Maddaloni, rinasce il Carnevale della tradizione

MADDALONI (Caserta) – Nella giornata di ieri, 17 febbraio, a Maddaloni si è svolto l’evento organizzato dalla Pro-Loco, col patrocinio del Convitto Nazionale “G. Bruno”, teso alla riproposizione del Carnevale in città, ad una grande festa per i bambini e per gli adulti. La manifestazione, svoltasi in piazza Matteotti ed iniziata alle ore 15, ha visto la nutrita partecipazione dei cittadini, soprattutto dei più piccoli, felici di festeggiare e divertirsi. Oltre ai carri ed ai giocolieri, questo Carnevale ha avuto un elemento differente rispetto agl’altri anni. Infatti largo spazio è stato dato alla tradizione che gira intorno alla figura di “Vicienzo Carnevale”, personaggio allegorico assai diffuso nel tessuto sociale nostrano. Il compito di mantenere viva questa tradizione è stato assunto dalla compagnia teatrale “Ti facciamo ridere”, sotto la direzione di Felice Fusco. Questi ragazzi hanno iniziato la loro performance, totalmente improvvisata, in via Santa Barbara dove hanno rappresentato “A morte e’ Vicienzo Carnevale”, dove il fantoccio Vicienzo è stato posto al centro con attorno la moglie Quaresima (Felice Fusco) e le donne, sofferenti per l’improvvisa dipartita, ovvero la cosiddetta “chiagnuta”. Dopo la deposizione del corpo nella bara è iniziata la processione per le vie del paese. Il “triste” corteo è stato accompagnato dalla musica vivace della banda del Convitto. Nelle piazze che la processione attraversava, il corteo si fermava e la moglie del defunto Carnevale si lasciava andare alla disperazione intonando i tradizionali canti carnevaleschi. In piazza Matteotti la colonna si è arrestata per ricevere i ringraziamenti e per mettere in scena un pezzo più elaborato, riproponendo anche il famoso “rosario” tratto dallo spettacolo “La Gatta Cenerentola” della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Il corteo ha poi ripreso il suo cammino, terminato davanti la Chiesa di San Benedetto, dove il “corpo” di Vicienzo è stato dato alle fiamme, tra canti e danze.  Nel convento adiacente alla chiesa, si poi tenuta una cena gratuita per tutti quelli che avevano partecipato al corteo, sia attori che spettatori. E qui che abbiamo incontrato Felice Fusco (F).

 

Un resoconto su questa manifestazione

F: Questo è il secondo anno che facciamo questa manifestazione. Quella dell’anno scorso era in fase sperimentale, tanto è vero che l’iniziativa l’avevamo preparata in tre giorni. Quest’anno invece siamo partiti 20 giorni prima. Abbiamo fatto tutto senza copione, attingendo soltanto in alcuni casi a qualcosa di già scritto. Il resto è tutto frutto della nostra fatica, ad esempio la bara e il fantoccio ce li siamo costruiti noi.

Qual è stato il vostro scopo?

F: Il nostro scopo era di far divertire le persone, soprattutto le persone anziane che hanno in qualche modo rivissuto il Carnevale della loro infanzia, con la messa in scena della morte di Vicienzo Carnevale nei portoni del rione. Tant’è vero che in tempi lontani nella zona di Pignitari, in ogni portone veniva esposto il feretro di Vicienzo. L’anno prossimo, partendo sempre dalla zona di Pignatari, cercheremo di fare delle scene più articolate all’interno del paese. Noi confidiamo sull’aiuto dei giovani, dei ragazzi, perché solo se c’è la loro volontà di assimilare queste tradizioni potranno sopravvivere.

Anche noi come Felice Fusco confidiamo nelle future generazioni per mantenere vive queste tradizioni affascinanti che ci appartengono e che vanno preservate. Credo che anche la stampa abbia, tra i tanti doveri, anche quello di preservare e custodire la memoria delle popolazioni, anche perché senza memoria non si può avere una comune identità e senza di essa non siamo più niente.