CASERTA – Ha mantenuto le aspettative la presentazione del libro “Annunzia la Parola”, lectio divina sulla seconda Lettera a Timoteo, ultima fatica letteraria di Padre Edoardo Scognamiglio.
Presentato a Caserta, presso la libreria Paoline, in via Redentore, l’incontro, moderato dal giornalista Antonio Luisè, delegato provinciale dell’Ucsi (Unione stapa cattolica italiana) di Caserta, ha visto la partecipazione del Vicario, Monsignor Antonio Pasquariello, una grande presenza di pubblico. Praticamente esauriti tutti i posti a sedere e tanta altra gente in piedi ad ascoltare le dotte parole di Padre Scognamiglio.
Docente di Dialogo Interreligioso e Islam presso la Pontificia Università Urbaniana e di Teologia Dogmatica alla Pontificia Facoltà di Teologia dell’ Italia Meridionale di Napoli, Frate Edoardo è anche direttore della rivista teologia Asprenas e del Centro Studi Francescani per il Dialogo Interreligioso e le culture a Maddaloni.
Il libro è metaforicamente un percorso: un viaggio culturale e mistico che approda alla comprensione della Parola Sacra come Codice intrinseco alla vita degli Esseri e del Creato. La Lectio Divina aiuta a capire che la Parola è tutto. Essa rende liberi, l’unica cosa per la quale vale lottare e se serve anche morire per donare agli altri amore. Attraverso la Parola si riesce a comprendere meglio il senso della nostra vita, ad affrontarne al meglio le sfide che essa ci pone dinanzi.
L’esempio di San Paolo che, seppur in punto di morte, suppur prigioniero nelle gelide prigioni di Roma, si sente libero, ansioso di andare da Dio, felice e ricco nell’animo, nonostante non avesse più niente, neppure le sue adorate pergamene ne tantomeno la vicinanza del suo “adorato Timoteo”.
Il grande valore che si da all’amicizia, legame indissolubile, alal famiglia, il nido dove la Fede trova il suo naturale albergo e dove la Parola si forma per crescere ed espandersi. Quel che fa riflettere è l’attualità della Parola. Essa è viva, Dio non ha mai messo un punto alla Scrittura. La Parola di Dio non conosce il tempo, è sempre di impressionante attualità .
Dio è l’Eterno Presente: dunque, l’atteggiamento peggiore che un credente può assumere è quello di farsi la sua sintesi perenne della Parola che Vive, lasciarsi condizionare da falsi miti e credenze, essere fedeli part time. Nel nostro io sappiamo cosa significa essere Cristiani, leggendo il Vangelo ne avremmo una conferma ancora più chiara.
Attraverso la sua lettura è come se ci mettessimo davanti uno specchio e quel che apparirà saremmo noi, non possiamo mentire a noi stessi. Seguire la Parola significa migliorare l’iimagine che apparirà davanti quello specchio.
Imparare ad ascolatre, perchè saper ascoltare è anche un concreto gesto di umiltà . E qui il discorso si è spostato sul Dialogo interreligioso.
Bisogna avere la forza e l’intelligenza per sedersi e dialogoare per arrivare ad amare un unico Dio, liberarsi dalla tentazione di voler convertire gli altri, bisogna amare, applicare le regole del nostro credo, esse ci condurranno ad un pacifico confronto.
