Capodrise, il 24 maggio si rinnova il ricordo della Nascita al Cielo del Venerabile Giacomo Gaglione

CAPODRISE (Caserta) – Apprendiamo con piacere dalla pagina social Parrocchia Sant’Andrea Apostolo in Capodrise – CE il rinnovo della memoria del Venerabile Giacomo Gaglione, infatti, questa notte è stato pubblicato il seguente post: “Ritorna l’annuale memoria del caro Venerabile Servo di Dio Giacomo Gaglione, le cui spoglie mortali sono custodite nella Chiesa parrocchiale di Capodrise. Uniamoci tutti (ammalati, diversamente abili, sofferenti, fedeli e devoti) per implorare il dono della beatificazione di Giacomino. Condividete e diffondete l’appuntamento di domenica prossima. Grazie!”.

 

 

L’anniversario della Nascita al cielo del Venerabile Servo di Dio Giacomo Gaglione (28 maggio 1962 – 2015) è momento propizio per ricordare un messaggio dello stesso: “Ogni sofferenza è seme di gloria”.

Il ricordo verrà vissuto domenica 24 maggio 2015 allorquando alle ore 15 ci si radunerà presso la casa in cui viveva il Venerabile in via Giannini al civico 92, qui il parroco don Giuseppe Di Bernardo accoglierà i fedeli giunti anche da fuori Capodrise devoti al Venerabile Gaglione.

Dalle ore 15.3° inizierà la processione presso la sede parrocchiale di Parrocchia Sant’Andrea Apostolo in Capodrise – CE con la statua dell’Immacolata di Lourdes.

Per le ore 16.30 è previsto l’arrivo in parrocchia dove il Vescovo di Caserta, mons. Giovanni D’Alise, presiederà la Celebrazione Eucaristica. Dopo la celebrazione, si apprende dall’Avviso Sacro, seguirà un momento di fraternità sul sagrato della chiesa parrocchiale.

Per i più giovani che non hanno vissuto l’esperienza del Venerabile Giacomo Gaglione si riporta qualche dato biografico e devozionale.

Dello stesso è stato scritto: «L’esperienza esistenziale di Giacomo Gaglione si è svolta nel momento storico del secolo scorso ma la sua testimonianza di fede è viva e presente in mezzo a noi.

Egli abbracciando la Croce della sofferenza ha scoperto la vocazione di amore verso il prossimo, dedicandosi in modo preferenziale ai malati, ai sofferenti più bisognosi di aiuto» (Mons. Pietro Farina, Vescovo di Caserta).

Giacomo Gaglione nasce a Marcianise il 20 luglio 1896. Primogenito di 10 figli. Il padre Valerio è avvocato. Amelia Novelli, la madre, nobile ricca e patriota. Giacomo cresce florido e vezzeggiato. Ama il ciclismo e il ballo. Studia lo stretto necessario. Dallo sport la sua attenzione passa alle donne. Ha occhi neri, capelli ricci, carnagione bianca. Andando a sostenere la licenza ginnasiale accusa il primo dolore al tallone. Il 20 ottobre 1912 si mette a letto per non alzarsi più. Gli si gonfiano le articolazioni del piede e delle gambe con dolori atroci. Poi le mani. Viene imboccato per poter mangiare. E’ affetto da poliartrite. Gli prescrivono bagni e fanghi.

Il 3 maggio 1914 intervengono chirurgicamente all’Ospedale civile di Marcianise. Muffe ed elettroterapia. Nessun risultato. Per allungare le gambe accorciate gli vengono messi apparecchi ortopedici. Tale era la sofferenza che non voleva farsi cambiare la biancheria del letto. La sofferenza morale per lo sport perduto e le ragazze. S’innamora di una cugina. Quando è chiaro che vuole sposarla gli si impedisce di rivederla. Tenta il suicidio.

Si indicano gli anni più significativi:

1919: arrivano a Marcianise le voci dei miracoli di Padre Pio. Giacomino si avvia per un viaggio di 5 ore stipato sui treni del dopoguerra accompagnato da mezza famiglia. Padre Pio gli chiede da quanto è ammalato e poi dice, sorridendo: “speriamo che non finisca l’anno”. Tutti contano sulla guarigione, mentre Giacomo è allegrissimo e non ci pensa più. Su suggerimento del prete inizia a dipingere. La casa è un via vai di artisti per via del padre. Lavora nelle ore libere dalla cultura religiosa che si va facendo. Il padre di ammala. Viene chiamato Giuseppe Moscati che intuisce la santità di Giacomino.

1920: muore il padre. Lui non può baciarlo ma lo benedice. Diventa lui il capofamiglia. Benedice le nozze della cugina ex fidanzata. Diventa la luce di tutta la famiglia, specie dei più piccoli che con lui giocano nonostante il letto di metallo sul quale è inchiodato. Suo assistente spirituale nella conversione è Don Gennaro Busacca di Marcianise. Dalla comunione settimanale passa alla comunione quotidiana ed intensifica il suo studio di ascetica e di mistica. Agosto 1929, il primo dei 9 pellegrinaggi a Lourdes dopo 17 anni di immoblità. “Il pellegrinaggio di un’anima” è il primo libro, in cui descrive commosso quell’esperienza. Realizzando una intuizione avuta a Lourdes, fonda l’Apostolato della Sofferenza. Vuole convincere i malati che sono i prediletti del Signore. Il vescovo di Caserta Mons. Gabriele Moriondo benedice la nascita della “Fratellanza spirituale”. La rassegnazione è il punto di partenza per raggiungere vette sublimi. Le Tre vette.

3 Novembre del 1944: Papa Pio XII gli scrive: “Per questa tua croce, con cui partecipi secondo le tue forze alla Croce del Divin Salvatore, molte grazie scenderanno su altri sofferenti e molti aiuti celesti, ne siamo sicuri, saranno concessi anche a noi, che sopportiamo il peso e la responsabilità del governo delle anime in momenti così difficili. Te ne siamo profondamente riconoscenti e preghiamo il Signore perché voglia arrivare a purificare sempre più il tuo desiderio di sacrificio e renderlo sorgente di merito e di prezioso apostolato”.

1952: L’Apostolato della sofferenza ha il periodico “Ostie sul mondo”. Giacomo scrive più di tremila lettere l’anno con una media di dieci lettere al giorno. “Se ora il Signore mi vuole così io non posso e non debbo pensare a un modo di servirlo migliore di questo. Solo così amo e servo”. Il rapporto con la madre, che capisce e smette anche lei di essere triste per la malattia del figlio.

1956: i suoi amici di Palermo gli regalarono una 600. In quel modo può girare per il suo apostolato anziché portarlo avanti solo dal tavolino. Il secondo libro: “Allo specchio della mia anima” con un autografo di P. Pio: “Non si diparta mai dalla tua mente la Passione di Cristo, se vuoi partecipare ai suoi trionfi”. La spiritualità di Giacomino appartiene alla spiritualità paolina, profondamente convinto che nel suo corpo egli completi la passione di Gesù.

20 ottobre 1961: esce il suo ultimo libro “Cinquant’anni di croce per saper sorridere”, nel 50° della sua croce. Pio XI lo conosce. Pio XII lo ama e lo nomina commendatore di S. Silvestro.

26 ottobre. “L’ammalato è la persona più sensibile che esista sulla terra: un sorriso lo esalta ed uno sguardo solo può abbatterlo e sprofondarlo in un isolamento morale spaventoso e pericolosissimo. L’ammalato ha la missione di glorificare il signore e sostenere le creature nella sua grazia.” “Nella chiesetta laggiù c’è uno che veglia per me e mi pensa e mi ama. Nessuno è solo nelle sue notti insonni”.

27 ottobre. Giacomino chiede alla Madonna di morire prima di sua madre. Le sofferenze aumentano, le piaghe alle ginocchia, il corpo privo di appetito si consuma. Racconta sua sorella Rosa: “Terminato il rito solenne dissi: Zitti, dorme. Giacomino invece aperse gli occhi, ci guardò in un modo che non dimenticherò più, poi chiuse gli occhi in un sorriso”. Guardò la mamma, le sorelle e si addormentò serenamente. La destra era già sul petto. Rosa con delicatezza estrema vi adagiò sopra la sinistra.

28 maggio 1962: nelle prime ore della notte Giacomo muore. Don L’Arco: “Il giorno delle esequie è il trionfo di Giacomino. La forza pubblica a stento tiene a bada una ressa che inonda il cortile; per le scale si fa fatica a districarsi da coloro che con la forza sono riusciti a salire i primi gradini. Il popolo, nel senso profondo di questa parola, esce dalle case, anche le più lontane, di Capodrise e di Marcianise, per venire a rendere l’ultimo omaggio a Giacomino, formando due ali fino al cimitero, sotto una pioggia di fiori che cadeva da ogni balcone, da ogni finestra, dai tetti si può dire”.

Il 1 febbraio 1968 il Vescovo di Caserta, l’Arcivescovo Mons. Vito Roberti, apre il Processo Ordinario per la canonizzazione di Giacomo Gaglione che sarà chiuso il 27 maggio 1972. Il 21 dicembre del 1974 avremo il Decreto sui suoi scritti, mentre il 5 aprile 1976 si apre il processo suppletivo cognizionale a Napoli che durerà fino al 1981, e nel medesimo periodo si svolge anche un processo rogatoriale a Palermo. Il 17 dicembre 1993 abbiamo il decreto di validità dei processi, il giorno 11 dicembre 2007 il “Congressus peculiaris super virtutibus” dei censori teologi, il 3 febbraio 2009 sarà argomento della sessione ordinaria dei padri Cardinali ed il 3 aprile 2009 con la promulgazione del Decreto dell’eroicità delle virtù sarà dichiarato “Venerabile”.

Giacomo Gaglione è il Fondatore dell’Apostolato della Sofferenza.

L’Apostolato della Sofferenza è un’associazione tesa a svolgere un duplice apostolato: Penetrare nelle coscienze dei sofferenti per aiutarli a considerare , ad accettare e persino ad amare i propri patimenti fisici e morali come dono di predilezione di Dio. Cooperare con il sofferente alla ricostruzione delle famiglie cristiane, attraverso la formazione dei singoli membri alla scuola del Vangelo ed un attaccamento devoto, filiale, incondizionato al Papa, dolce Cristo in terra.

Doveri: Offerta spirituale quotidiana. Contatto personale con i sofferenti che si possono raggiungere. Apostolato epistolare, ove non sia possibile l’avvicinamento personale. Una santa comunione al mese, oltre il primo venerdì e il primo sabato del mese. Offerta di tutte le opere meritorie, di un giorno della settimana scelto a piacere, pro missioni. Ove non vi sia il lodevole uso della recita quotidiana del Santo Rosario, recitare un Pater e dieci Ave, meditando uno dei misteri dolorosi della vita di Gesù. Diffusione dell”Apostolato della Sofferenza.

Cenni storici: Il 21 marzo del 1948 viene ufficialmente fondato dal servo di Dio Giacomo Gaglione l’Apostolato della sofferenza: a seguito dell’approvazione dello statuto del sodalizio da parte del vescovo di Caserta, Bartolomeo Mangino, il quale aveva incoraggiato il servo di Dio a costituire la fratellanza degli infermi reduci da Lourdes con una istituzione autonoma. L’idea ispiratrice del movimento dell’Apostolato della Sofferenza nasce durante il primo viaggio di Giacomino a Lourdes, diciassette anni dopo l’inizio dell’infermità. In questa occasione il Signore fa capire a Giacomo la missione a cui lo aveva destinato: essere apostolo fra i sofferenti. Missione che Giacomo sente ancor di più dieci anni dopo il primo incontro con Padre Pio da Pietralcina. Quell’itinerario e’ narrato nel libro “Il pellegrinaggio di un’anima”, che consigliamo di leggere insieme ad altri due libri di Giacomo: “Allo specchio della mia anima”, “50 di croce per saper sorridere”. A coronamento dell’impegno e dei risultati raggiunti con l’Apostolato della Sofferenza l’8 Novembre del 1951 giunge a Giacomo la benedizione di Papa Pio XII: “Ella che da lunghi anni soffre, e del suo patire a fatto strumento di Apostolato, prosegua nell’arduo e meritorio cammino della bontà’ che si sacrifica, sicuro che L’Augusto pontefice avrà conforto da codesti pii sentiti sentimenti di pietà filiale. Sua Santità le invia, pertanto, propriziatrice di carismi celesti, l’implorata benedizione Apostolica”.

Per la conoscenza del Venerabile Giacomo Gaglione è stata creata qualche mese fa una pagina social “Giacomo Gaglione” consultabile al link https://www.facebook.com/VenerabileGiacomoGaglione . Per coloro i quali vogliono maggiori informazioni sulla vita e le opere del Venerabile si suggerisce accedere alla Pagina Social https://www.facebook.com/VenerabileGiacomoGaglione e cliccare sul pulsante Mi Piace così da avere le periodiche notifiche con i pensieri del Venerabile Giacomo Gaglione o info sulle sue opere.

Tra le ultime opere biografiche si segnala la seguente: Antonio Di Nardo, Giacomo Gaglione – La pienezza della gioia nella riscoperta del senso del dolore, ELLEDICI Editrice Velar 2012.