Caserta, per il rinnovo dell Ordine dei Medici si infiamma il dibattito

CASERTA – Il dottor Antonio Manzi, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Caserta, e uno dei due sfidanti alla presidenza dell’Ordine dei Medici di Caserta – l’altro è il presidente uscente Franco Mascia – chiede ai partiti di fare un passo indietro non strumentalizzando le elezioni per il rinnovo dell’Ordine.

La sua richiesta è legittima: non giova a nessuno – tra l’altro in una terra dilaniata e indietro come Terra di Lavoro – che i partiti, con i loro lacché di bassa categoria, interferiscano pure con gli ordini professionali.

La realtà casertana è comunque triste e sappiamo bene quanto i politici mettano la coda in queste cose invece di pensare allo sviluppo del territorio.

L’Eco di Caserta, per primo, si è accorto che queste elezioni, in cui presidente e vice che da anni vanno insieme, si candidavano contro come sarebbero diventato bersaglio dei politici e dei partiti.

Manzi si è sentito in obbligo di chiedere ai partiti di fare un passo indietro (Manzi è ritenuto più vicino di Mascia a de Franciscis, ma anche Mascia lo é, considerato che de Franciscs che è medico, ha sempre votato Mascia in questi anni).

L’eco ha già spiegato i delicati equilibri in un altro pezzo di qualche tempo fa (vedi in archivio), ma ora la battaglia è più dura e i sostenitori di Mascia usano questa illazione politica per cercare di fare il vuoto intorno a Manzi. Tanto che anche il presidente della Provincia si è sentito in obbligo di smentire il suo sostengo per uno qualsiasi dei candidati.

Sarebbe bene che anche i media, che spesso inseguono il sensazionalismo (e certi giornalismi hanno fatto molto male a Caserta e provincia), facessero un passo indietro da questa vicenda: gli ordini sono da sempre trasversali e gli ordini asserviti alla politica o ad altre conserterie non fanno bene alla terra in cui vivono. Gli ordini d evono essere solo espressione degli interessi dei professionisti e del pensiero del loro presidente (un esempio è l’Ordine degli avvocati sammaritano presieduto da Elio Sticco).

L’unico insegnamento che viene fuori da questa vicenda è che oggigiorno dirsi amici del presidente della Provincia non è più una garanzia di vittoria.