione, il ritorno del tenebroso   “caos” sconfitto dal vero Signore della vita e per la vita.

La continuazione  della vita, quindi, può essere realizzata   solo ed esclusivamente  da un Uomo (PADRE), e da una Donna ( MADRE), dai quali, la luce, la nascita dei figli: la famiglia, da non confondere con l’indiscutibili rispetto per l’orientamento o scelta sessuale di questi fratelli e sorelle.

E’ opportuno evidenziare che, su tale orientamento o scelta sessuale, non esiste alcuna paura nei confronti di persone dello stesso sesso oppure l’intolleranza, con sentimenti negativi, nei confronti degli uomini e donne omosessuali, assolutamente no, in quanto ogni persona è libera di condividersi, ma senza la pretesa di essere condivisi, in modo coatto, da tutti.

Quindi, di quale discriminazione parliamo; il rispetto deve essere reciproco, senza ricorrere a squallide diatribe o termini/ accuse che non hanno alcun  senso, in quanto, relativamente a questo irragionevole polverone, deve prevalere solo ed esclusivamente la vera, giusta, costruttiva, razionale e non l’istintiva considerazione.

Ogni individuo, dunque, è libero di affermare, con responsabilità, la propria identità sessuale, tramite il processo di coming-out, cioè la decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere (ciò che siamo), senza. Però, alcuna degenerazione in comportamenti  popolareschi ed istintivi, come nel caso di alcuni  Gay pride (orgoglio gay ); rispetto si, ma non si possono tollerare, ecco, comportamenti che possono vilipendere un popolo civile.

Prima di tanta confusione,comunque, l’identità era limitata alle relazioni sociali, quali il nostro lavoro, i nostri genitori e parenti, mentre  nella cultura attuale, prevale la cosiddetta “ecclissi del sociale”, con la conseguente attenzione alla sola sfera soggettiva. L’identità, pertanto, è diventata un problema, poiché è sempre più difficile dire chi siamo, come, anche nel caso dell’ecclisse del padre o della madre e quindi della genitorialità.

In ogni caso, bisogna stare attenti nel dare un giusto, vero e credibile  valore al significante “libertà”.

Tanto parlare, tanto discutere, qualcuno suggerisce l’intesa o voto al ddl della Cirinnà  secondo coscienza ed i ministri sono liberi di andare a tutte le manifestazioni che vogliono; la responsabilità di un vero Ponzio Pilato, nel senso di una atavica ed abulica azione politica.

Da tale azione ne sono scaturite le manifestazioni da parte  sia degli uomini e donne omosessuali (Gay pride) che degli  eterosessuali (Family day). Per quest’ultima,   gli organizzatori hanno lanciato un  “Appello alla coscienza cattolica di Renzi”. A quale coscienza ci si riferisce,  quando questa stessa coscienza già doveva garantire i deboli e di conseguenza la vera famiglia, ciò che, irresponsabilmente, non è stato fatto.

Dice bene   Mons. Nunzio Galantino (Segretario generale della Cei) quando afferma che “difendere la famiglia non è un fatto religioso”.Infatti, i diritti e le scelte delle   singole persone, fratelli e sorelle di questa società, non si discutono, ma la cosa più grave che questi nostri delegati, i cosiddetti politici, non rivolgono la loro opportuna, saggia e responsabile  attenzione alla famiglia, composta da PADRE, MASDRE E FIGLI; non una famiglia tradizionale, ma la vera famiglia per quello che oggettivamente rappresenta nel suo vero significato e significante.

Su questa tematica, infatti, Papa Francesco, saggiamente, invita a “non confondere unioni civili con l’istituto del matrimonio”.

A tal riguardo, si ricorda il caso dello Slovenia:la voce della volontà popolare.

La Slovenia era diventata il primo Paese dell’Europa dell’est nonché il primo a equiparare i diritti di gay ed etero sessuale.  In particolare, dopo l’approvazione della legge (marzo 2015) che regolava l’istituto della famiglia, consentendo anche i matrimoni gay e l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali,  diverse associazioni, con la raccolta di 40.000 firme, necessarie a indire il referendum per l’abrogazione di tale legge,  il Parlamento, nonostante la volontà espressa  da una maggioranza popolare,  rifiutava tale possibilità, accusando  questa condotta omofoba,  sostenendo, inoltre, che siffatta circostanza avrebbe potuto portare alla discriminazione per questioni di orientamento sessuale. In seguito, con il ricorso al Tribunale costituzionale, veniva annullato la decisione del Parlamento  dando voce al popolo con lo svolgimento del referendum. Il referendum si è concluso con il NO  della maggioranza del popolo sloveno (63% dei votanti per l’abrogazione della legge contro il 37% dei sostenitori) alla legge che regolava, come detto,  l’istituto della famiglia e che ammetteva anche i matrimoni gay e l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali.

Anche in questa occasione il NO di Papa Francesco, incoraggiando “tutti gli sloveni a preservare la famiglia come unità di base  della società”. I Paesi vicini, come la Croazia e la Slovacchia, hanno recentemente cambiato la Costituzione per precisare che il matrimonio “può essere soltanto l’unione di un uomo e di una donna”.

Ed infine, solo per rendere edotti tutti e svegliarci da quella  irresponsabile indifferenza ed essere solo ubbidienti sudditi, altre imposizioni, tra le tante,  sono operate da parte di una politica indifferente, nell’agire, senza alcuna pietà, a discapito di  un popolo che costretto a  vivere da anni,   in uno stato di abnegazioni e di  povertà.  In Italia, infatti, si registrano 4 milioni di poveri, i quali  non hanno nemmeno i soldi per curarsi e quindi di quale ripresa parla il presidente del consiglio dei ministri.

Imposizioni, pertanto,  che danno solo voce ad una politica tassaiola, la quale si può riscontrare, tanto per fare degli esempi, anche nella tassa sulla casa (prima ISI, poi ICI, IUC ed infine IMU), quando la proprietà privata dovrebbe essere inviolabile, nella tassa di possesso automobilistica, nella libertà di scelta, come nel caso del vecchio canone Rai etc.etc. etc. etc. .

In merito a quest’ultimo, si ricorda che tale tassa nasce  da una vecchia legge del monarca Vittorio Emanuele III, quindi parliamo di Monarchia e non di démos cràtos. Una legge, quindi,  che è ancora in vigore, ove viene stabilito che tutte le onde elettromagnetiche che vagano nello spazio aereo del territorio italiano,  quindi come anche i segnali radio e televisivi, nazionali ed esteri, sono di proprietà dello Stato.  Tali segnali, pertanto, sono stati dati in gestione e concessione alla Rai, la quale paga allo Stato la buffa tassa di concessione governativa, in realtà pagata dagli utenti con il canone. A tal riguardo consultando il sito http://it.paperblog.com/quanto-incassa-la-rai-con-il-canone-di-abbonamento-tv-897092/, in cui  vengono riportati sconcertanti introiti che la Rai beneficia solo con il coatto canone,  oltre a quelli relativi alle continue ed esasperanti pubblicità che ci vengono imposte. Quindi questa S.p.a. (Radiotelevisioneitaliana-RAI) al pari di Mediaset, con la differenza che quest’ultima non pretende alcun canone, consentendo, pertanto,al cittadino libertà di scelta senza alcuna imposizione e sopravvivendo solo di introiti provenienti dalla pubblicità; cosa che la Rai non fa; ciò a discapito della libertà di scelta del cittadino che deve subire, senza alcuna possibilità di scampo, tale imposizione per non incorrere in una persecuzione e fastidi  da parte dei servi della pratica del governo. Su tale sito, infatti, viene riportato l’introito della Rai a seguito dell’imposto canone, il quale ammonta, secondo il bilancio del 2010,   a 1,68 miliardi di euro, oltre a 1,03 miliardi di euro che la Rai incassa per la pubblicità, per un totale complessivo di € 3,01 miliardi.

La pratica del governo, invece di garantirsi le tante sospirate ed irrinunciabili poltrone, dovrebbe, responsabilmente e coerentemente, dare forza all’eliminazione di questa tassa e favorire la libera competizione soprattutto con le televisioni Mediaset.

Tutto ciò in beffa della legittima libertà di ogni cittadino, in quanto con il pagamento di tale coatto canone, non si fa altro che violare il diritto a ricevere notizie e informazioni di carattere pubblico.

Che dire poi sulla tassa di possesso automobilistica. E’ vero il bollo si paga attualmente anche in altri paesi europei, ma con la sola differenza che nella nostra penisola si paga molto di più.

Infatti, in alcuni paesi europei, quali Germania, Francia, Inghilterra e  Spagna, tale tassa si paga, ma  con una sola differenza che importo da pagare è molto di meno rispetto a quello italiano.

Come tutti sanno, tale tassa è relativa al “tributo locale”, che grava sugli autoveicoli e motoveicoli immatricolati nella nostra martoriata Italia, il cui versamento è a favore delle Regioni di residenza.

La domanda che dobbiamo porci dove vanno a finire tutti questi soldi, quando ci ritroviamo strade dissestate, una sanità fallimentare etc.etc. .

Una realtà che ricade tutta sulla povera gente con imposizioni di tasse, tasse e tasse.

Una politica tassaiola, una politica a massacro a discapito sempre dei più deboli, soprattutto in questa realtà di grave recessione.

Questi giustizieri della patria, a differenza di Robin Hood , il quale toglieva ai ricchi per dare ai poveri, i nostri delegati o nuovi signori, invece, mascherati da falsi Robin Hood , operano tutto al contrario e nemmeno. in quanto  tolgono a tutti, ricchi e poveri, ma nemmeno a parlarne di tagliarsi lo stipendio.

Questa casta, infatti, i nostri delegati, sono i più pagati d’Europa.

Ecco la vera sconfitta della cosiddetta democrazia; riconquistiamoci la nostra sovranità diventando più attori e meno semplici ed indifferenti spettatori.

 

Prof. Arch. Filippo Suppa

Centro Studi Francescani per il Dialogo Interreligioso e le Culture di Maddaloni