Napoli, il M5S invita a tenere gli occhi aperti sui candidati a Sovrintendente del San Carlo

Riceviamo  e pubblichiamo nota del Movimento Cinque Stelle Caserta a firma Carlo Izzo in merito all’incipiente nomina del Sovrintendente del prestigioso Teatro San Carlo di Napoli.

NAPOLI – Finita la gestione commissariale del teatro San Carlo la fondazione sembra essere di fronte a un’occasione di svolta anche in concomitanza del cambio al vertice della fondazione dell’attuale sovrintendente Rosanna Purchia.

E una svolta in effetti sarebbe davvero auspicabile considerando che negli ultimi anni il prestigioso teatro Napoletano, che era tra i principali teatri italiani, si è visto scivolare al 9° su una classifica dei primi 14 enti virtuosi stilata dallo stesso Ministero (Mibact) http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/15_gennaio_24/ministero-mette-voti-san-carlo-giu-classifica-e3ea9d6a-a3f4-11e4-bedb-80ae530d3fb8.shtml

Il cambio di rotta auspicato potrebbe avere la sua chance proprio oggi in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio d’indirizzo che vedrà riuniti allo stesso tavolo il sindaco De Magistris in qualità di neo Presidente, il governatore Caldoro per la Regione, Maurizio Maddaloni per la Camera di Commercio, il commissario straordinario uscente Michele Lignola e il professor Tesauro designato dal Mibact.

È immaginabile quindi che in questi giorni ci sia abbastanza fermento nell’ovattato mondo della fondazione ma quello che è apparso invece strano è la posizione assunta dalle rappresentanze dei lavoratori del teatro che hanno già avuto un incontro al vertice con lo stesso sindaco De Magistris.

I lavoratori chiedono che la garanzia del rilancio culturale del lirico Napoletano non passi soltanto attraverso l’affidamento della sovrintendenza a un profilo che con spiccate competenze amministrative e di settore ma attraverso una vera e propria  pulizia dell’attuale linea dirigenziale ed è oramai noto che per il Sovrintendente Rosanna Purchia e il Commissario Straordinario Michele Lignola richiederanno un allontanamento dalla struttura, senza nessun riciclo in altri incarichi.  http://www.diariopartenopeo.it/bufera-al-san-carlo-le-maestranze-contro-la-nomina-dellarchitetto-pace/

Ma chi sono i pretendenti alla sovrintendenza dell’ente? Nonostante le nostre ricerche non siamo in possesso di un elenco ufficiale di coloro che hanno formalizzato la propria manifestazione d’interesse ma nell’ambiente alcuni nomi sono già saltati fuori e alcuni fanno più rumore di altri… è il caso di Stefano Pace la cui candidatura ha messo subito in agitazione gli orchestrali del Teatro che per l’occasione hanno coniato lo slogan “basta califfato” per non dare adito a dubbi su quale sia la loro opinione nei confronti dell’arch. Pace

E, in effetti, pare che sia proprio l’arch. Pace ad aver firmato la Relazione Tecnica dei lavori alla torre scenica durante l’imponente piano di restauro, ristrutturazione e impiantistica del teatro avvenuta all’epoca del commissariamento Nastasi, lavori che tanta indignazione hanno suscitato nel mondo della cultura per i danni apportati all’acustica , un tempo considerata la migliore del mondo! Ma il nome di Pace è anche legato alla bufera del 2007 intorno alla gara d’appalto per l’Auditorium del Parco della Musica di Firenze; in tale occasione l’arch. Pace fu membro della commissione tecnica che assegnò il massimo punteggio al progetto da molti ritenuto «nemmeno degno di un cinema multipiano dell’hinterland più degradato».     http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/arte_e_cultura/15_febbraio_20/al-san-carlo-l-architetto-pacegli-orchestrali-basta-califfato-304adc8c-b8e6-11e4-a66f-0549562ba868.shtml

Ma se il nome di Stefano Pace riecheggia in maniera non propriamente edificante tra le fila degli addetti ai lavori ancora più clamore sembrano suscitare i nomi di altri due pretendenti alla prestigiosa carica, Catello Di Martino e Sergio Rendine.

Il nome di Catello Di Martino, già sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, è oramai tristemente famoso per le “spese pazze” operate durante la sua gestione che hanno portato il teatro sull’orlo del disastro economico e che ha prodotto un enorme deficit per le casse dell’ente (circa 25 milioni di euro di deficit nel triennio 2009-2013) e sul cui operato st la Magistratura e la Corte dei Conti devono ancora fare luce completamente. http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/teatro-dellopera-di-roma-nel-mirino-la-1983094/

L’ultimo pretendente a questa poltrona di cui si ha notizia è Sergio Rendine che, sebbene prestigioso autore di numerose musiche sacre, non sembra avere grosse doti amministrative e gestionali; risulta infatti essere stato Direttore artistico del Teatro di tradizione di Chieti dove pare che abbia lasciato un notevole deficit e strascichi giudiziari; In seguito è stato Direttore Artistico della prestigiosa Orchestra Sinfonica Siciliana il cui rapporto si è concluso praticamente con il licenziamento del sig. Rendine per gravi inadempienze come chiaramente si evince dalla lettera di Revoca dell’Incarico a firma della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana datata 06 marzo 2012 (prot. 971/D-1) della quale siamo riusciti ad avere copia… https://drive.google.com/file/d/0Bwab_tUxWdhPNTdma1ZoZ1VKczQ/view?usp=sharing

Insomma… se questa è la qualità degli aspiranti l’opportunità di un vero cambiamento di rotta sembra ancora lontana e in questa cornice appare del tutto legittima la perplessità e le critiche delle rappresentanze dei lavoratori del Teatro San Carlo.

Noi cittadini attivisti del M5S  non staremo a guardare inermi il perpetrarsi di un nuovo scempio culturale ed economico di una fondazione che fino a qualche anno fa era considerata un faro a livello mondiale ma che oggi pare essere destinata a un lento declino e chiediamo alle istituzioni, in primis al sindaco De Magistris e al governatore Caldoro, di non avallare scelte scellerate ma di puntare su profili che possano garantire un vero cambio di rotta uscendo da logiche di lobi i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.