Caserta, “TANZARELLA”: Un voto alle elezioni regionali contro Renzi, e la “buona scuola”

CASERTA – Il processo di distruzione della scuola pubblica continua. Dopo le nefandezze della ministra Moratti Birichetto con il suo portfolio per i bambini di 6 anni, dopo le prove di ignoranza della ministra Gelmini con i suoi tunnel sotterranei dal Gran Sasso alla Svizzera, dopo l’insipienza della ministra Carrozza, ci è toccata l’algida e arrogante ministra Giannini che apostrofa una motivata protesta di insegnanti come squadrismo. La “buona scuola” della Giannini è quella della esclusione, della concorrenza, dell’individualismo, della produzione di scarti umani. Corrisponde ad un modello di società dove solidarietà e cooperazione sono parole e idee proibite!

Per la Giannini, che non è mai entrata in un’aula delle nostre scuole, gli studenti sono solo oggetti da costipare in classi numerose, da valutare, da pesare e da avviare alla produzione per sostenere la crescita. Non la crescita di coscienza civica, di comprensione del mondo, di etica personale e pubblica, ma una crescita meramente economica, una crescita di numeri del Prodotto Interno Lordo come se questo rendesse più felice la vita e formasse cittadini liberi e consapevoli.

La “buona scuola” pretende di continuare la trasformazione della Scuola in una azienda, dove vale il principio della produzione e della trasmissione e non quello della condivisione e della comunicazione. Così il regime della concorrenza tipico del mercato si impone anche alle Scuole pubbliche, nelle quali finanziatori privati faranno pesare i propri contributi accentuando il distacco, già intollerabile, tra scuole del privilegio e scuole disagiate e ghettizzate.

E gli insegnanti? Dopo anni di mortificazioni economiche, di irrilevanza sociale sono ridotti a gareggiare tra loro per ottenere gli “scatti di competenza” per aumentare il loro misero stipendio. Scatti non per tutti ma solo per alcuni. Non basterà fare con competenza e dedizione il proprio dovere di insegnare e studiare, saranno premiati quelli che faranno attività supplementari e che potranno comprare inutili e costosissimi corsi di formazione e qualificazione. Anche la libertà di insegnamento sancita dall’art. 33 della Costituzione verrà cancellata da esigenze di “scatti di competenza” e dal regime della concorrenza.

Ma i progetti distruttivi non finiscono qui: il PD ha anche in serbo la cancellazione della scuola d’infanzia accorpandola ad una fumosa funzione parcheggio 0-6 anni che la mette insieme ai nidi come previsto da una proposta di legge si alcune senatrici e senatori PD. Votare per Sinistra al Lavoro per la Campania è un voto di protesta e un voto di proposta. Non lasciamo soli gli insegnanti, non condanniamo gli studenti alla competizione della scuola azienda, difendiamo la Scuola Pubblica e la dignità della fondamentale figura professionale dell’insegnante.

Sergio Tanzarella