Aversa Normanna, la rabbia del presidente Spezzaferri: Difficile fare calcio senza uno stadio vero

AVERSA (Caserta) – La gioia per il ritorno al successo, il primo della nuova gestione Sergio, è ben presto cancellato dallo sfogo del presidente dell’ Aversa Normanna, Spezzaferri.

Il motivo della sua rabbia? Il solito, purtroppo. L’atavica deficienza ed inadeguatezza deglle strutture sportive. Così, come a Marcianise il patron Bizzarro rassegnò le sue dimissioni in segno di protesta, rabbia e scoramento per la lentezza con la quale procedevano i lavori di adeguamento del Progreditur, cosa che ha obbligato il team galloverde a giocare sul neutro di Caserta le sue partite casalinghe, medesimi problemi ha Spezzaferri.

Lo stadio di Aversa non è esattamente impianto dove poter disputare le partite di Seconda Divisione, figurarsi, poi, quelle eventuali di Lega Pro.

“Abbiamo dato molto ad Aversa, non solo in termini di impegno personale ed economico, ma anche per i
risultati ottenuti – lo sfogo del presidente – Tutto ciò solo con le nostre forze, facendo i conti con strutture sicuramente non adeguate agli obiettivi che abbiamo già raggiunto e che ci prefiggiamo ancora di raggiungere”.

“In una città in cui lo sport, ed il calcio in particolare, era del tutto assente, siamo riusciti a vincere una Coppa Italia dilettanti, ottenere la promozione in Seconda Divisione, conquistare il titolo di Campioni d’Italia. Abbiamo contribuito a dare di Aversa un’immagine positiva, non solo legata all’immondizia ed alla criminalità organizzata. A fronte di ciò
lanciamo il nostro grido d’allarme per come siamo costretti a compiere il nostro quotidiano impegno. Gli impianti da noi usufruiti sono inadeguati. Manca uno stadio degno della categoria in cui giochiamo”.

Il team granata conta 150 iscritti al settore giovanile e spesso è costretta far emigrare i suoi ragazzi sui campi dei comuni limitrofi, con tutte le conseguenze negative del caso e le tante difficoltà logistiche da superare.

” Mancano strutture dove far allenare e giocare le squadre del nostro settore giovanile. Siamo costretti ad elemosinare nei Comuni limitrofi, Carinaro,Gricignano, Sant’Antimo, la disponibilità di impianti idonei. Lo scorso anno la prima squadra è stata costretta a disputare una partita a porte chiuse per l’inadeguatezza dello stadio. Ci sono le squadre del settore giovanile, le quali rappresentano il nostro futuro, che non hanno spazi sufficienti dove allenarsi e giocare. Impianti sportivi adeguati significa anche aumentare l’immagine positiva della città. Pensiamo solo a quale possa essere la ricaduta reale sulla collettività, con la possibilità per i giovani di praticare sport in contesti sicuri ed idonei o utilizzare i nuovi contenitori per eventi prestigiosi, dai concenti alle partite delle nazionali. Per ora, abbiamo respinto al mittente le proposte di altre città di andare a fare calcio da loro. E’ il momento che l’istituzione locale ci venga incontro e ci stia maggiormente vicina.

E’ un invito che facciamo perché, per assurdo, non vogliano essere costretti a non augurarci una promozione nella categoria superiore, causa l’assenza di strutture consone ad una città che ha voglia di sport ad alto livello”.

Insomma si è alle solite. La passione, la dedizione degli imprenditori per far nascere qualcosa di belle ed importante si scontra cone le difficoltà di reperire impianti moderni e l’inadeguatezza di quelli esitenti.

La squadra, intanto, si gode il bel successo ottenuto ai danni della rivale storica Barletta. Tre punti che hanno risollevato il morale di Ottobre e soci, un pò ingrigito dalle belle prestazioni alle quali, però, non corrispondevano pari punti conquistati. Ora la classifica è un pò meno nebulosa, ma per il sereno serve adesso dare costanza ai risultati, a cominciare dalla prossima partita contro la Scafatese.