Maddaloni, avviata la raccolta di firme per intitolare una strada al ciclista Alberto Marzaioli

MADDALONI (Caserta) – In questi giorni, per iniziativa di Amedeo Marzaioli e non solo è stata avviata una campagna dal titolo “Una firma per intitolare una strada di Maddaloni al ciclista Alberto Marzaioli”.

Dalla stessa si apprende che “i familiari del compianto ciclista Alberto Marzaioli hanno inoltrato, tempo addietro, al Sindaco della Città di Maddaloni, ing. Rosa De Lucia, una richiesta di intitolare al loro congiunto una strada, un largo, uno spiazzo o un passaggio pedonale della nostra Città.
La richiesta è stata favorevolmente accolta con la promessa che si sarebbe dato inizio all’iter burocratico previsto dalle leggi vigenti”.

A ciò e seguita un ulteriore fase di approfondimento, infatti, nella stessa campagna di sensibilizzazione alla firma si legge che “nella fase istruttoria, e a seguito di ulteriore e cordiale incontro avuto con la prima cittadina, si è addivenuto alla necessità di corredare la richiesta stessa con un consistente numero di firme di adesione da parte di cittadini maddalonesi per dare maggiore consistenza alla richiesta stessa ed evidenziarne, così, la volontà popolare”.

Bene siamo, dunque, giunti alla fase della adesione e volontà popolare circa l’importante riconoscimento per un cittadino che si è distinto ed è stato promotore sia dell’arte ciclistica che della Città di Maddaloni.

Come, quindi, aderire? Ci sono ben  quattro, non una, ma quattro soluzioni.

Le prime tre consentono di effettuare la sottoscrizione della raccolta firme presso i seguenti esercizi commerciali:
a) presso l’edicola di Vincenzo Desiato “ciciotto” in Piazza Umberto I°, 13;
b) presso il Bar “Il Principe” di Angelo Masella – Corso I° Ottobre (accanto poste
centrali);
c) presso la Cartoleria Punto 2 in Via Napoli, 301.

La quarta, invece,  che è disponibile anche per i cittadini non residenti a Maddaloni, ma in ogni angolo d’Italia e all’estero, e che quindi sentono il bisogno e il dovere di aderire, consente di poter inviare una e-mail al seguente indirizzo amedeomarzaioli@hotmail.it, badando bene ad indicare nell’oggetto la seguente dicitura: “aderisco alla raccolta firme da trasmettere al Comune di Maddaloni per intitolare una strada cittadina al ciclista Alberto Marzaioli”.

Va da sé che per rendere funzionale e far andare a buon fine la sottoscrizione è necessario, nel corpo mail, indicare il proprio Nome e Cognome, Luogo e Data di Nascita. Queste mail di adesioni saranno stampate e trasmesse al Comune di Maddaloni per essere allegate alla richiesta per far intitolare una strada ad Alberto Marzaioli.


Nel testo della campagna di firme si legge che “la famiglia Marzaioli ringrazia sin da ora quanti vorranno dare la loro adesione”, ricordano inoltre che presso gli esercizi commerciali di raccolta firme gli aderenti potranno prendere visione della copia originale della richiesta inoltrata al Comune dalla famiglia Marzaioli.

Resta, perciò, solo da adoperarsi nella firma affinché l’amministrazione comunale,  tenuto conto delle indicazioni di cui alla normativa della toponomastica derivanti dall’attuazione della legge n. 1188/1927 ed in particolare dell’articolo 4  che consente la deroga da parte del Ministero dell’Interno per i casi di intitolazione dove non sono decorsi i dieci anni dal decesso dell’interessato, giusta anche il provvedimento di cui alla Circolare del Medesimo n. 18 del 29 settembre 1992.

Circa i dati biografici (vedi articolo) dell’illustre concittadino e ciclista Alberto Marzaioli (Maddaloni, 19 settembre 1938 – Caserta, 13 febbraio 2014), va ricordato che lo stesso dal 1961 al 1965, partecipò a tre edizioni del Giro d’Italia dal 1962 al 1964, ed ottenne inoltre  un ottavo posto finale al Tour de Suisse 1963, nel quale chiuse al secondo posto la quinta tappa con arrivo a Les Diablerets. Dello stesso si scrisse, alla sua dipartita, “Se n’è andato, Alberto, ex-aequo con Luigi Mele forse, di quel trio, il terzo fu Mario Acconcia, che portò Caserta, ed il suo amore sconfinato per il ciclismo, primi anni ’60, al palcoscenico del professionismo. In cinque anni di carriera, prima con la San Pellegrino di Gino Bartali, poi con la Cite ed infine con la Ignis, Marzaioli ottenne svariati piazzamenti d’ onore, come il terzo posto nella tappa di Fano del Giro ’62, dietro Tonucci e Bruni, ed un analogo risultato nella prova del Trofeo Cougnet ’63, a Ceprano. Ma di lui, di quell’ atleta asciutto e potente, orgoglio della dinasta maddalonese dei Marzaioli, dal padre Domenico al fratello Amedeo, va ricordato altresì il primato, ancora in tandem con Mele, dell’ essere stato il primo casertano a correre, e portare a termine, la «Sanremo», nel ’64. Ed ancor più, per essere stato l’ unico dei ciclisti casertani, ed il primo in assoluto dei campani, a partire, a ad arrivare al traguardo, in una Parigi-Roubaix, la tremenda corsa del pavè: nel 1961”.

Pochi mesi or sono, in occasione del primo anniversario della morte, nel comunicato diffuso a memoria si leggeva che “Rino Negri, lo storico giornalista della Gazzetta dello Sport, lo descriveva “un marcantonio di 80 chili”. Aveva pedalato per migliaia e migliaia di chilometri sulle strade del mondo, aveva scalato le salite mitiche del Giro d’Italia, del Giro della Svizzera e della Catalogna, aveva concluso gare infernali come la “classica del Nord” la Parigi/Roubaix e poi la Parigi/Bruxelles, Milano/Sanremo, Parigi/Nizza, 4 Giorni di Dunkerque. Piaceva molto a Gino Bartali, buon passista – scalatore con ottime doti di recupero adatte per le corse a tappe. Divenne uno dei gregari più bravi del ciclismo italiano anni ’60, i tecnici di allora lo definirono il ciclista più interessante, stilisticamente e tatticamente, che il sud aveva espresso dagli inizi del ‘900. Questo era Alberto Marzaioli il ciclista maddalonese, scomparso appunto un anno fa, per cinque anni, dal 1961 al 1965, nell’elite del ciclismo mondiale dopo aver ottenuto da dilettante vittorie in ogni angolo della Campania e d’Italia tali da meritarsi la convocazione nella squadra azzurra per i mondiali di Zandwoort in Olanda del 1959 e per le Olimpiadi di Roma del 1960. Memorabili i duelli con il recalese Mario Acconcia, nemico in gara e amico fuori corsa, che gli contrastava il primato della popolarità. Su ogni gara botte da orbi tra le opposte fazioni di tifosi, si arrivò al punto che la Federazione Ciclistica minacciò la loro sospensione dall’attività”.

Si ricorda la presenza di un interessante video a ricordo di Alberto Marzaioli (vedi fonte).

Si chiude questa comunicazione ricordando a tutti coloro i quali hanno a cuore la memoria del ciclista di provvedere alla sottoscrizione della stessa, e con l’occasione si esorta l’amministrazione, come già sta facendo, a seguire le sorti di tale intitolazione, ricordano, tra l’altro, di altra intitolazione, deliberata, che da molti anni, probabilmente non per incuria delle ultime amministrazioni, resta inattuata ci si riferisce a quella del Maestro Crescenzo Del Vecchio Berlingieri e alla intitolazione dell’Istituzione del Museo Civico Comunale.