VENEZIA – Sabato 9 maggio, fino al 22 novembre, si rinnoverà l’appuntamento artistico più atteso dall’intero mondo dell’arte: la cinquantaseiesima mostra della Biennale di Venezia,”All the World’s Futures” avrà luogo come sempre presso la storica location dei Giardini dell’Arsenale di Venezia, coinvolgendo poi tanti altri siti presenti nella magica città lagunare. L’anteprima si terrà nei giorni 6,7, e 8 maggio, mentre attesissima è la cerimonia di premiazione e l’inaugurazione che avrà luogo sabato 9 maggio. La principale esibizione vedrà in esposizione ben 136 artisti di cui 88 di essi prenderanno parte all’evento per la prima volta; 53 i paesi partecipanti. Quest’anno la Gagosian Gallery parteciperà all’esposizione d’arte più importante al mondo, con artisti del calibro di Georg Baselitz, Ellen Gallagher, Andreas Gursky, Carsten Holler e Taryn Simon.
Georg Baselitz, classe 1938, è considerato oltreoceano come un esponente del Neo-espressionismo, mentre in Europa è annoverato tra i post-moderni. Il nome di Baselitz echeggiò in tutto il mondo dell’arte quando, nel 1980 la polizia sequestrò due delle sue opere “La grande notte nel secchio” e “Uomo nudo” a causa delle immagini provocatorie di carattere sessuale. L’artista prese parte alla Biennale nel 1993 e vive in Italia dal 1987.
Andreas Gursky è considerato tra i maggiori fotografi d’arte, famoso per le fotografie di grande formato. Nel 2011 l’opera Rhein II viene battuta all’asta da Christie’s per la “modica” cifra di 4.338.400 dollari,lunga tre metri e mezzo, è uno scatto che ritrae il Reno nel 1999. Le sue opere sono state esposte presso i più noti musei pubblici e privati al mondo, tra cui il Museum of Modern Art di New York, il Museum Contemporery Art di Chicago, il centro de Arte Reina Sofia a Madrid, e il Centro Georges Pompidou di Parigi.
Per quanto riguarda Ellen Gallagher, di origini afro, il tema ricorrente delle opere è la razza. I suoi mezzi sono la pittura, la carta, l’inchiostro,matite, film e video, con cui ha realizzato opere esposte , tra l’ altro, presso la Tate Gallery di Liverpool, la Tate Modern di Londra,al Whitney Biennal di New York ecc.
Carsten Holler, artista fortemente innovativo, vive e lavora a Stoccolma. Dopo essersi laureato in Agraria e specializzatosi in fitopatologia con una tesi originale sulla comunicazione olfattiva tra gli insetti, si impone nel panorama artistico internazionale a partire dagli anni ’90; attraverso le sue opere, che si distinguono per un taglio pseudo-scientifico, indaga la realtà oggettiva e la sua percezione utilizzando il disorientamento come caratteristica fondamentale di tutti i suoi progetti:dai funghi rotanti appesi al soffitto della Fondazione Prada nel 2000 ai 5 scivoli in acciaio Test site installati nelle turbine Hall della Tate Modern di Londra nel 2006 per la Unilever Series fino ad arrivare alla mostra più recente, Soma, presso Hamburger- Bahnhof Museum Gegenwart di Berlino.
Ed infine l’occhio assoluto della fotografa Tyron Simon, newyorkese, che dichiara: “la fotografia è una prostituta, viene usata da tutti e ciascuno la usa con uno scopo determinato.” Queste le parole pronunciate dall’artista in occasione dell’anteprima di una esposizione monografica in Francia al Jeu de Poume di Parigi, visitabile fino al 17 maggio. Quello di Taryn è un occhio assoluto che non lascia intravedere limiti né spazi temporali. Preziosa e variegata è dunque la rosa di artisti presentata alla Biennale dalla Gagosian Gallery che, ancora una volta, si conferma per sensibilità artistica, capacità di scelta e senso estetico tra le più importanti gallerie d’arte al mondo.
