Don Pietro De Felice, 20 anni al servizio di Casertavecchia, pronto a guidare i fedeli di Limatola

CASERTA –  I sacerdoti si sa sono pastori a cui è demandato il compito di custodire le anime dei fedeli, accompagnarle nel loro cammino spirituale, essere dei fari, sostegno ai bisognosi, protagonisti della vita sociale delle comunità loro affidate. Sono, però, anche dei pastori erranti. Il dovere li porta a rispondere presente li dove il Padre Vescovo li chiama ad operare. Così accade che, dopo oltre vent’anni anni, un parroco saluti la sua comunità per intraprendere una nuova missione pastorale. E’ successo anche a Don Pietro De Felice. Quasi trent’anni trascorsi tra Casola e poi alla Chiesa di San Michele a Casertavecchia, il 7 dicembre è divenuto di fatto il nuovo pastore  della  Parrocchia di San Biagio a Limatola.

Dopo 21 anni ho lasciato la comunità di Casertavecchia – racconta il sacerdote –  un luogo molto importante per la nostra Diocesi visto che, facendo riferimento alla Bolla di Senne, Arcivescovo di Capua, del 1113 proprio qui ebbe inizio la quasi millenaria storia della nostra Comunità. Anni intensi, belli e culturalmente molto ricchi. Ora comincia questa nuova missione pastorale a Limatola, in una comunità un po’ più grande di quella del borgo. Tante le cose da fare, tanti i progetti, tutti da perseguire con la solita devozione e spirito di sacrifico al servizio dei fedeli”.

Tanti anni non possono non aver lasciato un ricordo indelebile nel cuore del pastore.  ” Nella maniera più assoluta. Diciamo che metà del mio cuore sarà sempre sulle colline di Caserta, li dove meraviglioso si erge il borgo. Sono stati anni intensi, belli, dove tanto è stato fatto anche per sottolineare l’aspetto storico del Duomo. Come prima detto, la Diocesi nacque proprio qui e non è sbagliato definire il duomo come una prima Cattedrale della nostra città”.

Don Pietro, cancelliere della Diocesi, grande ed autorevole esperto di diritto canonico, racconta i suoi primi giorni da parroco a Limatola

” Sono stato accolto molto bene. Ho trovato la Chiesa gremita e questo è già un ottimo segnale di partenza. La struttura è bella ed accogliente. Non mancano, poi, gli spazi ricreativi al suo esterno”.  Da qui il sacerdote vuole partire. Creare l’oratorio, il luogo dove i giovani possano ritrovarsi per dedicarsi al sano svago sotto l’ala protrettrice della Chiesa.  “ Sicuramente uno dei miei obiettivi, ma mi impegnerò tantissimo anche per attività a sostegno degli anziani e dei poveri”.

Rispetto a Casertavecchia qui troverà una comunità un po’ più grande “ma non di tanto. Certamente, però, più corposa rispetto a quella residente nel Borgo. Per questo, ovviamente, le attività saranno diverse. Partiremo con i corsi per le prime comunioni e le cresime. Ho valide catechiste che mi danno una mano, ma la figura del sacerdote rimane, comunque, centrale. Insomma – conclude Don Pietro – le cose da fare sono tante e sono certo che con l’aiuto del Signore, l’entusiasmo dei miei parrocchiani riusciremo nel nostro intento”. Chiesa di Dio, popolo in festa. Questo l’obiettivo. Buon lavoro Don Pietro