Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Luca Ugo Tramontano

MADDALONI (Caserta) – Quest’oggi, con la testimonianza di Luca Ugo Tramontano[1], si riescono a cogliere maggiori informazioni sulla capacità organizzativa e di coinvolgimento di don Salvatore d’Angelo, nonché la sua azione di mecenate della vita associativa maddalonese.

Fermoimmagine del Video trasmesso in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo nel gennaio 2000 nel Villaggio dei Ragazzi. Riprende il sacerdote nel corso del saluto alla ricezione di un premio n el 1988 in America.

Passando dalla politica al mondo associativo, con un ricordo alla Festa di San Michele e a quella dell’Amicizia, grazie anche a un parzialmente inedito corredo fotografico, il racconto di Tramontano ci offre una “lettura” della vita di don Salvatore molto piacevole.

Fermoimmagine del Video trasmesso in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo nel gennaio 2000 nel Villaggio dei Ragazzi. Riprende il sacerdote con il Presidente Andreotti e altre Autorità in occasione di una visita.

Come di consueto, per chi si approccia solo ora a questo progetto di conoscenza cronistoria di Salvatore, e poi don Salvatore d’Angelo, si rimanda ai precedenti contributi (anticipazioni – vedi articolo), a puntate che sono: 1 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo a 15 anni dalla Nascita al Cielo… l’inizio (vedi articolo), 2 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … continua il viaggio della conoscenza del sacerdote (vedi articolo), 3 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … il Testamento del sacerdote (vedi articolo), 4 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Carlo Scalera (vedi articolo), 5 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Filippo Suppa (vedi articolo), 6- Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianze in Radio il 27 giugno (vedi articolo), 7 – Maddaloni, entusiasmante puntata di “Dietro l’Angolo” nel ricordo di don Salvatore d’Angelo … (vedi articolo), 8 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza del nipote Franco d’Angelo (vedi articolo), 9  – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Donato Proto (vedi articolo), 10 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … precursore del Fundraising (vedi articolo), 11 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo …testimonianza di Antonio Pagliaro (vedi articolo), 12 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … parla Vincenzo Santangelo (vedi articolo), 13 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli (vedi articolo), 14 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … un pensiero alle Sig.re Paparelli e Danese (vedi articolo), 15 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nelle parole di Salvatore Renga (vedi articolo)  oltre naturalmente a una breve cronaca della Santa Messa in occasione dell’anniversario della Nascita al Cielo (vedi articolo).

Foto che riprende Luca Ugo Tramontano il 23 maggio 1992 in piazza Carlo III sul palco in occasione della Celebrazione della Santa Messa con San Giovanni Paolo II.

D: Quando ha avuto modo di conoscere don Salvatore d’Angelo?

R: Credo che avrò avuto 14 anni[2] ed ero responsabile giovanile della Parrocchia di San Aniello Abate, presso l’attuale Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini, retta da don Benedetto Bernardo[3] e grazie a questi, che aveva ottimi rapporti con il sacerdote del Villaggio dei Ragazzi, ebbi i miei primi rapporti con don Salvatore d’Angelo.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano  che raffigura il gruppo della Parrocchia Sant’Aniello in Corpus Domini con il compianto parroco don Benedetto Bernardo. Questa foto diventa importante sia perché sottolinea il buon rapporto esistente tra i due sacerdoti che costituisce motivi e persona attraverso la quale Luca Ugo Tramontano conosce don Salvatore d’Angelo. La foto risale al settembre 1980.

Foto attuale di Luca Ugo Tramontano.

D: Cosa rappresenta per lei don Salvatore o raccontare dello stesso?

R: Parlare di Don Salvatore e’ come di parlare della mia vita fino all’anno 2000.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano  che presenta il gruppo cattolico La Sorgente avente sede presso il Convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Maddaloni.Don Salvatore ha sempre seguito e incoraggiato l’attività della stessa. La foto riprende una manifestazione del maggio 1977.

D: Quando iniziano i rapporti con don Salvatore d’Angelo?

R: Siamo grosso modo nell’anno 1971, Lui Sacerdote, io giovane impegnato nell’associazionismo cattolico. E qui, in queste vesti, da giovanissimo, dunque, ho avuto modo di vedere l’ encomiabile lavoro che ha fatto per la gioventù, per le sofferenze della gioventù del tempo.

E quindi parliamo di bambini, adolescenti, ragazzi difficili portati a livello altissimo di senso civico e socialità.

Foto gentilmente concessaeda Luca Ugo Tramontano del maggio 1989. Le stesse ricordano il Musical “Aggiungi un posto a tavola”del gruppo cattolico La Sorgente, nel teatro del Villaggio dei Ragazzi. Per l’evento don Salvatore d’Angelo concesse il Teatro, le sale per la preparazione, la tipografia per manifesti e quant’altro necessario.

D: Che ricordo ha di questi ragazzi?

R: Ricordo,con enorme nostalgia, il cortile pieno di ragazzi festanti, rumorosi ma tanto allegri. Devo dire che diverse volte quando don Salvatore si intratteneva con i ragazzi ed io ero presente, prendevo parte all’intrattenimento con i ragazzi. Battute, tante risate e molte riflessioni insieme.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano che ricorda i “Giochi della Gioventù” del maggio 1977. Come già richiamato in altra occasione, e si avrà modo di approfondire in più di una delle prossime testimonianze su don Salvatore d’Angelo, il Villaggio dei Ragazzi, per volontà dello stesso sacerdote, era sempre molto presente in questa rassegna e dava supporto logistico ed organizzativo.

D: Quando si va consolidando il rapporto con don Salvatore d’Angelo?

R: Ebbene, il ricordo più forte, arriverà allorquando io giovane democristiano a 19 anni, nel 1976, ho l’onore e l’onere di far parte della segreteria cittadina della Democrazia Cristiana.

L’On. Elio Rosati (di cui ricordo l’immane cultura,il garbo e la gentilezza) era il segretario cittadino, don Salvatore d’Angelo suo vice,ed io, ripeto appena diciannovenne, responsabile elettorale del partito. Nella segreteria anche Vincenzo Brancaccio, Carlo Bernardo, Gaetano Mandato, il compianto Plinio Salanti, Gaetano Giglio, Alfonso Grimaldi, Matteo Coppola, Francesco Sollitto, Luigi Farina, Domenico Mosca, Luigi Di Rosa e Maddalena Varra.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano. La stessa offre un momento del Primo Congresso del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana tenutosi nel maggio 1976 nel Villaggio dei Ragazzi. La persona che si intravede al tavolo dei relatori con camicia bianca è Luca Ugo Tramontano.

D: Che ricordi ha di quel periodo, delle riunioni che si tenevano?

R: Bello. Che fucina, che palestra di vita era quella. Mi incantavo a sentirli parlare, ci si accalorava, si alzava la voce, ma fuori alla fine si usciva, sempre con una soluzione unitaria.

Foto da repertorio che riprende il Salone della Fondazione Villaggio dei Ragazzi.

Ricordo che nella Sezione Cittadina della Democrazia Cristiana vi erano dei locali dove si giocava a carte e dei locali per le riunioni. Quando, però, si riuniva la Segreteria era assolutamente vietato giocare a carte e chi si intratteneva nelle altre stanze doveva stare in assoluto silenzio.

Le riunioni si svolgevano in modo molto spartano (talvolta trasferite nel Villaggio dei Ragazzi dove magari c’era anche un ristoro/bibite, soprattutto nel periodo estivo) e che comunque in ogni caso ogni riunione aveva un comunicato per la stampa.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano ripreso in una delle sue prime presentazioni. Siamo nel mese di maggio 1977 e l’evento è la festa della mamma occasione in cui si organizzò un evento presso i Padri Carmelitani Scalzi.

D: Qual’era l’apporto della Stampa, prendeva in considerazione i vostri comunicati?

R: Direi proprio di sì e con puntualità. Frequentemente i responsabili dei settori più delicati ricevevano richieste di interviste e le rilasciavano con dovizia di particolari. Ed ancora, anche dopo gli interpartitici ricevevamo interviste dalla stampa e dalle radio locali. Ricordo che la delegazione era così formata, di solito: Rosati, d’Angelo,Brancaccio e Tramontano.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano. La foto offre un momento della Festa della Mamma del 1978 che si tenne presso il convento delle Suore delle Cave, in via Marconi. Si ricorda che la manifestazione fu riuscitissima. L’edizione fu presentata da Luca Ugo Tramontano e da Antonio Caradonna.

D: Ed è quindi in questa atmosfera che inizia l’amicizia con don Salvatore d’Angelo?

R: Si, perché da lì il mio rapporto inizio ad essere più intenso con don Salvatore. Avevo il privilegio di entrare nel Villaggio dei Ragazzi senza essere annunciato, a qualsiasi ora.

Ricordo con nostalgia le calde serate trascorse con lui nel cortile, sulla panchina davanti alla fontana, ad ascoltare consigli ed a volte a ricevere confidenze.

E’ vivo il ricordo, nei fatti, secondo il quale il Villaggio dei Ragazzi era a disposizione di ogni maddalonese, tutto era a disposizione: la tipografia, le aule, il teatro, etc. Ed era per il coinvolgimento, e si lasciava coinvolgere.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano del Musical “Marcellino pane e vino” realizzato nella chiesa della SS. Annunziata di Maddaloni, curata dai Padri Carmelitani Scalzi, la cui riuscita ovvero fu frutto della collaborazione di don Salvatore d’Angelo il quale si occupò di fare realizzare i manifesti, le locandine, gli inviti e gli opuscoletti della serata. La stessa si tenne nell’ottobre 1987.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano che offre uno dei tanti presepi realizzati dai giovani del gruppo La Sorgente nella sede-chiesa della Congrega di Santa Maria del Soccorso, sita in piazza Umberto I° alla sinistra della chiesa della SS. Annunziata. I presepi furono realizzati dai detti volontari dal 1981 a tutto il 1993. Ricorda Tramontano che don Salvatore d’Angelo, di cui è noto l’amore per il presepe e la cura che aveva bel farlo realizzare nel Villaggio dei Ragazzi, non mancava mai, insieme ai suoi collaboratori di visitarlo e ancora aveva sempre parole di elogio per l’opera.

D: Visto il suo impegno nel mondo dell’associazionismo locale, ha qualche aneddoto o sodalizio che intende ricordare rispetto a questa disponibilità?

R: Don Salvatore era sempre “Anni Luce” avanti rispetto agli altri. Al punto che la mia sensazione era che, avendo Lui vicino, tutto si potesse risolvere. Circa la collaborazione ricordo anche quella con il gruppo cattolico “La Sorgente” che si riuniva presso la Comunità dei PP. Carmelitani Scalzi, nella Chiesa della SS. Annunziata, ed ancora il bel rapporto con Padre Giovanni che era sia la nostra guida spirituale che confessore di don Salvatore, ed ancora ottimi rapporti con Padre Leonardo e tutta la Comunità Carmelitana.

Sono stato Presidente del gruppo de La Sorgente dal 1977 al 1993 e posso dire che durante l’intero percorso dell’associazione don Salvatore ci è stato sempre vicino e ci ha aiutato più volte, soprattutto nelle manifestazioni, facendole proprie in tutto quanto potesse necessitare.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano. L’intervistato è con Padre Giovanni Izzo guida spirituale del gruppo La Sorgente e di don Salvatore d’Angelo, nonché il sacerdote che ne benedì la Salma, sembrerebbe come da volontà non scritte del sacerdote, il 1 giugno 2000 nel cimitero di Maddaloni. La foto risale ad una manifestazione del Giugno 1989.

D: Prima parlando degli eventi organizzati da don Salvatore faceva cenno alla necessità di coinvolgimento, ebbene, in che senso andava inteso?

R: don Salvatore, quando si organizzava qualcosa diceva sempre che bisognava invitare tutti i cittadini indistintamente, con manifesti pubblici. Cosa che, successivamente, da altri non è stata mai fatta.

Per ogni problema, per qualsiasi difficoltà era un punto di riferimento per tutti i maddalonesi.

Certo, non era facile andare d’accordo con lui, però ho sempre apprezzato la sua schiettezza e, quindi, sapevo che un rimprovero era un vero rimprovero, ma che un elogio era davvero un elogio.

Devo dire, me lo si consenta, che mi manca la Maddaloni di quegli anni. Sapere che c’era don Salvatore era motivo di sicurezza e tranquillità per tutta la cittadinanza.

Foto gentilmente concessa da Luca Ugo Tramontano che ricorda il Musical “Insieme è possibile” realizzato dal gruppo La Sorgente presso il Teatro Alambra di Maddaloni. La manifestazione si ebbe nel gennaio 1990.

D:Cosa vorrebbe ricordarci di don Salvatore?

R: Tre, tre sono le cose che voglio ricordare/sottolineare: le visite a Roma con lui, i rapporti con la Curia Casertana e il grande organizzatore che era.

Foto da repertorio che riprende il l’accesso all’ala storica  della Fondazione Villaggio dei Ragazzi. Si noti subito sulla destra l’ingresso della direzione e all’esterno l’abero sotto cui il sacerdote era solito intrattenersi, soprattutto di sera e in periodo estivo, a conversare con amici e collaboratori.

D: Ci parla delle visite a Roma?

R: Devo dire che ho avuto,spesso, il privilegio di recarmi a Roma con lui. In quelle occasioni era uno spettacolo vedere i Presidenti del Consiglio e Ministri corrergli incontro, abbracciarlo e spesso baciargli la mano.

Il riguardo, il rispetto e la considerazione nei suoi confronti era massima e il trattamento che ricevevo, in qualità di accompagnatore, non lo dimenticherò mai.

Qualche volta che mi sono recato da solo a Roma, durante il rapimento del Presidente Moro o per l’organizzazione della prima Festa Provinciale dell’Amicizia del settembre 1977 a Maddaloni, ho ricevuto uno squisito trattamento, perché vedevano in me un giovane collaboratore del grande sacerdote. E si consideri che l’organizzazione per la Festa dell’Amicizia del 1977 iniziò nel settembre 1976.

Foto della Prima Festa Provinciale dell’Amicizia, della Democrazia Cristiana, a Maddaloni. Le Foto disponibili in rete e sui social sono di Antonio Bernardo.

D: Come mai c’era questo interessamento da Maddaloni alla Festa Provinciale?

R: Nel settembre 1977 si svolse la prima Festa Nazionale dell’Amicizia ovvero la Festa Ufficiale della D.C.. Ebbene, mentre in tutte le altre parti d’Italia, si svolgeva nei capoluoghi di provincia, questa in Provincia di Caserta si svolse a Maddaloni ed ebbe il suo quartier generale nel Villaggio dei Ragazzi.

Ricordo che il “Festival” riuscitissimo con cantanti di fama nazionale, sbandieratori, rassegne cinematografiche e dibattiti. Protagonisti furono i leader DC dell’epoca ed il tutto ebbe risonanza sulle testate giornalistiche nazionali.  Instancabile protagonista di quella kermesse fu il compianto Giuseppe Caliendo.

Foto della Prima Festa Provinciale dell’Amicizia, della Democrazia Cristiana, a Maddaloni. Le Foto disponibili in rete e sui social sono di Antonio Bernardo.

Ricordo che da lì a una settimana ci sarebbe stata le festa patronale, in onore di San Michele Arcangelo, e sfruttammo le strutture dei festoni per la luminaria (in particolare il “capostrada”) per mettere quelli della Festa dell’Amicizia.

Foto della Prima Festa Provinciale dell’Amicizia, della Democrazia Cristiana, a Maddaloni. Le Foto disponibili in rete e sui social sono di Antonio Bernardo.

Ricordo che, essendo stato componente del comitato festeggiamenti dal 1975 al 1978, ero si può dire impegnato in duplice veste quell’anno che fu il primo anno di presidenza del Cav. Pietro Varra (era morto nell’agosto di quell’anno il cav. Salvatore Croce storico presidente del comitato festa) e per i due anni precedenti era stato a capo del comitato Ninì Omaggio validamente supportato da don Salvatore d’Angelo.

Tutto questo momento di festa, comunque, lo avemmo grazie a don Salvatore.

Foto della Prima Festa Provinciale dell’Amicizia, della Democrazia Cristiana, a Maddaloni. Le Foto disponibili in rete e sui social sono di Antonio Bernardo.

Le 4 Foto sovrastanti, di Giuseppe Diodati, offrono una visione attuale della Piazza Matteotti, Umberto I° e tratto del Corso Primo ottobre in cui si svolse la Prima Festa Provinciale dell’Amicizia, targata DC.

Foto della rete. Le prime due (a sinistra del 1949 e a destra del 1970) ricordano la Casa Comunale integra, la seconda in basso a sinistra negli anni ’30 del secolo scorso senza la sopraelevazione, mentre quella in basso a destra antecedente il 1 dicembre 2011, data del crollo dello stabile,  un momento dello smembramento interno della casa comunale, per la parte “non originale”. E’ noto che nel corso di questa fase di asportazione del piano non originario vi è stato il crollo anche di quello originario lasciano in piedi la sola facciata del “Sedile” medievale.

D: Prima ci accennava ai rapporti con la Curia, che ricordo ne ha?

R: I rapporti con la Curia Casertana non sono stati sempre idilliaci, perché  alcuni gli rinfacciavano il fatto di fare politica. Ricordo, però, in quegli anni in cui sono stato tra i primi collaboratori dei Vescovi Cuccarese e Nogaro, la considerazione di molti e i consigli che alti prelati e confratelli avevano di don Salvatore . Spesso si facevano dare appuntamento da don Salvatore e raggiungevano il Villaggio dei Ragazzi, per chiedere questioni spirituali all’esperto sacerdote.

 

D: Ha qualche aneddoto sulla dimensione sacerdotale spirituale di don Salvatore?

R: Certo, ricordo che nel gennaio 1989, dal giorno 28 al giorno 31, il Vescovo di Caserta, Mons. Cuccarese, indisse un Convegno Ecclesiale e io fui nominato segretario organizzativo dello stesso. Don Salvatore partecipò alla tre giorni con assiduità, impegno e abnegazione. Sembrava uno scolaretto al primo banco. E quando icone come Forte, Brandolini e Pasini lo salutavano baciandogli la mano, io a distanza mi commuovevo. Anche questo era don Salvatore…

Archivio Personale, riproduzione della coprtina e della prima pagina dell’opuscolo predisposto per il Convegno Ecclesiale, stamptato presso il Villaggio dei Ragazzi.

D: Prima si accennava al don Salvatore organizzatore, che può dirci?

R. Tanto, non a caso la tenuta per ultima. Don Salvatore d’Angelo è stato grandissimo organizzatore.

Spesso vengo considerato un’ eccellenza, in questo campo, ma devo dire di essere poca cosa rispetto a don Salvatore, e quel poco che so fare lo devo a lui.

Era un organizzatore indefesso, maniacale, ma tutto in mano a lui diventava un grandissimo evento.

Metteva la stessa abnegazione, lo stesso impegno nell’organizzare un evento sportivo all’interno del Villaggio dei Ragazzi e una visita di un Capo di Stato o di un premio Nobel.

Anche per questo per me don Salvatore era un maestro di vita, un uomo tutto di un pezzo, un esempio da seguire. Rivolgo una solenne preghiera al nostro Creatore per averlo fatto nascere a Maddaloni, alle sue opere e ai nostri cittadini per non averlo fatto allontanare dalla nostra città. Maddaloni quel 30 Maggio del  2000 ha perso tantissimo…..

Foto di Giuseppe Diodati che riprende la vetrata posta nel transetto destro della Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini di Maddaloni, sede ufficiale dei festegiamenti della festa patronale cittadina in onore di San Michele Arcangelo. Il suo disegno è sintomatico di ciò. La stessa vetrata, realizzata sul finire degli anni’70 del secolo scorso rientra tra gli interventi promossi da don Benedetto Bernardo.

D: Vuole aggiungere qualcosa?

R: Provo commozione a parlare di lui. Certo, non era un uomo semplice, ma apprezzavo in lui la schiettezza e il parlare in faccia. Quando aveva qualcosa da dire, ti convocava e te lo diceva. Questo l’ho sempre apprezzato. Mi manca, come ritengo manchi a tutti gli autentici maddalonesi.

A lui dobbiamo l’aver portato momenti di cultura come i concerti lirici e il supporto mai mancato nelle manifestazioni, e lo posso dire anche essendo stato presidente della Pro Loco per la quale, così come per la Città, era sempre a disposizione.

Per ultimo vorrei ringraziarlo per aver fatto venire il Giro d’Italia a Maddaloni.

Foto di repertorio dell’ingresso della Fondazione Villaggio dei Ragazzi. La foto è degli anni ’80.

D: Chi chiarisce meglio, contestualizzandoli, quest’ultimi aspetti?

R: Certo. Una pagina importante per la crescita di Maddaloni la vivemmo nel settembre 1981. In quel periodo don Salvatore organizzò per 10 sere le maggiori opere liriche con compagnie di primissimo piano. Inutile dire che l’ingresso era gratuito e vi erano tantissime sedie.

Il cortile del Villaggio dei Ragazzi  diventò uno stupendo palco all’aperto.

Poi, una cosa che mi riguarda molto da vicino, essendo stato Presidente della Pro Loco di Maddaloni[4] per diversi anni, alla fine degli anni ’90, l’apporto di don Salvatore non è mai mancato. Ricordo che organizzavamo la “Sagra del Carciofo” tipico paesano sul monte di San Michele. Ebbene, i carciofi venivano degustati gratuitamente e la preparazione avveniva (per l’80 %) per concessione di don Salvatore ad opera delle cucine del Villaggio dei Ragazzi.

 

D: Pregi e difetti, debolezze e virtù, quali e perché le associa a don Salvatore?

R: Per quanto riguarda i pregi va citata l’autenticità e l’autorevolezza, mentre per i difetti, a mio avviso, a volte era troppo generoso. Interveniva in ogni situazione, anche quando altri si sarebbero lavati le mani.

Foto di repertorio della statua che nel maggio 2001 gli ex allievi vollero innalzare a don Salvatore d’Angelo nel cortile del Villaggio dei Ragazzi in sua memoria.

D: don Salvatore ha mai parlato dei suoi Maestri e dei Santi, e della Madonna, a cui si affidava per la sua opera missionaria?

R: Maestro per lui era Giulio Andreotti e i suoi amici Salvatore Cardillo, Giuseppe Caliendo ed Elio Rosati. I Santi e la Madonna erano il suo vivere quotidiano. A loro affidava ogni sua azione e la sua creatura: il Villaggio dei Ragazzi.

Foto di repertorio della facciata dell’ala storica della Fondazione Villaggio dei Ragazzi.

D: In che modo, se ha qualche aneddoto semplificativo, si concretizza il motto “del Dare”’?

R: Il motto era “non chiede ma dona, dona a tutti la gioia del dare”. Era impresso sulle agende che a inizio anno dava ai suoi amici. E nel suo voler dare ha dato un contributo significativo allo sport locale, con la polisportiva Villaggio dei Ragazzi e promuovendo tante attività, tra cui quella cestistica dell’amico comune Guido Napolitano.

 

Come di consueto è doveroso chiarire che siamo coscienti del fatto che la figura di don Salvatore d’Angelo sia ancora in gran parte, se non addirittura tutta, da scoprire, ecco, del resto, perché abbiamo deciso di portare avanti questa esperienza, indagine, studio, progetto conoscitivo/biografico su e del sacerdote maddalonese. Non ci si aspetta di essere esaustivi e di non cadere, involontariamente in qualche errore storico/testimoniale. La nostra è un indagine che nasce dalle testimonianze dirette ed è supportata, dove è possibile anche da documentazione. Sarà dato modo a chi vorrà, in esito alla programmazione degli articoli di replicare, integrare, chiarire etc. elementi emersi nel corso della fase di presentazione delle testimonianze sotto forma di articoli. Ci si augura che il libero e “gratuito” lavoro d’indagine venga accolto per quello che è e non si tenti di strumentalizzare i contenuti dei “tributi” storici di cui alle testimonianze per “accuse” o “denunce” “gratuite”. Non è questo il nostro intento, anzi, se questo studio di indagine può essere utile a far conoscere l’opera prediletta di don Salvatore d’Angelo e favorirne lo sviluppo certamente ne saremo contenti e onorati di aver potuto un “piccolo contributo” a far conoscere la storia e l’importanza di una istituzione che si avvicina ai settant’anni di vita.

Legata al presente progetto è nata una Pagina Social, disponibile al link https://www.facebook.com/donsalvatoredangelo e #‎ricordodidonsalvatore, oltre ad account di posta elettronica ricordodidonsalvatore@gmail.com dove poter ciascuno fornire testimonianza, testuale e fotografica se opportuna, etc., e comunque si raccomanda la necessità di riportare i propri dati e i propri recapiti per opportuno contatto.

Foto che riprende Luca Ugo Tramontano in una della sue numerose serate presentate a Maddaloni e non solo.

 


[1] La stessa è frutto delle conversazioni del 31 luglio, del 1 e del 3 agosto 2015.

[2] Luca Ugo Tramontano nasce a Maddaloni il 4 marzo 1957.

[3] Sinteticamente don Benedetto Bernardo, nasce a Caserta il 6 dicembre 1921, impegnato da giovane nell’Azione Cattolica, e poi nei movimenti cattolici universitari, si laureò in Medicina il 31 marzo del 1949 e nell’esplicare la sua missione di medico chirurgo fu il braccio forte dell’Azione Cattolica diocesana. Da qui la sequela allo stile di San Giuseppe Moscati, e la sua ordinazione sacerdotale del 23 agosto del 1958. Nasce al Cielo, quale parroco della parrocchia di San Sebastiano in Caserta, domenica 14 aprile 2013. La sua permanenza a Maddaloni è durata un decennio, nominato parroco il 23 marzo 1969,  il 20 aprile del 1969 si insedierà in qualità di parroco di Sant’Aniello ma essendo statisticamente disagevole l’antico fabbricato si adopererà nel ridare piena funzione alla Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, oggi Basilica Pontificia Inferiore del Corpus Domini, che era curata da un sacerdote solo nei giorni di precetto. In quegli stessi anni, con l’avvento di don Benedetto si ebbe ad accentuare e maggiormente solennizzare la doppia ricorrenza di San’Aniello e Santa Lucia che vede la partecipazione, nei giorni delle dedicazioni, dell’intera comunità cittadina e delle zone viciniore. Vengono introdotte una serie attività pastorali e crea un registro di cronaca della Vita della Parrocchia e della Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo. Questo lavoro per un breve periodo, e, quindi, in parte, sarà proseguito dal successore mons. Cesare Scarpa. Ho avuto il privilegio di consultarlo e spero venga imitato dai successori. Con esso si apprende di restauri e di visite illustri come quella di S. E. Giuseppe Kuo, Arcivescovo titolare di Salamina, già Arcivescovo di Taipeh, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Cinese del 14 novembre 1971. Altre visite illustri saranno quelle del 29 settembre 1972 con Sua Eminenza Cardinal John Wright, in occasione della festa in onore di San Michele Arcangelo, e quella del  30 maggio 1976 con Sua Eminenza Cardinale Francesco Carpino.

Il 30 settembre del 1970 parteciperà, con don Salvatore Izzo e don Salvatore d’Angelo, entrambi non parroci ma sacerdoti in Maddaloni ad  una commissione, con sede presso la chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, con il compito di redigere i confini parrocchiali della Forania di Maddaloni. Della stessa sarà chiamato ad essere il responsabile.

Un aspetto di curiosità è devozione è poi legato al culto nella chiesa monumentale maddalonese a San Giuseppe Moscati, voluto e incentivato da don Benedetto.

Per ulteriori contributi su don Benedetto Bernardo vedasi: Michele Schioppa  “Caserta, ricordo di don Benedetto Bernardo a poco più di due anni dal ritorno alla Casa del Padre” del 14 Febbraio 2015 sul Quotidiano On Line “L’Eco di Caserta” e  la Nota Social:  Michele Schioppa “Don Benedetto Bernardo, un maddalonese d’adozione” disponibile al link https://www.facebook.com/notes/michele-schioppa/don-benedetto-bernardo-un-maddalonese-dadozione/10200348772473819 .

[4] Come accennato nell’intervista Luca Ugo Tramontano è stato alla guida della pro Loco di Maddaloni nel corso degli anni ’90 ed in occasione della sua presidenza Maddaloni, per il tramite della Pro Loco e a promozione della Sagra del Carciofo, ebbe una diretta dalla trasmissione UnoMattina della rete Rai1.

Andando un po’ a vedere le genesi della Pro Loco di Maddaloni va detto che essa inizia con l’8 aprile del 1976 allorquando il notaio Vincenzo Barletta ebbe a redirne l’atto costitutivo, alla presenza di Gaetano Giglio, Annunziato Sarracco, Antonio Bernardo, Antonio Renga, Alessandro Pascarella, Wladimiro Rocco Cardone, Mario Patrelli, Antimo della Ventura,  Umberto di Lorenzo, Michele Forgillo e Vincenzo Mario De Lucia. Il sodalizio si propone di promuovere le attività di valorizzazione della memoria del territorio e dello sviluppo del turismo. Il Primo Consiglio di Amministrazione vide quale presidente G. Giglio, V.M. De Lucia vice, A. Bernardo tesoriere e membri Mario Patrelli, Umberto di Lorenzo e Renga Antonio. Il Colleggio dei revisori fu così formato: Andrea Savastano, Francesco Vuolo, Delli Paoli Franco, Napolitano Guido e Carlo Benito ( gli ultimi due quali supplenti). Dalla sua fondazione ad oggi l’associazione culturale maddalonese ha favorito la pubblicazione di vari opuscoletti collegati alla devozione per il santo patrono  e vere e proprie guide turistiche del territorio in occasione di eventi straordinari. Per altre produzioni didattiche e grafiche, in senso lato, è stata sempre molto sentita la collaborazione del Villaggio dei Ragazzi, il cui fondatore e direttore, don Salvatore D’Angelo, ne è stato socio onorario. Negli anni la Pro Loco di Maddaloni si è distinta in modo specifico per la organizzazione di due momenti dell’anno, oltre a quello legato al supporto mai venuto meno alla festa del Santo Patrono e al Natale, cioè la “Sagra del carciofo Paesano” e il “Maggio Maddalonese”, quest’ultima da un decennio non più riproposta. La prima edizione della “Sagra del Carciofo” organizzata dalla Pro Loco la si ebbe sul monte San Michele nel maggio 1976 (ci sono fonti discordanti circa l’inizio nell’anno 1977). Va detto che nel tempo vi sono stati anni in cui la Sagra non si è realizzata.

Foto di Antonio Bernardo che offre uno spaccato della prima edizione della Sagra del Carciofo sul Monte San Michele nel 1976.

Foto di Grazia Bernardo che offre uno spaccato della prima edizione della Sagra del Carciofo sul Monte San Michele nel 1976.

Foto di Antonio Bernardo che offre uno spaccato della una edizione della Sagra del Carciofo sul Monte San Michele.

Per informazione va detto il “Maggio maddalonese”, che ha visto la sua prima edizione nel 1984. In effetti questa kermesse nasce da un esperimento di “sagra” e annesse attività, poi nell’insieme denominate del “Maggio maddalonese”, già nel 1983. In quel 1983, oltre a creare una sorta di simposio di opere, siano esse su tela o fotografie, nonché sculture, legate alla devozione e storia del santo protettore maddalonese, si organizzò una gara di ricette culinarie a base di carciofo, una estemporanea di pittura, delle manifestazioni canore, mostre fotografiche, una marcia ecologica, ed un momento culturale con la tematica: “San Michele, collina contaminata  ed in degrado: rimedi e valorizzazione”. Con l’anno successivo iniziarono altre attività poi protratte per un ventennio anche con gare ciclistiche, stante la collaborazione del Velo Club Maddaloni e non solo, la cui iniziativa è stata sempre sorretta dalla partecipazione organizzativa della Fondazione Villaggio dei Ragazzi. Nel tempo, ed in particolare in quel 1984, la Pro Loco ha sostenuto attività, più volte rinnovate, quali: il raduno di macchine d’epoca, esibizioni di danza earobica, sfilate di bande musicali, torneo di tennis  tavolo, un momento di inculturazione della memoria locale attraverso la distribuzione di materiale didattico in collaborazione con il gruppo archeologico calatino, e appuntamenti culturali come quello dal tema: ” Che cosa pensano i maddalonesi del Castello e dell’eremo”. A queste poi si aggiunsero anche tutt’una altra serie di piccole attività. Il 1985 fu invece caratterizzato dalla prima fiera campionaria della Città di Maddaloni, con la stessa la Pro Loco si prefisse l’obiettivo di promuovere un incontro  delle Pro loco delle zone interne della Regione Campania, al fine di rilanciare il terziario  avanzato ( turismo, beni culturali, artigianato) per incrementare turistica allora ancora priva di  atti promozionali e di valorizzazione delle componenti locali ( arti, cultura, prodotti tipici locali ed artigianato).

Va detto che la “ Sagra del Carciofo” fino al 1998 era organizzata con l’esposizione dei carciofi in città, di fronte la stessa sede della Pro Loco, o in luogo convenuto come la sede della Congrega del Corpo di Cristo poco distante, e la cottura con degustazione sul monte, dal 1999, fermo restando la prima parte, la cottura e degustazione avveniva tra il cortile esterno del Villaggio dei Ragazzi che da su piazza della Pace e nella stessa piazza. Il tutto naturalmente per ben due anni con l’avallo di don Salvatore d’Angelo, morto il quale, memori della collaborazione e disponibilità dello stesso nei confronti della Pro Loco è continuata la collaborazione.

Al ridosso del nuovo millennio si segnala l’insediamento di un giovane Cda, esperienza in parte ripetuta nei mandati a seguire, ed infatti con l’inizio del 2001 si insediò il nuovo Cda, all’insegna delle giovani leve, presieduto da Giuseppe De Lucia, vicepresidente Raffaele Massa, tesoriere Clementina Padovano, consiglieri Francesco Varra, Michele Schioppa e Raffaele Santonastaso. Lo stesso tra le attività iniziate si è impegnato nella campagna adesione di giovani leve, nell’istituzione di una assemblea del mondo associazionistico locale, nel recupero del bando del palio di San Michele e nel procacciare attraverso l’ente comune nuovi locali per il sodalizio. Lo stesso sodalizio partecipò con uno stand alla prima fiera dei Comuni realizzata in San Nicola la strada nel corso dello stesso 2001. Le Presidenze a seguire sono state quelle del dott. Salvatore Cardillo, compianto sindaco e stimato conoscitore della storia e della cultura maddalonese, e quelle del dott. Gaetano Giglio, tutt’ora presidente e fautore del Consorzio delle Pro loco dei siti borbonici e monti tifatini. Per eventuali approfondimenti vedasi Michele Schioppa, “San Michele Arcangelo, patrono in Maddaloni”, Maddaloni 2001.