Napoli, i sei libri finalisti del Premio Napoli. In autunno i due libri dell’anno

NAPOLI – Sabato 31 maggio 2008, presso l’Istituto Cervantes di Napoli, la giuria tecnica del premio Napoli ha annunciato i 6 finalisti 2008. La giuria tecnica del Premio Napoli (composta da Carla Benedetti, Andrea Cortellessa, Sergio De Santis, Angelo Ferracuti, Martha Herling, Sandro Lombardi, Raffaele Manica, Nelson Moe, Mercedes Monmany, Maria Nadotti, Antonio Pascale, Fabrizia Ramondino, Luca Scarlini, Toni Servillo e dal presidente della Fondazione Silvio Perrella) ha annunciato i 6 libri finalisti dell’edizione 2008 del Premio.

Sei libri e non più dodici, in quanto da quest’anno le sezioni sono due. Una è Letteratura Italiana, l’altra Letterature Straniere. La scelta è stata motivata da una sempre più difficile identificazione di genere, soprattutto per quanto riguarda le differenziazioni fra narrativa e saggistica.

Per la Letteratura Italiana i libri vincitori sono i seguenti:
– Alfonso Berardinelli, Casi critici (Quodlibet)
– Diego De Silva, Non avevo capito niente (Einaudi)
– Gabriele Frasca, Prime. Poesie scelte 1977-2007 (Luca Sossella editore)

Per le Letterature Straniere sono risultati vincitori:
– Georges Didi-Huberman, Ex voto (Raffaello Cortina editore)
– Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena (Bollati Boringhieri)
– Boris Pahor, Necropoli (Fazi).

Questi libri saranno consegnati ai circa 1600 lettori che compongono i 170 comitati di lettura del Premio Napoli (di cui circa 30 all’estero, dal Brasile agli Stati Uniti alla Russia). Essi voteranno, in autunno, i due Libri dell’Anno, uno per sezione.

Oggi sono inoltre stati comunicati i due Premi Speciali, attribuiti a Rosaria Capacchione e all’Orchestra della Pietà dei Turchini.

La Capacchione, cronista della redazione casertana de Il Mattino. Da svariati anni la Capacchione tenta con lavoro testardo, coraggioso e quotidiano di tracciare e aggiornare la mappa dei clan camorristici dell’hinterland, segnalandone i confini, gli spostamenti e le sempre nuove strategie. Il lavoro giornalistico della Capacchione somiglia a quello di un analista scientifico, attento a non esagerare con gli aggettivi e con i sensazionalismi e concentrato soprattutto a vagliare il tasso di inquinamento che l’economia criminale della camorra produce sulle nostre vite. Questo premio speciale è dunque dedicato alla manutenzione del suo lavoro quotidiano e alla speranza che produca in futuro discepoli altrettanto bravi.

La Cappella della Pietà de Turchini è un luogo importante della cultura a Napoli, un conservatorio a cui arrise nel 1700 una vasta reputazione nazionale e internazionale come racconta Charles Burney nel suo Viaggio musicale in Italia narrando il concerto di centoventi fanciulli in veste turchina che proponevano sotto la severa guida dei loro maestri un evento di grande fascino.

La grande tradizione che quel mondo illustra, quella dei compositori che da Porpora a Cimarosa, da Leo ad Anfossi, hanno portato l’aria del Golfo ai quattro angoli d’Europa è una pagina importante della storia culturale italiana ed europea. Questa esperienza, come molte altre pagine importanti del repertorio barocco legate ad altri luoghi, è stata rivisitata nell’esperienza del gruppo strumentale La Pietà de Turchini, diretto da Antonio Florio, che inaugurò nel 1987 la propria attività con una serie di proposte di opere rare e rarissime, di cantate e brani strumentali.

Un gruppo di artisti, storici e intellettuali, che hanno lavorato insieme alla riscoperta di un repertorio spesso dimenticato, quindi presentato in moltissimi luoghi del mondo, è testimoniato da una serie cospicua di incisioni discografiche, con una sequenza di premi tra cui i prestigiosi Abbiati e Charles Cros. Lo stesso gruppo anima, con studiosi e specialisti, dal 1997 anche una omonima esperienza di didattica sul repertorio antico, negli spazi della chiesa di Santa Caterina da Siena, raccontando Napoli da vasto repertorio sonoro a cui la città è connessa nella sua tumultuosa storia.