MADDALONI (Caserta) – La Santa Pasqua a Maddaloni, anche per una esigenza di rappresentazione scenica, tanto cara alla comunità dei fedeli, è stata ed è scandita da una serie di appuntamenti di Via Crucis, Cortei e Processioni.
Indubbiamente in questo scenario, oltre alle singole e rituali Via Crucis e processioni delle comunità parrocchiali, vanno annoverate per l’anno in corso, il 2015: la Chisti Passio – Christi Magdaloni (vedi articolo) del 29 marzo, la Via Crucis cittadina del Forania di Maddaloni del 1 aprile, la Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata detta anche del Venerdì Santo in Maddaloni di oggi 3 aprile e quella di domani, sabato 4 aprile, Sabato Santo, la Processione Vivente del rito della Via Crucis promossa dall’Associazione Amici S. Benedetto in collaborazione con Actam, si tratta di una Manifestazione Religiosa-Culturale denominata “GERUSALEMME ANNO XXXIII LA PASSIONE”, che giunge alla terza edizione con il 2015 . Andiamo in ordine dunque.
La prima rappresentazione è stata organizzata dall’Associazione Culturale e Gruppo Storico Medievale “Borgo della Pescara” in collaborazione con la comunità parrocchiale di Santa Margherita Vergine e Martire di Maddaloni ed è denominata “Chisti Passio – Christi Magdaloni” e si è svolta, con la sua sesta edizione, il 29 marzo 2015 dalle ore 16.

Essa si è sviluppata con la Via Crucis che ha avuto come fermate: I Stazione presso la Chiesa della Madonna delle Grazie in via Cucciarella, II Stazione presso l’incrocio tra via Cucciarella e Via Ponte Carolino, III Stazione via Ponte Carolino (zona via Vallone), IV Stazione incrocio tra via Santa Margherita e via Ponte Carolino, V Stazione Chiesa di Santa Margherita v. e M., VI Stazione via Fabio Massimo in direzione Orologio presso la salita per via Formale, VII Stazione Via Formale, VIII Stazione incrocio via Sambuco con via Fabio Massimo e via Domenico Raffone, IX Stazione incrocio di via Sant’Antonio Abate con via Domenico Raffone, X Stazione incrocio di via Sambuco con l’innesto della strada che porta al Pianoro bacino, XI Stazione Pianoro bacino e sullo stesso, in salita della vallata si sono tenute anche le Stazioni XII, XIII e XIV.

Per gli appuntamenti è stato creato l’evento social https://www.facebook.com/events/667813906698851/ mentre è possibile ammirare delle foto dell’evento dall’album di Pasquale Pellegrino https://www.facebook.com/pasquale.pellegrino.351/photos_all. Dello stesso Autore sono disponibili anche le Foto degli altri appuntamenti. Altra risorsa per le foto degli eventi è il profilo e gli Album di Giuseppe Diodati Per l’appuntamento del 1 aprile si segnala anche l’Album di Antonio Tagliaferro al link https://www.facebook.com/jkl49/photos_all . A questi volontari Fotografi cronistorici dei momenti quotidiani e “storici” della nostra Terra (il messaggio va anche ad altri come Mario Tammaro, Antonio Rescigno, Antonio Tedesco e altri come i Bernardo ) va il mio, per quanto piccolo e poco rappresentativo, ringraziamento.
Secondo appuntamento di rilievo da citare è quello della Forania di Maddaloni con la Via Crucis cittadina.
La Via Crucis cittadina del 1 aprile ha portato il fedele alla riflessione su di un passo di meditazione proposto dal Cardinale Angelo Comastri. Il manifesto a firma del Vicario Foraneo, don Edoardo Santo, infatti, ricorda che “La nostra Arroganza, la nostra Violenza, le nostre Ingiustizie, pesano sul corpo di Cristo. Pesano … e Cristo cade ancora per svelarci il peso insopportabile del nostro Peccato”.

La Via Crucis cittadina ha avuto inizio alle ore 14 e 30 dalla chiesa di San Benedetto Abate e si e sviluppata lungo le scale montane fino a giungere al Santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte.

Vale la pena ricordare che dai documenti d’archivio ci è dato sapere che per tutto l’ottocento, e forse anche nel secolo precedente, ma comunque fino ai primi decenni del novecento la processione veniva svolta regolarmente nel periodo di quaresima e quindi si presume lo stesso Venerdì Santo. Nella prima parte del secolo, non è stato ancora possibile sapere il perché e per come la detta processione venne sospesa, forse con la ricorrenza del Primo conflitto bellico e a seguito dell’avvento del Fascio. In ogni caso sappiamo, da testimonianze dirette che la Via Crucis fu ripristinata a ridosso della metà fine anni cinquanta del secolo scorso ad opera di don Salvatore Izzo, fondatore della comunità parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes di Caserta, che da maddalonese aveva cura dei giovani universitari cattolici. Con questi il sacerdote, morto in concetto di santità nel 1976 nel Giorno di Cristo Re, ebbe l’idea di ripristinarla non più il Venerdì Santo ma bensì il mercoledì Santo per evitare la contemporaneità con la Processione del Cristo Morto e della Addolorata detta anche del venerdì Santo di Maddaloni. Va riferito che per non pochi anni questa Via Curcis è stata fatta per le strade della Città di Maddaloni e non sul Monte.

Terzo appuntamento è quello odierno della Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata detta anche del Venerdì Santo che inizierà dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi subito dopo la fine della Funzione della Croce delle ore 15. A questo appuntamento partecipano non solo i gruppi della comunità francescana (Araldini, Milizia di Maria Immacolata, Terz’ordine etc) ma anche quelli delle altre comunità parrocchiali foraniali di Maddaloni. Così come anche le forze di volontariato come la Protezione Civile, l’Associazione Nazionale dei Carabinieri e la Croce Rossa Italiana.
Volendo, per questa processione dedicare qualche riflessione, va innanzitutto richiamato alla mente che il Venerdì Santo, quello che precede la Pasqua, è celebrato dai cristiani come anniversario della crocifissione di Cristo, fin dalle origini della Chiesa, ed è giornata di penitenza, digiuno e preghiera ed è il giorno stabilito a far rivivere la Crocifissione di Gesù.
Guardando complessivamente al ciclo festivo casertano possiamo dire che nel pomeriggio del Venerdì Santo, con la processione del Calvario, per le strade cittadine si vive un momento partecipato dall’intera comunità dei fedeli, che, commossa, intona canti e lamenti per la morte del Figlio di Maria.
La processione del Cristo Morto e dell’Addolorata di Maddaloni, in un passato anche non molto lontano, era vissuta in città unitamente ad altre ritualità, come la Via Crucis, ed ancora le Tre Ore di Agonia e la Desolata (quest’ultima tradizione è rinata per opera del Maestro Antonio Barchetta, che con il coro e l’orchestra dell’Associazione Onlus Culturale Musicale ONLUS “Aniello Barchetta” ha avuto modo di recuperarla e riproporla da diversi anni a questa parte sia nella chiesa di San Francesco di Maddaloni che in altre chiese anche fuori provincia).

L’evento, così come la stessa processione del Venerdì Santo, che sarà animato spiritualmente da Padre Edoardo Scognamiglio, aiutato da Padre Domenico Sportiello, anch’esso Ofm conv., è caratterizzato da un interessante insieme di canti, preghiere e pensieri ispirati ai riti della Passione ed alla sofferenza della Madre Addolorata.
In Terra di Lavoro oltre alle comunità citate, per il passato andava aggiunta anche la città di Caserta. Forti richiami della nostra tradizioni sono ricollegabili alla processione che si svolge in Acerra.

Datare la nascita del rito del Venerdì Santo a Maddaloni, alla luce della documentazione esistente, non è del tutto facile. In effetti, ci sono diversi elementi poco chiari. Una serie di elementi ci portano a pensare che la processione del venerdì santo abbia avuto inizio, nella seconda metà dell’ottocento.

Comunque, anche se la documentazione d’archivio, al momento, non ha chiarito i dubbi legittimi circa la nascita della processione, un documento del 1895 ci presenta un episodio che confermerebbe il fatto: il primo aprile del 1895 quarantacinque tra fedeli e collaboratori nell’organizzazione della processione del venerdì santo, scrivono a l’ordinario diocesano, mons. Gennaro Cosenza, al fine di ottenere un intervento perché la processione del Cristo Morto e dell’Addolorata si faccia e si continui a fare con partenza ed organizzazione della chiesa di San Francesco d’Assisi (nel volgo detta anche di Sant’Antonio). La causa di quell’allarme, che scomodò un consistente numero di persone, fu un diverbio tra uno degli organizzatori, ed il padre spirituale della chiesa di San Francesco d’Assisi.
Dopo aver accennato sinteticamente dell’origine del rito, è d’uopo spostare l’attenzione sull’organizzazione. Nel corso del secolo scorso un posto di rilievo nell’organizzazione della processione lo ha avuto la Congregazione dell’Immacolata Concezione, che – fino al momento della cessazione, avvenuta agli inizi degli anni ’90, a quanto sembra, per volontà diocesana – collaborava attivamente con gli assistenti della chiesa e del monastero francescano ove si conserva l’occorrente per la processione. Fino allo stesso periodo il punto di riferimento per coloro i quali erano interessati a prendere parte alla funzione è stata, per circa quarant’anni, una certa sig.ra Mosca, ora a risposo per l’età, si è occupato della organizzazione per un certo periodo il Cav. Antonio Esposito, sottufficiale in pensione, attivo collaboratore della comunità francescana locale, mentre negli ultimi anni il responsabile è Gennaro Cassaro.

Fino al decennio scorso l’organizzazione della processione iniziava il giorno dell’Immacolata Concezione (l’8 dicembre), mentre da un decennio a questa parte dall’indomani del giorno dell’Epifania di Nostro Signore (6 gennaio) e si protrae sino al Venerdì Santo.
Per la preparazione all’evento abbiamo avuto modo di argomentare dalle colonne di questa testata le linee guida non più tardi di qualche settimana fa (vedi articolo).

Si cerca di offrire una descrizione del corteo: il corteo religioso era aperto dai bambini vestiti con camici rossi e neri raffiguranti dei piccoli Cristo e Addolorata, seguiti da circa 300 comparse femminili che camminavano a piedi nudi e vestite a lutto, così come vuole un’antica tradizione risalente al ’700; le donne recavano tra le mani un simbolo che richiamava il dolore di Maria, l’Addolarata, per la morte di suo figlio Gesù; seguiva una croce grande e il sacro lino della Sindone; poi giungeva la banda musicale con un coro maestoso e potente – di circa 100 persone – che intonava un canto e dei lamenti funebri . seguiva l’Ecce Homo, il Cristo dolente trafitto e crocifisso; poi ancora il corpo del Cristo morto deposto dalla Croce e in ultimo l’immagine dolorosa di Maria. Un bagno di folla chiudeva la processione con una fila interminabile che contava più di 3000 persone. La processione attualmente esce dalla chiesa di San Francesco d’Assisi, proseguendo per via Concezione, via Bixio, piazza Umberto I°, via Marconi, via Troiani, via Pignatari, via Roma, via Amendola, Corso I° Ottobre, piazza Ferrara, via San Francesco d’Assisi, via Trivio San Giovanni, via Ponte Carolino, via Cupa, via Fabio Massimo, via San Giovanni, via Bixio, via Concezione. Per l’anno 2007 aprirà la processione, per la prima volta a memoria d’uomo, la Confraternita di Santa Maria di Montedecoro, mentre chiuderà il corteo la Congrega di Santa Maria del Soccorso di Maddaloni.

Va detto che la funzione del Cristo Morto e dell’Addolorata che si rinnova annualmente a Maddaloni, è unica nel genere per diversi aspetti. Niente manifesti o grandi campagne di informazioni, così come accade in altri contesti, eppure maddalonesi e non si riversano nelle strade, creando lunghe code come avviene solo a settembre in occasione della processione per le strade cittadine dell’effige di San Michele Arcangelo, patrono della città.
Elemento da tenere in considerazione è la presenza della figura femminile. Infatti, altre processione dello stesso genere sono caratterizzate dalla figura maschile, rinnovando così una scia tradizionale religiosa di origine cristiano-biblica. A Maddaloni, invece donne e bambini, ma soprattutto Donne caratterizzano, scalze e velate, il momento della Passione. Passione che vuole essere non rappresentazione di dolore ma annuncio di Resurrezione: la Donna portatrice di fecondità, annuncia la Nascita di una nuova Vita. Molto interessante è la strofa-ritornello che il coro intona nel corso della processione.
Il titolo è:
O dolorosa Vergine.
La strofa-ritornello:
O dolorosa Vergine accetta il pianto mio
Ai tuoi dolori uniscilo e lo presenti a Dio
che non saprà respingerlo solo per tua mercè.
Gli spasmi tuoi purissimi son spasmi del mio cuore.
O Vergin dolentissima è mio il tuo dolore
Finché mi restan lacrime le verserò per te.
Al Corteo partecipa la banda cittadina di musica “Città di Maddaloni”.
Per una partecipazione indiretta all’evento si rimanda agli Album fotografici di Pasquale Pellegrino e Giuseppe Diodati, i cui profili sono stati si indicati come collegamento ipertestuale ai nomi.

Ultimo appuntamento da ricordare, per questa Settimana Santa, è quello di domani sabato 4 aprile 2015, che vedrà la rappresentazione della Processione Vivente del rito della Via Crucis promossa dall’Associazione Amici San Benedetto Abate in collaborazione con Actam denominata “ GERUSALEMME ANNO XXXIII LA PASSIONE” , giunta alla terza edizione.

Questa si svilupperà, domani dalle ore 16,30, nel Borgo dell’Oliveto ed in particolare vedrà la sua rappresentazione nelle vie Belvedere, Santa Barbara e San benedetto. Gli organizzatori, in ogni caso, fanno sapere che qualora il tempo, ovvero le condizione atmosferiche, non permette lo svolgimento dell’evento esso sarà rinviato a domenica 12 aprile sempre con inizio alle ore 16.30. Per l’appuntamento è stato creato un evento social https://www.facebook.com/events/661087517351481/ .

